domenica 11 febbraio 2018

REALMONTE e la Scala dei turchi





















Amo l’azzurro dei cieli tersi e delle acque, amo l’azzurro dal più tenue al più intenso, amo l’azzurro che nasconde le linee di confine fra cielo e mare confondendo anche lo sguardo più acuto.
Dopo aver visto Realmonte ho scoperto che quì vi sono degli azzurri che non hanno eguali.
A Realmonte il paesaggio è stupore e io lo ricordo così:
“una immensa distesa mansueta dai colori impensabili arginata dolcemente da una scogliera scolpita armoniosamente dal vento e pazientemente levigata dalle acque e dal tempo, immacolata come la neve .
Ad un tratto una parte di scogliera si innalza fino a formare un monte, ma costui non pare voler dominare il mare perché s’innalza ondeggiando dolcemente creando ampi gradoni che a opera conclusa si presentano come una grandiosa scala. La SCALA DEI TURCHI, la principale attrazione di Realmonte, località turistica dalle belle spiagge sabbiose, fondata dal nobile Giovanni Monreale fra il 1650 e 1680, in provincia di Agrigento.
Il Mar Mediterraneo, baciato da un sole novembrino ancora caldo ma non sfacciato, sembra provare piacere a fare da specchio alla bianca scogliera, alla Scala dei Turchi, che forse ignara del suo splendore, lascia scivolare la sua immagine nelle acque, penetrandole e sprofondandovi. L’unione o meglio la fusione di questi elementi da origine a una tavolozza trasparente dagli azzurri variegati, a tratti intensi quasi fino a diventare blue cobalto, in alcuni punti invece sfumati, di bianco orlati. Infine il sole con luce argentata stende il suo velo e la tavolozza diviene un mantello regale degno soltanto di un imperatore.”
Ma per una simile meraviglia non ci sono parole che possano renderla viva e anche la fotografia è impotente all’efficacia dell’immagine.
La SCALA dei TURCHI costituita di marna, roccia sedimentaria a grana fine di natura calcarea e argillosa la cui particolarità è il colore bianco, è lì che si specchia nel Mediterraneo e ci attende.
Non teme le nostre impronte, anzi ci invita a salirci sopra affinché possiamo goderci bellezza e spettacolarità dall’alto.
E’ lì a testimoniare incontri di innamorati che l’hanno scalfita incidendo su di essa, cuori, date, nomi e poco importa se sono state avventure di un’estate o storie di una vita.
La Scala dei Turchi certamente è un monumento ai ricordi.
Un angolo di Sicilia incantevole.
La storia tramandata dice che nei tempi antichi qui vi trovavano riparo i turchi perché è una zona non eccessivamente ventosa, ma in realtà sembra poco probabile che i turchi fossero giunti fino a qui. Inoltre si narra di pirati saraceni che giungevano dal mare, salivano “ la scala “ e saccheggiavano i luoghi circostanti.
Dal mare di fronte, poco distante dalla riva, dalle acque cristalline fuoriescono due scogli ed anche per essi la leggenda vuole che rappresentino due innamorati sfortunati di Realmente: “zitu” e “zita”.
Seduta su un gradone, riscaldata dal sole, intorno il silenzio è rotto soltanto dal garrito di bianchi gabbiani che planano liberi sul mare calmo, la mente divaga priva di catene, lo sguardo si perde in questo splendore del creato, ammira la costa fino a capo Rossello. Miracoli della natura che nessun architetto mai potrebbe realizzare!
Vorrei rubare un pezzo di scogliera per non dimenticare il suo candore, vorrei portare con me una bottiglia di mare per non dimenticare i colori, ma desisto, sono consapevole che altrove nulla potrebbe essere come appare qui, seduta su un gradone della scala dei Turchi. 
Ogni cosa ha il suo posto.

E’ in attesa di rientrare nell’elenco dei Patrimoni dell’Unesco.
Si raggiunge entrando in Realmonte seguendo le indicazioni per LA SCALA DEI TURCHI, quindi si arriva in un parcheggio (è uno spazio recintato e forse è aperto solo nel periodo estivo) . Io ho parcheggiato in una piazzuola adiacente. Si percorre una breve stradina in discesa che porta ad una bella spiaggia di sabbia, andando verso destra si passa oltre uno stabilimento balneare e procedendo lungo il litorale per pochi minuti ci si trova davanti alla “Meraviglia”.
novembre 2009 - Y.P.

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