domenica 11 febbraio 2018

CIUDAD DE LAS ARTES Y LAS CIENCIAS - Vedere per credere

CIUDAD DE LAS ARTES Y LAS CIENCIAS 

 Quando l'architettura diviene arte e spettacolo



Non sono un architetto e non so trovare sostantivi ed aggettivi tecnicamente appropriati per poter descrivere simile spettacolarità. Più volte avevo avuto modo di vedere le fotografie di questo complesso su riviste e in televisione: fotografie che avevano alimentato la mia curiosità e la fantasia, ma nessuna mi aveva consentito di immaginare esattamente quanto si presenta ai miei occhi.
Sono strabiliata e come me Cristina.
Entrambe avevamo avuto modo di stupirci di fronte alle costruzioni ultramoderne di Alexanderplatz e del Sony center a Berlino, ma qui alla Città delle arti e della scienza di Valenzia è tutta un’altra meraviglia.



Cipressi che crescono dentro fontane simili a piscine, costruzioni dalle forme mutevoli a secondo delle prospettive in cui si osservano, edifici apparentemente galleggianti poiché emergono dalle acque , improbabili eppure reali, ponti faraonici con ben sei corsie.
La città dell’arte e della scienza in sintesi è un grande complesso ludico-culturale realizzato su progetto del architetto ingegnere Santiago Calatrava nato a Valencia nel 1951, lo stesso che ha pensato di lasciare la sua impronta anche a Venezia progettando un quarto di ponte sul Canal Grande, ma che purtroppo pare sia stata un’opera maledetta.
Tornando alla città dell’arte e della scienza: si tratta di un insieme di costruzioni singole tecnologicamente molto diverse fra loro ma che si mostrano in armoniosa sintonia.

Vi è il Palazzo della Musica – Palau de les Art Reina Sofia , l’Emisfero che assomiglia ad un grande occhio umano ma potrebbe assomigliare anche a un occhio di coccodrillo e al cui interno vi è una grande sfera che costituisce la sala proiezioni più grande della Spagna, il Museo della scienza e per ultimo l’Acquario più grande d’Europa forse più conosciuto come Oceanografico .
Gli edifici sono raggiungibili percorrendo lunghi corridoi simili a gallerie, sopraelevate , coperte, scoperte . Inoltre vi è una specie di passerella coperta aperta alle estremità, un grande telaio metallico a volte, paragonabile ad una serra per la presenza di numerose piante verdi definita Umbracle. In pratica è la quinta costruzione e rappresenta appunto un giardino, anzi un palmeto.
Dentro il complesso vi sono varie zone espositive e durante la nostra visita era in corso una manifestazione della Mercedes.
Tutti questi edifici si possono visitare internamente acquistando il biglietto che offre soluzioni singole o cumulative.
Ci è stato detto che a Valencia le giornate di pioggia in un anno mediamente sono circa una dozzina: il caso ha voluto che proprio la mattinata in cui c’eravamo noi rientrava fra quella dozzina e si è scatenato un abbondante acquazzone
Corri di qua, corri di là, la pioggia ci raggiungeva ovunque e ci siamo ben bagnate.
Abbiamo comunque raggiunto la biglietteria , abbiamo acquistato il biglietto e con la speranza che le nuvole si sciogliessero in breve tempo, siamo entrate all’Acquario ovvero l’Oceanografico.
Un ambiente naturale dove abbiamo potuto osservare da vicino le specie più rare presenti nei mari e negli oceani. La visita si snoda attraverso diversi ecosistemi marini, come ad esempio quello tropicale, quello artico o antartico.
Abbiamo visto diversi esemplari di beluga , ovvero quegli enormi cetacei bianchi che vivono in Alaska, in Russia e in Groelandia .
Nel delfinario abbiamo assistito allo spettacolo dei delfini: una rappresentazione veramente notevole , quasi inenarrabile i cui protagonisti sono stati 10 delfini e 6 addestratori .
Un’esibizione che dura circa una mezz’ora, ma dall’ impatto emotivo molto forte, indimenticabile.

Abbiamo poi raggiunto una specie di isola ricreata per i leoni marini le cui manifestazioni di aggressività sono assai fragorose e poi siamo entrate in una grossa voliera a forma di sfera che ospita uccelli dalle piume coloratissime. Alcuni bellissimi, completamente rossi. Mai visti prima d’ora.
Dentro l’oceonografico vi sono anche un paio di ristoranti, qualche bar , qualche negozietto che vende souvenirs, ma è possibile praticare anche alcune attività.
La visita all’oceonagrafic è durata più di un paio d’ore, quando usciamo ha smesso di piovere , trascorriamo altro tempo dentro la Ciudad e poi prendiamo un bus e ci dirigiamo verso il porto.
Il cielo è ancora minaccioso anche se ogni tanto si intravedono delle schiarite, l’aria invece è freddina , ma noi indifferenti arriviamo al porto. Dapprima ci imbattiamo nella parte riservata alle vele e dal ricovero delle barche e dalle scritte pubblicitarie comprendiamo che siamo nelle basi dell’America’s cup. Scopriamo che si tratta di una zona privilegiata: siamo alla MARINA REAL JUAN CARLOS I e oltre all’America’s cup, per il molo corrono le vie che fungono da circuito per le gare di formula uno.

Camminiamo parecchio, il porto di Valenzia è immenso, da lontano vediamo impilati centinaia e centinaia di containers adibiti a trasporto merci, quindi le varie gru e carrelli per la movimentazione. Cerchiamo di goderci gli ampi panorami, ma infine si è fatto tardi e ritorniamo in albergo. Abbiamo deciso di andare a cena in un ristorante sul mare qui al Paseo Maritimo : ve ne sono diversi e sceglieremo a occhio poiché quelli che ci sono stati segnalati abbiamo visto che sono chiusi. Probabilmente apriranno nei periodi di maggior turismo. Ci sentiamo dire in più occasioni, che qui le cose recentemente sono molto cambiate, diversi locali sono stati costretti a chiudere.
La crisi economica si è abbattuta come noto anche sulla Spagna e pure il turismo è sensibilmente diminuito.
Sulla via del ritorno all’albergo transitiamo nuovamente nei pressi della città di Calatrava e nuovamente ci stupiamo: vista dal bus è ancor diversa, le strane forme indefinibili danno l’illusione di una continua trasformazione.
Eppure non sono forme in movimento poiché le costruzioni sono statiche.
Cristina aveva assimilato il palazzo della musica ad un elmo, poi si era ricreduta, in realtà la sua intuizione era corretta poiché la forma di questa costruzione vuole proprio evocare un grande casco di Formula uno o un elmo da ibero.
La fantasia non conosce limiti e secondo me il genio è tale perché sa rendere reali le idee fantasiose. Io, profana nel mondo dell’architettura, trovo questo Architetto Santiago Calatrava assolutamente geniale, un artista .
A titolo informativo riporto prezzi 2013  dei biglietti ingresso adulto:
Emisfero euro 8,80
Museo della Scienza euro 8,00
Oceanografico euro 27,90
Emisfero + Museo della Scienza euro 12,60
Emisfero + Oceanografico euro 30,30
Museo della scienza + oceanografico euro 29,70
Emisfero + Museo della Scienza + Oceanografico euro 36,25
*Per i possessori della touristi card come esplicitato nella mia opinione precedente su Valenzia si ha diritto ad un sconto del 15%
(Scritta in occasione del soggiorno a Valencia di febbraio 2013)

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