domenica 11 febbraio 2018

PIENZA- La meraviglia del Rinascimento


Nella nostra bella Italia ci sono borghi medioevali da favola, ci sono città spettacolari, c’è Venezia che è unica al mondo, Roma con il Cupolone meta di turisti di tutto il mondo, Milano con la sua bella Madonnina, etc. In Toscana c’è la Val D’Orcia: il cuore della Terra di Siena. Un piccolo paradiso naturale, una terra lontana dal fragore della modernità e qui c’è PIENZA detta” città utopia” , “ la città ideale”, citta’ simbolo del Rinascimento italiano.

Pienza insieme a Castiglioni d’Orcia, Montalcino, San Quirico d’Orcia e Radicofani appartiene ai 5 comuni che formano la Val d’Orcia legati fra loro da una civiltà antichissima.

La Val D’Orcia dal 2004 è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità con la seguente motivazione: “ Un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato nel periodo rinascimentale per rispecchiare gli ideali di buon governo e per creare un’immagine esteticamente gradevole”
In un ampio paesaggio collinare agrario che dona immagini splendide a che non mostra segni di degrado spesso visibili in molti altri luoghi celebri, Pienza “ la bella” , dal colle su cui si erge fa da dominatrice mentre da lontano il Monte Amiata la osserva e la protegge dai venti.


Origini di PIENZA

Pienza ha una storia molto antica che risale all’età del bronzo e del neolitico. Nelle colline vicine si ritrovano ancor oggi reperti etruschi e romani. I primi documenti ritrovati sono datati VIII secolo e riguardano la pieve di S.Vito e Modesto, detta prima “ di Rutiliano” e in seguito “di Corsigano”.
Dalle ricerche effettuate risulta che nel passaggio fra le due denominazioni è da individuarsi la trasformazione economico-sociale della zona che da distretto rurale, si è fortificata in borgo.
La denominazione popolare di ”Corsignan de’ ladri” induce a credere che qui, come in altre rocche altrove ubicate, trovassero asilo i malfattori che traevano profitti dalla vicinanza della Via Francigena, antica romea e della via Perugina. Che portava in Val di Chiana e in Umbria.
In epoca più recente una notissima famiglia senese, la famiglia Piccolomini, cacciata dalla città di S. Bernardino per ragioni politiche, venne a stabilirsi a Corsignano dove possedeva terreni e un casale. Qui nacque nel 1405 Enea Silvio che divenne in seguito papa e volle quindi trasformare il suo borgo natio. Sicuramente la ragione principale fu di carattere sentimentale ma certamente Enea Silvio era desideroso di lasciare il segno del suo passaggio e della cultura della quale, prima che scegliesse la vita religiosa, era stato un grande promotore: l’umanesimo rinascimentale.

Nel la progettazione di PIENZA c’era quindi il sogno di una trasformazione e di una rifondazione innovativa.
Il mito della “città ideale” era un pilastro portante della cultura dell’umanesimo.
La progettazione della nuova città fu affidata a Bernardo Gamberelli detto Il Rossellino, un noto architetto a suo tempo allievo della Scuola di Leon Battista Alberti, altro membro della comunità umanistica fiorentina.
(A questo punto ci è chiaro che stiamo raccontando la storia del luogo di nascita di Enea Silvio Piccolomini divenuto Papa Pio II nel 1458).
In breve tempo furono demoliti gli edifici esistenti di Corsignano per creare un nuovo spazio urbano e poter quindi costruire edifici , chiese, nuove case per gli abitanti e realizzare così il sogno di Pio II.
I lavori iniziarono nel 1459 e terminarono nel 1462 con spese quintuplicate rispetto al preventivo iniziale e il Rossellino fu accusato di appropriazione indebita dei fondi papali, ma Pio II lo perdonò, soddisfatto dell’operato. Nell’agosto dello stesso anno il Papa Pio ufficializzò la nascita della città di PIENZA e nominò il vescovo.
Inoltre i membri del seguito papale furono obbligati a costruire le proprie residenze proprio a Pienza. Il mancato adempimento avrebbe comportato la perdita della porpora.
A lavori conclusi il Papa emise anche un decreto/ bolla pontificia - in cui veniva rigorosamente vietato a chiunque di manomettere l’opera o aggiungere qualche altro edificio, pena la scomunica.
PIENZA ai giorni nostri
Si entra in Pienza dalla porta principale in pietra arenaria , opera di Aleardo Paolucci , restaurata nel dopoguerra essendo andata distrutta dai bombardamenti.
Sormontata da un grande arco si percorre la Via Gozzanti che consente di accedere al quartiere medioevale della città.
In pochi minuti a piedi percorrendo stradine graziose affiancate da abitazioni adornate di vasi di fiori e botteghe artigiane, si ci trova nel centro Storico il quale, anche coloro che hanno poca conoscenza della storia dell’arte, non possono fare a meno di ammirarne la sua particolarità. Non si può ignorare che ci si trova davanti ad una struttura straordinaria ed è infatti , proprio merito del centro storico considerato unico esempio al mondo nel suo genere, che dal 1966 Pienza è stata inserita nel Patrimonio mondiale dell’Umanità tutelato dall’Unesco.

La piazza Pio II a pianta trapezoidale è accessibile da cinque ingressi, è stata concepita privilegiando lo spazio, la luce, lo slancio prospettico, innovazioni assolute per il periodo in cui avvenivano. Si possono godere degli scorci panoramici sulla vallata, che lasciano senza fiato.

La Cattedrale dell’Assunta realizzata con materiali diversi ( cotto-travertino e arenaria) ha la facciata stile rinascimentale che ricorda l’architettura classica e un bel campanile dallo stile gotigheggiante. Internamente la cattedrale è a croce latina e lo spazio è suddiviso da due file di colonne di travertino. Arredata semplicemente, risulta essere di notevole pregio: i più grandi pittori senesi di quell’epoca vi lavorarono alacremente. La cappella centrale dell’abside è occupata dal coro in legno intarsiato: una vera e propria opera d’arte realizzata da artigiani ignoti .
La cattedrale gode di ottima luminosità poiche la luce filtra da grandi vetrate policrome volute dal Pio II che era desideroso farne una “domus vitrea”, come simbolo dell’apertura intellettuale dell’età umanistica.
Palazzo Piccolomini , imponente, sorge accanto al Duomo . Un tempo sede della corte papale, fino al 1968 ha ospitato i discendenti di Pio II. Dalla loggia si può ammirare uno dei più affascinanti panorami sulla Val D’Orcia e del Monte Amiata. Il Rossellino nella progettazione di questo edificio, con finestre bifore sui tre lati, si è ispirato al Palazzo Rucellai edificato a Firenze da Leon Battista Alberti..
Elemento inscindibile del palazzo è “il pozzo dei cani”, elegante opera dello stesso Rossellino che arricchisce la piazza.
In questo palazzo, visitabile al pubblico, si trova la stanza da letto e la biblioteca di Pio II.
Di fronte a Palazzo Piccolomini, è il Palazzo Borgia, progettato e realizzato ex novo e fatto costruire dal Cardinale Borgia che divenne poi Papa Alessandro VI.
Il Palazzo Pubblico eretto in sostituzione di un vecchio palazzo pretorio, si presenta con logge sorrette da imponenti colonne di travertino, la facciata con quattro finestre bifore e una torre in mattoni di cotto che riprende il giglio gotico . Questo palazzo attualmente è la sede dell’amministrazione comunale. Nel ‘800 a questo palazzo era stato aggiunto un piano successivamente demolito .
La Canonica della Cattedrale fatto erigere per i canonici della cattedrale custodisce un piccolo e interessante Museo legato alla storia della città e del suo fondatore.
Vicino al Palazzo Piccolomini si trova la Chiesa di S. Francesco in stile gotico con un’unica navata centrale. E’ l’unico monumento che appartiene al vecchio borgo di Corsignano. Nel periodo medioevale qui vivevano i frati francescani.
A fianco della chiesa si trova un chiostro rifatto nel XVI secolo.
Per ogni edificio una ricca e interessante storia, ma come sapete io racconto le emozioni dei luoghi: della storia si occupano le numerose guide in commercio.
Trovarsi qui nel centro storico di Pienza ci si sente proiettati in un altro tempo, il nostro secolo all’insegna della tecnologia qui non si vede, non si tocca. Pienza è attrazione e stupore.
E certamente anche il regista italo-americano Anthony Minghella subì tale attrazione tanto che decise di girare proprio qui il film d’amore , guerra e passione “IL PAZIENTE INGLESE” che vinse ben nove Premi Oscar e così portò le immagini di Pienza in tutto il mondo.

Pienza è un piccolo borgo, case vicine, vicine con massicci portoni di legno che fanno immaginare accoglienti interni. L’ ampia veduta collinare, l’estensione della Valle d’Orcia, le viuzze dai nomi sognanti come Via dell’Amore, Via del Bacio , Via della Fortuna, Via Buia, Via delle Serve Smarrite, ogni angolo è una piccola sorpresa. E’ proprio minuscolo il borgo di Pienza ( non raggiunge neppure tremila abitanti) e in un paio d’ore si gira tutto, ma è un peccato non soffermarsi, entrare nel piccolo bar del centro “ Bar La posta” con il soffitto a volta dai mattoni a vista e bersi un buon caffè e poi visitare tutti gli edifici storici di grande interesse non dimenticando l’angolo sacro ovvero il Romitorio ( fu sede di monaci eremiti) uno dei luoghi più antichi del borgo, poco distante dal centro storico e citato con nostalgia nei Commentarii di Pio II.
PIENZA borgo da sogno!
( Pienza è inserita nella Guida delle località BANDIERE ARANCIONI – Località dell’entroterra selezionate e certificate dal Touring Club Italiano- Luoghi dai valori assoluti
Per chi desidera approfondire : www.bandierearancioni.it)
Prima di lasciare PIENZA si può optare per una piccola visita al Consorzio Agrario dove è possibile acquistare prodotti alimentari tipici della zona come olio, vasetti di ragu’ di cinghiale e di carne chianina, crostini toscani e il “ pecorino di Pienza” il quale meriterebbe un’opinione a sé ed ovviamente vini.

Infine sul C.so Rossellino spicca il Relais IL CHIOSTRO di PIENZA, un hotel a 4 stelle che mi sono limitata a fotografare; un antico chiostro che dall’esterno lascia “ben pensare”!
Personalmente se dovessi trascorrere una notte a Pienza non esiterei a contattarlo.

Yvonne

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