martedì 27 febbraio 2018

LE PAROLE CHE CI SALVANO - Eugenio Borgna


LE PAROLE CHE CI SALVANO - Eugenio Borgna

Prima di riporre in libreria questo prezioso libro che mi ha regalato il mio amico sociologo e che considero di estrema utilità per tutti noi, riporto qualche stralcio che ritengo alquanto significativo:

-          Per ascoltare  occorre tacere…

-          … dovremmo sapere che nella vita non tutto è dicibile e non tutto è esprimibile; e non dovremmo illuderci di poter spiegare i pensieri che abbiamo, e le emozioni che proviamo, con le sole parole chiare e distinte. La parola che tace è talora più importante della parola che parla.

-          L’amicizia quando si sta scendendo lungo la china del dolore e della tristezza, è zattera che ci consente di salvarci………..Ma non si dovrebbe mai dimenticare che anche l’amicizia è fragile, ed è esposta alle ferite della stanchezza, della noncuranza, della disattenzione, della preoccupazione, o delle influenze esterne non sempre riconoscibili nei loro aspetti perturbanti.

-          Del tempo ho paura, del tempo che fugge così in fretta. Fugge? No, non fugge e nemmeno vola: scivola, dilegua, scompare, come la rena che dal pugno chiuso filtra giù attraverso le
dita, e non lascia sul palmo che un senso spiacevole di vuoto. Ma, come della rena restano, nelle rughe della pelle, dei granellini sparsi, così anche del tempo che passa resta a noi la traccia.

-          La vita emozionale permane autentica e dotata di senso anche nella condizione anziana…

-          Ogni nostra emozione, la paura e l’angoscia, la insicurezza e la inquietudine dell’anima, ci fa cambiare il modo con cui noi incontriamo gli altri, e il modo con cui gli altri incontrano noi.

-          …e quante infelicità, quante sofferenze, si eviterebbero, e quante speranze animerebbero le relazioni di cura. Ma, ancora, quanta importanza avrebbe la cosa nel cuore delle famiglie nelle quali oggi non si comunica molto, non ci si ascolta molto, si creano relazioni inautentiche: incapaci di riempire il vuoto e la solitudine che dilagano nella vita di oggi.

-           bisogna difendersi dall’ininterrotto fiume di chiacchiere che sommergono il mondo, ma il chiasso esteriore non è se non una meta delle logomachie delle quali siamo prigionieri…….Quante cose superflue noi diciamo in un giorno, quante cose schiocche! Dobbiamo imparare a capire che il silenzio è bello, che non è un vuoto, ma vita genuina e colma. Di più ancora, bisogna imparare il silenzio interiore…….

-          La solitudine e il silenzio sono esperienze interiori che aiutano a vivere meglio la vita di ogni giorno; facendoci distinguere le cose essenziali da quelle che non lo sono, e che siamo non di rado tentati di sopravvalutare nel loro significato.

-          Delle parole che diciamo, grande e bruciante è la nostra responsabilità, e dovremmo ogni volta tenerne presenti le conseguenze sugli stati d’animo e sulla sensibilità, sulle fragilità e sulle debolezze, di chiunque le ascolti.
-          Aggiungo io, in questo particolare momento : delle parole  dovrebbero tenerne conto soprattutto un gran numero dei politici italiani che blaterano e blaterano, sprecano parole per non dire nulla o peggio ancora per insultare la nostra intelligenza….. ma non solo, utilizzano parole e ora anche  simboli senza conoscerne l’etimologia. Non vado oltre poiché questo mio è un paese strano, dove senza un laurea non si riesce a trovare un lavoro presso banche, uffici etc. , ma ci si può candidare alla guida di una nazione o di un  ministero.

Y.P. 27 febbraio 2018

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