domenica 11 febbraio 2018

NAPOLI - NAPULE E'

NAPULE E’
Napule è mille culure
Napule è mille paure
Napule è a voce de' criature 
Che saglie chianu chianu
E tu sai ca' nun si sulo
Napule è nu sole amaro
Napule è addore e' mare
Napule è na' carta sporca 
E nisciuno se ne importa 
E ognuno aspetta a' sciorta
Napule è na' camminata
Int' e viche miezo all'ate
Napule è tutto nu suonno 
E a' sape tutto o' munno 
Ma nun sanno a' verità. 
(Pino Daniele)

Napoli: erano anni che la pensavo, la leggevo, la ascoltavo.
Il mio primo pensiero verso Napoli risale forse al tempo in cui frequentavo la scuola elementare perché il mio maestro, proprio da Napoli proveniva e lui di Napoli parlava.
Io nata in un piccolo borgo sul lago di Como, immaginavo Napoli lontanissima, irraggiungibile…il maestro diceva che occorreva prendere il treno e al mio paese i binari per il treno non esistevano. C’era solo la corriera e la corriera a Napoli non ci arrivava, si fermava a Como.

Sono poi cresciuta e trasferitami in città ho iniziato a viaggiare, a visitare paesi e luoghi diversi ai fini di conoscere, imparando che nessun luogo è lontano se davvero si desidera raggiungerlo.
Ma Napoli, pur essendo presente nei miei desideri, era sempre là e mai mi decidevo a raggiungerla anche se ad amici diversi avevo proposto di andarci senza però concludere.
E poi “ A Napoli bisogna stare attenti”, “Napoli è un gran casino”, etc. etc. etc. e così Napoli restava sospesa.
Finché un giorno di fine settembre lei, Dinella, telefonicamente mi dice che con Lucio, l’amico ritrovato, vorrebbe andare a Napoli.
E io: “ A Napoli senza di me? Io mi aggrego”.
E loro, non solo mi hanno accettata, mi hanno anche dato carta bianca per organizzare la vacanza.
Mi sono attivata in un baleno, ho elaborato un intenso programma, fatto le prenotazioni e il giorno 8 novembre ero a Napoli, anzi la sera eravamo tutti e tre al Porto Beverello immersi in un panorama
che non avevo mai visto e neppure immaginato perché :
Se gira 'o munno sano,
se va a cercá furtuna...
ma, quanno sponta 'a luna,
luntano 'a Napule
nun se pò stá! ( Dal testo di SANTA LUCIA)
Non ho intenzione di dilungarmi in un diario di viaggio analitico con miriadi di informazioni sui luoghi raggiunti perché esistono guide turistiche in grado di soddisfare qualsiasi curiosità.
Mi limiterò a stilare una carrellata utile a me e ai miei compagni di viaggio per ricordare giorni trascorsi in una città credo unica al mondo e poi per indurre chi mi leggerà, ad andarci mettendo in valigia poche cose e lasciando indietro qualsiasi pregiudizio perchè NAPOLI è NAPOLI e non ci sta altro da aggiungere.
Da Milano è possibile raggiungere Napoli con il Treno Italo in quattro ore e mezza circa mentre da Savona ne occorrono otto.
Come punto di riferimento il B&B I VISCONTI in via Pasquale Scura – Spaccanapoli - è risultata una scelta molto azzeccata
.
Il primo impatto è stata la stazione ferroviaria in Piazza Garibaldi , vasta assai , moderna strutturalmente piacevole da vedersi. Quindi la Metropolitana …e la Metropolitana di Napoli è propria bella, tanto che la stazione TOLEDO, definita “ spettacolare e innovativa” nel 2014 è stata eletta dalla CNN – Cable news networks- la più bella d’Europa, oltre ad aver ottenuto un premio in Svizzera.
In questa stazione il colore dominante è il blu, cinquanta ( per dire plurime) sfumature di blue : mentre si sale o si scende la scala mobile alzando lo sguardo verso l’alto si ha la sensazione di tuffarsi in un mare azzurro oppure di trovarsi immersi in un concavo cielo sereno.
Ma non solo, alcune pareti sono rivestite da elaborati mosaici raffiguranti scene di vita, delle vere opere d’arte.
Poche fermate, forse quattro e siamo arrivate in Piazza Dante, pochi passi e siamo arrivate Via Toledo, quindi Via Pasquale Scura.
Io e Dinella abbiamo depositato la valigia e poiché proprio di fronte al B&B I VISCONTI ci sta una pizzeria, PIZZERIA 900 siamo entrate e, siamo uscite dopo un’oretta completamente soddisfatte ed aver mangiato una gustosa pizza integrale.
Abbiamo quindi ripreso la metropolitana e tornate nuovamente in stazione ad aspettare Lucio.
E’ pomeriggio inoltrato, una bella camminata sulla via dello shopping ossia Via Toledo: affollata, rumorosa, trafficata interrotta da qualche piazza, come ad esempio Piazza Carità con il monumento dedicato all’eroe della resistenza napoletano Salvo d’Acquisto fucilato a Roma nel 1943, e poi sosta per l’happy hour al Gran Cafè Gabrinus al cui interno spicca il tavolo riservato al commissario Ricciardi. Fra una chiacchiera e l’altra scende la sera e PIAZZA del PLEBISCITO contornata dalla Basilica Reale Pontificia di San Francesco di Paola, Palazzo della Prefettura, Palazzo Salerno e il Palazzo Reale di Napoli, con i suoi 25.000 metri quadrati di superficie offre una scenografia grandiosa. 
La storia di questa piazza è assai travagliata e porta il nome “Plebiscito” poiché un plebiscito dopo il 21 ottobre 1860 aveva stabilito l’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna. Dinnanzi alla basilica e all’emiciclo porticato due possenti statue equestri : Carlo III e Ferdinando I dall’alto sembrano fungere da supervisori o protettori dell’intera piazza.
( Un sintesi interessante della storia della Piazza è fornita da Wikipedia).
Sorpresi da simile spettacolarità esaltata dalle illuminazioni, noi abbiamo passeggiato in lungo e in largo per la piazza e poi abbiamo proseguito verso il mare e il porto, ignari che un’altra spettacolarità ci attendeva: il porto racchiuso dal largo abbraccio del Golfo di Napoli.
Non so trovare aggettivi adeguati , mi limito a dire che ci sono panorami da emozione e Napule è emozione.
Avrei scattato mille foto, ma nella consapevolezza che nessuna avrebbe reso l’idea di quanto mi stava davanti, ho fissato quelle immagini dentro di me e nessuno più me le potrà rubare.
A tavola: noi, un trio accomunato dalla passione per i viaggi anche se è la prima volta che veniamo a Napoli e tutti e tre catturati , affascinati dall’insolita atmosfera, dalla magia profusa dai panorami e dalla cordialità dei napoletani!

Il giorno dopo partendo da Piazza Dante, sulla quale si affaccia un grande edificio composto da una Torretta centrale su cui è scritto “ CONVITTO NAZIONALE VITTORIO EMANUELE” e due ali terrazzate sulle quali sono collocate 26 statue, abbiamo iniziato a camminare, ad addentrarci per vie strette, affollate o strade dal traffico incomprensibile. Oltrepassiamo PORT'ALBA, quindi la via dei Librai
Ogni angolo un spettacolo nuovo.
Abbiamo visitato il Museo Cappella di San Severo considerato un gioiello del patrimonio artistico internazionale, fra le cui opere il CRISTO VELATO di Giuseppe Sanmartino – 1753. Questo capolavoro, la cui immagine ha fatto il giro del mondo per la prodigiosa tessitura del velo marmoreo, a dire il vero ha disatteso le nostre aspettative, forse eccessive, sebbene abbiamo riconosciuto appieno la bellezza e la meticolosità della lavorazione.

https://www.youtube.com/watch?v=OQCvdy-DJTE
Sempre a piedi, attraverso i vicoli abbiamo raggiunto il quartiere SAN LORENZO con la Basilica di San Lorenzo Maggiore, una bellissima chiesa a pianta croce latina con cappelle laterali e un imponente campanile quadrangolare a quattro piani.
Indubbiamente da visitare, anche solo per pochi minuti, tanto per farsi un’idea.
Qui si trova l’ingresso per un itinerario dei siti archeologi : Neapolis sotterrata.
La Basilica si affaccia su di una bella piazzetta e in parte su via San Gregorio Armeno dove si trova pure “ la sede dell’Università stradale di Napoli di Matematica dove vengono rilasciate lauree al momento”. Purtroppo sull’elenco telefonico non è segnato il numero di telefono e chi fosse interessato credo debba recarsi in loco.
Evidenzio che questa Università non deve essere confusa con la FEDERICO II, fondata nel 1224 da Federico II di Svevia e che vanta il primato di rientrare fra la più antiche d’Italia e del Mondo ed è ubicata in un’altra parte della città.
Via San Gregorio Armeno è la cosiddetta “Via dei Presepi “ e con questa definizione si dice tutto. 
Strutture per presepi da allestire di ogni dimensione, statue di qualsiasi genere, dai personaggi tradizionali ai personaggi della vita reale, già pronta in bella vista la statuina raffigurante Trump, 
Pino Daniele ad altezza naturale con la chitarra in mano collocato a fianco di un negozio attirava l’attenzione di tutti i passanti e poi, peperoncini e corna contro la malasorte in abbondanza.
La via dei presepi e imperdibile per la scenografia che offre con un susseguirsi ininterrotto di botteghe, ma anche perché qui oltre alla paccottiglia si trovano i negozi storici che fabbricano statuine dipinte a mano che sono delle vere opere d’arte e i cui prezzi sono tutt’altro che bassi.

Dopo il carnevale della via dei Presepi abbiamo deciso di deliziarci con un buon caffè : ci siamo accomodati ad un tavolino all’esterno di un bar, praticamente per strada e, dopo una certa attesa è arrivato il cameriere molto cordiale con un bel vassoio con 3 caffè e 3 bicchieri d’acqua fresca e limpida. A Napoli infatti ovunque si vada, il caffè viene servito sempre accompagnato da un bel bicchiere d’acqua. ( L'acqua non si paga)
Quindi il DUOMO imponente, in stile gotico con impianto a croce latina a tre navate suddivise da pilastri e con cappelle laterali fra le quali la cappella del tesoro di San Gennaro, considerata capolavoro dell’arte barocca a Napoli. E con San Gennaro la storia si fa lunga, ma io mi limito ad aggiungere che questa Cattedrale voluta da Carlo D’Angiò è appunto dedicata a San Gennaro e alla Madonna Assunta.
Proseguiamo ancora, il nostro entusiasmo per Napoli è un crescendo lento, assaporiamo queste strade insolite per noi, perdiamo tempo a parlare con chiunque appena si presenta l’occasione e l’occasione si presenta sempre perché per le strade di Napoli la gente parla, chiacchiera, a volte urla. Pare che tutti siano disponibili a fornire informazioni anche se non interpellati.
Basta fermarsi un attimo e dare l’impressione che si stia cercando qualcosa e sicuramente qualcuno ci si rivolge per domandarci se può rendersi utile.
Personalmente non so se potrei vivere in questa città, ma posso affermare che apprezzo queste strade piene di vita, di allegria diffusa, nonostante la presenza di accattoni e poveracci non sia inesistente.
Il monumento in Piazza del Gesù Nuovo ( non chiedetemi perché Gesù Nuovo in quanto non ho approfondito, ma pare ci sia anche il Gesù Vecchio che ho riservato al futuro ritorno), attira la nostra attenzione: sembra importante e quindi decidiamo di metterci in posa per farci qualche fotografia.
Approfondiamo.
Siamo nel cuore del centro storico di Napoli, il monumento che ci ha attratti è l’obelisco dell’Immacolata, un’opera in stile barocco alta 30 metri. Sulla piazza si affaccia la Chiesa del Gesù Nuovo o Trinità Maggiore rientrante fra le Chiese più importanti della città caratterizzata dalla facciata in piperno con lavorazione taglio diamante, quindi il Monastero di Santa Chiara e poi alcuni istituti di scuole superiori che contribuiscono a vivacizzare la piazza con la presenza di molti giovani studenti.
Le chiese stanno chiuse fino alle ore 16 e noi visitiamo il chiostro maiolicato delle Clarisse antistante il Monastero di Santa Chiara.
Meraviglia delle Meraviglie! Non saremmo più usciti.
Abbiamo avuto la fortuna di aggregarci ad un gruppo accompagnato da una guida e senza troppo stupore abbiamo appreso che il sesso, arte o vizio che si voglia considerare, da sempre è praticato ovunque, anche nei monasteri, e qui è raffigurato dal gatto nero ( diavolo) dipinto su alcune maioliche artistiche che abbelliscono le panchine del viale.
Il chiostro delle Clarisse con le 72 colonne maiolicate dai colori intensi per i quali c’è una spiegazione ben precisa, il giardino con i limoni, il museo, è una visita d’obbligo poiché credo che nessuna descrizione possa far immaginare ciò che si presenta nella realtà.



La nostra giornata è stata intensa, abbiamo visto parecchio, ma ci siamo resi conto che questa città è immensa, il programma elaborato precedentemente sta subendo variazioni, ma poco importa.
Sicuramente quattro giorni non bastano, bisogna ritornare.
Ora però vogliamo goderci Napoli così come ci si presenta e vogliamo fermarci dove l’attenzione indugia.
Il MASCHIO ANGIOINO o Castel Nuovo, medievale e rinascimentale che simboleggia Napoli sovrasta il mare e offre al suo interno sale visitabili, una delle quali, la guida ci ha spiegato che viene utilizzata dall’amministrazione comunale per gli incontri di rappresentanza. Alcune stanze al piano terra hanno il pavimento in vetro che consente di ammirare i resti archeologici sottostanti nonché un delle ossa appartenuti al popolo normanno. 
Alle sale superiori si accede tramite ascensore e dall’alto, come facilmente intuibile si godono panoramiche mozzafiato: mare, città , Vesuvio e monte Somma.
La storia del castello inizia con Carlo I d’Angiò quindi chi desidera approfondire ha di che dilettarsi, ma in questo contesto non aggiungo altro
.

La GALLERIA UMBERTO I elegante con negozi di vario genere, con la pavimentazione raffigurante lo Zodiaco ci induce a “perdere tempo” in quanto qui sono raffigurati 16 segni….dopo attente osservazioni comprendiamo che ogni 3 segni è stata inserita una figura di suddivisione.
Dinella dice che la Galleria Umberto I che da un lato sfocia sul Teatro San Carlo è simile alla Galleria di Milano che sfocia su Piazza della Scala.
Io divertendomi dissento: la Galleria Vittorio Emanuele II di Milano con quella stupenda Cupola centrale è unica, è molto più bella perché sarà pur vero che NAPULE è, ma anche MILANO con la sua Madonnina tutta d’oro e piccinina rimane pur sempre “la grande MILANO” e poi, aggiungo: " Vuoi mettere il Teatro Carlo Felice con il Teatro alla Scala?"
Abbandonando il campanilismo assolutamente fuori luogo, la cena alla TRATTORIA da NENELLA ai quartieri spagnoli diviene per noi un’avventura. Pare che la Trattoria sia molto apprezzata dagli abitanti del luogo e consigliata a coloro che desiderano gustare i piatti tipici e infatti a noi è stata suggerita da un cameriere di un’altra trattoria.
Per trovarla abbiamo chiesto informazioni, ottenute senza difficoltà, e infine l’abbiamo trovata.
Ubicata al piano terra di un caseggiato anonimo, esistente sin dagli anni cinquanta, presenta tavolini all’esterno e un paio di sale interne, al nostro arrivo è più che affollata, ma uno dei sei camerieri con t-shirt rossa ci dice di restare: qui tutti urlano, c’è pure il chitarrista che suona e canta, sui tavoli addossati l’uno l’altro vi sono tovaglie di carta a quadrotti bianchi e rossi. Diciamo che è un locale rustico, sicuramente tipico. Dal soffitto scende in sospensione quasi fosse un lampadario, un cesto di vimini con una cartello recante la scritta: “A mazzetta pe guagliun”.
Otteniamo il nostro tavolo, ma ci sentiamo pesci fuori dall’acqua, ci guardiamo attorno e non comprendiamo nulla, ma pare che tutti siano felici perché l’ilarità è diffusa.
Non riusciamo ad apprezzare: in un’ora circa, mangiamo, paghiamo 20 euro in tre e ce ne andiamo.
Torneremo quando avremo imparato il napoletano.
Terminiamo la serata in uno dei numerosi BAR PASTICCERIA INFANTE LEOPOLDO e assicuro che la mia mini-pastiera è fresca e delicata.
E come si fa rinunciare a visitare la Certosa di San Martino e il Palazzo dell'Elmo quando a detta di molti, compresa la guida al Mastro Angioino, sono luoghi da non perdere visitando Napoli?
E oltretutto si trovano sulla Collina del Vomero, una delle zone prestigiose di Napoli.
Caspita la collina del Vomero non era inclusa nel programma ed è raggiungibile con la funicolare….. Precisamente con la funicolare di Montesanto, entrata in funzione nel 1891. Siamo tutti d’accordo: sarebbe bello prendere la funicolare e, la stazione non è molto distante dalla nostra casa!
E si, dico bene, “la nostra casa” perché dopo qualche giorno il B&B I VISCONTI, l’abbiamo sentito casa, la nostra casa a Napoli.
Concludendo:
Funiculi funicula`, funiculi funicula`,
Via, montiam su la`, funiculi funicula`.
Andiamo al Vomero e per raggiungere la funicolare attraversiamo il mercato di Pignasecca e per noi, anche il mercato è uno spettacolo: pescivendoli con lunghi banchi e casse di pesci in mostra di tutti i tipi che il solo guardarli, quei poveri pesci mi facevano pena, frutta e verdura a prezzi stracciati, e poi di tutto e di più e ovviamente i venditori che ad alta voce richiamano i passanti.
Salire al Vomero in funicolare è bello, il percorso è breve, circa 7 o 8 minuti , il costo del biglietto è di un solo euro valido per un’unica corsa. Abbiamo riscontrato che la presenza di controllori è notevole, ma non abbiamo avuto modo di constatare che è stato trovato qualcuno sprovvisto di biglietto. 
Il Vomero è una vasta zona collinare sovrastante la città: vi sono palazzi eleganti e belle case e noi ci dirigiamo verso il grande complesso che comprende la Certosa - Museo di San Martino e il Palazzo dell’Elmo antistante il quale, un elegante ristorante “RENZO E LUCIA” avvantaggiato da una terrazza panoramica incredibile da dirsi. Noi siamo entrati per il solito caffè , che qui costa 3 euro cad., ma ne vale il prezzo.
Se mi dovessi soffermare sulla descrizione della Certosa e Sant’Elmo dovrei scrivere molto, ma chi desidera dettagliate informazioni, online ne trova una vasta gamma, quindi come mia abitudine, vado oltre e mi fermo alle impressioni personali.
E anche in questo caso devo parlare di panorama perché da qui i panorami sono inenarrabili.
Praticamente si gode un’ampia visuale che corre dal Vesuvio al golfo di Pozzuoli, senza tralasciare le tre isole : Capri, Ischia, Procida.
Non si può dire m’illumino di immenso perchè sotto di noi ci stanno strade, visibilissima Spaccanapoli che divide appunto la città in due parti, chiese, edifici, mare, navi, ma si può certamente dire : Sovrasto Napule e ne traggo godimento!
I miei amici sono stanchi, ma come si può riposare a Napule? 
Abbiamo ancora troppe cose da vedere e io “rompo” , è da molto tempo che sogno di entrare a CAPODIMONTE e vedere “ La flagellazione di Cristo” di Caravaggio e proprio non vorrei rinunciare. Mi accontentano e, prendiamo il taxi per Capodimonte.
Il taxista è simpatico, ci fornisce una infinità di notizie sulla città non trascurando di citare i luoghi ove si gira la soap televisiva Un posto al sole, è sicuramente anche molto onesto perché nonostante il tragitto non sia proprio breve e il traffico caotico pretende solo 11 euro.
E a proposito dei conduttori di taxi a Napoli: in linea di massima riteniamo siano onesti, ad eccezione di qualcuno che alla partenza aveva già il tassametro in funzione, ma le tariffe sono comunque suscettibili a variazioni anche sulle stesse percorrenze.
CAPODIMONTE ci si dovrebbe dedicare almeno una giornata, ma il tempo a nostra disposizione non ce lo consente. Il museo si trova dentro la reggia omonima voluta da Carlo di Borbone soprattutto per ospitare la Collezione Farnese, dislocato su tre livelli e circondato da un parco magnifico, ben tenuto, con prati erbosi, palme svettanti e abbondante vegetazione.
Il Museo, inaugurato ufficialmente nel 1957 ospita gallerie di arte antica e contemporanea e richiama numerosissimi visitatori da tutto il mondo.
Nella sala nr. 78 ,dinnanzi a La flagellazione di Cristo, mi sono scese le lacrime!
Chi ama il Caravaggio credo possa ben comprendere!
Per l’ingresso al Museo abbiamo acquistato un biglietto cumulativo di 10 euro ciascuno che consentiva l’ingresso alla Certosa San Martino, al Palazzo dell’Elmo e a Capodimonte.
Infine a Capodimonte abbiamo deciso di prendere il bus turistico Citysightseeing Napoli, con biglietto valido fino al giorno successivo al costo di 22 euro ciascuno e abbiamo fatto il giro che prevedeva l’itinerario del centro storico in compagnia delle canzoni napoletane che ascoltate a Napoli hanno tutt’altro sapore.
Fine prima parte
( Narrazione frutto della mia personale esperienza che potrei pubblicare altrove. Y.P.) - 16 novembre 2016

NAPULE E' Vedute dal Golfo - seconda parte
Al Museo CAPODIMONTE , saliamo sul bus turistico, ci consegnano gli auricolari e la musica ci catapulta dentro l’invisibile, ma nel contempo coinvolgente atmosfera partenopea perché ciascuno di noi si zittisce e io osservando i miei compagni, pare siano immersi in un mondo proprio.

Dall’alto del bus scoperto si susseguono scenari mutevoli che offrono appieno i diversi volti di questa città per certi versi inenarrabile.
Si attraversano quartieri a prima vista degradati che avrebbero bisogno di un tocco di restauro, come La Sanità con edifici vecchi e decadenti alcuni dai tetti piatti, e poi, poco distante la scena cambia e ci si trova ad ammirare palazzi dalla facciate pregevoli come ad esempio l’elegante palazzo dell’Accademia delle Belle arti che ospita la Galleria dal vissuto travagliato, ma che rappresenta un segmento importante della storia artistica di Napoli , quindi al Teatro Bellini, al Museo Archeologico, etc. etc., per concludersi poi in Piazza del Municipio dove troneggia la Fontana di Nettuno che da quanto ci è stato raccontato da un taxista – quasi tutti i conduttori di taxi sono loquaci e cordiali - è un monumento “itinerante”: pare sia stata collocata qui solo recentemente mentre precedentemente stava in Via Medina.
Questione irrilevante, noi l’ammiriamo in tutta la sua bellezza, dove sta ora!
Questa zona è indubbiamente molto bella, il Palazzo San Giacomo sede del Municipio in stile neoclassico è ben tenuto, ma è opportuno evidenziare che anche i quartieri meno eleganti, apparentemente disordinati, con i panni stesi sui balconi o alle finestre o addirittura su dei fili che corrono fra case che si fronteggiano, offrono scenari desueti, ma assolutamente non privi di fascino.
Ai quartieri spagnoli, dove le case sono addossate l’una all’altra e dove il sole credo non riesca a filtrare, i festoni di abiti stesi, contribuiscono a regalare immagini folcloristiche, allegre.
In ogni caso tutte le città hanno quartieri eleganti e altri meno eleganti. Anche Milano non è solo City Life o Corso Como, bensì’ ci sono quartieri popolari periferici con case dalle facciate vistosamente rovinate, balconi in degrado che non offrono immagini ammirevoli.
Terminiamo il tour, quasi estasiati, ci ripetiamo a vicenda cheNAPOLI è troppo bella, NAPOLI è da vivere e da assaporare, NAPOLI è unica .
Siamo entusiasti, eppure tutti e tre ne abbiamo viste molte di città... 
Dentro di me penso che fortunatamente Napoli non è un bell’uomo o una bella donna perché se così fosse stato la nostra amicizia sarebbe stata messa a dura prova, perché è evidente che noi di NAPOLI ci siamo innamorati!
Torniamo in'''Piazza del Gesù Nuovo''' intenzionati a visitare la Chiesa di questo Gesù Nuovo o Trinità Maggiore in quanto rientra fra le più importanti della città.
E a questo punto credo sia doveroso inserire questo stralcio di Wikipedia:
“ La chiesa del Gesù Nuovo rappresenta un unicum a Napoli in quanto singolare esempio di palazzo privato trasformato in edificio ecclesiastico. Intitolata alla Madonna Immacolata, sin dal primo momento però l’edificio venne identificato come “Chiesa del Gesù Nuovo”, distinguendola così da un’altra Chiesa preesistente, detta del Gesù Vecchio.”
Noi comunque abbiamo pure un altro motivo per visitare questa chiesa: siamo venuti a conoscenza che all’interno è allestito uno studio medico appartenuto a tale Giuseppe MOSCATIproclamato santo dal Papa Giovanni Paolo II nel 1987. Un santo a noi sconosciuto, ma da quanto appreso molto onorato e venerato.
Come si suol dire “una gran brava persona” che laureatosi in medicina nel 1903, ha dedicato la sua vita all’insegnamento, alla ricerca e alla cura dei suoi pazienti e quando nel 1921 Napoli fu infestata dal colera, curò i bisognosi senza timore di essere contagiato e mai, ai fini di lucro. Dentro il suo ufficio infatti c’è un cappello con la scritta . “ Chi ha metta – chi non ha tolga”.
Dopo di che , entriamo nella Basilica del gruppo monastico di Santa Chiara la più grande basilica gotica della città. 
Del resto come si fa a lasciare Napoli senza aver visitato:
“Munasterio ‘e Santa Chiara…
‘Nchiuse dint’a quatto mura,
quanta femmene sincere,
si perdévano ll’ammore,
se spusavano a Gesù!”
E io… trovo questa basilica, che a differenza di altre è “minimalista anzi nuda” , molto mistica tanto d’avere la sensazione di respirare spiritualità. Davvero notevole!
Senza ombra di dubbio la giornata è stata intensa assai, il tempo è volato via e purtroppo siamo giunti all’ultima sera partenopea.
Quindi è arrivato il tempo che NAPOLI debba essere gustata come si merita.
Dobbiamo portarci in Liguria e in Lombardia il SAPORE di NAPOLI che non è solo pizza!
E neppure solo sfogliatelle e babà .
Per fare questo occorre scegliere un buon ristorante fra i numerosi presenti, ma soprattutto che goda di una posizione privilegiata: la cena di fine vacanza deve essere ricordata come la migliore.
E … vogliamo cenare dentro lo scenario del Golfo marinaro illuminato.
Andiamo al Porto in taxi. Ristorante La BERSAGLIERA, non ci vuole, sono in atto i preparativi per il ricevimento di un gruppo di cardiologi, ma un cameriere unitamente a un sorriso dispiaciuto, ci da indicazioni ben precise: “ Andate a La Scialuppa
LA SCIALUPPA si trova poco distante da La Bersagliera, nei pressi di Castel dell'OVO , (altra attrattiva a cui dedicare del tempo) è dotata di una terrazza coperta affacciata su un angolo di porto in piazzetta dei Marinari e dispone di alcune sale interne, arredate con cura e buongusto.
Sui tavoli belle tovaglie in stoffa con relativi tovaglioli e candela accesa su ognuno.
Indubbiamente un ambiente molto accogliente e pure raffinato.
I tavoli sono quasi tutti occupati , un cameriere ci viene incontro e con cordialità chiede se abbiamo prenotato. Rispondiamo .”No, non abbiamo prenotato , ma ci manda “ La bersagliera” .
Allora si attiva e ci assegna un bel tavolo ad angolo nella sala interna ma dalle cui vetrate è ben visibile il mare: perfetto per noi.
La cena a base di pesce è semplicemente sublime!
E non vado oltre , non vorrei solleticare l’appetito di chi legge.
Tutt’al più posso aggiungere che La scialuppa è davvero un buon ristorante, perfetto anche per un’occasione speciale.
Al termine della cena, usciamo, ci incamminiamo lentamente.
Miriamo ciò che ci sta attorno : la via Caracciolo con gli hotel prestigiosi illuminati che si riflettono nelle acque del golfo offre uno scenario da cartolina, ma nel complesso dal punto in cui ci troviamo possiamo godere di un’ampia visuale, la costa si lascia raggiungere per un lungo tratto. Non fa neppure particolarmente freddo, l’atmosfera è deliziosa e non siamo soli. Qualche turista scatta fotografie, qualche coppietta si bacia, del resto innamorarsi in un simile contesto viene quasi spontaneo e mi tornano alle mente le note di " Na sera e Maggio":
Quanno se dice: "Sí!"
tiènelo a mente
Nun s'ha da fá murí
nu core amante
Tu mme diciste: "Sí!" na sera 'e maggio
e mo tiene 'o curaggio 'e mme lassá?!

Torniamo ai Visconti “ la nostra casa a Napoli” e ci corichiamo, ma non è finita, il treno di ritorno al Nord partirà domani sera alle 19,15, Lucio ci lascerà qualche ora prima, verso le 16, ma abbiamo ancora una giornata.
Giacomo Leopardi, Virgilio, ci aspettano al parco Virgiliano a Piedigrotta, e poi Posillipo, Marechiaro…….

Che peccato! Ci siamo alzati con la pioggia, ma non intendiamo modificare il programma: per fermarci ci vuole altro che qualche goccia di pioggia. E poi io sono fiduciosa e nonostante il cielo appare plumbeo, sono convinta che presto uscirà il sole.
Al B&B I VISCONTI, la colazione è sempre più che abbondante, dolce, salato, frutta, brioches freschissime e deliziose e il tutto sempre innaffiato di gentilezza e cordialità.
Usciamo a andiamo a prendere il Bus panoramico per l’itinerario VEDUTE sul GOLFO e arriviamo fino a POSILLIPO' lo sguardo spazia fino a Marechiaro, Pozzuoli. A MERGELLINA che vanta una passeggiata a mare fascinosa, andiamo a trovare i Poeti che riposano davvero in un parco paradisiaco.
E ancora: a Napoli non solo arte, vedute, gastronomia bensì anche shopping e quindi si chiude con Via Chiaia ' e i suoi gradoni con negozi luxury in grado di soddisfare anche i gusti più ricercati senza tralasciare di ammirare il monumento in centro a Piazza Vittoria.
A questo punto è davvero finita: andiamo a prendere la valigia e il taxi ci conduce in stazione dopo averci fatte transitare in vicoli mai visti, ma che in alcuni punti divengono delle vere terrazze belvedere!
Partiamo. Napoli ci ha rubato un pezzo d'anima e presto ritorneremo….per riprenderla o perderla completamente!
Infine grazie a Dinella e Lucio che senza di me…. avrebbero “fatto con più calma”.
Tomba a Giacomo LEOPARDI


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Nov. 2016 – Narrazione frutto della mia personale esperienza che potrei pubblicare altrove. Y.P.

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