domenica 11 febbraio 2018

VALSOLDA

Ceresio, circa 1800 abitanti, immersa in uno scenario da antologia. La Valsolda è conosciuta anche per le ambientazioni di alcune opere dello Scrittore e Poeta Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842-1911), la cui mamma era nativa di Oria ( una delle frazioni , ove si trova la casa dello scrittore non aperta al pubblico) . VALSOLDA è pure il titolo di una raccolta di versi che Fogazzaro pubblicò nel 1876 con scarso successo.
Come si raggiunge provenendo da Milano:
- M/auto COMO-MENAGGIO- prendere direzione LUGANO – superare Porlezza e sulla destra seguire indicazioni Valsolda
- Dalla SVIZZERA- autostrada CHIASSO-LUGANO - superare Valico di Gandria-Oria e seguire indicazioni VALSOLDA.
Ieri, soleggiata domenica di Ottobre, con la mia affezionatissima nipote che considero quasi una sorella vista l’insignificante differenza d’età e anche dal mio remoto desiderio di avere una sorella “vera”con cui condividere soddisfazioni e delusioni, abbiamo deciso di visitare CASTELLO di VALSOLDA, un tempo fortezza e feudo dei Confalonieri di Milano, 450 mt. s.l.m- 75 abitanti che nel periodo estivo diventano 250 circa.
La frazione Castello vista dal basso appare come uno sperone di roccia sospeso nel vuoto, sullo sfondo maestose montagne, di fronte ancora montagne e lo specchio delle acque del Lago: un insieme di case in pietra, le une a ridosso delle altre quasi fossero abbracciate. Inevitabile chiedersi come sia stato possibile realizzare un paesaggio così pittoresco.
Addentrandosi per le viuzze strette di lucidi ciottoli (vi si può accedere unicamente a piedi parcheggiando l'auto fuori le mura del borgo) ci si trova di fronte a meraviglie assolutamente disattese: le apparenti e semplici case in pietra hanno imponenti portali che evocano sfarzi e ricchezze del passato, facciate affrescate, fontane zampillanti, ampi lavatoi a testimoniare le usanze di un passato assai recente e, fiori, vasi di fiori ovunque, in ogni angolo, in ogni via, su ogni uscio. Vasi in pietra dalle forme più strane , alcuni non sono altro che antichi oggetti riesumati e riadattati ( per esempio: le mangiatoie per galline e maiali), vasi di ogni genere, persino le vecchie botti sono ora qui, adibite a porta-fiori. Una caratteristica di questo borgo e l’assoluta mancanza di aree terrose idonee a coltivare piccoli giardini; gli esegui spazi sono antichi selciati , ma gli abitanti hanno sopperito a tale carenza con l’introduzione di numerosissime fioriere. 
Inimmaginabile a dirsi, ma quasi non ci si accorge della mancanza di spazi terrosi grazie alla creatività dei paesani : ho visto su alcuni davanzali posizionati fioriere a doppia fila e da alcuni terrazzi stupendi vasi di rampicanti sospesi e sorretti da un saliscendi per poterli innaffiare.
All’infuori del cuore dell’abitato invece, su terreni terrazzati, ci sono gli orti , i frutteti e persino piante di ulivo a dimostrare la mitezza del clima.
Castello, borgo medievale, lega la sua storia al Medioevo quando fu un rifugio per un gruppo di eretici combattuti dalla Chiesa romana e nel ‘600 quando ci fu la Riforma Protestante poiché è vicino alla Svizzera.
In tempi più recenti si lega la notorietà di Castello e della Valsolda ad ANTONIO FOGAZZARO.
La comunità Montana ha denominato alcuni di questi luoghi “Parco letterario” ed ha posto indicazioni al fine di consentirne ai visitatori l’identificazione.
Da “PICCOLO MONDO ANTICO”:
( il capolavoro che Fogazzaro pubblicò nel 1889 e che narra il profondo amore nonostante il contrasto spirituale e politico fra Franco Maironi e Luisa Rigey i quali si allontaneranno soltanto a causa della morte della loro figlioletta Maria annegata nel lago).
“Un fil di luce usciva dalla porta della chiesa. L’ingegnere vi entrò e ne uscì subito col sagrestano che stava preparando gli inginocchiatoi per gli sposi. Costui recò in soccorso del Puttini la lunga pertica col cerino acceso sulla punta, che serve per accendere le candele degli altari……”
La chiesa in argomento, ove gli sposi Franco e Luisa, i protagonisti dell’ottocentesco romanzo, si recarono per celebrare il loro matrimonio è l’antica chiesa di Castello, che fu completamente rifatta nel XVI secolo, il cui soffitto a volta ritenuto un capolavoro fu dipinto dal pittore PAOLO PAGANI, nativo del luogo e raffigura anche vicende personali del pittore medesimo oltre alla predicazione di S.Giovanni, angeli, santi. La chiesa è dedicata sin dal periodo di dominio dei Franchi a SAN MARTINO mentre l’altare è dedicato a S.Giovanni Battista.
Di notevole bellezza è il pavimento in mattonelle di cotto lombardo (di colore rossiccio con venature biancastre).
Curiosità: Dentro questa chiesa c’è una tavola quadrata inserita in una parete recante l’impronta di un piede in marmo. La scritta esplicativa riporta che questa è la reale impronta del piede di Nostro Signore. Si dice di toccarla poiché essendo sacra “porterà bene”. L’impronta sembra quasi consumata, forse troppe mani l’hanno accarezzata !
A Castello in un palazzo settecentesco trovasi anche il Museo Paolo Pagani ,(qui nato il 22 settembre 1655- 5 maggio 1716) , che non ho visitato perché CHIUSO. (Visitabile in giorni specifici- informarsi presso il Comune). 
Custodisce importanti opere del pittore fra cui il dipinto“ Allegoria dell’Eucarestia” e varie opere di artisti della Valsolda.
La Valsolda è terra natale di artistii importanti che hanno lasciato impronte notevolinell storia: l'architetto, pittore e scultore Pellegrino Tibaldi detto anche il Pellegrini( nato a Puria di Valsolda1527-1596) molto stimato da Borromeo, Isidoro Affaitati architetto ( 1622-1684) che divenne famoso in Polonia alla corte del re e, altri.
Personalmente amo scoprire quei lembi d’Italia poco noti, amo addentrarmi in luoghi che testimoniamo tempi andanti, mi piace scoprirne la storia e mi gratifica portarla a conoscenza di altri. Ritengo questo, un modo per contribuire a conservare la storia delle nostre origini. Oltre tutto a volte rimango stupita nello scoprire che luoghi simili a CASTELLO così fuori mano, portano sulle targhette degli ingressi nomi e cognomi stranieri.
Forse gli stranieri apprezzano moltissimo i nostri paesaggi che acquistano ovunque?
O forse raggiungono mete che in alcuni casi ignoriamo perchè conoscono il nostro Bel Paese meglio di noi?
(Sulla targhetta di un ingresso a Castello vi era persino un cognome spagnolo, oltre ai soliti tedeschi ed inglesi).
Quest'anno a Settembre è stata inaugurata la prima Sagra di Castello per le vie del borgo e pare abbia avuto grande successo.
Buona visita in Valsolda e alle sue frazioni!

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