LA VEGETARIANA – HAN KANG
LIMONOV - EMMANUEL
CARRERE
Limonov : “Appartengo a quella categoria di persone che non si sentono perdute in nessun luogo. Vado verso gli altri, gli altri vengono verso di me. Le cose si aggiustano naturalmente” .
Ho
acquistato questo libro sollecitata dagli sconti sulle edizioni GLI ADELPHI
applicati qualche settimana fa da Feltrinelli
ma non solo… L’ho acquistato soprattutto perchè non conoscevo EMMANUEL
CARRERE, considerato in Francia il più brillante scrittore della sua
generazione (è nato nel 1957) ed è stato proprio per merito di LIMONOV pubblicato nel 2011 ottenendo un grande successo che
è stato insignito nel medesimo anno dal
Prix Renaudot.
Si tratta di una biografia la cui lettura è molto trainante.
EDUARD LIMONOV non è un
personaggio inventato: Dzeržinsk, 22
febbraio 1943 – Mosca, 17
marzo 2020 è deceduto in seguito ad un cancro ed ha
attraversato la storia politica di anni alquanto movimentati e molto
interessanti da analizzare: dallo scioglimento dell 'Unione Sovietica (URSS)
governata dal Partito Comunista, nata nel 1922 dalla rivoluzione russa e
dissoltasi nel 1991, alla Russia di Putin con l’ascesa al potere del
medesimo, ma non trascurando neppure le terribili guerre fra Serbi – Bosniaci
e Croati dove lui ha partecipato
attivamente.
Ha indubbiamente vissuto una vita fuori dai canoni, avventurosa, persino scandalosa , con una abbondante collezione al femminile : mogli, fidanzate, amanti e non solo, poiché pare fosse bisessuale dichiarato ed infatti nel libro si racconta che a New York, Limonov ha vissuto una intensa relazione con un uomo di colore e ne sono forniti i dettagli dei rapporti intimi.
Ma
ha sperimentato pure Yoga e meditazione
traendone vantaggio e scoprendo che la meditazione si può praticare ovunque, in
forma discreta, senza dover assumere quella posizione un po' esibizionista di
cui abusano le campagne pubblicitarie, che si tratti di acque minerali o di
polizze assicurative.
Intellettuale
acuto e scrittore di successo ha ottenuto notevole fama con i romanzi
biografici sia in Francia che in Russia
e in alcune occasioni è stato descritto come un “poeta punk” russo.
Ma anche
fascista e infine dissidente: anzi
proprio lui ha definito Putin fascista usando questa parola forse per la prima
volta, in senso spregiativo - pag.
330.
Nulla
di nuovo: la manipolazione dell’informazione è sempre di grande attualità, per
questo ritengo sia importante leggere e approfondire qualsiasi argomento di
nostro interesse al fine di evitare di schierarsi a favore di posizioni veicolate
da altri.
TEMPESTA
ROMAIN GARY
“Chi
non legge ha sempre torto”
ROMAIN GARY a 30
anni gli è stata conferita la Legion d’honneur poiché era un eroe di guerra e
scrisse il romanzo EDUCAZIONE EUROPEA
che Jean Paul Sartre giudico’ il miglior testo sulla Resistenza.
Nel 1956 vinse il
Premio Goncourt con LE RADICI DEL CIELO
e nel 1960 pubblica uno dei suoi capolavori ovvero LA PROMESSA DELL’ALBA.
Nel 1962 sposo’ Jean
Seberg, l’attrice americana di Bonjour
tristesse.
Nel 1975 pubblicò LA VITA DAVANTI A SE’ di cui la
trasposizione cinematografica con Sophia Loren risale solo a qualche anno fa, e nello stesso anno vinse ancora il Prix
Gongourt.
Il 3 dicembre 1980
all’età di 66 anni, con un colpo di pistola alla testa, Gary si uccide nella sua casa di Place Vendome
a Parigi.
Infine alcuni mesi
fa in libreria ho visto “TEMPESTA”: senza nulla leggere lo presi in mano e lo feci
mio.
Ieri ho finito di
leggerlo ed ancora una volta arrivata all’ultima pagina ero sinceramente
dispiaciuta che non ce ne fossero altre.
Non si tratta di un
romanzo bensì di racconti più o meno brevi, ma quasi tutti avvincenti.
L’aletta anteriore
riporta quanto segue: “ Questi sfavillanti racconti, inediti per il lettore
italiano, abbracciano quasi per intero l’arco terreno di Romain Gary. Con la
sua scrittura inconfondibile, insieme dolce e selvaggia, l’autore sfiora tutte
le ossessioni di una vita: l’inferno della malinconia, il doppio, la fuga, la
menzogna, la disperazione dell’amore, la tenacia del dolore. E dietro l’angolo,
la morte, cercata ma con un volto inaspettato”.
Credo che non sia
il caso di addentrarsi in ogni racconto anche se ammetto che l’ultimo dal
titolo “Il greco” mi ha notevolmente colpita e il primo “ Tempesta” che da il titolo alla raccolta è davvero eccelso.
Comunque tutti sono
molto originali sia come trama, come contenuto, come eleganza nella
stesura dei fatti.
Secondo me ROMAIN
GARY rientra fra gli scrittori inarrivabili.
Qualche stralcio
-
Il grande
Berkovitz, il truffatore, l’imbroglione quasi leggendario, uno di quei tipi il
cui nome si sussurra quando la situazione sembra così marcia e disperata da
invocare un Gesù Cristo personale, un Gesù fiammeggiante, nuovo e pulitissimo
in cui per 2000 anni nessuno ha ancora creduto, bene , Berkovitz stesso dice
che finchè manteniamo il sentimento della meraviglia saremo sempre capaci di
ridere. Ridere era l’unica cosa che valesse la pena fare e finchè si può contmplare il mondo e
riderci sopra, si ha ancora una possibilità.
-
Ogni greco
che si incontra dirà che sono stati loro a inventare la democrazia, e questo
può essere pure vero, ma quello che è altrettanto certo è che hanno perso il
brevetto.
(Probabilmente
il racconto è stato scritto al tempo dei colonnelli)
- Fidarsi di qualcuno è una decisione importante , la più grande di
tutte. Puoi permettertelo una o due volte nella vita e farla franca, ma
richiede molto, molto giudizio.
- La libertà - La più grande
poesia di tutti i tempi. Ma non è ancora stata scritta. E non lo sarà mai. O
forse un giorno. Ma ci vorranno migliaia di morti. E allora tutti quelli che
non sono poeti ti diranno che non vale la pena scriverla, ecco tutto.
Trattasi di un
libro che non ho nessun dubbio a consigliare.
28 gennaio 2026-
Y.Pelizzari
LE DISAVVENTURE DELLA VERITA’ – UMBERTO GALIMBERTI.
E’ ancora possibile distinguere ciò che è vero da ciò che
è falso, in un tempo in cui la realtà sembra dissolversi nella sua rappresentazione?
Umberto GALIMBERTI con la sua consueta chiarezza mette in
discussione le nostre convinzioni più radicate e ci mostra come, nella società
della persuasione e della performance, la verità non si cerca più: si produce.
E così facendo, si perde.
Un’indagine filosofica e civile che interroga la crisi della democrazia, la retorica del populismo,
il dominio dell’informazione e dell’intelligenza artificiale. Perché rinunciare
alla verità significa rinunciare all’umanità stessa”.
Babbo Natale quest’anno ha provveduto ad arricchire la
mia libreria con testi importanti fra i
quali LE DISAVVENTURE DELLA VERITA’ di Umberto Galimberti che ritengo non abbia
bisogno di presentazioni.
133 pagine preziose ed illuminanti che ci insegnano ad innalzare/ attivare il
senso critico al fine di evitare di cadere vittime dell’informazione/persuasione
finalizzata a condurci a prendere quelle
posizioni utili al potere.
E’ stato infatti PLATONE a introdurre il concetto di
verità come esatta corrispondenza tra le idee e le cose del mondo.
13 gennaio 2026 - Y.P.
Sono
tornata a MIGLIONICO, il borgo lucano
poco distante da Matera che ho già ampiamente descritto precedentemente e che
ho imparato ad amare sino a sentirlo un po' anche “mio”, attraverso le narrazioni
di Laura. Lei
a Miglionico ci è nata: lì ha trascorso i suoi primi decenni di vita e lì ha lasciato quei ricordi che con il
passare del tempo si vestono di nostalgia pungente per cui ogni tanto si
abbandona alla rievocazione ed io ascoltandola, ho appreso usi, costumi e anche
qualche leggenda.
Oltretutto mi è sempre stato facile immedesimarmi nei suoi ricordi perché comprendo appieno i sentimenti che legano ciascuno di noi alle proprie radici. Pure io sono nata in un piccolo borgo sul Lago di Como ed anche se mi sono lasciata prendere dalla vita in città, non l’ho mai dimenticato e il desiderio di ritornarci è sempre vivo.
L'ultima volta che ero andata a Miglionico era nel 2019 , proprio nello stesso periodo in cui ho soggiornato ora: periodo che definisco “il tempo dell’olio” poiché Miglionico vanta sul proprio territorio ampi uliveti e fra novembre e dicembre si raccolgono le olive e si portano al frantoio per estrarre l’olio.
Miglionico sei anni fa, l’avevo definito “ il borgo più bello del mondo” per la sua posizione strategica su di una dolce collina che consente un’ampia visuale sul paesaggio sottostante e circostante e per l’imponente Castello del Malconsiglio attorno al quale sono posizionate numerose panchine a testimoniare la massiccia presenza di turisti e abitanti del luogo che vi fanno ritorno, nel periodo estivo.
Non
mi soffermerò quindi sull’aspetto
paesaggistico di MIGLIONICO, ma mi
limiterò alle impressioni avute in occasione di questo mio ritorno.
I luoghi come tutte le cose cambiano, nulla è inalterabile e Miglionico rispetto a sei anni fa oserei dire che è sensibilmente migliorato ed infatti è entrato a far parte del circuito dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA.
Alcuni
fabbricati sono stati rimaneggiati, le facciate di parecchie case sono state
abbellite e tinteggiate di fresco e, sarebbe auspicabile che altre che versano
ancora in uno stato precario, negli anni
a venire potessero riacquistare il giusto decoro.
Il corso che dal Castello raggiunge la torre dell’Orologio è ben curato e gli edifici che lo fiancheggiano addobbati a festa con abbondanti luminarie creano un contesto di notevole impatto visivo: quasi da poter competere con le vie centrali di importanti città.
Ma
MIGLIONICO è soprattutto atmosfera: si respira profumo di autenticità, si
percepisce la semplicità di quella vita che in tempo di pandemia ci si era illusi
potesse essere rivalutata ma poi non è avvenuto.
Per le vie del borgo nessuno corre, la fretta forse è una perfetta sconosciuta e gli abitanti credo si conoscano tutti, anche perché complessivamente sono all’incirca duemilatrecento.
Io,
“forestiera” a Miglionico, che durante la mia permanenza con curiosità
più volte mi sono addentrata per i
viottoli, sono stata onorata ad ogni incontro da sorrisi e saluti cordiali.
Quasi
inspiegabilmente, già il giorno successivo al mio arrivo, mi sono sentita perfettamente
a mio agio, quasi come se Miglionico lo conoscessi da sempre, anche se quasi
certamente parte del merito va alla mia amica che non ha mai tralasciato di
presentarmi a tutti coloro che incontrava e con cui si fermava a parlare.
E
lei, a parlare si fermava con tutti…
Non mi ha infastidita neppure colui che vedendomi sola con la macchina fotografica alla mano , dapprima mi ha rivolto un saluto e poi ha dato voce alla sua curiosità chiedendomi da dove venissi e cosa stessi facendo a Miglionico.
A
MIGLIONICO il tempo scorre lento: il macellaio anche se nella bottega c’è ressa
non si scompone e con calma e scrupolosità prosegue nel suo lavoro, il barista
offre i suoi servizi con un sorriso, il
fruttivendolo pure, ma trovando
il tempo per uno scambio di convenevoli con i clienti.
E intanto il bell’orologio dentro la torre che svetta oltre i tetti prevalentemente in coppi e terrazze, scandisce le ore ogni quindici minuti e così, mentre ad Istanbul mi ero ritrovata ad attendere il richiamo del muezzin per la preghiera, a Miglionico mi sono ritrovata ad attendere il suono delle campane.
Davvero apprezzabile il coro dei bambini, forse una trentina, il futuro di Miglionico e pregevole pure il presepe all’interno della Chiesa che conserva opere d’arte e affreschi importanti.
8
Dicembre 2025 – Y.Pelizzari
HAMMAMET
e la TUNISIA
Partire per le vacanze di mare in autunno è diverso che
partire in estate : io abito in città , sono poco distante dal centro dove gli
eventi di ogni genere si susseguono e l’offerta culturale è ampia, eppure l’inverno
in città a volte m’affatica, in
particolare nelle giornate in cui le condizioni meteorologiche tendono al
grigiore con il cielo cinereo.
Per questo motivo quindi cerco di “allungare l’estate “ con una
vacanza di mare in autunno.
Quest’anno si è
trattato di una vacanza scaturita senza troppo ricercare ed effettuata la
prenotazione a settembre ho raggiunto la Tunisia a ottobre.
Oggi la vacanza sta volgendo al termine ed io sono qui sulla piaggia di Hammamet.
La mia compagna di viaggio si sta prendendo un bagno di
sole: ben cosparsa di crema protettiva è immersa nei suoi pensieri:
probabilmente con un po' di rammarico sta predisponendosi al rientro in ufficio
o forse sogna il raggiungimento dell’età
pensionabile per andare a stabilirsi in Canada.
Pare abbia proprio prescelto il Canada come residenza per la terza età in
quanto non avrebbe la barriera linguistica. Lei come me, ama il francese.
A ben pensarci, io mi fermerei ad HAMMAMET, ora che ho avuto modo di approfondirne la conoscenza.
Cielo e mare: la vista si perde nell’intensità dell’azzurro, cumuli multiformi sospesi come palloncini sono ispirazione per la creatività. Estraniata all’animosità della spiaggia ancora molto affollata nonostante sia già ottobre inoltrato, ripenso ai giorni appena trascorsi ed alle piacevoli scoperte che ancora una volta mi comprovano quanto il viaggiare sia fonte di arricchimento personale.
Qui e ora: lui non c’è e mi è impossibile viverlo nell’attesa che attraverserà il fiume per raggiungermi, qui non c’è nessun fiume. Inoltre le due bagnanti in acqua con indosso l’abaya e il capo coperto, oppure il ragazzo dalla carnagione olivastra che porta a passeggio un dromedario nella speranza di racimolare pochi dinari concedendo ai turisti la possibilità di fotografarlo o anche il venditore di piccole palme con appresso il proprio vivaio racchiuso in una borsa di paglia, mi ricordano che la distanza che ci separa è notevole nonostante nessun luogo sia troppo lontano.
E neppure lui, mi potrà raggiungere, ne domani, né mai.
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| Alba ad Hammamet |
Non permetto alla nostalgia e alla tristezza di acchiapparmi
e inizio a sintetizzare questo viaggio che annovero fra quelli sorprendenti.
Ignoravo
quasi completamente la storia della Tunisia e soltanto conversando con gli
abitanti del luogo e con la guida turistica che ci ha accompagnato per due
giorni, ho appreso che è una repubblica laica, come sancito dalla sua costituzione, sebbene
l'Islam sia riconosciuto come religione di stato. Sta a significare che lo
Stato è separato dalla religione, la
libertà religiosa è garantita e che sono state adottate leggi a favore di un
modello più laico rispetto ad altri paesi a maggioranza musulmana, come
l'emancipazione femminile, il divieto di poligamia perseguibile con il carcere e la possibilità di divorziare.
Questi
pochi elementi mi inducono a desiderare di approfondire, a ricercare notizie
online in attesa di acquistare qualche libro specifico ed anche, a provare simpatia per questo paese.
Ma non è soltanto
questo poichè l’incontro con il medico berbero del centro di Talassoterapia mi fa
addentrare nella storia dei popoli
berberi .( I Berberi, o Imazighen ("uomini
liberi"), sono gli abitanti
originari del Nord Africa presenti da
migliaia di anni. Sono un insieme di popoli con una ricca cultura e tradizioni, che si sono
distribuiti nel tempo in diverse aree geografiche, dal Marocco e Algeria fino a
zone del Sahara e dell'Egitto. La loro storia è segnata da influenze di varie civiltà, come quelle
puniche, romane, arabe e turche, ma hanno mantenuto una forte identità
culturale attraverso la loro lingua, l'artigianato, la musica e le tradizioni
orali).
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| Panoramica dall'hotel Mehari |
Soggiorniamo all’Hotel MEHARI Golden Jasmine 5 stelle, proprio di fronte al mare e gli scenari serali e mattutini sono di una bellezza incomparabile, panorami da emozioni! La camera è molto ampia dotata di un bel balcone con tavolo e sedie. L’hotel, come molti altri ad Hammamet, dispone di un centro di Talassoterapia con piscina che, a giudizio di altri clienti che lo frequentano da anni, è considerato un’eccellenza. Rituali di bellezza, massaggi energizzanti per l'armonia del corpo e dello spirito, benefici delle piante, medicina estetica di ultima generazione, per noi un’esperienza piacevole e divertente che saremmo ben disposte a replicare.
In ogni
caso entrambe vogliamo visitare i luoghi e nel momento che ci viene illustrata la
possibilità di fare un tour di due giorni che ci permetterebbe di raggiungere le maggiori
attrazioni tunisine decidiamo di partecipare, ed a parte le levatacce mattutine,
si è rivelata un’avventura fantastica :
1200 km in due giorni, dai confini della Libia ai confini dell’Algeria.
La prima
tappa del tour in partenza da Hammamet
non poteva che essere El JEM, l’anfiteatro
romano con i suoi vomitari classificato secondo, dopo quello
di Roma, con una capienza di 35000
spettatori e la parte sotterranea riservata agli animali .
| cucina casa troglodita |
Quindi proseguimento per MATMATA che pare sia definita anche Terra della GIOIA e noi, ignoravamo che esistesse . Evito la descrizione paesaggistica poiché le fotografie in piccola parte rendono l’idea anche se nessuna foto può esibire l’emozione sorprendente del coinvolgimento visivo. Un tempo qui c’erano ben 3000 case abitate dai trogloditi, ora ne rimangono solo 25, le altre compresi i granai disseminati qua e là sono state abbandonate. Trattasi di case scavate sottoterra nelle rocce per proteggersi dal clima desertico, caratteristica, che rende la vita più sopportabile.
Siamo entrati in una di queste case e la padrona molto
gentile e sorridente ci ha offerto una
strana bevanda e ci ha consentito di visitare ogni singolo spazio.
Potremmo lontanamente assimilarle ai sassi di Matera, ma a
differenza dei sassi di Matera esternamente
non si vede nulla essendo sottoterra.
Concludo asserendo che gli spazi visitati erano alquanto
decorosi nella loro semplicità.
A questo punto pranzo a MATMATA in un ristorante caratteristico evocante le case troglodite dove ci sono stati serviti cibi tipici , per i miei gusti alquanto piccanti e poi, direzione DOUZ poiché la guida asseriva che il tramonto nel deserto del SAHARA era imperdibile e nel mentre ci ricordava che il deserto può essere montagnoso, sabbioso o di sale.
In un determinato punto ci attendevano numerosi dromedari, in groppa ai quali ci siamo addentrati nel deserto, nella piena inconsapevolezza che sarei giunta in un punto così affollato che mi pareva d’essere in piazza del Duomo a Milano.
In ogni caso il calar del sole nel deserto, in groppa al
dromedario, è un’esperienza indicibile
da raccontare . Non tanto per l’essere in groppa a un dromedario bensì per il trovarsi immersi in una bellezza
paesaggistica naturale che definirei sublime. Colori, sfumature, atmosfera: contesti
molto distanti dal nostro quotidiano occidentale.
Dopo la giornata soddisfacente ma leggermente stancante, cena e riposo all’Hotel SAHARA DOUZ e poi…alle 4 di mattina partenza per il “lago che c’è e non c’è “ ovvero per il lago salato di CHOTT El JERID : una depressione profonda 22 metri sotto il livello del mare per cui il lago c’è se è piovuto e non c’è in assenza delle piogge perché si prosciuga.
Per noi c’era e quindi abbiamo contemplato l’alba : come folli scatenati eravamo tutti a scattare foto e pretendere d’imprigionare l’attimo, ma il sole in completa autonomia ha fatto un’esibizione incredibilmente spettacolare, si è alzato lentamente ma non troppo e noi, siamo rimasti col fiato in sospeso. Credo di non aver mai visto nulla di simile perché sono sicura che ne avrei memoria.
Dopo la nascita del nuovo giorno, abbiamo preso la direzione TOZEUR: e chi non ricorda la canzone di Franco Battiato “ I treni di Tozeur”?
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| Tozeur |
Per me i paesaggi non sono panorami, sono luoghi interiori e dovunque mi trovi, pulsano nel mio cuore, mi regalano impressioni, emozioni …. Trovarmi a Tozeur immaginando che le strade che stavo percorrendo erano le stesse che avevano ispirato la canzone mi induceva ad osservare anche quei dettagli a volte trascurabili.
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Lascio parlare le fotografie….
Quindi pranzo a METLAOUI
e poi di nuovo al via… direzione KAIROUAN
dove si trova la moschea di ʿUqba, conosciuta anche come la Grande moschea
di Qayrawan.
Davvero grandiosa e poi …sempre quella strana atmosfera coinvolgente: le luci, i fedeli sotto le arcate in attesa di entrare, i canti che a tratti sembrano pianti o lamenti…
Infine ritorno ad HAMMAMET
dove abbiamo proseguito la vacanza.
La medina vecchia è graziosa, con belle casette bianche e
azzurre ovviamente dalla struttura arabeggiante, del resto siamo in un paese
arabo e assiepate ai lati delle strette stradine numerose botteghe con esposizioni
traboccanti di prodotti artigianali ,pellami, stoffe, etc… Quasi assimilabile
al Bazar di Instanbul.
Molti degli hotel luxory
ad Hammamet è evidente che
sono stati costruiti recentemente: il turismo credo sia l’attività principale.
Ad Hammamet risiede una numerosissima comunità di pensionati
italiani poiché la defiscalizzazione non è trascurabile. Non mi azzardo a dare
un numero per certo poichè alcuni mi hanno detto che la comunità italiana è di
circa 7000 abitanti, altri 10.000…
Il MARE! Acque cristalline, spiagge di sabbia fine, clima a
ottobre piacevolmente caldo con punte di 30 gradi.
Tornarci? Generalmente non torno negli stessi luoghi poiché sono
curiosa e desidero sempre mete differenti ma un ritorno ad HAMMAMET, anche
soltanto per usufruire della
talassoterapia potrei non escluderlo.
29 ottobre 2025 – Y.Pelizzari