Sintesi
di un ritorno a VIENNA

Panoramica dalla torre di S. STEFANO
Accomunate
dalla medesima ammirazione per Gustav
Klimt , Monica ed io siamo giunte, anzi siamo ritornate, a Vienna con un
programma ben definito che comunque prevedeva “possibili variazioni” che in
effetti si sono rivelate inevitabili.
In ogni caso l’Atelier di KLIMT , l’ultimo dal 1912al 1918, ( che era un punto fermo), lo abbiamo visitato,
il BELVEDERE
che ospita 24 quadri del noto artista fra i quali IL BACIO era meta obbligata e l’abbiamo raggiunto e poi … il Kunsthistorisches Museum,
le cui arcate e colonne della scalinata monumentale esibiscono affreschi dipinti a mano direttamente da Gustav KLIMT, oltre ad altri opera del fratello Ernst , mentre all’interno del museo, che rientra fra i più grandi e importanti del mondo, sono custodite importantissime collezioni della dinastia asburgica.
Indubbiamente IL BACIO è il quadro più famoso di KLIMT
, un'icona da 180 x 180 cm i cui motivi ornamentali furono messi in rilievo tramite applicazioni in oro e argento.
Solo osservando l'originale, ci si rende
conto di quanto sia splendido e neppure la miglior fotografia gli può rendere
giustizia.
E' un quadro parlante che regala
sensazioni indescrivibili e forti emozioni.
Trascurando i
luoghi che abitualmente si visitano a VIENNA come Castello
e Giardini di Schönbrunn, Hofburg Museo dell'Imperatrice Sisi, il
Prater, etc. poiché già visitati, mi sono comunque resa conto che l’aver
visitato una città dieci, quindici anni addietro ed affermare di non volerci tornare perché
già vista è una sciocchezza.
Le città sono in
continua evoluzione per cui è interessante sia andarci che tornarci.
Oltrettutto le capitali
sono sempre molto grandi e una visita di due o tre giorni consentono soltanto
una visione alquanto superficiale e riduttiva.

Teseo che sconfigge il centauro - Antonio Canova
Il
Kunsthistorisches Museum –
museo delle belle arti - è fra i più antichi
e ricchi del mondo: visitato per la prima volta in questa occasione, è davvero strabiliante sia per l’elegante e
imponente struttura, sia per il
patrimonio artistico custodito.
Oltrettutto, casualmente è stato possibile usufruire dall’apertura
serale che avviene solo il giovedi. Si trova in Maria-Theresien Platz, l’edificio
principale è sormontato da una cupola ottagonale alta 60 metri, le facciate richiamano lo stile rinascimentale
italiano e gli interni sono decorati con marmi, ornamenti di stucco e d’oro e affreschi-pitture
varie.
Brevissima coda per
entrarci, il costo d’ingresso è di 24 euro, una cifra quasi irrisoria per ciò
che offre.
Dinanzi all’ampio atrio si presenta uno scalone la cui
prima rampa è dominata da una grandiosa statua di ANTONIO
CANOVA, “Teseo che sconfigge il centauro”. Scenografia mozzafiato.
Salendo la seconda rampa dello scalone: nel mezzo un
elegante ristorante e nelle ali laterali le due pinacoteche che io e Monica abbiamo visitato e che espongono
tele di Antonello
da Messina, Giovanni Bellini, Tiziano Vecellio, Correggio, Giorgione, Lorenzo Lotto, Andrea Mantegna, Tintoretto, Veronese, Guido Reni, Jan
Brueghel il Vecchio, Jan
Brueghel il Giovane, Giuseppe
Arcimboldo, Agnolo Bronzino, Antonio Canova, Michelangelo Merisi da Caravaggio, Albrecht Dürer, Gustav Klimt, Parmigianino, Raffaello Sanzio, Peter Paul Rubens, Jan Steen, Jan van Eyck, Diego
Velázquez, Johannes Vermeer, Johann
Gottfried Auerbach.

Madonna del Rosario - Caravaggio
E infine abbiamo dovuto affrettarci poiché la chiusura del museo era vicina, ed ancora dovevamo ricercare GUSTAV KLIMT.
Un’altra serata che
includerò fra le indimenticabili è stata quella al TEATRO DELL’OPERA : io che non sono un’intenditrice della lirica
nonostante abbia assistito a qualche opera fra le più famose, sono uscita del
Teatro veramente felice: il display assegnato a ogni posto sui cui leggere i testi delle parti mi ha
consentito di comprendere appieno tutta
l’opera “ Il Barbiere di Siviglia”.
Altra serata da
emozione: Concerto LE QUATTRO STAGIONI
di ANTONIO VIVALDI nella splendida
Cattedrale di SANTO STEFANO, dalla
cui Cupola nord il giorno precedente avevamo contemplato le luci del tramonto sulla
città.
Fra un Museo, un concerto in Cattedrale, il Teatro dell'Opera, etc. abbiamo tenuto in considerazione che anche il corpo ha delle necessità , quindi... ottimi pranzi con menu della cucina tradizionale, in locali storici.
Il dilemma se prima fosse nata la
schnitzel o la cotoletta milanese non ci ha particolarmente toccate. Ci siamo
adeguatamente informate e stabilito che la migliore risulta essere quella con
la carne di vitello ci siamo attenute ai suggerimenti.
In effetti la nostra, presso il Ristorante SCHNITZEL ONE era davvero molto buona ed il locale, che cucina unicamente schnitzel , gremito.
Per mangiare wurstel e crauti, sempre in un locale storico – REINTHALER’S BEISL - abbiamo dovuto fare persino l’attesa di una ventina di minuti e più ....ma anche da qui siamo uscite con il grado di soddisfazione al massimo livello.
Infine il te da SACHER è quasi un obbligo, ovviamente con la consapevolezza che
verso le cinque di pomeriggio anche qui occorre fare qualche minuto d'attesa.







































