martedì 6 ottobre 2026

LACCI – DOMENICO STARNONE

 

LACCI – DOMENICO STARNONE

“ Per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto taciamo”

“L’amore è un contenitore dentro cui ficchiamo di tutto”

 

LACCI - In quarta di copertina il critico letterario Marco Belpoliti l’ha definito “ Un piccolo capolavoro” mentre Annalena Benini , giornalista, ha scritto “La storia spietata e precisa del rumore profondo che fa un matrimonio quando si spezza”.    

 Pubblicato nel 2014, il 2 settembre 2020 Lacci diretto da Daniele Luchetti è stato  il film d’apertura ( fuori concorso)  della 77ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Non l’ho visto, ma credo che l’adattamento cinematografico con attori e attrici come  Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante , sicuramente l’avrei apprezzato. 

Comunque tornando al libro  ammetto che si è trattato di una lettura che mi ha molto coinvolta anche perché amo i dettagli, le descrizioni meticolose e le analisi dei fatti e dei sentimenti.

La trama in sé stessa non è nulla di straordinario: si potrebbe sintetizzare descrivendola come la storia di un matrimonio scaturito  forse principalmente dall’attrazione che non ha retto alla quotidianità  e alle responsabilità che ne conseguono, come ad esempio quello di  divenire genitori.

La soluzione più sensata sarebbe stata quella di lasciarsi, separarsi ma per lasciarsi ci voleva  coraggio e spesso è proprio quello che manca ed allora si va avanti; i matrimoni, le unioni  diventano indissolubili anche in assenza dell’amore e da ciò ne deriva la condanna all’infelicità.

 Strutturato in 3 libri dentro un unico libro: il primo è una raccolta di lettere, leggermente  noiosa,  scritte dalla moglie abbandonata dal marito che vorrebbe che il marito tornasse , il secondo , scritto in prima persona,  è la narrazione del  marito che si è innamorato di Lidia, un amore durato nel tempo, mentre il terzo libro è il vissuto dei figli dentro una famiglia dove non era mancato il benessere ma trasudava l’insoddisfazione. 

Domenico Starnone, secondo me,  è stato geniale nel condensare in poche pagine il dramma di un matrimonio andato  in frantumi e durato comunque più di trent’anni.

Puntigliosa la descrizione dei sentimenti: pagine che invitano alla riflessione.     

 Senza nessuna presunzione di voler fare paragoni fra LACCI  e il mio LE PRIGIONI DEL BUONSENSO , ho riscontrato che i protagonisti di entrambi i LIBRI a tratti sono accomunati dalle medesime domande e  riflessioni.

 Stralci

Pag. 91 – Malgrado l’anello al dito ebbi un’amante quasi subito – 3 mesi dopo essere tornato a casa – e sono stato caparbiamente infedele fino a un anno fa. 

Pag. 97 – Del sesso si ride sempre anche se tutti sanno che può seminare discordia, rendere infelici, generare violenza, portare alla disperazione e alla morte.

 Pag. 104 – Ero giovane, mi sentivo attratta, non sapevo quanto è casuale l’attrazione. Ho capito tardi che m’incuriosivano gli altri né più ne meno quanto mi avevi incuriosito tu . Mi guardavo intorno disorientata. A ogni occasione dicevo – potrei avere un amore : è come la pioggia, una goccia urta a caso contro un’altra goccia, si forma un rigagnolo. Basterebbe insistere sulla curiosità iniziale, e la curiosità diventerebbe attrazione, l’attrazione crescerebbe fino a indurre al sesso, il sesso imporrebbe la ripetizione, la ripetizione fonderebbe una necessità e un’abitudine.

 - Se un uomo ama un’altra non torna mai dalla moglie per amore. 

Ottobre 2026 – Y.P.

martedì 29 settembre 2026

AUTOBIOGRAFIA di uno YOGI - PARAMAHANSA YOGANANDA

 

AUTOBIOGRAFIA di uno YOGI

PARAMAHANSA YOGANANDA

 


“ Solo ciò che abbiamo dentro, noi possiamo vedere di fuori.   Se non vediamo Dei, è perché non ne ospitiamo noi”.

 Letto a seguito di un “ intenso”  suggerimento, confesso che a metà mi sono soffermata a fare delle ricerche sulla storia di questo libro che visto esposto  nelle librerie,  più volte l’avevo preso in mano ma senza mai  trovare la convinzione di acquistarlo.

 Ebbene , pubblicato la prima volta nel  1946  in inglese ne è seguita l’edizione definitiva  nel 1951 tradotta in più di cinquanta lingue.

Considerato un classico spirituale, pare abbia cambiato la vita a milioni di persone in tutto il mondo ed è stato inserito da un gruppo di teologi e luminari tra i 100 libri più importanti e influenti del ventesimo secolo.  

 Nella prefazione è scritto che “ il valore dell’Autobiografia di Yogananda è notevolmente accresciuto dal fatto che esso è uno dei pochi libri pubblicati in inglese sui saggi dell’India, scritti non da un giornalista o da uno straniero, ma da uno della loro stessa razza e educazione: in breve è un libro di uno yoghi. Quale relazione di un testimonio oculare delle straordinarie vite e degli straordinari poteri dei moderni santi indù, questo libro ha importanza nel tempo e fuori del tempo”.

 Paramahansa Yogānanda, nato Mukunda Lal Ghosh in un’agiata famiglia  a  Gorakhpur / Bengala il 5 gennaio 1893  e morto a Los Angeles, 7 marzo 1952.

E’ stato un filosofo, mistico e scrittore indiano. Yogi e Guru di fama internazionale,[ha trascorso gran parte della sua vita negli Stati Uniti d'America, dove ha introdotto molti degli insegnamenti sulla meditazione del Kriyā Yoga di cui nel libro se ne esplicita ampiamente.

Oltre a narrare la vita materiale e spirituale di Yogananda, il libro è ricordato per i molti passaggi dedicati all'interpretazione vedica di elementi della cultura ebraica e cristiana (per esempio il Giardino dell’Eden), sia da parte di Yogananda stesso che del suo maestro  Sri Yukteswar.

Vi si narra inoltre degli incontri fra Yogananda e numerosi personaggi celebri come Teresa Neumann, la santa Mâ Ananda Moyî, Mohandas Gandhi, Rabindranath Tagore, lo scienziato Luther Burbank (il libro è dedicato alla memoria di Luther Burbank, un botanico americano), e il Premio Nobel C. V. Raman.

Non ho la presunzione di voler fare una recensione di un libro così  importante e mi limito a esternare soltanto qualche mia impressione poiché il contenuto di questo libro mi ha davvero notevolmente “impressionata”. Non nego che di fronte ad alcuni avvenimenti non sono riuscita a tenere a bada  incredulità e quindi  scetticismo ma poi approfondendo e trovando  supporto nelle spiegazioni scientifiche mi sono  detta che  le nostre convinzioni dipendono unicamente  da come ci si predispone alla comprensione.  

La lettura  per me, inizialmente non proprio scorrevole poiché mi è stato necessario leggere sempre  le note a piè di pagina, man mano che procedevo, l’ho trovata molto coinvolgente e  interessante : indubbiamente ho imparato molto su tradizioni e  filosofie verso le quali solo in questi ultimi anni  sto orientando la mia curiosità.

Sono molto soddisfatta d’averlo letto, sono certa d’aver abbattuto diverse mie resistenze anche se nutro molti dubbi che m’inducono a  ricercare ulteriormente e ad approfondire. Credo comunque che il cammino verso la saggezza  ne abbia tratto giovamento come  la ricerca della spiritualità e la mia predisposizione all' introspezione.

Esprimo gratitudine verso chi ha insistito perché lo leggessi. 

STRALCI

L’illusione lavora nel mistero, tessendo innumerevoli tele, le sue visioni gaie non rammaricano mai. S’affollano l’una sull’altra, velo su velo: incantatrice che vuole essere creduta dall’uomo, che ha sete d’inganni.

…la legge dell’AMORE ha sempre risposto assai meglio di quanto abbia fatto la legge della distruzione…se decidiamo davvero di adottare la legge della verità e della non-violenza come legge di vita, ogni problema potrà trovare la soluzione.

Certe persone cercano di farsi alte, tagliando la testa agli altri.

Chi è lento nell’ira vale più del potente, e meglio vale chi domina il proprio animo, di chi s’impadronisce di una città.

Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, che talora non le pestino coi piedi e, rivoltatisi contro di voi, non vi sbranino ( Matteo 7.6.)

Quello che non ci diamo la pena di trovare dentro di noi, non verrà mai scoperto trasportando il nostro corpo qua e là.

L’intuizione è la guida dell’anima che si rivela spontaneamente nell’uomo nei momenti in cui la mente è calma.

L’uomo identificando sé stesso con un ego superficiale, ritiene per certo d’essere lui che pensa, vuole, digerisce alimenti e si conserva vivo; non riflette mai ( e di riflessione ne basterebbe poca), che nella vita d’ogni giorno egli non è che un burattino manovrato dalle sue azioni passate  ( karma), dalla natura e dell’ambiente. In ogni uomo le reazioni intellettive, i sentimenti, gli stati d’animo e le abitudini sono il corollario di cause passate, da ricercarsi sia nella sua vita attuale, sia in quelle precedenti.

 

Settembre 2026 – Y.P.

giovedì 24 settembre 2026

LUCENA – Il borgo dal cuore di pietra ( I borghi di SAN SIRO)

                                                LUCENA – Il borgo dal cuore di pietra 

 Nelle mie “ ispezioni stagionali” non ho trascurato LUCENA, il borgo situato “appena-appena” sopra MARENA. Ho lasciato la carrozzabile che sale verso le frazioni montane come Gallio, Noledo, Treccione, Carcente, San Martino e non solo e,  mi sono incamminata sulla mulattiera che s’addentra nel cuore del borgo dove alle auto non è consentito l’accesso.
Ho attraversato la piazzetta poco distante dal grande lavatoio: sicuramente molto briosa nei decenni passati, ora è abitata dal silenzio e la bella casa in pietra a vista che per un certo periodo fu “casa vacanza”,  lascia trapelare soltanto profumo d’abbandono. 


Molte porte e finestre chiuse e qualche cartello VENDESI. 




Diverse case comunque ben rimaneggiate lasciano immaginare che in estate l’affluenza a LUCENA non sia insignificante e forse,  anche il numero di chi vi abita abitualmente non è irrilevante perché comunque LUCENA è un borgo dalle dimensioni notevoli se confrontato con le altre frazioni.

La bella chiesetta che dall’alto del borgo domina i tetti delle case gode di una posizione stupenda consentendo a chi desidera collezionare panoramiche, scatti mozzafiato.


 Anche la cascatella formatasi dallo scorrere delle acque della Valle di Noledo offre uno scorcio alquanto caratteristico godibile dal piccolo ponte sovrastante. 



Indubbiamente LUCENA come molti altri borghi, è un borgo morente o forse un borgo-dormitorio, oramai idoneo soprattutto a trascorrervi brevi periodi di vacanza poiché è indiscutibile che offre un ambiente naturalisticamente meritevole e molto rilassante.
Purtroppo la mancanza di qualsiasi attività commerciale è un deterrente importante e la scomodità di portarsi gli  approvvigionamenti “ a mano” penalizza particolarmente le persone meno giovani…
Come spesso succede durante queste mie “camminate”, non ho incontrato nessuno con cui poter scambiare quattro chiacchiere, rinfrescare il dialetto che sto dimenticando e magari raccogliere qualche curiosità.



 Mi è stata riservata calorosa accoglienza soltanto da uno splendido gatto dal folto pelo bianco e rossiccio che mettendosi in posa si è lasciato fotografare e per un breve tratto, miagolando, mi ha scortata. Non ho camminato soltanto fra le case, ho percorso anche i sentieri che fuori-escono dal borgo, nei pressi di un rigoglioso e giovane uliveto, mi sono fermata: ho goduto appieno di una gran pace!
Il lago visto dall’alto è sempre sorprendente e le acque scintillanti sotto i fasci di luce solare regalano illusioni ottiche inenarrabili.

 Avevo già descritto LUCENA nel 2020 e non ho altro da aggiungere se non evocare il ricordo dell’Immacolata Concezione - festa del borgo che si celebrava l’8 dicembre - e richiamava gli abitanti di tutte le altre frazioni. Una folla numerosa accorreva per assistere ai “grandi eventi” quali l’incanto dei canestri che rappresentava una vera e propria competizione a chi spendeva di più poiché il ricavato serviva a coprire le spese per abbellire e manutenere la chiesetta, l’albero della cuccagna , il tiro alla fune… e poi l’immancabile sala da ballo improvvisata dove i più giovani ballavano i balli che oggi non si ballano più e gli incontri ravvicinati  erano favoriti e attesi. 
 Sorrido tra me e me, erano tempi in cui ero poco più che una bambina , tempi non così lontani eppure di cui forse non è rimasta traccia.

 Settembre 2026- Y.Pelizzari

lunedì 31 agosto 2026

Verso PIANCEE ( Frazione Gallio di SAN SIRO)

 Verso PIANCEE ( Frazione Gallio di SAN SIRO)

 

Vista sula ramo di LECCO

Vista sul ramo di COMO

Proprio come cantava qualche decennio fa Lucio Battisti , mi sono alzata, mi sono vestita e sono uscita sola sola per la strada.

Ho camminato a lungo….

E come ogni anno, anche quest’anno ho raggiunto la frazione di GALLIO intenzionata ad attraversare il cuore del borgo e inoltrarmi verso i boschi.

Arrivata a Gallio, non ho suonato il campanello del Villino Mariangela, lei oramai non mi aspetta più poichè le nostre lunghe conversazioni si sono interrotte un anno fa quando  se ne è andata, ma mi ha piacevolmente intrattenuta la sua vicina la quale mi ha fatto promettere che quando ripasserò , il caffè lo prenderò con lei…

Ho intrapreso la salita che porta dentro il centro del borgo e ho incontrato soltanto il silenzio disturbato dal rumore dell’ acqua che usciva dal rubinetto della fontana pubblica. Mi sono fermata e l’ho chiuso perché ritengo che l’acqua sia un bene prezioso e sia uno spreco lasciare i rubinetti aperti.


Ho individuato subito il sentiero che porta nei boschi di PIANCEE e come sempre,  appena fuori dalle case abitate , le panoramiche mi hanno incantata.

Dall’alto la vista incontra meno ostacoli: le montagne sembrano più basse e le onde invisibili!

SANTA MARIA vista da Gallio

Si osserva, si contempla una distesa placida dalla forma molto caratteristica ,  direi artistica che forse nessun pittore sarebbe riuscito a inventare .  Chi mai avrebbe potuto inventare un lago a forma d’uomo se non l’architetto Natura?

Per un buon tratto il sentiero consente di visualizzare panoramiche spettacolari, dopodiche si addentra fra gli alberi  e diviene un sentiero ombroso e ben curato.  

Irrilevante se nel  sottobosco qua e là sono disseminati  tronchi e rami,  probabilmente vittime dei violenti temporali  che oramai s’abbattono ovunque.

Non ho avuto nessun incontro particolare, non credo che i turisti conoscano questo itinerario ma ho avuto  motivo di credere che siano territori  frequentati poiché non mancano appezzamenti recintati e ben coltivati ad orto.

Ho goduto appieno della quiete offerta dal bosco interrotta soltanto dal canto degli uccelli  e ho proseguito il cammino  sino a raggiungere la parte di costa che sovrasta Cremia  e consente la visuale di un buon tratto di alto lago.

Le panoramiche di lago, salendo, ovunque ci si trovi sono sempre spettacolari ed io sempre mi sorprendo.

A malincuore sono poi  tornata a ritroso e giunta dentro il borgo mi sono soffermata ad osservare il reticolo di viottoli acciottolati: GALLIO una ragnatela.

La chiesetta che sulla facciata principale porta la data 1822,  solitaria,  se ne sta silenziosa, probabilmente le campane suonano solo per la festa di Santa Lucia,  ma lascia immaginare una grande vitalità seppellita dal tempo.

Potrei raccontare  il tripudio di sensazioni ed impressioni che Gallio sempre mi regala, ma già ho scritto molto in precedenza e per evitare di  ripetermi,  mi fermo qui.   

31 AGOSTO 2026- Y.Pelizzari

martedì 11 agosto 2026

LE PRIGIONI DEL BUONSENSO – Yvonne Pelizzari

 

Le prigioni del buonsenso – Yvonne Pelizzari

 

Questo è il mio quinto libro di narrativa che si differenzia  molto dai precedenti.

Dopo aver raccontato più volte  il mio paese d’origine  dedicandogli anche una raccolta di poesie, essermi cimentata  nella biografia di un artista assai noto che  spesso espone  anche a Menaggio ed  ha realizzato un documentario sui contrabbandieri del Lago a cui ho collaborato,   ho voluto scrivere un libro che affrontasse una tematica complessa e che nella vita prima o poi  credo ci si  trova ad affrontare  ovvero,  è meglio privilegiare la via del buonsenso o la strada del cuore?

 Il titolo credo sia emblematico ma la narrazione non ha la presunzione di dare una soluzione: la scelta fra SENTIMENTO e BUONSENSO  ha molte sfaccettature e quindi qualunque strada si decida di intraprendere  si tratterà di una via tortuosa e  comunque rispettabile.

 LE PRIGIONI DEL BUONSENSO racchiude 4 racconti il cui filo conduttore è amore-buonsenso e non si limitano alla straordinaria e a tratti incredibile cronaca dei fatti bensì cerca di addentrarsi negli stati emotivi vissuti dai protagonisti.

 Il  racconto che dà il titolo al romanzo ritengo sia meritevole d’attenzione in quanto le medesime vicissitudini sono narrate  da entrambi i protagonisti,  Lisa e Giorgio,  quindi emerge una visione sia al femminile che al maschile che quasi mai coincide.   

L’ultimo, il cui titolo più appropriato  potrebbe essere  “Il trionfo del buonsenso”  è la testimonianza biografica di una donna   mancata circa un anno :  Mariangela Gitti "la MARILAMP"  nata il 3 maggio 1935 e deceduta il 7 settembre 2025.

Una vita degna d’essere raccontata perché  "la MARILAMP", con la sola licenza elementare,  ha dimostrato  che con l’intelligenza e la lungimiranza si può andare molto lontano. Lei amava raccontare che avesse l’anima da commerciante e credo corrispondesse al vero perché la sua realizzazione è iniziata proprio vendendo lampadari.      

 I racconti centrali forse strapperanno al  lettore un sorriso anche se l’argomento ATTESA  è tutt’altro che banale, in particolare modo ai giorni nostri in cui l’ATTESA è stata divorata dalla velocità imposta dai nuovi mezzi di comunicazione.

 Qui di seguito qualche recensione  ripresa da AMAZON :

PAOLA CAVALLARI  - 5 su 5 stelle

Emozioni -  Recensito in Italia il 16 maggio 2025

Formato: Copertina flessibile

Acquisto verificato

Yvonne Pellizzari autrice del libro e’ una persona speciale. Mamma , moglie e nonna , sempre in movimento, curiosa , intelligente, grande viaggiatrice sempre alla scoperta di nuovi posti. Il libro un capolavoro di emozioni da assaporare e leggere tutto in un fiato. Quattro storie che ti fanno riflettere sul significato del Buonsenso. Comportarsi nel modo giusto e saggio, dell’opportuno e inopportuno e quanto questo possa influire sulla nostra felicità o infelicità. Da leggere assolutamente.

 

Guglielmi Daniela - 5 su 5 stelle

I sentimenti del passato sono la nostra storia.

 Recensito in Italia il 4 giugno 2025

Formato: Formato Kindle

Acquisto verificato

Storie di vita storie di amore e di sentimenti che scavano nel passato delle nostre vite.

Mi ci sono riconosciuta e mi ha fatto rivivere antichi sentimenti.

Un libro che va letto perché bello e fa emozionare.

 

Patrizia M. - 5 su 5 stelle

Intenso ed emozionante

 Recensito in Italia il 6 giugno 2025

Formato: Copertina flessibile

Acquisto verificato

Anche questo libro ha catturato la mia curiosità e, infatti, l’autrice non delude mai.Testo coinvolgente e sorprendente con una narrazione intensa e una scrittura intelligente.

 11 Agosto 2026- Y.P.

 

domenica 9 agosto 2026

Museo casa rurale di CARCENTE - CARCENTE ( San Siro)

 

Museo casa rurale di CARCENTE

 Forse non è ancora montagna, l’altitudine s.l.m è all’incirca 650 metri ma per raggiungere CARCENTE la strada è prevalentemente in salita, a tratti quasi ripida ed io che abitualmente guido in  città, questa percorrenza mi rende insicura ma… CARCENTE è  un borgo così caratteristico, così differente da tutti gli altri borghi del comune di SAN SIRO,  che spesso lo raggiungo,  anche perché le occasioni di richiamo non mancano mai.



  • Le case prevalentemente in pietra costruite su più  livelli come era in uso molti anni addietro , alcune delle quali con scalinate esterne  e molte ben ristrutturate conservando le caratteristiche originali,  hanno balconi e balconcini che godono una vista impareggiabile: un’ ampia visuale del lago da Colico a  Bellagio allungandosi verso Lecco e Como.
  • Credo che  la possibilità di godere ampie panoramiche possa essere uno dei motivi  per cui nel periodo estivo il parcheggio antistante l’ingresso del borgo, accessibile solamente a piedi,    è sempre completo  e le vetture con targhe straniere numerose.



Non ho idea quanti siano i residenti e quanti siano i vacanzieri anche perché qualche decennio fa CARCENTE pareva destinato a divenire “ un borgo morente” poiché in molti l’avevano abbandonato attratti da luoghi più vicini al lago o addirittura alle città.

Ora, in estate CARCENTE è  ben popolato e ad ogni mio ritorno lo trovo sempre ben curato con vasi di fiori dislocati un po' ovunque che contribuiscono a ingentilire il contesto .


I viottoli acciottolati  corrono fra le case, s’incontrano fra loro sino a formare una specie di ragnatela e a volte raggiungo la CASA  MUSEO senza aver compreso se ho percorso o no  l’itinerario migliore nonostante le indicazioni non manchino.


E’ indubbio comunque che in gran parte  la notorietà di CARCENTE è  stata favorita dalla presenza del MUSEO CASA RURALE e dagli eventi culturali che qui si svolgono, sempre di  notevole rilevanza.

Credo che CARCENTE,  fra i borghi di SAN SIRO,   culturalmente   sia quello maggiormente impegnato e in questi ultimi anni sono diversi gli artisti richiamati: mostre pittoriche, mostre fotografiche , proiezioni varie, presentazioni di libri, etc.   si sono susseguite.

Non è che il Museo  abbia le caratteristiche dei musei di città, la sua definizione include infatti “ casa rurale”: non  dispone  neppure di ampie sale e neppure di un grande palcoscenico. Si tratta semplicemente di una casa in pietra , probabilmente concessa in regalo dai proprietari al fine di evitare il decadimento, con un bel terrazzo circondata da prati e collocata fra altre case in pietra, ubicata nella parte occidentale del borgo.  

Il palcoscenico è semplicemente uno spazio retrostante l’edificio museale riadattato dai volonterosi  su cui  gli artisti salgono per la loro esibizione,  mentre per gli  spettatori ci sono panchine in legno posizionate sul prato scosceso.

Ovviamente  ciò non influisce affatto sull’importanza degli eventi, al contrario,  è quasi sorprendente assistere a spettacoli assolutamente degni di nota  in una situazione così semplice.

Complimenti alla commissione che si occupa del Museo  ed evidentemente promuove “l’essenza e non l’apparenza.”

A volte gli spettatori sono così numerosi che si rende necessario posizionare dei cuscini direttamente sul terreno. 

Ho già descritto CARCENTE precedentemente quindi non mi dilungo,  ma affinchè tutti si  possano rendere conto di quanto sia meritevole questo borgo di pietra con il suo MUSEO CASA RURALE ,  allego qualche foto e qualche  panoramica scattate ieri sera mentre  stavo andando all’auto dopo aver assistito alla lettura di LAPO LANI delle Avventure di Pinocchio – Storia di un burattino conclusosi con l’apericena sul prato antistante il museo.

  




9 Agosto 2026 – Y.Pelizzari

mercoledì 5 agosto 2026

LA DIVINA COMMEDIA – Dante Alighieri - GERONIMO STILTON

 

LA DIVINA COMMEDIA – Dante Alighieri    - GERONIMO STILTON

 


"Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno   sia schiavo." – Gianni Rodari

    "I bambini che leggono diventano adulti che pensano." 

In Italia è noto che si legge poco, le statistiche  evidenziano che il 60% della popolazione non legge neppure un libro durante l’anno  ma credo che l’intera popolazione sia consapevole di quanto sia importante LEGGERE perché chi legge attraversa i secoli, le storie e le emozioni di tutto il mondo.

Personalmente ritengo che attraverso la LETTURA di testi classici, saggi, letteratura in genere, si possano ottenere quegli strumenti che consentono di conoscerci  nel profondo  oltre a metterci in condizioni  di meglio affrontare la vita e soprattutto le vicissitudini in cui ci si trova coinvolti; la vita la si vive con gli strumenti e le conoscenze  che si sono acquisiti .

 E’ indubbio che leggendo s’impara a pensare e senza timore d’essere smentita affermo che  è importante  insegnare- trasmettere ai bambini  l’amore per la lettura : lettura che per i bambini deve essere intesa come divertimento .

Ebbene avendo occasione di trascorrere del tempo con un bimbo, ho preso l’abitudine di frequentare  i reparti  delle biblioteche  dedicati ai piccoli e sorprendentemente ho scoperto letture davvero avvincenti ed estremamente utili per stimolare la curiosità infantile.

Recentemente, nonostante le mie perplessità ,  il mio bimbo dalla biblioteca si è portato a casa LA DIVINA COMMEDIA di Dante Alighieri  / GERONIMO STILTON e poiché ho letto con lui,  alla fine pure io ne sono rimasta entusiasta.

Ovviamente si tratta di una narrazione alquanto semplificata , quasi si trattasse di una favola ma contiene tutti gli elementi necessari a conoscere il capolavoro del Sommo Poeta e soprattutto  a  conoscere l’anima umano, la differenza fra il bene e il male e l’importanza dell’Amore.

 “ Tutti possono perdersi in una selva oscura, ma tutti possono uscirne, se imparano a fare le scelte giuste, se cercano il bene e rifuggono il male, se aiutano gli altri e si fanno aiutare nei momenti difficili.

Ora so che esiste una luce infinita che brilla anche quando il mondo è buio. Guardo il cielo e sorrido.

Le stelle scintillano eterne sopra di me, illuminano la strada verso casa”.   

 

Il mio bimbo è rimasto molto coinvolto dalla separazione di VIRGILIO da DANTE al termine del PURGATORIO e più volte ha riletto  le pagine in cui l'episodio era descritto:

“ Stavo per protestare, ma il suo sguardo mi colpì intensamente. Con gli occhi lucidi, Virgilio mi prese le mani tra le sue e dichiarò: io devo fermarmi qui Dante. Ti ho accompagnato tra il buio dell’Inferno e le ombre del Purgatorio, ma non mi è concesso di godere della luce del Paradiso.

Provai una fitta di sgomento. Virgilio! Il mio Maestro, la mia guida! Lui che mi aveva fatto coraggio quando la paura mi frenava; lui, che mi aveva salvato quando i mostri dell’oltretomba mi minacciavano…

Una lacrima di commozione mi salì agli occhi e scivolò sulla guancia.

Virgilio allora mi sorrise con dolcezza.

-         Non hai più bisogno del mio aiuto, Dante – disse . – Hai imparato tante cose, sei diventato più coraggioso e più saggio. I pericoli della selva oscura non sono più una minaccia, ora il sole splende su di te! L’unica guida di cui hai bisogno è quella della tua volontà, perché hai imparato a distinguere il bene dal male.  

-         Ma come troverò Beatrice? – replicai . – Come farò a…?

Lui scosse la testa e strinse più forte le mie mani. – Sarà Beatrice a trovare te.”  

 

Agosto 2026 – Y.P.