giovedì 24 settembre 2026
LUCENA – Il borgo dal cuore di pietra ( I borghi di SAN SIRO)
lunedì 31 agosto 2026
Verso PIANCEE ( Frazione Gallio di SAN SIRO)
Verso PIANCEE ( Frazione Gallio di SAN SIRO)
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| Vista sul ramo di COMO |
Proprio come cantava qualche decennio fa Lucio Battisti , mi
sono alzata, mi sono vestita e sono uscita sola sola per la strada.
Ho camminato a lungo….
E come ogni anno, anche quest’anno ho raggiunto la
frazione di GALLIO intenzionata ad attraversare il cuore del borgo e inoltrarmi
verso i boschi.
Arrivata a Gallio, non ho suonato il campanello del
Villino Mariangela, lei oramai non mi aspetta più poichè le nostre lunghe
conversazioni si sono interrotte un anno fa quando se ne è andata, ma mi ha piacevolmente
intrattenuta la sua vicina la quale mi ha fatto promettere che quando ripasserò
, il caffè lo prenderò con lei…
Ho intrapreso la salita che porta dentro il centro del borgo e ho incontrato soltanto il silenzio disturbato dal rumore dell’ acqua che usciva dal rubinetto della fontana pubblica. Mi sono fermata e l’ho chiuso perché ritengo che l’acqua sia un bene prezioso e sia uno spreco lasciare i rubinetti aperti.
Ho individuato subito il sentiero che porta nei boschi di PIANCEE e come sempre, appena fuori dalle case abitate , le panoramiche mi hanno incantata.
Dall’alto la vista incontra meno ostacoli: le montagne sembrano più basse e le onde invisibili!
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| SANTA MARIA vista da Gallio |
Si osserva, si contempla una distesa placida dalla forma
molto caratteristica , direi artistica
che forse nessun pittore sarebbe riuscito a inventare . Chi mai avrebbe potuto inventare un lago a
forma d’uomo se non l’architetto Natura?
Per un buon tratto il sentiero consente di visualizzare panoramiche spettacolari, dopodiche si addentra fra gli alberi e diviene un sentiero ombroso e ben curato.
Irrilevante se nel sottobosco qua e là sono disseminati tronchi e rami, probabilmente vittime dei violenti temporali che oramai s’abbattono ovunque.
Non ho avuto nessun incontro particolare, non credo che i
turisti conoscano questo itinerario ma ho avuto motivo di credere che siano territori frequentati poiché non mancano appezzamenti recintati
e ben coltivati ad orto.
Ho goduto appieno della quiete offerta dal bosco
interrotta soltanto dal canto degli uccelli e ho proseguito il cammino sino a raggiungere la parte di costa che
sovrasta Cremia e consente la visuale di
un buon tratto di alto lago.
Le panoramiche di lago, salendo, ovunque ci si trovi sono
sempre spettacolari ed io sempre mi sorprendo.
A malincuore sono poi tornata a ritroso e giunta dentro il borgo mi sono soffermata ad osservare il reticolo di viottoli acciottolati: GALLIO una ragnatela.
La chiesetta che sulla facciata principale porta la data
1822, solitaria, se ne sta silenziosa, probabilmente le campane
suonano solo per la festa di Santa Lucia, ma lascia immaginare una grande vitalità
seppellita dal tempo.
Potrei raccontare il tripudio di sensazioni ed impressioni che Gallio sempre mi regala, ma già ho scritto molto in precedenza e per evitare di ripetermi, mi fermo qui.
31 AGOSTO 2026- Y.Pelizzari
mercoledì 3 giugno 2026
MUSEO CIVICO STORICO DI MUSSO
MUSEO CIVICO STORICO DI MUSSO ( Lago di Como)
Comune di Musso Ex-fabbrica occhiali Salice
Era da parecchio che ero intenzionata a visitare il Museo
di Musso ma come accade spesso, non si da
mai priorità a ciò che ci sta vicino e soltanto stamattina mi sono decisa ad
andarci…
E’ stata davvero una piacevole sorpresa perché il MUSEO
CIVICO di MUSSO oltre a non essere particolarmente piccolo, poiché è collocato sui due piani della
ex- fabbrica di occhiali SALICE, custodisce
delle vere e proprie rarità.
Sul pieghevole
informativo c’è scritto che nei mesi di maggio e giugno è possibile vedere in
allevamento i bachi da seta ed io stamattina ho avuto modo di esaminare il
processo completo – dalla farfalla alla seta - supportata dalle informazioni che l’addetta al
Museo si è prodigata a fornirmi.
Ero convinta di ben conoscere e invece mi sono dovuta
ricredere poiché ignoravo diversi dettagli ma soprattutto ignoravo anche la
pregevole storia recente che da Musso giunge sino
nel Sud America.
All’interno del museo si possono anche ammirare pregiati
manufatti di pura seta che soltanto conoscendo il processo al completo se ne
può comprendere il valore.
Il Museo è suddiviso in più sezioni:
2 – Il MARMO
di Musso e le sue cave
Le cave sono rimaste in esercizio fino al secolo scorso, ma verso gli anni settanta non erano quasi più sfruttate per cui la sovraintendenza ai monumenti, al fine di preservare i resti del Castello Medeghino, decise di porre fine all’estrazione. Il MARMO di Musso, che aveva della caratteristiche particolari, venne utilizzato anche per la realizzazione del Duomo di COMO e MILANO.
3 – Il CASTELLO di
Musso edificato in epoca pre-romana godeva di una posizione strategica
dominante sul lago: utilizzato
dai Romani come sbarramento alle invasioni barbariche fu occupato dai Goti e
dai Longobardi. Nel XII secolo il feudo
di Musso e il Castello divennero proprietà della famiglia Malacrida e
successivamente , nel 1522, Gian Giacomo de Medici, detto il Medeghino s’impossesso
della fortezza. E la storia continuò……

Plastico del Castello di cui ora sono rimasti pochi ruderi
4 – Il MEDEGHNO – Gian Giacomo De Medici ( estraneo al casato di Firenze) nacque a Milano fra il 1495 e 1498, primogenito di 14 fratelli , la sua storia è degna d’ essere conosciuta, e presso il Museo c'è il materiale che lo consente.
5 – L’emigrazione verso l’AMERICA e l’EUROPA
In questa sezione vi si trovano registri di viaggio con nominativi vari, passaporti, documenti risalenti alla fine del 1800 relativi agli appartenenti a famiglie della zona che emigrarono verso le Americhe e l’Europa.
Nel giorno in cui avvenne la cattura di
Mussolini, il parroco di Musso DON
MAINETTI scrisse ora per ora il susseguirsi degli eventi e le pagine del diario sono qui esposte. ( Ovviamente trattasi di copie
poiché gli originali sono custoditi altrove)
Non solo: La visita ai MUSEI è importante poichè non c'è futuro senza passato e la conoscenza della STORIA è indispensabile per ciascuno di noi poichè le nostre convinzioni scaturiscono dalle conoscenze.
Grande ammirazione e gratitudine verso tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del MUSEO di MUSSO.
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| Oggetti in seta pura 3 giugno 2026 - Y.Pelizzari |
martedì 2 giugno 2026
Il borgo di MARENA si è vestito di nuovo!
Il borgo di MARENA si è vestito di nuovo!
martedì 9 dicembre 2025
MIGLIONICO – Il luogo dove il tempo si srotola a quarti d’ora
Sono
tornata a MIGLIONICO, il borgo lucano
poco distante da Matera che ho già ampiamente descritto precedentemente e che
ho imparato ad amare sino a sentirlo un po' anche “mio”, attraverso le narrazioni
di Laura. Lei
a Miglionico ci è nata: lì ha trascorso i suoi primi decenni di vita e lì ha lasciato quei ricordi che con il
passare del tempo si vestono di nostalgia pungente per cui ogni tanto si
abbandona alla rievocazione ed io ascoltandola, ho appreso usi, costumi e anche
qualche leggenda.
Oltretutto mi è sempre stato facile immedesimarmi nei suoi ricordi perché comprendo appieno i sentimenti che legano ciascuno di noi alle proprie radici. Pure io sono nata in un piccolo borgo sul Lago di Como ed anche se mi sono lasciata prendere dalla vita in città, non l’ho mai dimenticato e il desiderio di ritornarci è sempre vivo.
L'ultima volta che ero andata a Miglionico era nel 2019 , proprio nello stesso periodo in cui ho soggiornato ora: periodo che definisco “il tempo dell’olio” poiché Miglionico vanta sul proprio territorio ampi uliveti e fra novembre e dicembre si raccolgono le olive e si portano al frantoio per estrarre l’olio.
Miglionico sei anni fa, l’avevo definito “ il borgo più bello del mondo” per la sua posizione strategica su di una dolce collina che consente un’ampia visuale sul paesaggio sottostante e circostante e per l’imponente Castello del Malconsiglio attorno al quale sono posizionate numerose panchine a testimoniare la massiccia presenza di turisti e abitanti del luogo che vi fanno ritorno, nel periodo estivo.
Non
mi soffermerò quindi sull’aspetto
paesaggistico di MIGLIONICO, ma mi
limiterò alle impressioni avute in occasione di questo mio ritorno.
I luoghi come tutte le cose cambiano, nulla è inalterabile e Miglionico rispetto a sei anni fa oserei dire che è sensibilmente migliorato ed infatti è entrato a far parte del circuito dei BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA.
Alcuni
fabbricati sono stati rimaneggiati, le facciate di parecchie case sono state
abbellite e tinteggiate di fresco e, sarebbe auspicabile che altre che versano
ancora in uno stato precario, negli anni
a venire potessero riacquistare il giusto decoro.
Il corso che dal Castello raggiunge la torre dell’Orologio è ben curato e gli edifici che lo fiancheggiano addobbati a festa con abbondanti luminarie creano un contesto di notevole impatto visivo: quasi da poter competere con le vie centrali di importanti città.
Ma
MIGLIONICO è soprattutto atmosfera: si respira profumo di autenticità, si
percepisce la semplicità di quella vita che in tempo di pandemia ci si era illusi
potesse essere rivalutata ma poi non è avvenuto.
Per le vie del borgo nessuno corre, la fretta forse è una perfetta sconosciuta e gli abitanti credo si conoscano tutti, anche perché complessivamente sono all’incirca duemilatrecento.
Io,
“forestiera” a Miglionico, che durante la mia permanenza con curiosità
più volte mi sono addentrata per i
viottoli, sono stata onorata ad ogni incontro da sorrisi e saluti cordiali.
Quasi
inspiegabilmente, già il giorno successivo al mio arrivo, mi sono sentita perfettamente
a mio agio, quasi come se Miglionico lo conoscessi da sempre, anche se quasi
certamente parte del merito va alla mia amica che non ha mai tralasciato di
presentarmi a tutti coloro che incontrava e con cui si fermava a parlare.
E
lei, a parlare si fermava con tutti…
Non mi ha infastidita neppure colui che vedendomi sola con la macchina fotografica alla mano , dapprima mi ha rivolto un saluto e poi ha dato voce alla sua curiosità chiedendomi da dove venissi e cosa stessi facendo a Miglionico.
A
MIGLIONICO il tempo scorre lento: il macellaio anche se nella bottega c’è ressa
non si scompone e con calma e scrupolosità prosegue nel suo lavoro, il barista
offre i suoi servizi con un sorriso, il
fruttivendolo pure, ma trovando
il tempo per uno scambio di convenevoli con i clienti.
E intanto il bell’orologio dentro la torre che svetta oltre i tetti prevalentemente in coppi e terrazze, scandisce le ore ogni quindici minuti e così, mentre ad Istanbul mi ero ritrovata ad attendere il richiamo del muezzin per la preghiera, a Miglionico mi sono ritrovata ad attendere il suono delle campane.
Nella consapevolezza che nulla è come appare, all’apparenza MIGLIONICO è una splendida comunità e il rito dell’accensione dell’albero di Natale nella piazza retrostante la Chiesa Madre ne è stata una bellissima rappresentazione con musica e canti alla presenza del giovane sindaco.
Davvero apprezzabile il coro dei bambini, forse una trentina, il futuro di Miglionico e pregevole pure il presepe all’interno della Chiesa che conserva opere d’arte e affreschi importanti.
Non importa se questo borgo, come quasi tutti i borghi italiani, nel periodo invernale dorme: le panchine intorno al castello sono emblema di attesa e in estate mi è stato assicurato che non sono mai vuote.
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Dicembre 2025 – Y.Pelizzari
lunedì 8 aprile 2024
CESENATICO - Il richiamo della Romagna
CESENATICO - Il richiamo della Romagna
“I paesaggi non sono semplicemente panorami, sono luoghi interiori …” , così recita la prefazione a cura di Giulio Greco alla mia silloge “ Al lago mi sento poeta”.
E ciò corrisponde al vero poiché CESENATICO per me non rappresenta semplicemente una località di mare della Riviera Romagnola il cui porto leonardesco e le Vele storiche del Museo della Marineria contribuiscono a fornire l’immagine di un luogo suggestivo, bensì è una fonte di emozioni che si rigenerano ad ogni mio ritorno perché a Cesenatico, in periodi diversi, ci sono tornata più volte.
La prima volta ci andai per caso senza curarmi neppure
si sapere quale fosse l’esatta posizione geografica: m’informai sugli orari dei
treni in partenza dalla stazione
Centrale di Milano e partii. Era maggio ed ero prossima ad un evento
significativo della vita che però peccava di completa convinzione per cui andai a Cesenatico intenzionata a riflettere
lontano dalla mia quotidianità.
Mi trovai coinvolta in situazioni impreviste e
sorprendenti, fra le quali un pomeriggio al Villaggio Azzurro dell’Aeronautica Militare di Cesena in attesa che il controllore del
traffico aereo terminasse il suo turno. Non
solo, sempre a Cesena, in piazza del
Popolo seduta sui gradini della Fontana
Masini, rimasi a contemplare un
cielo stellato e ad ascoltare colui che magistralmente declinava i versi di A’ LIVELLA, di Antonio De Curtis.
La poesia mi ha da sempre suggestionata e mettere in pratica
il motivo per cui ero andata a Cesenatico, ossia riflettere, divenne complicato.
In ogni caso prima del mio ritorno a Milano, una luce penetrò
il labirinto delle indecisioni e tutto mi apparve chiaro: la strada che stavo
per imboccare era sbagliata.
Quindi il mio primo impatto con Cesenatico fu
determinante nelle mie scelte.
Nella vita succede che le cose cambiano quando meno te l’aspetti e l’importanza di un incontro spesso scaturisce dal primo sguardo, altre volte è la forza di un abbraccio a creare una storia, ma nulla accade per caso.
Gustave Flaubert scrisse una grande verità: “Le passioni
impallidiscono quando le si trapianta” e
ritrovare le persone in ambienti diversi da quelli dove si sono conosciute, a
volte possono apparirci diverse e meno affascinanti.
Non vi è mai successo di innamorarvi al mare, durante l’estate e rivedere poi la persona oggetto dell’innamoramento in altro ambiente e trovarlo insignificante? A me successe.
Tornai a Cesenatico da giovane mamma e rifeci l’escursione in mare: seppi che la motonave AQUILA D’ORO 71 aveva cambiato mare ed era stata trasferita in Sardegna, dove credo sia ancora attiva e al suo posto trovai LA NAVE DEL SOLE, la cui modalità dell’escursione era rimasta invariata.
Tornai a Cesenatico da zia, ci ritornai con nuovi
amici e sempre “ ci sono stata bene” anche se alcune volte più di altre. A
Cesenatico ho persino ballato il liscio io, che il liscio non so ballare e
comunque alle balere di Liscio preferivo la discoteca La NUIT o la PINETA della
vicina Milano Marittima.
A Cesenatico ho vissuto incontri insoliti ma significativi, sui quali non intendo soffermarmi, anche se ben li conservo nella memoria con gioia e senza rimpianto.
Amo l’accento romagnolo e l’atmosfera spensierata che si respira per le strade specialmente nella bella stagione.
Imperdibile la visita alla Piazza delle Conserve nel centro
storico: qui sono stati recuperati un
paio di pozzi dalla forma tronco-conica che
un tempo venivano utilizzati per la conservazione del pesce.
Amo la spiaggia sabbiosa, quella sabbia che s’infiltra ovunque sino ad essere fastidiosa e amo pure il mare che rare volte ha il colore del mare essendo il fondale del Mar Adriatico sabbioso.
Al Molo di
Ponente, gli iconici capanni dei
pescatori , delle piccole palafitte in legno dalle quali le reti vengono calate
in mare per la pesca, offrono uno
scenario molto coreografico.
Singolare il grattacielo di 33 piani, costruito nel 1958 su progetto dell’architetto Berardi in un luogo dove grattacieli non ce n’erano! E per qualche anno, con i suoi 125 metri d’altezza, ebbe pure il primato d’essere il grattacielo più alto d’Europa.
E quando mi trovo a transitare dinanzi al Soggiorno marino AGIP- ENI in viale
Carducci, non posso fare a meno di sorridere poiché penso a mio figlio che ci
andò per la prima volta a 8 anni dopo di che mi è stato impossibile fargli cambiare destinazione: sino a quattordici anni ogni
estate, terminata la scuola andava a Cesenatico. “ Troppo bello Cesenatico, troppo bello il pioppeto”- diceva ,
nonostante già avesse visto il mare di
Sardegna, di Corsica e Grecia.
Probabilmente anche su di lui, CESENATICO esercitò notevole
fascino e infatti l’anno che avrebbe compiuto 15 anni e quindi non poteva più accedere al soggiorno Eni mi
convinse a trascorrere una settimana all’Hotel Bristol io e lui soltanto e ci divertimmo un mondo.
Come tutti i luoghi, negli anni anche CESENATICO è
cambiato, ma io ci ritorno sempre volentieri. Per me, fra le località della
riviera Romagnola, rimane “il più bello” e quest’anno ci sono ritornata per
trascorrervi Pasqua. Ho mangiato dell’ottimo pesce perché a Cesenatico la
cucina è ottima quasi ovunque, ho rinfrescato i ricordi e ne ho arricchito la
mia raccolta.
Cesenatico, non lontano da Milano e non così vicino, mi è rimasto nel cuore.
Aprile 2024 – Y.P.






















































