domenica 11 febbraio 2018

BELLINZONA - Forse un principe fra i castelli ?

BELLINZONA e i suoi castelli 
Sono già trascorsi quasi dieci giorni dall’inizio del nuovo anno e nonostante ogni mattina al risveglio sentissi il bisogno di scrivere, inspiegabilmente mi trovavo avvolta dalla frenesia “del fare”, incalzata da doveri improrogabili oltre a qualche imprevisto e così solo ora mi appresto a prendere la matita in mano e via a riempire la prima pagina.
Il 2016 è arrivato, un anno dal quale mi attendo molto, compresa qualche piacevole sorpresa che dovrebbe germogliare da quei piccoli e numerosi semi che ho messo a dimora negli ultimi mesi dell’anno appena finito.
I progetti e i propositi sono molti fra i quali vorrei anche stare lontana dai venditori di tristezza e poi, vorrei  non prendermela  più di tanto : io non devo convincere nessuno di nulla e se superficialità e stupidità sono dilaganti, me ne rammarico, ma non è un problema che posso risolvere io. Quindi con il 2016 mi sono promessa che in determinate circostanze, alzerò i piedi e salutando cordialmente, andrò oltre, altrove.
In ogni caso anche nel 2016 spero di poter continuare a viaggiare poiché l’immobilità non mi aggrada e pare che il buon inizio sia avvenuto da parte del mio parrucchiere che mi ha fatto un regalo assai gradito ossia, un buono omaggio di 600 euro da spendersi in viaggi. (Preciso che frequento questo salone da più di dieci anni, quindi ...)

E ora passo al primo mini-viaggio: il 3 gennaio scorso ho programmato una visita alla graziosa cittadina di BELLINZONA che deve riconoscenza a Napoleone Bonaparte che con atto di mediazione del 19 febbraio 1803 ha costituito il CANTON TICINO della SVIZZERA designandola capitale, come recita una lapide commemorativa esposta lungo un vialone della cittadina medesima.

Perché ho scelto Bellinzona potrà chiedersi qualcuno? 
Io rispondo: “Alla ricerca di un principe azzurro o se non proprio, anche un nobile castellano”.
Ironia a parte, desideravo visitare questa cittadina già da diverso tempo poiché è ricca di storia e perché qui si ergono'''tre castelli pregevoli che con le cinta murarie, dal 2000 sono stati dichiarati dall'UNESCO, patrimonio dell'umanità''' .




Io ho raggiunto Bellinzona in treno partendo dalla stazione di Como San Giovanni e sono arrivata quasi direttamente in centro dopo un’ora di percorrenza. Scesa dal treno, mi sono diretta subito verso Castelgrande e seguendo le indicazioni dei cartelli turistiche, disseminati abbondantemente, non ho avuto nessun problema. 
Percorrendo il viale che dalla stazione passa davanti alla Casa del Popolo, sono giunta in una bella piazza dominata dalla Collegiata dei Santi Pietro e Stefano, sede della parrocchia di Bellinzona, il cui accesso avviene salendo un’ampia scalinata. Chiesa di notevole pregio la cui edificazione risale al 1515 in stile rinascimentale e barocco. L’interno, contrariamente alla spoglia facciata, è riccamente decorato e affrescato, ma ho visto il tutto superficialmente in quanto nel momento in cui sono entrata stava per aver inizio la santa messa. In ogni modo è composta da un’ampia navata sulla quale si affacciano 8 cappelle laterali .La mia attenzione, in particolare è stata richiamata da enormi acquasantiere rinascimentali che leggendo, ho poi scoperto che una di esse è un ‘opera di grande valore chiamata Fontana Trivulzio: un tempo ubicata nel Castello di GianGiacomo Trivulzio a Vigevano.Gli eventi storici l’hanno poi portata in questa Chiesa e pare che un discendente di GianGiacomo Trivulzio, ne abbia rivendicato la proprietà


.Lasciata la Collegiata, attraversato la Piazza, seguendo le indicazioni CASTELGRANDE dopo pochi metri mi sono trovata davanti a una massiccia collina rocciosa sulla quale svettavano le mura del castello. 
Ai piedi, una specie di grotta lascia libero accesso ad un ascensore (inserito nella parete rocciosa) che porta direttamente in alto, proprio dentro Castelgrande.
La giornata non era delle migliori, in quanto come direbbe Franco Battiato, offriva cieli annebbiati, ma la visita si è rivelata molto interessante e piacevole. Gli spazi visitabili sono numerosi: le due torri, La Bianca alta 27 metri e La Nera alta 28 metri, sono collegate fra loro da un corridoio esterno che corre lungo il muro e consentono di raggiungere il loro apice tramite scalinate in metallo comode e sicure; quindi ampi cortili, lunghe percorrenze delimitate dalle mura merlate che offrono generose panoramiche della sottostante la cittadina, nonché del corollario montagnoso circostante ed inoltre vi sono anche alcune gallerie sotterranee illuminate artificialmente.In sintesi, per meglio specificare la posizione di Castelgrande affinchè chi legge possa rendersene conto, inserisco la precisa definizione ripresa da Wikipedia:“Il castello è eretto su un promontorio roccioso posto a metà della valle del Ticino.
 All'imbocco di importanti valichi che collegano il nord al sud dell'Europa, i tre principali valichi sono il Lucomagno, il San Gottardo e il San Bernardino. I primi insediamenti umani risalgono al neolitico antico (5300-5000 a.C.). Questa posizione strategica ha favorito nel corso dei secoli l'insediamento di opere difensive e di controllo degli accessi ai valichi.”La storia del castello è assai lunga, basti pensare che la prima fortificazione risale ai tempi di Augusto per giungere a coinvolgere i Visconti e gli Sforza, quindi chi desidera approfondire consiglio di visitare il sito specifico.In ogni caso Castelgrande ha subito molti abbandoni e rimaneggiamenti e infine è stato completamente restaurato e dal 1989 è aperto al pubblico, visitabile gratuitamente.E’ presente anche un Museo e un buon ristorante gestito dal Turismo del Canton Ticino ( così mi è stato detto) che non ho testato personalmente.

Oltre a Castelgrande, vi sono altri due manieri minori: Castello di Montebello e il Castello di Sasso Corbaro.
Una stradina acciottolata a fianco della Collegiata SS.Pietro e Stefano da farsi a piedi, conduce a questi due castelli e la percorrenza a piedi indicata sul cartello è di 15 minuti e 35 minuti, direi corrispondente al vero.

Il Castello di MONTEBELLO anticamente Castel Piccolo, sorge sul colle di Montebello leggermente più in alto del Castelgrande tanto da sovrastarlo. Risalente al XIII –XIV secolo sembra sia stato costruito per ordine dei Rusca ( non ho idea chi fossero), successivamente passato a diversi proprietari fino al 1903 quando divenne proprietà del Canton Ticino. quindi rimaneggiato e restaurato diverse volte.Oggi si presenta in ottime condizioni con ponti levatoi massicci, al proprio interno ospita un museo e un uffIcio per il turismo.Notevole l’albero dinnanzi all’ingresso principale la cui circonferenza del tronco è di dimensioni rilevanti. Come è facilmente intuibile la posizione strategica offre panorami fantastici.Inoltre intorno ci sono le montagne e in inverno le cime innevate danno vita ad una corona magnifica rendendo Bellinzona assai suggestiva: un piccolo gioiello.Anche i Mercatini di Natale di Bellinzona richiamo numerosi turisti.

Lasciato il Castello di Montebello, inerpicandosi leggermente si raggiunge infine il Castello di SASSO CORBARO al cui ingresso è affisso un cartello che lo data XV secolo.Si tratta di una tipica fortezza difensiva, di avvistamento, è situata sul colle di Sasso Corbaro a 230 metri sopra il livello della città : praticamente è il Castello dominante Bellinzona e gli abitanti lo chiamano anche Castello di Cima.
All’interno vi è un’osteria e una sala espositiva, ma nel giorno in cui ci sono andata io erano entrambi chiusi.

E dopo i castelli una visita della città è d’obbligo, ma per noi italiani paganti in euro, è sconsigliabile fare shopping anche se le vetrine sono appetibili, poiché i prezzi sono assai sconvenienti.Per rendere l’idea: a pranzo sono andata in un locale tipico Osteria Locanda Ticinese, pure PIZZERIA: locale nella media, nulla di eccezionale e una pizza margherita l’ho pagata 13 euro. In realtà erano 13 franchi ma il cambio praticato qui come altrove è 1 franco = 1 euro. In un bar 1 chinotto: 3,20 franchi/euro.Comunque la pizza era buona, sottile, cotta nel forno a vista.BELLINZONA (Canton Ticino- CH) conta una popolazione di circa 18.500 abitanti, è il più importante complesso di architettura militare medievale dell’arco alpino e offre un’immagine di ordine e compostezza.Le vie sono assolutamente ordinate e pulite, vi sono edifici interessanti con belle facciate come la sede del Governo, il Teatro e la sede del Comune che vanta una svettante torre con orologio e diverse Chiese da non ignorare.Passeggiando per le vie ho inoltre notato un cambio d’uso veramente eccezionale: le dismesse cabine telefoniche trasformate in piccole biblioteche pubbliche dove ciascuno può depositare i propri libri e prenderne altri da leggere. Un’ottima idea per diffondere cultura!Che altro dire ? Turisti ne ho incontrati diversi, del Principe nemmeno l’ombra, ma per quanto mi riguarda trascorrere una giornata a Bellinzona equivale a garantirsi il ricordo di una bella giornata!





Gennaio 2016. Il presente diario di viaggio è frutto della mia personale esperienza  Y.P.

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