venerdì 27 marzo 2026

L’AMORE E’ CAMBIATO - Annalisa Ambrosio

 

L’AMORE E’ CAMBIATO  - Annalisa Ambrosio

 


 

Libro che mi è stato regalato e che forse non avrei acquistato ma poi rivelatosi una piacevole scoperta.

La copertina senza fronzoli, anticipa la tematica :

  “ La relazione amorosa non è una sola.

Non più. Realizzare un amore, cioè, non significa necessariamente sposarsi, avere dei figli, vivere

o andare a letto insieme. Ci sono altre possibilità. E queste possibilità sono tanto varie e concrete quanto più siamo in grado di usare l’immaginazione.” 

 L’autrice, Annalisa Ambrosio, laureata in filosofia e diplomata alla Scuola Holden ,  con questo breve saggio evidenzia  il cambiamento innegabile avvenuto negli  anni  nelle relazioni amorose anche conseguenti all’avvento del divorzio e dei movimenti LGBTQIA.

Relazione amorose che in parte  erano dettate-influenzate anche dai canoni letterari: vedi Madame Bovary, Anna Karenina, etc.                                                                                                                                                                                                                                                                                              

Questo testo cerca di analizzare e tenta  di spiegare quanto sia possibile superare il mito tradizionale dell’amore senza negarsi il piacere di perdere la testa per qualcuno.

  Il calo dei matrimoni è un dato di fatto:

 “ IL MATRIMONIO non è altro che un contratto sottoscritto appunto per sempre, mediante il quale entrambi i coniugi, a seconda delle disposizioni nazionali, diventano intestatari di diritti e doveri condivisi.

La formula del cerimoniale è arcinota : “ Prometto di esserti fedele per sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti per tutti i giorni della mia vita”.

…è commovente pensare che possa esistere un amore così, senza ombre, ma forse è commovente proprio perché irrealistico, al pari di un cielo sempre azzurro o di un corpo sempre in salute?

In ogni caso il fatto che esistono le espressioni matrimonio d’amore – matrimonio  di convenienza  -matrimonio combinato - mostra che  l’  Istituto del Matrimonio cerca di compiere una missione impossibile, cioè versare in una scatola rigida e ben identificabile uno dei sentimenti più fluidi e instabili che ci siano “

 Il Canada  - Law commision canadese - nel 2001 aveva chiesto al legislatore di abolire del tutto l’istituto giuridico del matrimonio, per istituire al suo posto un’unica modalità di riconoscimento valida per qualsiasi forma di vita in comune e nel 2022 il governo tedesco ha iniziato a lavorare a una bozza di legge in cui ci si inaugura il cosiddetto “ istituto della comunità di corresponsabilità”, formula di linguaggio burocratico per dire che si potranno formalizzare i rapporti con gli amici profondi, facendo sì che entrino a tutti gli effetti a far parte della propria famiglia.

Michela Murgia aveva definito questo “famiglia queer”. 

Argomenti trattati: Amore a prima vista, Amore impossibile, Amore tossico, Amore bestiale, Il fine dell’amore e altro.

 Marzo 2026 – Y.P.

domenica 8 marzo 2026

L’ISOLA - SANDOR MARAI

 

Mi ripeto: la lettura è una felicità silenziosa, apre le finestre su nuovi mondi,  interiori ed esteriori. Rende più ricca la  vita e se poi ci si trova fra le pagine di SANDOR MARAI, la solitudine diviene beatitudine.


 Sandor MARAI  ( 1900 -1989) è annoverato fra i grandi maestri della narrativa mitteleuropea. La sua opera

Bandita dall’Ungheria per decenni, torna ora in primo piano in patria come all’estero.

L’ISOLA  è  apparso per la prima volta a Budapest nel 1934 ed io l’ho appena terminato di leggere.

Credo che si possa considerare l’anticipazione del capolavoro LE BRACI, poiché è lo stesso genere ossia narrazione incentrata sull’ introspezione, sulla ricerca  di sé stessi e l’analisi dei sentimenti:   domande, dubbi, mai risposte definitive.                                                                     

“ Quel lungo tacere era l’unica forma di comunicazione, l’unica possibilità di dialogo in quel momento. Sentiva di non aver mai discusso con nessuno con tale foga, profondità e ricchezza di argomenti come durante quel silenzio”.

 Gocce di trama

Il professore  Victor Henrik Askenasi, giunto all’età di quarantasette anni lascia Parigi intenzionato a raggiungere un’isola in Grecia,  dove spera di trovare una risposta  ad una domanda che da sempre lo tormenta.

Un interrogativo potente che nei mesi antecedenti la decisione di intraprendere quel viaggio, lo ha indotto a lasciare la moglie, gli studi, la cattedra di greco antico, e ad andare a vivere con una donna assai equivoca: una ballerina russa di nome Eliz che comunque non si rivelerà la sua meta, ma poteva comunque indicargli la strada . Eliz era senza dubbio di un livello inferiore alla moglie Anna che comunque lui amava più.

Non raggiungerà mai la Grecia, poichè a viaggio in corso, quasi come se il destino decidesse al posto suo , si ferma a Dubrovnick (che nel tempo in cui è stato scritto il romanzo si chiamava ancora RAGUSA ).

E così a Ragusa, in un pomeriggio dal caldo asfissiante, trovandosi nella hall dell’hotel dove soggiornava  decide di andare a bussare alla porta della sconosciuta che dopo aver chiesto al portiere ad altissima voce  la chiave della sua camera, salendo la scalinata si era rivolta verso di lui con uno sguardo provocante.

A quel punto il professore aveva avuto la chiarissima sensazione che la risposta di cui andava in cerca, era vicina: forse era arrivato il momento di oltrepassare quel limite al di là del quale forse ci sono le tenebre del crimine e della follia oppure la verità.

 La lettura è avvincente poiché i colpi di scena non mancano e l’evolversi imprevedibile delle situazioni

fa emergere la complessità dell’animo umano con tutte le inevitabili contraddizioni perché l’autore si addentra fra le pieghe dell’anima, del cuore, della mente .

E infine eleganti descrizioni di luoghi , della natura… Meraviglioso!

Io l’ho molto apprezzato: trovo lo stile narrativo di Sandor Marai  eccellente, singolare, a tratti persino poetico e non credo di fermarmi qui, ho intenzione di leggerne altri  ad esempio IL GABBIANO.

 

STRALCI

 -         La mediocrità dell’essere umano non allevia il dolore della perdita

 -         La gente ha un inventario ristretto di nozioni bell’è pronte: amicizia, amore, matrimonio, avventura, infedeltà ed è convinta che la vita stia tutta qua dentro. E invece non ci sta per niente.  E quel che c’era tra lui, Anna e la sconosciuta non era né matrimonio, né avventura, non aveva alcun nome e sarebbe stato difficile da spiegare che cosa fosse.

 -         Cominciò a realizzare che la felicità non può essere considerata come una proprietà privata, di cui un giorno si entra in possesso quasi si trattasse di un’eredità, e poi bisogna soltanto averne cura e custodirla per impedire che venga  rubata o si svaluti. In realtà la felicità andava inventata di volta in volta, ogni mezz’ora, ogni minuto, si manifestava in maniera del tutto imprevedibile….

 -         Nutriva il vago sospetto  che parlare non fosse lo stesso che conversare.

-         La gente si accontenta della superficie, di quei segni convenzionali che può scambiarsi senza pericolo, dell’assaggio, e resta assetata per tutta la vita.

 -         Senza la notte non può esserci vita, in essa si sgretola tutto ciò che il giorno ha unito e costruito.

 -         Custodire qualcosa è una forma di schiavitù, e lui ormai non aveva più nulla da custodire….

 -         Non è neanche vero che i grandi dolori sono i più difficili da sopportare…Quelli davvero intollerabili sono i piccoli, e non sono nemmeno dolori, se li consideri uno per volta non te ne accorgi neppure, è nel loro insieme che fanno male.  

 8 marzo 2025 – Y.P.

giovedì 5 marzo 2026

LE BRACI SANDOR MARAI

La lettura è una felicità silenziosa : apre le finestre su nuovi mondi,  interiori ed esteriori. Rende più ricca la  vita e se poi ci si trova fra le pagine di libri come LE BRACI , la solitudine diviene beatitudine.


Letto per la prima volta forse più di venti anni fa, lo apprezzai e lo inserii nell’elenco dei libri imperdibili.

Qualche settimana fa l’ho rivisto in libreria e lo acquistai intenzionata a farne regalo a un amico.

Ma l’altra sera il libro stava ancora sul tavolino del soggiorno ed io, quasi come se  mi chiamasse, l’ho preso in mano ed ho ricominciato a leggere le prime pagine. Immediatamente ne sono stata catturata scoprendo che non lo ricordavo bene: ho quindi letto le prime 30 e decisi così che l’avrei riletto.

Ebbene ieri dopo l’allenamento quotidiano, sono rientrata in casa, ho spento il cellulare, ho rinviato le varie attività programmate precedentemente e ieri sera l’avevo terminato.

Ho letto davvero molti libri nel corso degli anni ed affermare che questo sarebbe il più bello in assoluto, sarebbe un azzardo, quindi mi limito a definirlo, straordinario, intenso, meraviglioso.

Alla fine della lettura avevo un groppo in gola e le lacrime agli occhi, ma sia chiaro non è un libro commovente : da una storia apparentemente comune, Sandor Marai fa scaturire le domande che durante la vita di  chi vive alla ricerca di sè stesso, non può evitare di porsi. Le relazioni sono sempre complicate poiché l’animo umano ha caratteristiche immutabili.

E la verità sta dietro ai fatti oppure no? I fatti sono solo la conseguenza di una causa?

Quante domande alle quali quasi mai c’è una sola risposta. 

L’autore è nato a Kassa  nel 1900 e morto a San Diego nel 1989  ed è comunque considerato uno scrittore ungherese. Il libro è stato pubblicato a Budapest nel 1942.                                                                          

La trama è molto intensa e soprattutto sorprendente. Accade sempre qualcosa che non ci si immaginava.

Due ragazzi di dieci anni si trovano in un collegio a Vienna entrambi indirizzati dalle rispettive famiglie a intraprendere la carriera militare. Enrik è figlio dell’ufficiale della guardia  ed è molto ricco, l’altro Konrad  proviene dalla Galizia ed i genitori per farlo studiare sono costretti ad affrontare sacrifici immensi.

Il figlio dell’ufficiale della guardia è meno brillante di Konrad, forse anche leggermente rozzo, mentre Konrad apprende tutto velocemente ed è  dotato di una  sensibilità notevole con una naturale predisposizione per la musica.  

Fanno amicizia, un’amicizia che dura 24 anni ,  condividono la stanza dove dormono e Konrad frequenta la casa dell’amico abitualmente : proprio come se fossero fratelli anche se sono molto diversi.

Ma poi accade “qualcosa” di importante , qualcosa che nessuno dei due avrebbe desiderato accadesse,  e quel “ qualcosa”  indurrà  Konrad a partire, anzi  a fuggire.

Fuggire dalla situazione o forse fuggire inutilmente da sé stesso.

Invia soltanto la lettera di dimissioni all’esercito e la mattino di buona ora prende il treno, a dire dal suo attendente, diretto alla capitale. Non informa e non saluta l’amico Enrik nonostante la sera avessero cenato insieme.

Tornerà a Vienna dopo 41 anni e troverà l’amico oramai 75enne ad attenderlo poiché  quest’ultimo aveva la certezza che  Konrad sarebbe ritornato.

Ma poi sei tornato, perché non potevi fare diversamente. E io ti ho aspettato, perché nemmeno io potevo fare diversamente. E sapevamo entrambi che ci saremmo incontrati ancora una volta…”

Un’amicizia, un segreto,  sentimenti plurimi quelli di cui nessuno è esentato a provare,  la complessità della vita e l’ imprevedibilità dell’amore la cui forza a volte devasta ciò che trova. 

Ovviamente questo libro non posso più regalarlo per le troppe sottolineature e le numerose annotazioni.

 STRALCI 

-         Si trascorre una vita intera preparandosi a qualcosa. Prima ci si sente offesi e si vuole vendetta. Poi si attende. 

-         Nel corso del tempo tutto si conserva, però si scolorisce come quelle fotografie di un passato ormai lontano che venivano fissate su una lastra di metallo. La luce i il tempo sfumano i tratti più nitidi e spiccati, che a poco a poco scompaiono dalla lastra. 

-          L’ufficiale della guardia e sua moglie si combattevano in silenzio, avendo come armi la musica e la caccia, i viaggi e i ricevimenti. 

-         …come se la vita fosse una specie di cerimonia disperata, di festa tragica e solenne a conclusione della quale i trombettieri avrebbero fatto squillare i loro strumenti per annunciare ai partecipanti storditi un decreto infausto. 

-         La loro amicizia era seria e silenziosa come tutti i grandi sentimenti destinati a durare una vita intera. E come tutti i grandi sentimenti anche questo conteneva una certa dose di pudore e di senso di colpa. Non ci si può appropriare impunemente di una persona, sottraendola a tutti gli altri. 

-         Il figlio dell’ufficiale della guardia sentiva che la loro amicizia , la loro alleanza, fragile e complessa come ogni relazione umana, doveva essere salvaguardata da tutte le complicazioni causate dal denaro, da ogni ombra di invidia  o di indiscrezione. 

-         I fatti non sono la verità. I fatti ne sono soltanto una parte. 

-         Si a volte i dettagli hanno grande importanza. In un certo senso fungono da adesivo, fissano la materia essenziale dei ricordi. 

-         L’uomo vive finchè ha qualcosa da fare su questa terra…… 

-         Anche la solitudine è un fatto abbastanza singolare… a volte è simile a una giungla, piena di pericoli e   sorprese. La conosco in tutte le sue forme….Si anche la solitudine è misteriosa come la giungla 

-         Ma la cosa peggiore è soffocare in sé le passioni che la solitudine gli ha accumulato dentro.  

-         Perché esiste una verità basata sui fatti. E’ accaduto questo e quest’altro, in questo o quel momento. Sono cose facili da stabilire. I fatti parlano da soli, come si suol dire, e verso la fine della vita tutti i fatti messi insieme lanciano accuse urlando a squarciagola, più forte di un imputato sottoposto a tortura. Su quanto è accaduto non possono esserci equivoci. Ma talvolta i fatti non sono altro che deplorevoli conseguenze. Non si pecca solo mediante le azioni, bensì mediante l’intenzione che ci spinge a compiere determinate azioni. L’intenzione è tutto. 

-         Certe volte mi sembra che le parole, quelle che uno pronuncia, quelle che evita di dire o quelle che scrive al momento giusto, abbiano un’importanza grandissima, forse addirittura decisiva… 

-         Alle domande importanti si finisce sempre per rispondere con l’intera esistenza. Non ha importanza quello che si dice nel frattempo, in quali termini e con quali argomenti ci si difende. Alla fine, alla fine di tutto, è con i fatti della propria vita che si risponde agli interrogativi che il mondo ci rivolge con tanta insistenza. Essi sono: Chi sei?... Cosa volevi veramente? …Cosa sapevi veramente?... A chi e a che cosa sei stato fedele o infedele?... Nei confronti di chi o di che cosa ti sei mostrato coraggioso o vile?... Sono queste le domande capitali….. Ciò che importa è che alla fine ciascuno risponde con tutta la propria vita. 

-         Accade di rado che si sappia quale delle nostre parole o delle nostre azioni preannunci fatalmente, in maniera irrevocabile, un cambiamento nelle relazioni umane.   

-         Perché la passione non si piega alle leggi della ragione, non si cura minimante  di quello che riceverà in cambio, vuole esprimersi fino in fondo, imporre la sua volontà, anche se in cambio non ottiene altro che sentimenti mansueti, amicizia e indulgenza. Ogni vera passione è senza speranza, altrimenti non sarebbe una passione ma un semplice patto, un accordo ragionevole, uno scambio di banali interessi. 

-         Chi non accetta niente di parziale probabilmente vuole tutto, tutto quanto. 

-         Tutto ritorna, le cose e le parole girano in cerchio, talvolta fanno il giro del mondo, poi un bel giorno si incontrano, si riuniscono e il cerchio si chiude. 

-         Un bel giorno le cose giungono a maturazione e danno una risposta alle nostre domande. 

-         Un’anima può soccorrerne un’altra solo se non è diversa da questa, se la sua concezione del mondo è la stessa, se tra loro esiste una parentela spirituale. 

-         Il fatto è che noi amiamo sempre i diversi da noi, e continuiamo a cercarli in tutte le circostanze. Ed è questo uno dei misteri della nostra vita. 

-         Cos’è la fedeltà, e possiamo imporla alla persona che amiamo, pur desiderando solo di vederla felice? La fedeltà non è forse una sorta di terribile egoismo e vanità, come lo sono la maggior parte delle esigenze umane’ Quando esigiamo fedeltà, come possiamo volere che l’altra persona sia felice? E se non riesce a sentirsi felice nella prigionia della fedeltà , e continuiamo a tenerla rinchiusa, possiamo forse dire di amarla? 

-         Quello che abitualmente viene chiamato tradimento, la triste e banale ribellione dei corpi contro una situazione e contro una terza persona, diventa un fatto insignificante, se ci guardiamo indietro alla fine della vita – insignificante e deplorevole, come un qualsiasi incidente o malinteso.

 -         ….Nulla di sorprendente può ormai accadere: non ti sorprendono più neanche gli eventi inattesi, insoliti o raccapriccianti, perché conosci tutte le probabilità , hai previsto già tutto e non ti aspetti più nulla , né in bene né n male… e questa è la vera vecchiaia. 

-         A volte il tempo ci offre una possibilità , legata appunto a un istante preciso, ma se ce lo lasciamo sfuggire non possiamo fare più nulla.           

 marzo 2026 – Y.P.