domenica 11 febbraio 2018

Castello di WINDSOR- Vita di Corte: sfarzo e tradizione



Windsor city secondo me non esiste perché Windsor è il Castello. Windsor è bagnata dal Tamigi: una quieta strada azzurra che scorre docile, piccole imbarcazioni e qualche battello, un giardino galleggiante simile a una grossa nuvola verde con alberi dai sinuosi tronchi e sulle quiete acque cigni e anatre colorate, ma questa deliziosa cartolina quasi passa inosservata perché dall’alto il Castello domina e cattura completamente l’attenzione del turista. Cammini con lo sguardo rivolto verso l’ alto, verso il castello, come se si udisse un voce che invita, anzi ordina di raggiungerlo. 
Il Castello anche in lontananza appare così imponente , così importante, così regale!
Noi abbiamo da poco lasciato Ascot, entriamo in Windsor, parcheggiamo la nostra auto sul lungo viale che costeggia il Tamigi e poi via a passo veloce verso il castello. Passiamo davanti ad un gelateria dal nome italiano, alla nostra destra notiamo un bellissimo parco brulicante di famigliole con bimbi , superiamo una piccola piazza e un palazzo su cui spicca l’insegna “ Theatre Royal”, intraprendiamo una dolce salita tortuosa che a sinistra già costeggia il Castello mentre sulla destra si affacciano negozi vari e la Windsor Royal Shopping abbastanza affollata.
Noi siamo a Windsor per caso, una cittadina di circa 28.000 abitanti a sud del Tamigi, circa 35 km da Londra nella contea del Berkshire: non era una meta inserita nel nostro itinerario, ma poi vista la segnaletica per Windsor , senza obiezioni da parte di nessuno, abbiamo deciso di seguirla e l’intuizione ci ha gratificati.
Ci troviamo all’ingresso del Castello, acquistiamo il biglietto che in realtà non è un semplice biglietto bensì un Pass che costa 16 sterline ed è valido per un intero anno, entriamo e praticamente ci troviamo dentro una città con strade, piazze, ponti e l’immancabile negozio di souvenirs , cinta da mura al cui centro (più o meno), si innalza un colle su cui si erge una grande torre circolare che in realtà non è circolare perché è stata costruita seguendo la conformazione del colle.
Una città spettacolare, infatti il castello di Windsor è il castello più grande d’Inghilterra, inoltre è ancora abitato dalla Regina, anzi sembra che la Regina Elisabetta lo preferisca al Buckingham Palace.
Mi è difficile descriverlo nel dettaglio anche perché non ne conosco la storia se non quella che sono riuscita ad apprendere con l’ audio-tour che mi ha assistita per l’intera visita.
Indubbiamente sono rimasta molto ben impressionata dall’ordine presente nell’intero Castello, le sale visitate tutte in perfetto stato , penso di non esagerare affermando che sugli sfarzosi e antichi mobili e suppellettili non vi si scorge un granello di polvere. Tutto impeccabilmente curato.
Il castello, residenza estiva della famiglia reale, risale al XI secolo anche se molti edifici sono del XII secolo e furono modificati sia nel XIX secolo sia nel XX secolo a seguito del disastroso incendio nel 1992. Fu costruito per volere di Guglielmo il Conquistatore ( regnò 21 anni dal 1066 al 1087) e la prima costruzione fu realizzata in legno.
Mentre scrivo mi sto accorgendo che produrre una descrizione sintetica per un castello di simili dimensioni non mi è facile quindi mi limito a cenni e impressioni fugaci assolutamente personali.
Esso è formato da tre cortili sui quali si affacciano diversi edifici ciascuno con la sua considerevole storia: St. George Chapel, Engine Court, Moat Education Room, gli State Apartaments chiusi al pubblico soltanto quando nel castello è presente la Regina, etc.
Alcune sale ( Gallerie d’arte) degli State Apartaments hanno le pareti completamente ricoperte di quadri di inestimabile valore di importanti artisti di epoche diverse fra cui ricordo Rubens, Rembrant, il Canaletto. Dipinti ulteriormente impreziositi da raffinate e ricercate cornici. Notevole pure una sala assai ampia ricoperta da un bellissimo tappeto dalle dimensioni impensabili. Quindi le sale delle armi che più che armi sono gioielli, numerose armature e lampadari evocanti cascate di cristalli sicuramente pregiati per i quali l’unico aggettivo che mi sovviene è “ stupefacenti”. La sala dei ricevimenti o “sala di stato” ove avvengono cerimonie e visite di stato è molto ampia e luminosa con un lunghissimo tavolo di legno massiccio le cui sedie devono essere sempre perfettamente allineate: qui su una parete è installato un grande schermo e si possono osservare le riprese di alcuni incontri ufficiali con influenti e potenti personaggi del mondo.
Confesso che in questa sala ho provato un filo di soggezione quasi che l’importanza del luogo richiedesse rispetto e riverenza.
Interessante la Sala di San Giorgio, una vasta stanza con il soffitto decorato con lo stemma dei membri attuali e passati dell’ ordine della Giarrettiera.
Notevole anche la sala dove una volta l’anno ( mi sembra di ricordare il 2 giugno), la Regina dopo aver nominato i nuovi cavalieri dell’ordine della Giarrettiera li onora della sua presenza consumando insieme il pranzo.
Per chi come me non conoscesse l’ordine dei Cavalieri della Giarrettiera:
“Il Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (The Most Noble Order of the Garter), risalente al Medioevo, è il più antico ed elevato ordine cavalleresco del Regno Unito. Capo dell'Ordine della Giarrettiera è il sovrano del Regno Unito; l'ammissione è riservata a non più di 24 membri, la cui scelta è di competenza esclusiva del sovrano, contrariamente a quanto accade per altri ordini, nei quali il sovrano in genere designa i membri su proposta, anche informale, del primo ministro.” L'Ordine fu fondato presumibilmente nel 1348 dal re Edoardo III come «società, compagnia e collegio di cavalieri». L'atto fondativo della Giarrettiera prevedeva che l'Ordine fosse riservato solo a coloro che fossero già cavalieri” (ndr)
La mia attenzione è rimasta colpita anche da dettagli apparentemente insignificanti eppure non così banali come per esempio i lampioni che illuminano le vie sormontati da una piccola riproduzione della corona, il negozio di souvenirs con ceramiche e porcellane dalle decorazioni meravigliose, riproduzioni di gioielli reali, oggetti rari ( www.royalcollection.org.uk) .
Inoltre , dalla grande corte principale a forma di quadrilatero con l’imponente statua equestre che offre una panoramica di straordinaria bellezza.
Infine, ho attraversato una sala certamente di grande rilievo e interesse ove padroneggiano statue di personaggi come Orazio Nelson, Winston Churchill.
Sfarzo, Lusso, utili, inutili, eccessivi? Non ci poniamo la domanda poiché l’argomento è complesso e non può essere liquidato con superficialità, in ogni caso gli inglesi ne sono orgogliosi per chi va da quelle parti la visita al Castello di Windsor è irrinunciabile perché è fra le più belle residenze reali esistente nel mondo.
Inoltre soltanto dal vivo, toccando con mano ci si può effettivamente rendere conto di realtà riservate soltanto a pochi.
Il Castello di Windsor è testimonianza di sfarzi passati, è tradizione dei giorni nostri, è la storia dell’Inghilterra.
Ritengo sia davvero una cosa positiva il fatto che sia visitabile. All’interno lavorano ben 150 persone tutto l’anno per mantenerlo efficiente . Non sono in grado di stabilire se il costo del pass è eccessivo o meno in quanto avendo validità annuale, è possibile accedervi più volte.
Dimenticavo : prima di lasciare il Castello abbiamo fatto anche una breve visita alla Casa delle Bambole di Queen Mary: una serie edifici, di arredi e costumi di piccole dimensioni, simili a miniature ma perfetti anche nei minimi particolari. Assolutamente meritevole della visita.
Immancabile , come in tutti i castelli di un certo rango, la guardia e sempre spettacolare la cerimonia del cambio ( della guardia) che avviene alle ore 11,00.
Il ritorno all’auto non è stato del tutto gradevole poiché la nostra permanenza a Windsor ha superato il tempo che avevamo previsto e la Police ci ha lasciato un piccolo ricordino: una contravvenzione di 25 pound nel caso pagassimo entro 15 giorni, 50 pound trascorso tale termine. 
(Il Grazy si è fatto carico di onorare il bollettino e si spera che non se ne sia dimenticato).
Lasciamo Windsor ( dall'antico inglese "argano vicino al fiume) che assolutamente esiste e vanta una storia significativa e molto antica, antecedente anche al regno di Re Enrico I d’Inghilterra e partiamo alla volta di Stonehenge.
Infine chiedo scusa a chi mi leggerà poiché ho la certezza di non essere riuscita a rendere giustizia alla maestosità del Castello di Windsor .
maggio 2010 - Y.P.


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