mercoledì 17 luglio 2019

MARENA - Borgo di SAN SIRO - Lago di Como

IL MIO PAESE


Di giorno ampie fasce d’azzurro avvolgono le montagne maestose, s’infiltrano persino negli angoli più reconditi ed esaltano la bellezza delle acque a volte  quiete, a volte leggermente increspate.

Atmosfera d’estate, di esultanza, di gioia, di bimbi festosi!
Nel pieno della solitudine amica si placano le turbolenze inevitabili del quotidiano vivere sino ad assaporare l’illusione di raggiunta felicità.
Gioire del contemplare la perfezione inenarrabile di una natura esuberante.
Stupore regalato della chioma rosa intenso dell’oleandro in piena fioritura e soffermarsi a respirare  l’aria pregna del profumo di limone, rosmarino, menta e timo….   
Ma poi il giorno lentamente si prepara ad incontrare la notte, muoiono le luci e il mio paese svanisce.
BELLANO - la sponda di fronte

Inutili  lampioni illuminano il niente,  nessun calpestio di passi, pure gli uccelli hanno terminato il concerto. Soltanto i cinghiali  tornano a scorrazzare  padroni di strade e sentieri e frantumano il silenzio con il loro orrendo grugnito.

Io dal balcone della casa di pietra osservo il mio paese addormentato.
E poi l’inquietudine sale, nonostante stasera la luna mi guarda e sorride.

sabato 22 giugno 2019

LA PELLE – CURZIO MALAPARTE


LA PELLE – CURZIO MALAPARTE


Vivere senza leggere è pericoloso perchè ti obbliga a credere in quello che dicono gli altri e quindi è mia consuetudine avere sempre con me un libro, ovunque vado.
Oltrettutto un libro evita di far disperdere il tempo perché  in qualsiasi  ufficio pubblico in cui ci si reca spesso c’è da attendere…Mezze ore, oppure ore che evaporano,  tempo sprecato nel “nulla" ad esclusione delle rare volte in cui capita di scambiare qualche convenevole con chi come te, sta attendendo il proprio turno.

L’ultima mia lettura, che mi ha accompagnata per quasi un mese, consigliatami da un amico,  è  stata LA PELLE di CURZIO MALAPARTE. 
Un bel volume pubblicato da GLI ADELPHI. la cui copertina raffigura il Vesuvio .
Non si tratta di una pubblicazione recente anche se la lettura risulta essere ancora di grande attualità . L'autore, Curzio Malaparte infatti è deceduto nel 1957  e LA PELLE che rimpiazzò il titolo iniziale LA PESTE, risale al 1949.

Io ho  apprezzato assai lo stile letterario, molto descrittivo al punto che a me pareva di vedere scorrere le immagini di quanto narrato,  dinnanzi agli occhi quale fosse un film.
Inoltre essendo io amante della città di Napoli credo di averlo apprezzato maggiormente poiché alcune pagine mi hanno fatto rivivere la mia vacanza napoletana.

La trama è incentrata sull’arrivo degli alleati a Napoli  nell’ottobre del 1943 .
Una epidemia terribile dilaga: una peste che colpisce non il corpo bensì l’anima che induce le donne a vendersi e gli uomini a perdere la dignità.
La città diviene un inferno, cade in una degradazione infima e offre di sé l’immagine peggiore incomprensibile per i soldati americani, i liberatori, assolutamente ignari delle forze misteriose e oscure che a Napoli governano gli uomini e i fatti della vita poiché credo sia risaputo che Napoli è una città alquanto singolare.

Napoli” gli dicevo “ è la più misteriosa città d’Europa, è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. E’ la sola città nel mondo che non è affondata nell’immane naufragio della civiltà antica. Napoli è una Pompei che non è mai stata sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno. Non potevate scegliere un luogo più pericoloso di Napoli, per sbarcare in Europa…”

In questo libro la cui recensione richiederebbe molte pagine, Malaparte racconta i fatti risalenti a quel periodo ( 1943): fatti crudeli, abbietti eppure reali.

STRALCI

PAG. 171 - …la libertà non è un fatto umano, che gli uomini non possono, e forse non sanno, esser liberi, che la libertà, in Italia, in Europa, puzza quanto la schiavitù.

Pag. 208 –  Stato totalitario : “ E’ uno stato dove tutto ciò che non è proibito, è obbligatorio”. 

Ho sottolineato molte pagine che ovviamente non posso ricopiare, mi limito a suggerire la lettura di questo MAGNIFICO ROMANZO che aiuta a non dimenticare la storia e induce a serie riflessioni.

Giugno 2019- y.p.

martedì 26 marzo 2019

ROCCA SAN VITALE di FONTANELLATO


ROCCA SAN VITALE di FONTANELLATO







Ritengo che avendo la fortuna di vivere in un paese meraviglioso come l’Italia, non si possa fare a meno di uscire dalle proprie mura  e scoprire le bellezze che ci circondano.
E di bellezze ce ne sono davvero molte: a parte gli angoli paesaggisticamente straordinari, l’Italia ha un patrimonio architettonico di grande pregio.

Spesso si va all’estero a visitare rocche e castelli e spesso ci si dimentica dei nostri.

Ad esempio, a FONTANELLATO,


un popoloso borgo distante  circa venti chilometri da Parma c’è la ROCCA SANVITALE , visitabile in tutti i giorni dell’anno.


Conosciuta principalmente come  Castello di Fontanellato è un’edificazione medievale realizzata del XIV secolo sulle rovine di edificio già esistente e risalente al XII secolo.
Rimaneggiata  più volte nel corso degli anni è stata poi trasformata da fortezza a residenza dei CONTI PALLAVICINI che l’hanno abitata per sei secoli.
E’ circondata da un ampio fossato d’ acqua e  si trova in centro dello splendido borgo.






Nel suo complesso il maniero è ben conservato e all’ interno custodisce un vero e proprio gioiello ossia la Saletta di Diana e Atteone  affrescata dal Parmigianino.
L’ultimo Conte che vi abitò fino al 1948 la cedette poi al Comune di Fontanellato completa degli arredi ed il comune la trasformata poi in Museo.

Il biglietto d'ingresso è di 8 euro e la visita è sempre guidata e non si possono fare foto agli interni..

Gennaio 2019- Yvonne


lunedì 25 marzo 2019

LE PETIT PRINCE ovvero IL PICCOLO PRINCIPE


LE PETIT PRINCE ovvero IL PICCOLO PRINCIPE
Antoine de Saint-Exupéry



Nella mia città c’è un ciclo di incontri denominato “ VENERDI  PSICOLOGICO” in cui  degli Psicoterapeuti  a turno affrontano e sviluppano varie tematiche come ad esempio ottimismo, la colonna sonora della vita, l’ottimismo come renderlo una pratica quotidiana, etc. etc.
Venerdi scorso il tema era Il piccolo principe, l’essenziale è invisibile agli occhi”.

Ebbene sono arrivata con qualche minuto di ritardo, la sala era gremita e confesso che per un attimo ho provato stupore nel vedere scorrere sullo schermo le pagine del libro pubblicato nel 1943 e che ancora oggi rientra fra i  più venduti nel mondo : IL PICCOLO PRINCIPE.
Dopo pochi minuti ho compreso la motivazione.
Un libro che certamente  tutti abbiamo letto al tempo in cui andavamo a scuola  e del quale è pure stata fatta la trasposizione cinematografica: una fiaba sempre  di grande attualità.

L’autore
Nasce a Lione il 29 giugno 1900 e nel 1921 dopo aver conseguito il brevetto di pilota inizia a lavorare per diverse compagnie aeree e a scrivere.
Il suo primo libro fu Corriere del Sud pubblicato nel 1928.
Nel 1938 tentò di stabilire il record di volo da New York alla Terra del Fuoco, ma il suo aereo si schiantò al suolo poco dopo il decollo.
Il 31 luglio del 1944 era partito dalla Corsica per Grenoble sempre in aereo per un volo di ricognizione, ma scomparve e venne dato per disperso.
Alcuni suoi libri uscirono postumi: Lettere di gioventù, Taccuini E Un senso della Vita.

IL PICCOLO PRINCIPE è un libro a me molto caro,  tanto che lo possiedo sia in Francese  che in Italiano e che più volte ho ripreso fra le mani anche solo per riprendere passaggi che a volte ricordavo confusamente.
La trama  quasi banale è una favola, ma una splendida favola densa di significato e si presta a diversi livelli di lettura: uno molto semplice adatto ai bambini e un altro molto profondo riservato agli adulti.
Comunque non mi dilungo a raccontare la favola e rubo parole che altri hanno scritto in tal proposito e le riporto qui di seguito:
“ E’ un racconto fantastico, di quelli che vanno letti e riletti nei momenti più travagliati della nostra vita e che aiutano a riflettere sul significato delle cose”.

Nell’incontro a cui ho partecipato  lo psicoterapeuta partendo dal dialogo fra il piccolo principe e la volpe,  si è addentrato nella complessità delle relazioni in genere,  - amore, amicizia, etc.
Da un incontro può nascere un grande amore, una grande amicizia, ma occorre tempo.
Ogni relazione deve maturare e per maturare occorre che gli attori investano del tempo, ma spesso gli attori non lo sanno fare.

L’essenziale non si vede eppure in molti si sentono in dovere di esprimere giudizi su ciò che appare.

Marzo 2019- Yvonne

domenica 17 marzo 2019

IL DUOMO DI PAVIA



La curiosità di visitare qualcosa di bello, qualcosa di nuovo, qualcosa non troppo lontano da Milano  e che sovviene?

PAVIA  anzi il DUOMO di PAVIA



La facciata principale del Duomo che si affaccia appunto su Piazza Duomo con l'enigmatica  statua equestre  del REGISOLE, opera dello scultore Giuseppe Messina , lì collocata nel 1937.
Perchè enigmatica? Poichè a tal proposito non è ben chiaro chi rappresenti : forse un imperatore, forse Teodorico, forse Marco Aurelio o forse altro ancora.
( Chi volesse approfondire può visitare il sito di Pavia tricolore) 

Duomo , ma non nella sua intierezza poichè è assai imponente

Il Duomo di Pavia è dedicato a S. Stefano Martire e S.Maria Assunta  ed è la Chiesa più imponente della città.   Si tratta di un grande edificio dall'architettura in stile  rinascimentale  risalente al 1488, sintesi di pianta centrale e longitudinale che anticipa le ricerche tipologiche intorno alla basilica di S.Pietro a Roma


L’interno è strutturato a croce greca; ciascuno dei quattro bracci è diviso in tre navate. Gli otto pilastri che reggono la cupola presentano forme articolate; tutti gli altri pilastri hanno invece identica conformazione. I capitelli, di tipologia corinzia, denunciano le differenti epoche di esecuzione, dalla fine del Quattrocento (nel coro) al tardo Ottocento (campate occidentali). Nella parte superiore le pareti sono ritmate da gallerie che arricchiscono il gioco di volumi.






Per saperne di più:.http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/PV240-00052/

Marzo 2019- Yvonne


sabato 16 marzo 2019

ISTRUZIONI PER DIVENTARE FASCISTI- Michela Murgia


ISTRUZIONI PER DIVENTARE FASCISTI
Michela Murgia


Non mi è facile recensire questo piccolo volume scritto recentemente da Michela Murgia  e pubblicato da Einaudi.

Premetto che è ben lontano da me il desiderio di diventare fascista, non ho mai simpatizzato per il fascismo e non sono assolutamente in linea con chi sostiene che il fascismo possa aver avuto delle positività.
((Solo uno dei tanti  dettagli: durante il regime fascista le donne non avevano diritto di voto- il suffragio femminile risale al 1946) .
Credo convintamente che qualsiasi sistema antidemocratico che limita la libertà di espressione e non solo,  non abbia nulla di positivo e appartengo a coloro che sostengono e difendono la democrazia con tutte le sue imperfezioni  compreso i costi poiché la democrazia ha un prezzo non trascurabile.

In ogni caso apprezzando Michela Murgia  come scrittrice per  aver letto quasi tutti i suoi romanzi, in particolare cito Accabadora premio Campiello e Super Mondello 2009 e  Ave Mary, vedendo questo in libreria mi sono chiesta come mai avesse scelto simile titolo per un suo libro.

Ebbene l’ho acquistato  al prezzo di euro 10,50, in qualche ora l’ho letto e sin dalle prime pagine mi sono resa conto che si trattava di un libro con un titolo  provocatorio.

Essere democratici è una fatica immane. Significa fare i conti con la complessità, fornire al maggiore numero di persone  gli strumenti per decodificare e interpretare il presente, garantire spazi e modalità di partecipazione a chiunque voglia servirsene per migliorare lo stare insieme. Inoltre non a tutti interessa essere democratici. A dire il vero, se guardiamo l’Italia  di oggi, sembra che non interessi a nessuno, tanto meno alla politica. Allora perché continuiamo a perdere tempo con la democrazia quando possiamo prendere una scorciatoia più rapida e sicura? Il fascismo non è un sistema collaudato che garantisce una migliore gestione dello Stato, meno costosa, più veloce ed efficiente?”

Un centinaio di pagine fra paradosso e ironia aventi l’obbiettivo di invitare noi tutti ad alzare la guardia contro i relitti del passato che contamino il presente.

Le prime sono dedicate  all’utilizzo delle parole  poiché sono proprio le parole che danno vita ai comportamenti e chi sa controllare le parole controlla anche i comportamenti.
Esempio: c’è differenza fra un leader e un capo: il popolo con un leader può pretendere di essere ascoltato, di entrare in merito alle decisioni, etc. etc  mentre un popolo che riconosce il capo vive più sereno e obbedisce. Infine educato il popolo a riconoscersi nel capo, il capo deve occuparsi di mantenere il consenso spesso tramite una comunicazione efficace e banale in modo che raggiunga il popolo.
Il seguente passaggio mi pare non trascurabile: 
La democrazia sostiene che siamo tutti uguali? Lasciamoglielo dimostrare facendo in modo che tutte le opnioni siano percepite uguali. Se convinciamo tutti che uno vale uno, alla fine nessuno varrà più di un altro e ogni cosa, idee e persone, sarà perfettamente intercambiabile, come se la si estraesse a caso da un mazzo di carte. Occorre minare ogni principio di autorevolezza tra i pareri, dunque, affinchè vero o falso non siano più distinguibili in base a chi li afferma, ma per farlo sarà essenziale demolire le figure pubbliche che hanno un’autorità morale o scientifica….
I medici? Servi delle grandi case farmaceutiche.
Statisti ed economisti? Manipolatori di numeri al soldo della casta.
Scrittori? Radical-chic
Gli intellettuali a cosa servono davvero? ….. "

Secondo me è un libro valido che prende in esame la comunicazione attuale e  ben si presta ad aprire una discussione e riflessione .
Può servire a richiamare l’attenzione di tutti noi affinchè  impariamo a dubitare sempre delle fiumane di parole che abitualmente escono dalle bocche dei nostri governanti.
Non limitiamoci ad ascoltare, cerchiamo di approfondire, dare un senso alle parole poiché le parole un significato ce l’hanno e soprattutto cerchiamo di mantenere viva la  memoria.
E infine teniamoceli stretti i cosidetti "giornaloni" perchè non c'è democrazia senza libertà di stampa....
Non facciamoci fregare e non demonizziamo tutte le istituzioni.

Ancora qualche stralcio qui di seguito:

-          Non si diventa fascisti senza un nemico, perché il fascismo per porsi deve opporsi
-          (... i democratici non sanno rinunciare all’idea di legittimare le differenze di pensiero e continuano a essere inspiegabilmente generosi con chi è portatore di dissenso. Essi quindi non chiamano nemico il loro antagonista politico, ma avversario….)

-          Pag. 34 - C’è una sola maniera per far percepire come minaccioso qualcuno evidentemente fragile: raccontarsi ancora più fragili e mettere le due fragilità in competizione. Cercano lavoro? Non ce n’è neppure per noi. Scappano dalla guerra? Prima vengono i nostri vecchi senza pensione…etc. etc.



Marzo 2019 - Yvonne

giovedì 14 marzo 2019

COIMBRA - L'antica capitale




La mia breve vacanza portoghese comprendeva la visita di COIMBRA, una bella cittadina bagnata dal fiume Mondego e un tempo capitale del Portogallo.


Attualmente COIMBRA richiama molti turisti per L’UNIVERSITA’, ALTA E SOFIA , Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 22 giugno 2013.

Una grande area che si suddivide in quattro nuclei:
-          Collegi del XVI secolo
-          Cortile delle Scuole, che sarebbe la zona principale e dove sono visibili ricordi del periodo romano e di quello islamico, il Palazzo Reale della prima dinastia portoghese ed una delle biblioteche più belle del mondo.
-          Edifici riforma pombalina
-          Cmplesso dello Stato Nuovo, aspetto del cambiamento della zona Alta della Coimbra del XX secolo.

Non solo, a Coimbra vi è un grande parco dove ci si reca a visitare la Fonte do Amores che la leggenda vuole sia il luogo dove   s’incontravano Dona Ines De Castro e Don Pedro, i protagonisti di una tormentata e passionale storia d’amore.

La mia compagna di viaggio ed io abbiamo raggiunto COIMBRA in treno partendo dalla stazione Sao Bento di Porto. Tempo di percorrenza un’ora e mezza -e costo biglietto andata e ritorno euro 24.
Pure il nostro viaggio di andata è stato assai “tormentato” poiché il biglietto  acquistato prevedeva i posti 115 e 117 della carrozza 26, ma purtroppo il treno era composto soltanto da 25 carrozze.

In ogni caso giunte alla stazione di Coimbra ci siamo incamminate a piedi verso il centro della città distante una buona ventina di minuti.  La nostra meta privilegiata era appunto la zona dell’università, situata nella città alta.


Ci siamo soffermate in centro, nella Praca De Maio dominata da una grande chiesa – Igreia di Santa Cruz al cui interno vi è una grande mausoleo con i resti del primo re del Portogallo – quindi abbiamo proseguito sulla  via principale abbastanza affollata e ai cui lati vi erano assiepate numerose bancherelle d’artigianato locale e artisti di strada, per lo più musicanti.


La salita non è troppo dolce e noi ci siamo fermate per una breve sosta e un panino in uno dei tanti locali .
Proseguendo abbiamo raggiunto la Cattedrale Vecchia di Coimbra che le guide annoverano fra i più importanti edifici in stile romano del Portogallo.



E’ davvero imponente e maestosa e indubbiamente merita una visita.


Salendo e salendo siamo finalmente arrivate all’università di Coimbra e la fatica è stata ampiamente ricompensata.

L’Università è stata fondata nel 1290 dal Re D. Dinis e ha avuto un’alternanza fra Coimbra e Lisbona  per più di 2 secoli. Nel 1537 Coimbra è divenuta la sede definitiva e rientra fra le università più antiche d’Europa.
La visita di questo luogo richiede almeno un paio d’ore .
C’è da vedere la Cappella di S. Miguel al cui interno si trova un maestoso organo del 1700  e molte decorazioni .





La biblioteca Joanina che come già scritto è ritenuta come una delle più belle al mondo.
In stile barocco è riccamente decorata e il vero tesoro sono i 60.000 volumi dal XVI al XVIII secolo e che ancora oggi si possono consultare.
La storia della biblioteca è molto interessante poiché la conservazione dei volumi richiede cure particolari come il mantenimento di una determinata temperatura.
Le pareti sono state  realizzate con uno spessore se ben ricordo di più di 2 mt e qui da anni vivono dei pipistrelli utili a sterminare gli insetti affinchè questi non intacchino i libri.
( All'interno della Biblioteca non si possono fare foto)

Abbiamo poi visitato gli interni del Palazzo Reale, le aule , etc. etc.


Da questo luogo si godono panorami inenarrabili.


Per le vie di Coimbra
Non mi dilungo oltre, ma suggerisco a chi visita Porto di prevedere una giornata a COIMBRA.

Marzo 2019 - Yvonne