LA DIVINA COMMEDIA – Dante Alighieri - JERONIMO STILTON
"Vorrei
che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia schiavo." – Gianni Rodari
In Italia è noto
che si legge poco, le statistiche evidenziano che il 60% della popolazione non
legge neppure un libro durante l’anno ma
credo che l’intera popolazione sia consapevole di quanto sia importante LEGGERE
perché chi legge attraversa i secoli, le storie e le emozioni di tutto
il mondo.
Personalmente ritengo che attraverso la LETTURA di testi classici,
saggi, letteratura in genere, si possano ottenere quegli strumenti che
consentono di conoscerci nel profondo oltre a metterci in condizioni di meglio affrontare la vita e soprattutto le
vicissitudini in cui ci si trova coinvolti; la vita la si vive con gli
strumenti e le conoscenze che si sono
acquisiti .
Ebbene avendo occasione di trascorrere del tempo con un
bimbo, ho preso l’abitudine di frequentare
i reparti delle biblioteche dedicati ai piccoli e sorprendentemente ho
scoperto letture davvero avvincenti ed estremamente utili per stimolare la
curiosità infantile.
Recentemente, nonostante le mie perplessità , il mio bimbo dalla biblioteca si è portato a casa LA DIVINA COMMEDIA di Dante Alighieri / GERONIMO STILTON e poiché ho letto con lui, alla fine pure io ne sono rimasta entusiasta.
Ovviamente si tratta di una narrazione alquanto
semplificata , quasi si trattasse di una favola ma contiene tutti gli elementi
necessari a conoscere il capolavoro del Sommo Poeta e soprattutto a conoscere
l’anima umano, la differenza fra il bene e il male e l’importanza dell’Amore.
Ora so che esiste una luce infinita che brilla anche quando
il mondo è buio. Guardo il cielo e sorrido.
Le stelle scintillano eterne sopra di me, illuminano la
strada verso casa”.
Il mio bimbo è rimasto molto coinvolto dalla separazione
di VIRGILIO da DANTE al termine del PURGATORIO e più volte ha riletto le pagine in cui l'episodio era descritto:
“ Stavo per protestare, ma il suo sguardo mi colpì
intensamente. Con gli occhi lucidi, Virgilio mi prese le mani tra le sue e
dichiarò: io devo fermarmi qui Dante. Ti ho accompagnato tra il buio dell’Inferno
e le ombre del Purgatorio, ma non mi è concesso di godere della luce del
Paradiso.
Provai una fitta di sgomento. Virgilio! Il mio Maestro,
la mia guida! Lui che mi aveva fatto coraggio quando la paura mi frenava; lui,
che mi aveva salvato quando i mostri dell’oltretomba mi minacciavano…
Una lacrima di commozione mi salì agli occhi e scivolò
sulla guancia.
Virgilio allora mi sorrise con dolcezza.
-
Non hai più bisogno del mio aiuto, Dante – disse
. – Hai imparato tante cose, sei diventato più coraggioso e più saggio. I pericoli
della selva oscura non sono più una minaccia, ora il sole splende su di te! L’unica
guida di cui hai bisogno è quella della tua volontà, perché hai imparato a
distinguere il bene dal male.
-
Ma come troverò Beatrice? – replicai . – Come farò
a…?
Lui scosse la testa e strinse più forte le mie mani. –
Sarà Beatrice a trovare te.”
Agosto 2026 – Y.P.

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