mercoledì 3 giugno 2026

MUSEO CIVICO STORICO DI MUSSO

 

MUSEO CIVICO STORICO DI MUSSO ( Lago di Como)

  Comune di Musso  Ex-fabbrica occhiali Salice

 

Musso


Era da parecchio che ero intenzionata a visitare il Museo di Musso ma come accade spesso,   non si da mai priorità a ciò che ci sta vicino e soltanto stamattina mi sono decisa ad andarci…

E’ stata davvero una piacevole sorpresa perché il MUSEO CIVICO di MUSSO oltre a non essere particolarmente piccolo, poiché è collocato sui due piani della ex- fabbrica di occhiali SALICE, custodisce delle vere e proprie rarità.

Sul  pieghevole informativo c’è scritto che nei mesi di maggio e giugno è possibile vedere in allevamento i bachi da seta ed io stamattina ho avuto modo di esaminare il processo completo – dalla farfalla alla seta -  supportata dalle informazioni che l’addetta al Museo si è prodigata a fornirmi.

Ero convinta di ben conoscere e invece mi sono dovuta ricredere poiché ignoravo diversi dettagli ma soprattutto ignoravo anche la pregevole storia recente che da Musso  giunge sino nel Sud America.

All’interno del museo si possono anche ammirare pregiati manufatti di pura seta che soltanto conoscendo il processo al completo se ne può comprendere il valore.

Il Museo è suddiviso in  più sezioni: 

1 -  La GELSIBACHICOLTURA






2 – Il MARMO di Musso e le sue cave

Le cave sono rimaste in esercizio  fino al secolo scorso, ma  verso gli anni settanta non erano quasi più  sfruttate  per cui la sovraintendenza ai monumenti, al fine di preservare i resti del Castello Medeghino, decise di porre fine all’estrazione. Il MARMO di Musso, che aveva della caratteristiche particolari,  venne utilizzato anche per la realizzazione del Duomo di  COMO e MILANO.           


3 – Il CASTELLO di Musso edificato in epoca pre-romana godeva di una posizione strategica dominante sul lago: utilizzato dai Romani come sbarramento alle invasioni barbariche fu occupato dai Goti e dai Longobardi.  Nel XII secolo il feudo di Musso e il Castello divennero proprietà della famiglia Malacrida e successivamente , nel 1522, Gian Giacomo de Medici, detto il Medeghino s’impossesso della fortezza. E la storia continuò……

 

Plastico del Castello di cui ora sono rimasti pochi ruderi 

4 – Il MEDEGHNO – Gian Giacomo De Medici ( estraneo al casato di Firenze)  nacque a Milano  fra il 1495 e 1498, primogenito di 14 fratelli , la sua storia è degna d’ essere conosciuta, e presso il Museo c'è il materiale che lo consente. 

5 – L’emigrazione verso l’AMERICA e l’EUROPA

In questa sezione vi si trovano registri di viaggio con nominativi vari, passaporti, documenti  risalenti alla fine del 1800 relativi agli appartenenti a famiglie della zona che emigrarono verso le Americhe e l’Europa.


 6 – La fine della seconda guerra mondiale : la cattura di MUSSOLINI e dei gerarchi

Qui ci sono  reperti storici , testimonianze scritte, fotografie e molto altro relativi ai fatti storici accaduti nel 1945 e la  cattura da parte dei partigiani  di Benito Mussolini    mentre stava fuggendo .

 Nel giorno in cui avvenne la cattura di Mussolini, il parroco di Musso  DON MAINETTI scrisse ora per ora il susseguirsi degli eventi e le pagine del  diario sono qui esposte. ( Ovviamente trattasi di copie poiché gli originali sono custoditi altrove)

 Concludendo: per me è stata una visita molto interessante . Ritengo che il MUSEO DI MUSSO sia davvero apprezzabile e una visita  magari insieme a figli e nipoti  sia da farsi  poichè la gelsibachicoltura è un’attività in estinzione. Inoltre considerata la preziosità del filato che a volte indossiamo, è  bene conoscerne la storia.

Non solo: La visita ai MUSEI è importante poichè non c'è futuro senza passato e la conoscenza della STORIA è indispensabile per ciascuno di noi poichè le nostre convinzioni scaturiscono dalle conoscenze.  

Grande ammirazione e gratitudine verso  tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del MUSEO di MUSSO.

Oggetti in seta pura

                                                                                                             3 giugno 2026 - Y.Pelizzari







martedì 2 giugno 2026

Il borgo di MARENA si è vestito di nuovo!

 Il borgo di MARENA si è vestito di nuovo!



Forse le mie lacrime di ieri sono diventate pioggia, pioggia benefica.
Tormenti , nostalgia e inquietudini si sono liquefatti e in un’ora indefinita della notte una pioggia torrenziale, facendomi svegliare di soprassalto, si è abbattuta sulla casa di pietra, sui tetti di tutte le case del mio borgo e su molte zone della Lombardia: una pioggia benemerita che ha dissetato la terra arsa dalla calura dei giorni scorsi, ha dato vigore alle foglie degli alberi, ha ravvivato i fiori nei giardini e ha stimolato la crescita delle verdure negli orti.


Qui nella casa di pietra dove le emozioni in costante trasformazione cambiano colore e la vista è sempre appagata dalla grande bellezza che le sta dinnanzi, anche in giornate di cielo basso colore acciaio come stamattina, l’atmosfera a tratti persino surreale, emana magia.
Oltrettutto il mio borgo che da anni era sprofondato in un sonno profondo, quest’anno sorprendentemente si è risvegliato ed io non ho più ragione di scrivere che quando cala la sera il buio lo ingoia.
Marena si è evoluto e la sua nuova immagine è ben differente da quella degli anni precedenti: sin dall’affacciarsi delle prime ombre del crepuscolo, sugli ulivi dai tronchi nodosi recentemente ben disposti nel giardino poco distante dalla casa di pietra, si accendono fili di luci che sembrano stelle.
Non più silenzio sepolcrale bensì voci parlanti lingue diverse e qualche volta nell’aria s’ode pure della musica.
Anche i viottoli che s’addentrano nel cuore del borgo, dove le auto non possono accedere, non sono più deserti e frequenti sono gli incontri con stranieri.
Marena sta cercando di farsi conoscere nel mondo e i turisti stanno affluendo.



Anni addietro, quando mi venne l’idea di offrire la casa di pietra per brevi soggiorni turistici, a Marena era la sola casa vacanza mentre oggi, a distanza di un decennio o poco più, sono numerose e recentemente vi si sono introdotte pure agenzie straniere che forse hanno odorato profumo d’affari.
Marena comunque sta perdendo la sua autenticità e degli abitanti “ qui nati” saremo rimasti forse una decina.
Quella che è fu la casa dove nacque mio padre, che da tempo versava in condizioni funeste è stata acquistata da stranieri e completamente restaurata anche se la struttura originale è rimasta all’incirca la stessa: comunque le finestre sono tornate ad illuminarsi, sul terrazzo che corre lungo l’intera facciata sono stati posizionati vasi con fiori e piante e da “ Vecchia casa di MARON” è divenuta Villa Volpe.

Tanto vorrei scrivere e forse prossimamente lo farò, su questa casa che custodisce gli spiriti degli avi di mio padre dei quali, sebbene molti non li ho conosciuti, conservo il ricordo che mi è stato trasmesso attraverso le narrazioni verbali poiché la famiglia dei Pelizzari detti Maron nel borgo di Marena ebbe una rilevanza significativa.
Certamente i proprietari di Villa Volpe nulla sanno e molto probabilmente nulla importa loro di quella storia che non gli appartiene, ma ciò è irrilevante: in silenzio a loro esprimo la mia gratitudine poiché con il loro intervento hanno evitato che la vecchia casa andasse in malora e trasformandola in casa vacanza permettono al “vivere” di tornare fra quelle mura.
Si, credo proprio che il mio borgo possa avere un futuro interessante e forse del tutto impensato.
Infatti sin d'ora la piazzetta del lavatoio è tornata ad essere il ritrovo di bimbi giocosi (a Marena ci sono diversi bambini ) ed è marginale se il lavatoio oramai funge da ricovero per i loro giochi. Del resto perché mai si dovrebbe fare il bucato a mano considerato che la lavatrice è divenuto un elettrodomestico di uso comune?

Mi fermo qui, poiché al mio borgo ho già dedicato un libro “ Il mio paese dentro un romanzo” e in più occasioni ho descritto accadimenti e impressioni personali.
2 giugno 2026 – Y.Pelizzari

lunedì 1 giugno 2026

DIVORZIO A BUDA - SANDOR MARAI

 

DIVORZIO A BUDA  - SANDOR MARAI

 


Dopo aver riletto LE BRACI qualche mese fa, mi sono immersa a capofitto nelle opere di SANDOR MARAI ( Kassa 1900- San Diego 1989) , annoverato fra i grandi maestri della narrativa mitteleuropea e così dopo L’ISOLA, ho letto LA DONNA GIUSTA e qualche giorno fa ho terminato DIVORZIO A BUDA.

Scritto nel 1935, DIVORZIO A BUDA venne rivisto dall’autore medesimo e pubblicato nel 1939. 

Come tutte le opere di SANDOR MARAI non si tratta di un romanzo particolarmente “LEGGERO” ma  lo stile letterario elegante e meticoloso oltre che l’avvicendarsi delle situazioni  sempre sorprendente,  rendono la lettura molto piacevole e soprattutto appassionante tanto da faticare a fare delle pause.

 Già dal titolo è chiara la trama,  ovvero la fine di un matrimonio e quindi il divorzio che entrambi i coniugi intendono sottoscrivere .

Apparentemente nulla che rivelasse insoddisfazione, anzi pareva proprio una coppia ben assortita, forse un grande amore ma nulla è come appare. E dopo i primi quattro anni d’intesa, sono sopraggiunti quattro anni in cui è calato il silenzio.

Non esiste il momento preciso in cui una storia d’amore finisce. Le avvisaglie spesso neppure si avvertono anche perché in tema di sentimenti è coinvolta l’anima e l’anima è racchiusa in un luogo inaccessibile.  

Comunque spesso dapprima appare un dolore quasi impercettibile simile a un soave malcontento a cui non si presta attenzione ma  poi lentamente si scopre che “ è già successo” :  le conversazioni perdono tono,  il silenzio si amplifica, e tutto ciò che ieri aveva senso, oggi non ce l’ha più.

La nascita di un amore è rinascita, ma quando “tutto diviene vacuo, incomprensibilmente privo di significato, se questo darsi da fare, questo interessamento nei confronti del prossimo, non è animato da quella strana corrente, quel misterioso flusso di energia che scorre fra te e un’altra creatura umana….La vita è tutta qui. Poi ci sono altre cose che riempiono la vita. Ma la macchina funziona a vuoto, non macina niente”.

 Certo può subentrare la resistenza, la sopportazione, ma può pure accadere che uno  dei due decide di abbandonare il palcoscenico.

 Sandor Marai comunque anche in questo romanzo si sofferma sugli incontri che avvengono una sola volta nella vita, quegli incontri che lasciano il segno, indipendentemente da qualsiasi circostanza. Incontri che ti porti dentro a volte inconsapevolmente 

Ma poi, la vita, sai com’è…e l’altra persona…talvolta passa oltre. Non si riesce a spiegare. Nessuno può farci nulla. La vita va avanti, l’ordine inequivocabile è stato pronunciato, ….”

 Cenni di trama

 Il giudice Kristof Komives seduto alla scrivania del suo ufficio  esamina gli atti della causa di divorzio della quale l’indomani si terrà la sentenza. Lui è un bravo giudice, figlio di giudice, s’addentra negli atti, è suo obbiettivo emettere sentenze “giuste”.

Lo sfortunato eroe dell’udienza fissata per l’indomani  è un giovane medico che gode già di ottima reputazione,  è direttore del laboratorio chimico di uno degli ospedali di Budapest ed  era stato compagno di  Scuola di Komives: avevano frequentato insieme le medie e successivamente, ai tempi in cui erano studenti universitari,  si erano incontrati in qualche occasione mondana, alle serate danzanti e alle riunioni studentesche. Non sono comunque amici.

Entrambi si sono sposati, professionalmente realizzati.

Il matrimonio del giudice con figli e cane sembra proseguire al meglio, invece per il medico le cose sono andate diversamente nonostante lui di Anna, la donna che ha sposato, si era perdutamente innamorato e lo è ancora.

 Non vado oltre, non mancano i colpi di scena, Sandor Marai ritengo sia un genio a capovolgere le situazioni, a fornire al lettore la  sorpresa inimmaginabile.

 L’importanza del romanzo è da collocarsi nell’esamina dei sentimenti, nell’importanza di non trascurare i dettagli,  perché sono proprio i dettagli che spesso racchiudono “ il senso della vita”.

Nulla accade per caso .

 È un romanzo che ho apprezzato moltissimo anche perché nelle pagine di Sandor Marai ho trovato conferma alle mie convinzioni: un libro deve essere anche un confronto .

Inoltre essendo andata a BUDAPEST più di una volta, ho rispolverato ricordi sbiaditi, soprattutto le immagini del Danubio con gli spettacolari ponti  e poi BUDA e PEST.

 Maggio 2026 – Y.P.