martedì 12 marzo 2019

PORTO


Amando il PORTOGALLO - PORTO

Premessa 
Io che da sempre amo scrivere e che vorrei  fermare emozioni ed impressioni sulle pagine di un quaderno, ritengo che  “ il viaggiare “ sia il seme che  fomenta la scrittura.
Amo immaginare di partire, non importa se per intraprendere un viaggio lungo o corto.
Abitualmente all’immaginazione  cerco di far  seguire la realizzazione.
Mi piace individuare  la meta che per me non è quasi mai casuale bensì spesso frutto della lettura di un libro, della visione di un film o altro.
Mi piace poi  programmare  come meglio spendere il tempo a meta raggiunta.
Sino dall’istante in cui inizio la prenotazione dello spostamento, spesso l’aereo, altre volte il treno, mi carico di entusiasmo e i giorni  che precedono la partenza spesso sono ossigeno alla quotidianità non sempre leggera.
Infine qualche anno fa mi venne l’idea di  concedermi,  in occasione del mio compleanno,  un breve viaggio. Mi sono detta “basta” con i soliti pranzi, la torta , le candele a ricordare il numero degli anni vissuti e poi dolci e dolcetti vari. 
Ho sottoposto l’idea al vaglio della mia compagna di viaggio anche lei nata a febbraio e che  da oramai 12 anni viaggiamo insieme.
Non abbiamo  perso molto tempo per trovare un accordo, anzi in breve abbiamo concluso che per noi nessun regalo può essere più desiderabile di  un viaggio.
Asserisce che viaggiare per lei rappresenta una necessità ben più importante della meta da raggiungere per cui,  quasi sempre sono io che mi dedico all’individuazione del luogo da visitare.
Dopo  Faro e l’Algarve che qualche anno fa ci aveva letteralmente conquistate con le sue spiagge immaginifiche , quest’anno siamo ritornate in Portogallo più a nord  per visitare PORTO e COIMBRA.
PORTO 
Porto ripresa dall'alto della Torre Clerigos
Levataccia quasi nel cuore della notte per raggiungere l’aeroporto  Caravaggio di Orio Al Serio e in considerazione della differenza oraria siamo arrivate a Porto alle 8.30 di mattina.
La giornata non era delle migliori poiché Porto era sovrastata da un cielo plumbeo e nel pressi del Duero spirava un’aria frizzante che richiedeva l’uso di  calda sciarpa.
Ciò nonostante  da subito la città ci è apparsa alquanto bella .
Dall’aeroporto Francisco Sa Carneiro abbiamo preso la metropolitana per raggiungere il centro: il nostro albergo era nei pressi della stazione Sao Bento e poco distante da Praca Libertade: un’ampia piazza contornata da elegantissimi palazzi e una  bella fontana rettagolare e anche  da sei cabine telefoniche rosse modello inglese. 

Questa piazza di sera  ben illuminata offre una superba panoramica.

 La metropolitana di Porto corre prevalentemente in superficie, le carrozze sono pulite e apparentemente sembrano di recente costruzione. Non vi è dubbio che dall’aeroporto per raggiungere la città è meno dispendioso prendere la metropolitana  il cui costo del biglietto è di euro 2,50 mentre un taxi costa  25/30 euro. ( Oltrettutto la metro parte proprio dall’aeroporto)

Depositati i bagagli in albergo,  siamo  uscite e abbiamo iniziato a divertirci con esclamazioni varie: la svettante Torre dos Clerigos  progettata dal maestro del barocco Niccolò Nasoni, con i suoi 76 metri ci appariva davvero maestosa e l’indomani  abbiamo raggiunto il punto più alto dopo aver salito la scala  di 227 gradini.  In cima si gode la vista della città fino a raggiungere l’oceano Atlantico .


Nei pressi della Torre dos Clerigos , molto interessante da visitare  è il Centro Portugues de  fotografia, un edificio che un tempo fu una prigione, il cui ingresso è gratuito e dove  sono collezionate ed esposte macchine fotografiche e cineprese di ogni epoca: un vero paradiso per gli amanti del genere ma di grande  interesse anche per i non conoscitori.


Incamminate poi verso il fiume, ci siamo ritrovate a Ribeira è qui la meraviglia ci ha rubato le parole. Riberia  è  un quadro. Un labirinto di vicoli medievali che  corrono fino a raggiungere il fiume  e poi palazzi , case , addossate l’un l’altra dalle facciate dai  diversi colori e talune rivestite dai tipici  azulejos. Un insieme armonioso che si specchia nelle acque del Duero sovrastato dal grande Ponte  Dom Luis 1. Un  ponte davvero imponente in ferro costruito nel fra il 1881 e 1886, alto 45 metri e lungo 385.(Apparentemente ben tenuto non mostra nessun segno di cedimento…anzi non mostra neppure la sua età).
Uno spettacolo inenarrabile non casualmente inserito nel Patrimonio dell’Umanità.
Ribeira è una zona bellissima ricca di chiese, palazzi, negozi, ristoranti tipici,  taverne , in sintesi è la cartolina panoramica che identifica PORTO.

Da visitare sicuramente è il Palacio da Bolsa, un edificio in stile neoclassico risalente ai primi anni del novecento e  dal sontuoso interno che rappresentava  il potere economico della città.

Poco distante dal Palacio da Bolsa, si trova la Chiesa di Sao Francisco che le guide turistiche definiscono imperdibile e indubbiamente è una chiesa di grande pregio, anche se è pur vero che tutte le Chiese di Porto  sono esageratamente ricche   con decorazioni dorate e magnifici organi . Tutte  vantano storie ragguardevoli , ma per visitarle tutte occorrerebbero diversi giorni quindi è necessario privilegiarne soltanto qualcuna.
Chiesa di Sao Francisco
Noi ne  abbiamo visitate alcune e ci siamo soffermate in particolare su la SE’, Cattedrale di Porto che si erge su di un’altura e domina  Ribeira. Assomiglia a una fortezza mentre la facciata principale evoca nella sua forma Notre Dame.  Fu fondata nel XII secolo e successivamente rimaneggiata in stile barocco. Qui vennero celebrate le nozze  tra Re Joao I e Philippa di Lancaster e nel 1394 venne battezzato Enrico il Navigatore che fu il promotore delle navigazioni e delle scoperte portoghesi.
Molto interessante il chiostro gotico e  la loggia con le pareti interamente ricoperte di azulejos azzurri raffiguranti scene ispirate al Cantico dei Cantici.   
Adiacente alla Cattedrale spicca la facciata del palazzo vescovile.
Questo è un luogo incantevole e dall’ampio piazzale  Terreiro da Sé antistante Cattedrale e Palazzo vescovile, si gode un panorama mozzafiato. Al centro della piazza  nel 1945 è stato posizionato il Pelourinho da Sé, un grande obelisco.





Non è mia intenzione elencare quanto c’è da visitare  e ho visitato a Porto poiché non sto redigendo una guida turistica bensì desidero descrivere la città come io l’ho vissuta.


Una città molto suggestiva, dall’atmosfera vivace: le strade quasi mai deserte, neppure le meno centrali.  Indubbiamente  molto frequentata da noi italiani poiché ovunque ho sentito parlare la nostra lingua. I portoghesi mi sono sembrati molto accoglienti, cordiali e calorosi e mi dispiace assai di non conoscere la loro lingua che si diversifica molto dallo spagnolo che seppure non l’ho studiato riesco a comprenderlo quel tanto che basta.

A Porto si mangia bene: noi abbiamo scoperto casualmente un Ristorante molto carino, con tovaglie e tovaglioli in stoffa, dove si mangia dell’ottimo pesce, ma pure della buona carne  e del buon prosciutto. I prezzi sono per noi italiani tendenti al basso mentre paragonati a quelli di Porto sono allineati ad altri ristoranti dove però  trattamento e  qualità  sono inferiori ,  tanto che  qui vi abbiamo cenato per due sere. SOLAR MOINHO  DE VENTO in R. de Sá de Noronha 81. Dispone di un proprio sito ed è segnalato da più guide.
Dimenticavo: qui pure la sangria è di tutto rispetto, perché io e la mia compagna di viaggio per quanto concerne la sangria siamo divenute esperte intenditrici.


A Porto circolano molti tram non proprio di ultima generazione, ma molto belli da vedersi. In legno come quelli che un tempo circolavano a Milano, con le poltrone in pelle e,  noi che amiamo vivere i luoghi e assaporare la vita che vivono gli abitanti, siamo salite sul tram della linea 1  nei pressi della Chiesa di San Francisco, in direzione Passeio Alegre e abbiamo raggiunto FOZ DO DOURO, a ovest del centro storico vicino alla foce del fiume.


Qui ci siamo trovate dinnanzi ad uno spettacolo disatteso: spiagge immense e onde vorticose  che si rincorrevano incessantemente  diffondendo nell’aria il fragoroso canto dell’Oceano Atlantico.
La giornata a pieno sole, il cielo simile a un incredibile  tappeto color zaffiro ci hanno regalato qualche ora da paradiso.
Pensieri ingrati e piccole tribolazioni di cui nessuno se ne può esentare, in un attimo sono stati risucchiati dalle onde:  abbiamo passeggiato sulla spiaggia incuranti dei sassolini che entravano nelle scarpe, abbiamo goduto appieno dello spettacolo dinnanzi a noi contemplando anche il Faro Senhora da Luz posizionato in cima a un molo esposto totalmente alla furia dell’Atlantico.

Abbiamo scattato numerose foto poiché ogni onda ci appariva diversa.

Tornate poi in Ribeira con lo stesso tram traballante, direzione Infante e poi camminando fra le numerose bancherelle che esponevano artigianato locale,  abbiamo attraversato il ponte  Dom Luis I, opera di Seyrig, un ingegnere tedesco allievo di  Gustave Eiffel,  intenzionate a degustare il buon vino PORTO.
E si, chi visita Porto non dovrebbe mai perdersi una buona degustazione da farsi in una delle tante cantine che corrono lungo la riva del Deuro. Sono veramente molte : Calem, Croft, Sandeman, etc. etc.

Qui oltre a degustare il vino si ha la possibilità di conoscere la storia del pregiato distillato e soprattutto s’ impara a distinguerne l’aroma fra le diverse specie.

Non mi dilungo oltre, mi limito ad assicurare che a Porto non ci si annoia, la conformazione della città con strade che salgono e scendono la rendono molto caratteristica e  famigliare.
S’impara presto ad orientarsi e non si corre il rischio di perdersi. Basta prendersi qualche riferimento.
Rua Santa Catarina, elegante  è ideale per una passeggiata fra locali vari , negozi e boutiques.
I Musei da visitare sono veramente molti e pure le librerie fra le quali la storica Livraria Lello.
Nei pressi del fiume  numerosa è l’offerta di escursioni in battello o sulle tipiche barche  a fondo piatto che un tempo trasportavano le botti di porto.
Il fiume è sormontato da sei ponti ed in barca si possono vedere tutti.
Per chi ama il fado, non mancano i locali dove assistere a spettacoli dal vivo.

Che altro? Visitare Porto per me e per lei, la mia compagna di viaggio, è stato davvero piacevole e soddisfacente.


Aggiungo di non dimenticare di fare un salto alla stazione ferroviaria di  SAO BENTO che Lonely planet descrive “come una delle stazioni più belle del mondo”  . Richiede una visita anche se non c’è necessità di prendere il treno perché è davvero bella: un tuffo nel passato con l’atrio rivestito da 20.000 splendidi azulejos che raffigurano eventi  importanti della storia portoghese.



E non dimenticate neppure di entrare in qualche particolare  negozio di vendita sardine: vi troverete davanti a pareti artistiche realizzate con variegate scatolette di sardine!

E  nel caso desideriate acquistarne qualcuna sul cui coperchio è indicato il vostro anno di nascita, sappiate che la troverete.
 Il nostro programma prevedeva anche la visita di COIMBRA che dista da Porto 170 km  e che abbiamo raggiunto in treno e di cui scriverò prossimamente
Marzo 2019 - Yvonne

sabato 2 marzo 2019

ORTA SAN GIULIO e la sua PERLA


ORTA SAN GIULIO e la sua PERLA

-          Ciao, come stai?
-          Bene, e tu?
-          Ti andrebbe di  vederci?
-          Si, perché non organizzare qualcosa anziché lasciar volare via il tempo sterilmente ?
-          Si, il tempo è prezioso e per rimanere sedute dinanzi a una pizza o un caffè ci saranno giorni futuri…
-          Ebbene potremmo andare fuori Milano, io ho una meta che m’attrae da diverso tempo… Qualche anno fa andai a vedere il film La corrispondenza di Tornatore e molte scene erano ambientate a Borgo Ventoso sul Lago D’Orta. Borgo Ventoso è un nome di fantasia, il film in realtà è stato girato sull’Isola di San Giulio.

E così ci siamo incontrate e in auto ci siamo dirette ad Orta San Giulio sul LAGO D'ORTA.
Arrivate fuori dal borgo, nei pressi della magnifica Storica Villa Crespi, sicuramente nota a chi s’interessa di cucina e chef stellati poiché ospita un Relais di Lusso  e un Ristorante  di Antonino Canavacciuolo, abbiamo parcheggiato l’auto e a piedi ci siamo incamminate, scendendo,  verso il centro di Orta San Giulio che si trova adagiato sull’estremità  occidentale del promontorio che, dalla riva orientale, si spinge nel lago.
Villa Crespi
Da subito il fascino del luogo ci ha letteralmente catturate .
Il  viale alberato prospicente il lago che conduce al centro del grazioso borgo regala panoramiche da cartolina e in giornate luminose come queste, in cui  ragnatele di nuvole bianche si riflettono nello specchio d’acqua, si ha l’illusione di trovarsi dinnanzi a un quadro di un estroso pittore.

L’abitato si sviluppa  lungo la via via Giovanetti, ai cui lati si assiepano diversi palazzi nobiliari  alcuni dei quali con  caratteristici cortili interni.


Il cuore del borgo è un piccolo gioiello: una bella piazza – Piazza Motta - quasi semi-circolare lambita in parte dalle acque del lago e in parte delimitata da bar, ristoranti ed edifici di straordinaria eleganza. E proprio dinnanzi alla piazza si esibisce in tutta la sua bellezza l’isola di San Giulio, il famoso “Borgo ventoso”.
Passeggiare per i viottoli è molto piacevole: tutto è molto curato, pulito ed è facilmente immaginabile che nei periodi di primavera inoltrata quando la vegetazione è in piena esplosione, Orta San Giulio, diviene un grande giardino.
Diverse sono le Chiese fra le quali la parrocchiale di Santa Maria Assunta rappresenta uno splendido esempio tardo barocco .

Ai lati della scalinata che conduce alla Chiesa si affacciano splendidi palazzi, proprietà private non visitabili.


Anche l’edificio che ospita l’amministrazione comunale con i suoi giardini regala scorci di grande fascino ambientale.




Nel pomeriggio ci siamo imbarcate su un traghetto ( dalle ore 14- frequenza ogni 30 minuti) e in una decina di minuti di navigazione abbiamo raggiunto l’Isola, un tempo cuore religioso e politico di tutto il piccolo stato della Riviera di San Giulio retto dal Vescovo di Novara dall’alto medioevo sino alla fine del XVIII secolo.

Alcune guide turistiche riportano che l’Isola è uno dei luoghi più suggestivi e carichi di storia di tutta l’Italia settentrionale.

venerdì 1 febbraio 2019

GUALTIERI – (Il borgo dell’uva fogarina)


GUALTIERI – (Il borgo dell’uva fogarina)
Ricordando LIGABUE



Ho raggiunto GUALTIERI ,piccolo borgo in provincia di Reggio Emilia principalmente per visitare il Museo di ANTONIO LIGABUE, luogo dove per qualche tempo il grande pittore visse e dipinse.

GUALTIERI è un piccolo borgo, assai noto poiché culturalmente molto interessante.
Il cuore del borgo, centro storico, costituito dalla grande piazza Bentivoglio, sulla quale si affacciano : Museo di Antonio Ligabue, la Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve, Teatro sociale, Torre civica e ovviamente diverse attività commerciali.


Poco distante dal centro, nella parte più antica dove sono stati ritrovati reperti risalenti all’epoca dei romani, si trova la Villa Torello –Malaspina- Guarienti,  immersa nel verde, ma purtroppo non è sempre visitabile.
Il viale che porta alla Villa Malaspina



Indubbiamente di grande impatto a Gualterieri è la torre civica , alta ben 44 metri e che si restringe progressivamente verso l’alto.

Diversamente decorata, si presenta con un stile diverso per ogni livello con capitelli dorici, ionici e corinzi.
Una particolarità : l’orologio solare presenta le ore calcolate alla francese. ( In tal proposito avrei voluto fornire qualche informazioni, ma dovendomi documentare per me stessa  ho riscontrato che c’è una ricca storia e quindi la sintesi può risultare poco soddisfacente  e quindi vado oltre per non correre il rischio di scrivere sciocchezze) .

Complessivamente Gualteri è gradevole da vedersi, ma personalmente sono rimasta un poco delusa poiché essendo inverno  il Museo Ligabue non era aperto.


Uva fogarina: “ Prodotto d’eccellenza di Gualtieri. Secondo alcuni documenti dell’archivio storico del comune, la produzione di questo vitigno ha interessato la zona dalla metà dell’Ottocento fino a buona parte del secolo successivo, con punte nella coltivazione che arrivavano all’80 %. La coltivazione, a rischio di estenzione, è stata recentemente recuperata. Tra le eccellenze, il passito di uva fogarina” – da Paesi on line 





In compenso ho scattato qualche  fotografia.





Gennaio 2019- Yvonne

mercoledì 30 gennaio 2019

LA GIOIA DI VIVERE- A piccoli passi verso la saggezza


LA GIOIA DI VIVERE
(La felicità si associa con il potere mentre la gioia si lega a saggezza
Filosofia significa amore del sapere o della conoscenza, cui è solito giungere il saggio)
Vittorino Andreoli





“ LA GIOIA DI VIVERE” apparentemente un titolo banale anche se indubbiamente richiama l’attenzione perché ritengo che tutti, ma proprio tutti vorremmo vivere la vita con gioia.
Non solo, se la gioia di vivere fosse in vendita non vi è dubbio che faremmo la fila per acquistarne  anche solo una piccola porzione.
LA GIOIA DI VIVERE comunque io l’ho acquistato in Edicola poiché ogni venerdi con il Corriere della Sera esce un volume di Andreoli – complessivamente saranno 26.

Vittorino Andreoli con questo libro intende infondere in chi lo legge una grande speranza perchè LA GIOIA LA SI FA. LA SI COSTRUISCE SU MISURA DI CIASCUN UOMO E DI CIASCUNA ESISTENZA”.
 Sia chiaro che non  si tratta di un manuale d’ istruzioni, per cui nessuno si illuda che arrivato all’ultima pagina possa aver raggiunto  l’obbiettivo.

Il libro vuole essere d’aiuto a  farci raggiungere un’esistenza gioiosa, ma per raggiungerla occorre  impegno e Andreoli in qualità di psichiatra di fama internazionale, attraverso analisi e studi scientifici, ci supporta ad intraprendere il lungo viaggio dentro di noi.
Non solo, ci fornisce elementi molto interessanti e utili  per farci comprendere ciò che ci circonda:

“La nostra è una società disarmonica e la dissonanza deriva proprio dall’incapacità di perseguire un organico equilibrio

Infatti  noi viviamo in un tempo nuovo, in cui la tecnologia ha prepotentemente imposto una stile di vita alquanto logorante. Inoltre  ci piovono in testa valanghe di informazioni incomplete, manipolate e noi per stare in equilibrio dobbiamo essere sufficientemente “armati” da poterci difendere.
E non è “cosa facile”.
Basta pensare che FB contiene un numero indicibile di profili falsi aventi l’obbiettivo di divulgare informazioni per veicolare le opinioni , creare contrapposizioni e favorire taluni anziché altri.

A pag. 88,  Andreoli scrive . “ E’ sconsolante verificare come nel nostro Paese si sia uccisa la libertà e come i cittadini, invitati a votare i loro rappresentanti politici, optino sempre per uomini nefasti che hanno contribuito a fare dell’Italia una cloaca immorale, scegliendo chi, senza alcun pudore, mostrava le proprie perversioni e la propria stupidità……
La politica che secondo Platone, doveva promuovere la felicità di tutti….oramai si è trasformata in un’enorme malattia, che ha annullato persino le espressioni più elementari della libertà.

Trattandosi di un saggio, non vi è una trama bensì più capitoli raggruppati in quattro parti:

-          Le due grandi WELTANSCHAUUNGEN ( Welt significa mondo, Anschauung visione-concezione)
-          Anatomia delle visioni del mondo
-          Patologia delle visioni del mondo
-          Promuovere la visione del mondo della gioia

Mi limito a trascrivere alcuni stralci:

-          Mi pare che la contrapposizione stia, da un lato, nel percepire la straordinarietà dell’esser-ci e, dall’altro, nel percepire il dramma dello scomparire, del non esser-ci più. In entrambi i casi il vivere ha una connotazione positiva.
-          Tullio Cicerone…come Epicuro, riconosce nella filosofia la disciplina da cui è possibile trarre i giusti insegnamenti per vivere, gli unici che permettono di superare senza difficoltà ogni pericolo dell’esistenza….
-          (A proposito di vecchiaia) – “non colle forze e colla velocità o con l’agilità del corpo si compiono le cose grandi, ma col senno, coll’autorità, col far valere le proprie opinioni; e di tutto ciò per solito la vecchiezza non solo non è privata, ma arricchita”.
-          Occorre sapersi ritirare molto anche in sé; infatti la frequentazione di persone dissimili turba il buon equilibrio raggiunto, rinnova le emozioni ed esaspera ciò che nell’animo è ancora debole e non pienamente guarito. Tuttavia queste condizioni vanno mescolate e alternate, la solitudine e la compagnia…..
-          L’inconscio è visibile sotto l’ingrandimento dell’analisi psicoanalitica
-          Vivo in una società impazzita, istupidita….il successo è un adattamento all’altro, accettato e finalizzato al denaro…..Non si accetta che la bellezza svanisca: quindi ci si maschera e con l’aiuto del chirurgo plastico si cambiano, massacrandole, parti del proprio corpo, così si comprano le forme che i modelli di bellezza richiedono in quel momento, pronti a rubarne altre quando la moda cambia. Una bellezza di superficie, perché si colloca soltanto sulla cute, sulla parte visibile di una persona. L’uomo viene ridotto alla cute e alle sue forme.
-          La fragilità è un’espressione della condizione umana, incide certamente sulle visioni del mondo di chi vuol essere potente e chi percepisce di essere semplicemente fragile, cioè limitato.
-          Il potere è una patologia, una malattia sociale: la fragilità è una condizione dell’uomo che vive nel mondo.
-          La verità è un’ombra che si deve sempre rincorrere senza mai avere la certezza di averla raggiunta.
-          Gli eroi , come suggerisce Brecht, compaiono quando l’uomo si perde e le società e il mondo sembrano crollare.
-          L’interiorità della donna fa pensare a un territorio più vasto e persino sconfinato rispetto a quello maschile.
-          … E la vita non è chiusa soltanto dentro il soggetto che nasce, ma è insita nell’ambiente in cui egli nasce.
-          Le domocrazie moderne sono delle oligarchie e talvolta delle pure formalità, delle maschere della tirannia. Anche nei sistemi così detti democratici esiste un potere che legifera e un potere per il quale le leggi sono promulgate. La dimostrazione più tangibile è che i rappresentanti del popolo, se solo scendono in strada, sono circondati e difesi dalle guardie personali, che impediscono un qualsiasi contatto con la gente. Espressione da una parte della paura dei potenti, dall’altra del popolo che non li sopporta più e vorrebbe eliminarli……Gli eletti domocraticamente, invece, hanno legiferato per sé una immunità , che vuol dire il diritto di andare contro la legge e di non essere puniti. E’ lapalissiano che questa legge non è democraticamente estesa a tutti i cittadini.


Mi fermo qui aggiungendo soltanto che in sintesi si può vivere la vita  nella “ gioia di vivere”  oppure  nella “fatica di vivere”. Leggendo questo libro si potrebbe scoprire che la collocazione che ci si è dati sia errata.

Dal mio punto di vista è un ottimo saggio: mi ha fornito elementi indispensabili per meglio comprendermi e comprendere. Spero solo di riuscire a tenere in evidenza alcune riflessioni.
Indubbiamente è un  libro che  ha incrementato “ il mio conoscere-sapere”. 
Certo non "pesante" ma neppure " divertente"  e infatti per darne la giusta impressione  concludo riprendendo ancora il pensiero che l'autore da ai suoi libri.
"I miei romanzi sono tragici, finiscono sempre con una morte, e non solo per la consapevolezza che qualsiasi vita umana si chiude con la morte, che la cancella e la deride, ma anche perchè scrivendoli volevo contrappormi ai romanzi di successo, storiella rosa a lieto fine.Il risultato è che i miei romanzi sono letti di meno, mentre gli altri sono consumati avidamente perchè soddisfano il desiderio di evasione, che è come  dire entrare nella stupidità per evadere dalla stupidità" .

Questo comunque non è tragico.

Gennaio 2019- Yvonne



martedì 29 gennaio 2019

GLI INCONVENIENTI DELLA VITA - PETER CAMERON


GLI INCONVENIENTI DELLA VITA

Giorni fa entrando in una bellissima Libreria Feltrinelli, una di quelle dove non solo si vendono i libri ma si mangia pure, esplorando  sugli scaffali sono stata attratta da questo piccolo libro pubblicato da Adelphi dal titolo “ GLI INCONVENIENTI DELLA VITA” scritto da PETER CAMERON.

Il titolo ha incontrato il mio interesse nonostante possa apparire quasi banale.
Questo interesse forse è scaturito dal fatto che personalmente di inconvenienti nella vita ne ho incontrati parecchi, in particolare l’incidente di due anni fa in cui investita da un’auto, ho perduto quasi un anno del mio tempo.
Non solo, trovandomi completamente impreparata ad affrontare l’ingovernabile le reazioni non sono state immediatamente coerenti, adeguate e ho dovuto quindi  affrontare difficoltà notevoli.

Comunque torno a Peter Cameron, scrittore statunitense che non conoscevo prima di aver letto questo suo libro.
Laureatosi in letteratura inglese nel 1982  ha pubblicato il suo primo racconto nel 1983 e da quanto ho letto scrive principalmente racconti, storie brevi.

Infatti GLI INCONVENIENTI DELLA VITA è una raccolta di due storie, un libro di poche pagine, soltanto 122. Eppure secondo il mio modesto parere è un ottimo libro, forse insolito, uno stile letterario asciutto ma incisivo.

Il primo racconto narra la storia di due uomini che vivono insieme, l’uno un avvocato in carriera, l’altro un insegnante e scrittore. Purtroppo quest’ultimo  dopo essere rimasto vittima di un incidente stradale , perde il lavoro e nel contempo  non riesce più a continuare la stesura del  romanzo a cui stava lavorando da tempo. Va in sofferenza psicologica e l’avvocato non riesce ad aiutarlo .
Una storia che sembra terminare nel buio nonostante si scrive che sia venuto il tempo di accendere nuove luci.

La seconda storia è di una normalità quasi indescrivibile i cui protagonisti sono una coppia il cui matrimonio dura da più di quarant’anni. Ad un certo punto si trovano ad ospitare nella loro grande casa una famiglia che a causa di un’inondazione sono rimasti senza casa e senza nulla.
Questa è una storia di pensieri e ….che pensieri e riflessioni.

Mi sono resa conto che non avrebbe mai capito quello che cercavo di dire, perché parlavo una lingua diversa, una lingua che non corrispondeva alla sua e quello che dicevo era intraducibile. Ricordo che avevo spesso quell’impressione con Alice adolescente, come se non ci fossero parole, o come se non avessimo parole in comune che ci permettessero di capirci, e ogni cosa che dicevo era sbagliata, mal interpretata. E che esasperazione, che drammi! Penso che alla fine ognuno parli la propria lingua intraducibile, e non ci resta che sperare in un raffazzonato esperanto”.

-          “Chi dice che le persone dovrebbero tornarsene a casa loro è un razzista”
-          “Non ho detto che dovrebbero tornarsene a casa sua, ho detto che ci sarebbe dovuta rimanere”
-          “ E’ la stessa cosa, lo stesso sentimento”.
 Mi sentivo depressa anch’io; ero sposata a un uomo convinto che le persone dovessero tornarsene nel loro paese…….

Gennaio 2019- Yvonne

domenica 27 gennaio 2019

NON LASCIARMI - KAZUO ISHIGURO


NON LASCIARMI




Mentre consumavo il mio tempo fra gli scaffali-libreria della FELTRINELLI in piazza Duomo, gli occhi si sono fermati sulla copertina di un libro  raffigurante una bella ragazza dai capelli rossi scompigliati  dal vento . Sullo sfondo una verde declivio e un albero solitario ineludibilmente piegato da forti raffiche ventose. Il titolo: “ NON LASCIARMI “.
Sulla fascetta rossa la scritta : PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2017.
Nonostante ciò, l’autore KAZUO ISHIGURO , nome quasi impronunciabile , per me non era altro che un illustre sconosciuto.

Ebbene,  il fatto che Kazuo Ishiguro fosse per me sconosciuto (  e comunque avesse vinto il premio Nobel), mi fece sentire obbligata a leggere il suo romanzo, proprio per conoscerlo.

Non  me ne sono assolutamente pentita perché NON LASCIARMI è davvero un bel romanzo la cui trama alquanto insolita e inquietante mi ha notevolmente coinvolta e in pochi giorni l’ho terminato nonostante fosse assai corposo con 291 pagine scritte fitte,fitte.

Sintesi di trama

Nel collegio “ Hailsham”  immerso nella splendida campagna inglese vivono dei ragazzi che sebbene non siano orfani, non hanno una famiglia, quindi non hanno genitori e neppure fratelli o sorelle. Crescono tutti assieme in questo strano collegio dove un gruppo di tutori si occupano della loro crescita e formazione.
Fra tutti ce ne sono tre : Kathy, Tommy e Ruth che fin da piccolissimi amano stare insieme e nel tempo si stabilisce fra loro un forte legame, una grande amicizia.
I giorni passano e sembra che la loro vita sia programmata da qualcuno che non si vede.
Studiano, suonano, vengono educati ai sentimenti, all’intimità,  dentro un mondo lontano da qualsiasi altro mondo, dove comunque si sta bene nonostante si percepisca che non sempre sarà così.
Succederà qualcosa. Fra le responsabili del Collegio c’è MADAME, una signora  avvolta nel mistero che si comporta stranamente ma di lei gli altri educatori non parlano e non forniscono risposte alle  domande dei ragazzini che ogni tanto quasi con timore, esternano.
Non solo, questa strana signora sporadicamente prende i disegni dei ragazzi, le poesie e  tutto quanto di creativo loro danno vita e li porta via dicendo che sono  da destinarsi alla Galleria.
“Che Galleria sarà mai ?”  Viene  da chiedersi leggendo, ma nessuna spiegazione viene fornita….
In ogni caso i ragazzi cercano di fare del loro meglio poiché  desiderano che i loro lavori entrino a far parte della Galleria,...
Sempre sintetizzando:
in questo collegio vengono frequentemente utilizzate le parole “ donatore” e “assistente” e sembra proprio che il futuro di questi ragazzi sia quello di donatore e assistente……

Non vado oltre perché sebbene si tratta di un romanzo contenente una grande storia d’amore,  ha uno sfondo politico e visionario in cui  sgorga una realtà che non vorremmo mai vedere realizzata.  Quanto si narra  nel romanzo ci  induce a riflettere molto….
E personalmente, collegandomi ad alcune inchieste e documentari,  non ho certezza che nel mondo non si verifichi qualcosa di simile. Qualcosa di orribile che solo il pensarci mi toglie il respiro.

Riporto quanto scritto in quarta:

“ E’ uno di quei rari libri che agiscono sul lettore come lenti d’ingrandimento: facendogli pecepire in modo dolorosamente intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita”

Stralci ( solo per dare un assaggio dello stile letterario)

…La pittura, la poesia e tutto il resto, disse che rivelavano ciò che eravamo dentro di noi. Disse che rivelavano la nostra anima.

…sai, penso che qualche volta, quando si sta con qualcuno, è difficile vedere le cose chiaramente, come forse avviene per chi non è direttamente coinvolto.

Talvolta sono talmente immersa in me stessa che se inaspettatamente mi imbatto in qualcuno che conosco, è come se subissi una specie di shock e ho bisogno di un po’ di tempo per riprendermi.

L’enorme cielo grigio e i miei sogni a occhi aperti a tenermi compagnia.


L’autore:

E’ nato a Nagasaki ( e chi non ricorda questo nome unitamente a Hiroshima? ) nel 1954 e dal 1960 vive in Inghilterra. Nel 2017 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura.
Altre sue opere:
QUEL CHE RESTA DEL GIORNO
UN PALLIDO ORIZZONTE DI COLLINE
UN ARTISTA DEL MONDO FLUTTUANTE
GLI INCONSOLABILI
QUANDO ERAVAMO ORFANI
NOTTURNI
IL GIGANTE SEPOLTO.


Dicembre 2018- Yvonne

sabato 26 gennaio 2019

BRISIGHELLA - rientrante fra I BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA



Panoramica ripresa dalla Rocca
Visitare i borghi più belli d'Italia è piacevole in ogni stagione e  in inverno può accadere di trovarli coperti da un velo bianco.  Io ho raggiunto Brisighella alcuni giorni fa: un borgo medievale le cui origini risalgono a fine duecento, che si trova nella bassa valle del Lamone alle pendici dell'Appennino Tosco Emiliano. L'ho trovato come testimoniano le foto ossia immerso in un'atmosfera tipicamente invernale . Un bel borgo sovrastato da tre speroni rocciosi di selinite dai quali svettano : dal primo, il  più alto  Il Santuario della Madonna del Monticino, dal secondo  la Rocca Manfrediana conosciuta anche come Rocca dei Veneziani e dal terzo la Torre dell'Orologio.  





Molto nota a Brisighella , è  la via degli Asini , una strada coperta, assimilabile ad un lungo porticato con il soffitto in legno,  che attraversa il borgo  ed è caratterizzata da finestre ad arco di diversa grandezza che consentono alla luce di penetrare. E' considerata un gioiello architettonico senza eguali nel mondo. 
Via degli Asini
Via degli Asini


Chi volesse approfondire sul sito del comune di Brighella trova ulteriori informazioni.

Ho passeggiato per le vie del borgo, mi sono fermata per uno spuntino in un grazioso locale  nel centro del Borgo di fronte alla Collegiata di SAN MICHELE - sede parrocchiale di Brisighella -  la cui facciata , già  rifatta nel 1781 a seguito di forti danneggiamenti dovuti ad un terremoto,  è attualmente in restauro e comunque merita una visita essendo un'edificazione la cui storia  risale al 1400. 


Ho soggiornato all'Hotel  Modus Vivendi , una bella struttura situata nel centro del borgo e dotata di percorso relax oltre che di un ottimo ristorante.