giovedì 3 ottobre 2019

LA BAMBINA RIBELLE - Nafisa Haji

LA BAMBINA RIBELLE




Questo libro me lo sono trovata nella mia libreria, probabilmente ricevuto in regalo, perché sono sicura che non l’avrei acquistato .
Il titolo, secondo me, per nulla invitante come pure l’immagine di copertina: una bimba di spalle con un abito rosa d’altri tempi che cammina a piedi nudi presumibilmente nel deserto.
In ogni caso, a me non  piace avere nella libreria dei libri non letti e quindi circa un mese fa l’ho preso fra le mani e priva del desiderio che di solito mi pervade quando inizio un nuovo libro, mi sono addentrata nella storia.
Indubbiamente scritto bene, non mi ha particolarmente allettata ed infatti dopo un centinaio di pagine l’ho lasciato in sospeso e ne ho letto un altro, ma poi l’ho ripreso e terminato.
Ebbene le ultime trenta pagine con un finale disatteso, sorprendente,  mi hanno ricompensata di alcune pagine che tutto sommato potevano essere non scritte e nulla sarebbe cambiato.
Ritengo doveroso aggiungere che forse questo romanzo, che narra un mondo per noi distante,  l’ho letto in un periodo poco propizio alla lettura di un romanzo.
E comunque,  a scanso di equivoci, il mio giudizio è positivo .

L’autrice

LA BAMBINA RIBELLE è un’opera prima di una scrittrice americana di famiglia indopachistana- Nafisa Haji- cresciuta a Los Angeles.
In quarta di copertina è scritto che in tempi brevi ha scalato le classifiche di tutto il mondo grazie al passaparola. ( Io non ci credo, sicuramente sarà stato accompagnato da una campagna pubblicitaria a tappeto con notevoli investimenti, comunque il romanzo è sicuramente valido)
A supporto del mio pensiero relativamente al passaparola,  riporto quanto è scritto a pag.210 del romanzo in argomento:

Pag. 210-  Ecco, amici miei , questa è la differenza tra il giornalismo e la narrativa. Il potere. Il potere trasforma un personaggio letterario relativamente oscuro nel protagonista dei titoli di prima pagina dei giornali di tutto il mondo”.
 Pag. 211-  a proposito di un romanzo divenuto famoso
“….sarebbe rimasto nascosto per quanto sommessamente apprezzato, nella nicchia letteraria in cui rimangono sepolte le opere narrative brillanti


La trama

La bambina ribelle è Saira, nata in America, dotata di intelligenza brillante e notevole forza di carattere quindi molto determinata, sin da piccola si è rifiutata di sottostare alle imposizioni previste dalla tradizione musulmana, ivi compreso il matrimonio che in particolare la madre desidera per lei a qualsiasi costo, tanto da non perdere occasione per presentarle diversi possibili candidati -mariti .
Incurante di qualsiasi pregiudizio  riesce a conquistarsi la propria indipendenza puntando innanzittutto su una formazione universitaria che le consentirà di fare la giornalista e recarsi con il cugino fotografo  in tutti i luoghi di guerra: una scelta che comunque le comporterà un prezzo da pagare e  una colpa inconfessabile.
La scomparsa della madre a causa di un cancro dolorosissimo la costringe poi a ritornare alle sue radici: molti eventi imprevedibili la condizioneranno. L’11 settembre e la tragedia delle Torri Gemelli  e la conseguente perdita  della sorella uccisa a causa della guerra che si è scatenata contro i musulmani, la toccherà duramente e definitivamente.
Il segreto sino a quel momento ben custodito affiorerà e a quel punto ci saranno  altre scelte da farsi.

Stralci

-          Si dimentica che non siamo qui soltanto per divertirci egoisticamente, ma quello che facciamo influenza le persone che ci amano e che si preoccupano per noi. Non è giusto ignorare l’amore e la fedeltà degli altri, essere egoisti invece di prestare attenzione a ciò che si deve loro. Nella vita tutti abbiamo degli obblighi e dei doveri e questi vengono al primo posto, prima dei nostri piaceri e dei nostri capricci egoistici

-          Il successo di un matrimonio dipendeva, oltre all’intesa intellettuale tra i due contraenti, anche dall’aspetto economico

-          Giusto e sbagliato sono categorie della mente, separate dalle emozioni, che rendono la vita insidiosa

-          Allontanarsi dai princìpi nell’interesse della convenienza è la strada per il disastro

-          Non c’è un se. C’è solo quello che è. Quello che è stato. Quello che sarà.

-          Uno scrittore trova sempre una storia: basta guardare oltre la punta del proprio naso e c’è già qualcosa che aspetta di essere raccontato.

-          A 80 anni era ancora impegnata con passione nel mondo attorno a lei.

Ci sarebbe anche altro, per esempio a pag. 212 ci sono dei bei passaggi sulla differenza fra il giornalismo e la narrativa che dal mio punto di vista sono molto interessanti.

30 settembre 2019 - Yvonne

domenica 15 settembre 2019

METAMORFOSI INTUITIVA DI SAPIENZA DONATA RIFLESSIONI E CANALIZZAZIONI DI UN'ANIMA


METAMORFOSI  INTUITIVA DI SAPIENZA DONATA RIFLESSIONI E CANALIZZAZIONI DI UN’ANIMA” .
Franco Garbellini
  


L’inesistente vocio esalta il naturale mormorare di allegre onde che dolcemente vanno a morire fra i ciottoli ben levigati dalle acque.  
La nitidezza dell’estate settembrina invita  a lasciarsi avvolgere dal calore dei raggi del sole ancora cocenti.
Accolgo l’invito senza porre resistenza alcuna,  in compagnia di una solitudine cercata, prendo fra le mani il libro e m’immergo nella lettura e come spesso mi accade pagina dopo pagina, entro nel mondo della narrazione e desiderosa di conoscere il finale perdo la cognizione del tempo.
E’ successo anche oggi, arrivata all’ultima pagina, nel momento in cui ho chiuso il libro con soddisfazione per averlo letto, la spiaggia era deserta. Del resto il sole stava facendo capolino dietro il monte e  un fresca breva propagava i suoi respiri facendomi rabbrividire.



Il libro che mi ha accompagnata in questo sabato pomeriggio in spiaggia  ha un titolo assai  elaborato e non di facile memorizzazione, ma assolutamente meritevole:

METAMORFOSI INTUITIVA DI SAPIENZA DONATA RIFLESSIONI E CANALIZZAZIONI DI UN’ANIMA” .

L’autore FRANCO GARBELLINI di cui non mi dilungo nell’enumerazione degli studi e competenze acquisite nel corso degli anni, forse sintetizzando lo si potrebbe definire “un'anima in cerca”, ma ciò è irrilevante.

Ciò che invece ritengo sia molto interessante è il contenuto della METAMORFOSI INTUITIVA , titolo che soltanto dopo averlo letto, si comprende quanto sia confacente.
Fermo restando che un libro per la metà è scritto dall’autore e l’altra metà dal lettore, quindi escludendo la certezza di aver colto l’essenza che l’autore intende trasmettere, sintetizzo ascrivendo questa narrazione nelle storie di vita di coloro che “cercano” nella convinzione che vivere è evoluzione.
Trasformazioni , appunto metamorfosi, che naturalmente avvengono dentro travagli dell’anima inenarrabili e lotte impari contro pregiudizi che a volte prendono il sopravvento causando dubbi  e prostrazioni, superati i quali si assapora poi  la gioia della consapevolezza della propria unicità o meglio diversità.
La ricerca dell’equilibrio interiore, ai giorni nostri in cui dilagano  banalità e consumismo, risulta essere un argomento ostico, quindi probabilmente questo libro che fornisce molti spunti su cui riflettere, non è adatto a tutti.
Sicuramente è consigliato a coloro che vivono correndo, spesso senza conoscerne la meta,  a coloro che non “hanno mai tempo”, neppure per fare una telefonata ad un amico, e sicuramente a coloro che ritengono il silenzio un peso e la solitudine un disagio.

Oserei dire che in questo libro l’autore si mette a nudo: esterna  dubbi e limiti diffusi fra i comuni mortali che s’interrogano sul senso del vivere , ma non si esime, con grande generosità, di condividere  le sue conquiste personali,  frutto di studi e sperimentazioni varie, fiducioso  che possono essere di utilità ad altri.  
Un libro che non ha la presunzione di essere un saggio, e l’autore ben lo evidenzia a pag. 87,  ma infondo contiene molta saggezza acquisita da vita vissuta,  da assidua ricerca di conoscenza e fascinazione  del “sapere”.
Lo stile letterario imperfetto avvalora l’autenticità dell’autore e rende questo volume prezioso.

E per finire qualche stralcio che condivido appieno.

-          Riempirmi di conoscenza mi permette di vedere la mia ignoranza

-          Prendersi il tempo per fermarsi, ascoltare la brezza gentile che giunge a risvegliare lo spirito, la gioia è una diritto degli uomini, ma spesso la rincorrono nei labirinti dell’ignoranza perdendosi.

-          Le paure ci portano a crearci un nemico da combattere, sono parti che noi non accettiamo, le debolezze, le passioni, le emozioni e tutti gli angoli bui che ancora non abbiamo esplorato. Ci sentiamo guerrieri determinati a combattere, ma ci serve il nemico altrimenti chi combattiamo? Il salto di qualità nella vita, è scoprire che la guerra è finita e che nella natura la pace e la serenità sono diritti sacrosanti dell’uomo.

-          Come Teseo che trovando il filo di Arianna, ne esce immune dal labirinto, così anch’io mi salvo dalla oscurità dell’ignoranza . Il prezzo da pagare è la solitudine. Ma la ricompensa è la libertà dall’illusione.

Ci sarebbe molto altro da scrivere, ma concludo invitando alla lettura.

Settembre 2019 - Y.P.

lunedì 2 settembre 2019

NE' QUI NE' ALTROVE – una notte a Bari / G.Carofiglio


Né qui né altrove – una a notte  Bari
Gianrico Carofiglio

Leggere Carofiglio  e scoprire che Babbo Natale abita a Bari



Non conosco la città di Bari e  dopo aver letto questo libro ritengo di aver appreso qualche informazione interessante.
Premetto che non ho idea se questo romanzo racconta uno stralcio di vita dell’autore oppure è semplicemente una storia inventata e ambientata a Bari.

Trama molto sintetica per rispetto di chi deciderà di leggerlo.

Tre compagni di università si ritrovano dopo vent’anni.
Un tempo erano stati amici, ma poi si erano persi di vista e non si erano mai più cercati, almeno fino a quella sera in cui  una telefonata li fa ritrovare e insieme decidere di andare a cena insieme e trascorrere la serata.  
Sono uomini adulti che già hanno vissuto esperienze importanti, per uno dei  tre potrebbe essere l’ultima notte a Bari poiché da anni vive in America ed è rientrato in Italia unicamente per sistemare delle questioni famigliari.
Un incontro che racchiude dentro di sé ricordi di gioventù e anche qualche segreto da cui evincere che la realtà non si comprende mai appieno  nel momento in cui la si vive.
Gli stessi eventi visti e analizzati in momenti diversi possono assumere significati diversi.

Leggere Carofiglio io ritengo sia sempre piacevole ed io apprezzo il su stile letterario, mai ridondante e “pesante”.
Sa coinvolgere il lettore e soprattutto non è mai banale e superficiale.

Stralcio di una conversazione  a  pag. 159
            - “ Far passare il tempo”
-“ Frase idiota , hai ragione. Ci pensa da solo il tempo, a passare. Non ha nessun bisogno di aiuto"



L'autore
Gianrico Carofiglio ex-magistrato  e scrittore, i suoi romanzi sono stati tradotti in tutto il mondo. Fra quelli che ho molto apprezzato rientrano: Ad occhi chiusi, Testimone inconsapevole e Il passato è una terra straniera.

 Agosto 2019 - Yvonne

venerdì 23 agosto 2019

SIMPOSIO o Sull'Amore - PLATONE


SIMPOSIO  - PLATONE


Ci sono alcuni libri che ciascuno di noi durante la vita dovrebbe leggere e possibilmente in età adulta per meglio comprenderli. E’ indubbio che di quanto sia  complessa la vita ce ne rendiamo conto soltanto dopo averne vissuta un buon tratto e perciò non tutte le letture sono adatte a tutte le stagioni.

Perché leggere SIMPOSIO  scritto da PLATONE?

PLATONE vissuto ad Atene fra il 427-347 A.C.) è l’unico pensatore antico di cui possediamo le opere integrali risultanti essenziali sia dal punto di vista filosofico che letterario.
Il pensiero di Platone che fu allievo di Socrate, ha notevolmente influenzato  il pensiero occidentale e la sua continua ricerca lo ha indotto a rivedere continuamente la propria dottrina.
Direi superficialmente e sinteticamente che Platone ci ha insegnato che la capacità di dubitare è da considerarsi un pregio per la propria formazione e la propria evoluzione.
Mi addentro nel campo delle divagazioni e mi azzardo ad asserire che forse dal pensiero di PLATONE nasce l’aforisma di Voltaire “Il dubbio è scomodo ma solo   gli imbecilli non ne hanno”.

SIMPOSIO o Sull’AMORE acquistato per la modica di cifra di euro 9,50 – Universale Economica Feltrinelli /Classici- per quanto concerne il contenuto, secondo me  ha un valore inestimabile e per invogliare alla lettura riporto integralmente quanto scritto in quarta di copertina.

“Nella polifonia di voci riunite nella gaia e giocosa atmosfera di un banchetto, Platone ci presenta, luna dopo l’altra, le dottrine dell’eros esposte nell’orizzonte del mito, nella filosofia presocratica, nella scienza medica, nel sentire comune e in quello dei poeti. A questa vera e propria “summa enciclopedica” del sapere erotico dell’antichità la possente parola di Socrate contrappone una nuova visione dell’amore, che libera la forza democratica dell’eros al dilà del vincolo dei corpi degli individui, in un’autentica scesa conoscitiva verso l’idea del Bene e del Bello. Così il magnifico teatro filosofico del Simposio di Platone inaugura la seducente teoria della scala amoris, dell’amore come appassionata e inesausta ricerca dell’identità e dell’unificazione del simbolo.”

Non si tratta di una lettura difficile o “pesante” anche se non si può definire “ una lettura leggera” in quanto è d’obbligo una certa attenzione. In ogni caso l’edizione in mio possesso presenta un’introduzione molto esplicativa  di Umberto Galimberti per cui quando ci si addentra nel testo vero e proprio è già  ben delineato l’argomento e la modalità in cui viene affrontato ed è chiaro che il motivo del SIMPOSIO è quello di esplicitare l’encomio di Eros, figlio di Penia e Poros.( Penia era la dea della povertà pertanto secondo Platone  l’amore nasce dalla povertà)

Amore, amati, amanti” ecco l’intero oggetto del Simposio platonico, dialogo vivo e coinvolgente che meglio di altri consente di apprezzare l’impareggiabile abilità letteraria di Platone. In essa viene svolta una profonda riflessione sull’origine e la natura dell’amore, con l’obbiettivo di delimitare le condizioni e le dinamiche che lo caratterizzano….. Fabio Zanatta  autore della traduzione dal testo originale dell’edizione di cui trattasi.

STRALCI

Pag. 35 – Inoltre, quanto a me, quando mi si presenta l’occasione di fare discorsi di filosofia o di ascoltarli da altri, provo una inenarrabile gioia, senza dire del vantaggio che ne traggo.

Pag. 57
Malvagio è dunque quell’amante volgare che si affeziona più al corpo che all’anima: e certo, poiché si è innamorato di cosa non duratura, non è fedele…

Ed inoltre, è vergognoso farsi sedurre dal denaro o dal potere politico, perché si è incapaci di resistere alle intimidazioni e alle violenze, e perché non ci si è sottratti a benefici in denaro o a vantaggi politici. Infatti, nessuna di queste cose sembra sicura e duratura e, certo, da essa non può sorgere un’amicizia nobile.

Pag. 79 – “ Ma come, Socrate,” ribattè Agatone, “ credi davvero che io sia così preso in modo esclusivo dal teatro, da non capire che, per chi ha cervello, pochi intelligenti sono più temibili di molti sciocchi!”

Pag 85- ….Ciò che non si possiede e non si conosce, non si può nè dare né insegnare ad altri.

Mi fermo qui.

Poiché ho sottolineato molte pagine non escludo che in futuro lo riprenda nuovamente fra le mani. Oltretutto esteticamente è bello : in copertina IL SIMPOSIO di Platone - 1869 Anselm Feuerbach


Luglio 2019- Yvonne

sabato 3 agosto 2019

MIO FRATELLO – DANIEL PENNAC


MIO FRATELLO – DANIEL PENNAC


In quarta di copertina:

“ Non so niente di mio fratello morto, se non che gli ho voluto bene.
Sento moltissimo la sua mancanza, e tuttavia non so chi ho perso.
Ho perso il piacere della sua compagnia, la gratuità del suo affetto, la serenità dei suoi giudizi, la complicità del suo senso dell’umorismo, ho perso la quiete.
Ho perso quel po’ di tenerezza che c’era ancora al mondo.
Ma chi ho perso?”

Di Daniel Pennac nato a Casablanca l’uno dicembre 1944  professore , romanziere eclettico, autore di testi teatrali e monologhi nonché autore di romanzi di successo, non avevo mai letto nulla per cui vedendo in libreria questo dal titolo MIO FRATELLO, l’ho acquistato pur senza grande convinzione.

Ebbene l’ho letto qualche mese fa e già non me lo ricordo più o meglio ricordo la trama a grandi linee.

Un libro scritto per ricordare il fratello partito per  quel viaggio che non prevede ritorno.
Una  dichiarazione di amore e nel contempo anche la scoperta che in realtà non conosceva a fondo questo suo fratello.
Evidenzio  il capitolo 37 poiché mi ha particolarmente toccata.
Racconta che mentre si trova in una stazione di una metropolitana riceve la telefonata della cognata in cui lo informa che il marito, appunto suo fratello, aveva tentato il suicidio e si trovava in ospedale. Sgomento s’immagina la moglie che si ritrova il marito nel letto morto o quasi morto ma continuando la conversazione con la cognata  scopre con sorpresa che i due coniugi non dormivano nello stesso letto.
L’autore quindi si abbandona ad alcune riflessioni  tutt’altro che superficiali che anziché sintetizzare ricopio qui di seguito:

Non sapevo delle camere separate. Avevo intuito la solitudine coniugale, ma non sapevo che fosse anche territoriale. Chi dei due si era spostato? Chi aveva lasciato il campo all’altro? Mentre lei sciorinava le sue lamentele, pensavo all’organizzazione domestica della solitudine. Camere separate… Chi, nel regno della famiglia, pronuncia la condanna dell’esilio? I nostri genitori non dormivano nello stesso letto, ma non mi pareva che fosse perché uno dei due era stato bandito dall’altro. Era tutt’alpiù un retaggio borghese del XIX secolo: il letto comune per la procreazione, le camere separate per il sonno. Ma loro, perché? Mi ricordavo il periodo in cui  volti di quei due erano illuminati dallo stesso letto.” 

Complessivamente si tratta di una lettura piacevole, ma per me non particolarmente coinvolgente quindi non credo leggerò altri romanzi di Pennac.


Giugno 2019- Yvonne

venerdì 2 agosto 2019

VITA D'ARTISTA- Raccontando Riccardo Maffioli - Yvonne Pelizzari

VITA D'ARTISTA

"Leggere i dettagli della vita di persone ordinarie che sono riuscite a realizzare cose straordinarie è una fonte di ispirazione. E' questa la principale differenza tra la lettura di storie inventate e la lettura di biografie che parlano di persone come noi. Dal punto di vista psicologico, può rivelarsi uno strumento molto efficace per lo sviluppo di abilità e capacità"



Sinossi
VITA D’ARTISTA- Raccontando Riccardo Maffioli 

La vita nella sua bellezza e complessità è inconfutabile che riservi molte sorprese e a volte ciò che è disatteso e inimmaginabile accade nei momenti apparentemente meno opportuni, anche se a ragion del vero, l’opportunità di un momento non è mai definibile.
Tale premessa è necessaria per presentare il romanzo VITA D’ARTISTA scaturito dall’incontro fortuito all’interno di una galleria d’arte fra l’autrice e l’artista Riccardo Maffioli.
Un incontro in apparenza banale rivelatosi poi ispiratore per l’autrice, la quale rimasta notevolmente coinvolta dai quadri raffiguranti figure femminili abbigliate di rosso che infiammavano le pareti della galleria di Piazza Garibaldi a Menaggio, decise di approfondire la conoscenza dell’estroso pittore che le aveva dipinte e racchiuderla in una insolita biografia.
L’artista non si è sottratto al desiderio dell’autrice e fra fluenti conversazioni, riflessioni, qualche incomprensione d’obbligo e divertenti divagazioni Vita d’Artista- Raccontando Riccardo Maffioli ha preso forma sino a divenire un libro.
Riccardo Maffioli, un artista dalla vita singolare e coraggiosa che racchiusa dentro un libro può manifestarsi illuminante per altri.

In quarta di copertina  -(Stralcio  pag. 40)
Sovente chi non trova appagamento nell’ordinaria consuetudine, chi non si accontenta di vivere una vita che non sente propria e decide di allontanarsi dal sistema prestabilito da altri, proprio com’è accaduto al Gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach che si era allontanato dallo stormo per scoprire nuovi orizzonti, è considerato un reietto, comunque un “diverso”.
In realtà solo coloro che sono dotati di carattere e coraggio compiono vere e proprie scelte, contrariamente a molti altri che rinunciano a far luce dentro sé stessi e si adattano a una vita che non è in sintonia con le proprie doti, ma che è tracciata da una società che li ha partoriti e li vuole schiavi dei suoi sistemi.
Agosto 2019 - Y.P.

Recensioni

È una biografia ma non soltanto. Guarda nel cuore dell'artista, il cuore che vuol volare oltre gli schemi, esplorare nuovi cieli per essere stupito ogni giorno, dimentico d'ogni obbligo, perché dipingere è talento dispiegato nell'essere finalmente se stesso senza confini, senza regole. Yvonne Pelizzari anche qui fa volare la penna che, leggera sa entrare nei luoghi vicini e lontani di un artista che non vuole mettersi a nudo ma lascia la scrittrice ed il lettore avidi del poi che sicuramente, chi si trova e si troverà dinanzi alle opere del Maffioli, saprà interpretare a suo modo i sogni, i viaggi, le presenze che in questo libro si trasformano in ricerca personale di sé. 
R.d.M. 


Agosto 2020 
"Ho finito qualche giorno fa di leggere il terzo libro di Yvonne e stavolta non è stato una sorpresa. La padronanza linguistica e stilistica di Yvonne sono davvero notevoli, Yvonne gioca con la nostra lingua in modo mirabile, ha una grande padronanza lessicale e suscita emozioni profonde e di profondo impatto Ha una grande empatia verso il prossimo e verso la natura ed un' enorme capacità introspettiva verso l'artista del quale narra la vita. Pur non essendo un amante del genere biografico ed essendo incapace di scrivere recensioni. mi prendo la libertà di consigliare caldamente questo volume ed invito Yvonne a continuare in questo campo che le è tanto consono. Lucio Gino D'amuri"

venerdì 26 luglio 2019

LO STRANIERO – ALBERT CAMUS


LO STRANIERO – ALBERT CAMUS



In questi giorni di metà luglio inoltrato il caldo è esploso e qualsiasi pur minima attività richiede un dispendio di energie superiore al dovuto, ragion per cui ho deciso di non affaticarmi  troppo e utilizzare il tempo nel tentativo forse vano, di accorciare la lista “libri da leggere”.
Chi mi segue sa che le mie letture sono eterogenee  e ai classici riservo sempre un certo riguardo perché sono convinta che alcuni letti al tempo della scuola, non li abbia completamente compresi e quindi non adeguatamente apprezzati.
Da tempo nell’elencazione rientrava LO STRANIERO di ALBERT CAMUS e ieri pomeriggio, sulla panchina della spiaggia un tempo dei salici piangenti, ( ora non più perché dei tre alberi sono rimaste soltanto le ceppaie piangenti), l’ho iniziato e sin dalle prime pagine ne sono rimasta coinvolta e in parte sorpresa.
Stupita che si possa scrivere un romanzo di così tale portata, dal quale Luchino Visconti nel 1967 ha tratto l’omonimo film con Marcello Mastroianni, raccontando semplicemente lo scorrere dei giorni  di un uomo che aveva perso la madre  e aveva ucciso un arabo.
Una cronaca nei minimi dettagli, comprese le  banalità,  lunga 120 pagine
.
Occorre davvero essere talentuosi per fare questo  e a Camus  certamente il talento non mancava tanto che il suo romanzo LO STRANIERO, pubblicato nel 1942, considerato un classico della letteratura contemporanea , secondo “LE Monde” occupa i primi posti dei cento libri imperdibili del Novecento.   

ALBERT CAMUS   1913-1960.  Premio Nobel per la Letteratura nel 1957  per il valore letterario delle sue opere,  è stato scrittore, saggista, giornalista, filosofo , drammaturgo e attivista politico francese. ( Nel 1933 si iscrive al Movimento antifascista nel 1935 aderisce al Partito Comunista francese)

Il mio libro edizione NOVANT’ANNI BOMPIANI 1929-2019 esteticamente è molto bello poiché ha la sovraccoperta in tela grigia.
Tradotto da Sergio Claudio Perroni il testo è preceduto da una nota di Roberto Saviano:

Camus è riuscito in un’impresa impossibile: quella di descrivere l’esistenza come qualcosa che accade.

Credo che non si possa fare miglior sintesi e LO STRANIERO è  certamente un libro imperdibile perché è pure impossibile da immaginarsi.
Credo non sia un caso se  è stato tradotto in quaranta lingue.

La trama è davvero semplice: protagonista è Meursalt un impiegato che vive ad Algeri la cui madre ricoverata in un ospizio muore. Chiede al datore di lavoro un permesso di due giorni per assistere al funerale, dopo di che ritorna nella sua casa e la vita continua. Si tratta di un uomo, Merusalt, che vive intensamente la vita, ma come fosse qualcosa che non lo riguardasse. Tutto accade perché deve accadere. Casualmente uccide un arabo, quindi viene arrestato, processato, condannato, ma il fulcro del romanzo non sta nelle vicissitudini bensì nelle modalità in cui questo uomo  le vive.

Io che amo la scrittura e vorrei tanto “scrivere bene” , sono sempre molto attenta allo stile letterario e quello di CAMUS da parte mia è considerato invidiabile con descrizioni sublimi.

Luglio 2019- Yvonne