domenica 2 maggio 2021

IL GLICINE DI LEONARDO - MILANO

 IL GLICINE DI LEONARDO





Si chiama GLICINE DI LEONARDO e lo si può ammirare in particolare durante l'abbondantissima fioritura quando regala ai passanti e visitatori uno spettacolo senza eguali.

Il GLICINE DI LEONARDO è uno dei più antichi d'Italia e si presume abbia all'incirca 700 anni.

Secondo gli esperti di botanica le sue radici sono molto lunghe e potrebbero raggiungere una lunghezza di 2 km.


Si racconta che all'ombre delle fronde, LEONARDO DA VINCI, si raccoglieva in medidazione.

Era solito ritirarsi in questo angolo tranquillo, all'epoca alle porte di Milano, a volte in compagnia di LUDOVICO SFORZA detto il MORO, reggente del Ducato di Milano.

La notorietà di questo glicine ha raggiunto il GIAPPONE tanto che non è raro vedere dei giapponesi a scattare delle foto. 



Le radici che fuoriescono dalla terra sono davvero un'opera d'arte naturale .

Si trova esattamente al numero civico 2 di Via Verro nel quartiere MORIVIONE.

L'anno prossimo andrò a fotografarlo durante la fioritura. 


Maggio 2021

 


mercoledì 7 aprile 2021

SARA AL TRAMONTO - Maurizio De Giovanni

 SARA AL TRAMONTO

“Non importa se non riesci a trattenere nella tua memoria tutta l’acqua che essi  fanno scorrere in te, poiché i libri comunque, con le loro idee, le emozioni, i sentimenti, la conoscenza, la verità che vi troverai tra le pagine, puliranno la tua mente e il tuo spirito, e ti renderanno una persona migliore e rinnovata. Questo è lo scopo della lettura”.

 


 Non mi è chiaro perché ho sempre necessità d’avere un libro con me. So con certezza che a completamento toilette per di uscire di casa, in qualunque luogo io vada, dapprima mi devo spruzzare delle gocce di profumo di buona qualità e poi mettere in borsa un libro.

Giorni fa, avendo deciso di tornare al mio borgo natio per trascorrere la Pasqua, ho portato con me un romanzo di MAURIZIO DE GIOVANNI -  lo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo napoletano che ha dato vita al commissario Ricciardi, ai Bastardi di Pizzofalcone – dal titolo SARA AL TRAMONTO.

Dovrebbe trattarsi del primo di una serie di cui verrà fatta la fiction per la televisione. 

Un romanzo non impegnativo, ma molto piacevole da leggersi.

Ambientato a Napoli, la città natale dello scrittore, appartiene al genere giallo per cui

non intendo dilungarmi molto nella trama anche perché la struttura è la consueta del genere.

Il ritrovamento di un cadere  a seguito telefonata: un delitto, il falso assassino ritrovato accanto al cadavere rinchiuso in carcere e quindi caso chiuso.Ma poi un dubbio spinge Teresa la Bionda, a richiamare l’ amica ex- poliziotta in pensione, appunto SARA, la Mora, dai capelli grigi, sempre vestita anonimamente tanto  tanto d’apparire invisibile che ha la proprietà di leggere  le labbra delle persone sin quasi a leggere dentro l’anima ed affidarle delle indagini supplementari.

Indubbiamente la protagonista del romanzo è SARA, una donna per la quale viene istintivo provare stima e ammirazione,  ma attorno a lei girano personaggi alquanto interessanti come da esempio Viola, la giovane nuora vedova  che aspetta un bimbo dal figlio  Giorgio morto in un incidente che Sara  ha abbandonato con il marito,  per vivere appieno l’ amore con Massimiliano, il suo capo.

Viola e Sara instaurano un rapporto importante, dapprima incontrandosi sulla panchina di un parco al tramonto ma poi andando oltre perché Viola  intuisce che una così, una che aveva scelto contro il mondo intero di seguire un sentimento, era tutto tranne che ipocrita”

Ma anche l’Ispettore Davide Pardo con il suo  Bovaro del Bernese che collaborerà con Sara per indagare sul caso riaperto, è un personaggio alquanto particolare.

 Lo stile letterario di De Giovanni secondo me è molto meritevole ed ho molto apprezzato alcune descrizioni, insieme a gocce di saggezza,   anzi elenco qui di seguito qualche stralcio.

 

-          La gente , rifletté Sara resistendo al sonno, si aggrappa. Non fa altro alla fine. Si aggrappa a una persona, a un animale, a un ricordo. Si aggrappa alle bollette, al mutuo, alle vacanze. Si aggrappa per non affondare, fissando gli occhi su qualcosa di vicino per non dover guardare lontano, dove risiede solo l’abisso.

-          Scoprire quello che gli altri pensano davvero! Al di là delle dichiarazioni di facciata o delle frasi di comodo. Corna, maldicenze, invidie, gelosie, succede un sacco di brutta roba qua fuori.

-          Come se bastasse il colore, truccarsi e vestirsi con pezze da cinquemila euro a drappeggio per trasformarsi in una persona migliore, no, mammina? Come se bastasse a cancellare gli abbandoni e a rendere più teneri i ricordi. Io sono convinta che la sera, quando appoggi la tua bella testolina tinta di fresco sul cuscino, ti assalgono mostri terribili, mentre SARA ha solo amore e dolcezza da ricordare.

-          Rabbia, agitazione, preoccupazione, ansia non sono mai forze positive nel nostro mestiere…. Devi tenerle a distanza e collocarti quasi al confine del sonno, quando la tranquillità è tanto profonda da sembrare una coltre fittissima. Solo allora puoi metterti a pensare, a riflettere.

 

Aprile 2021- Y.P.

giovedì 1 aprile 2021

COMPLESSO di SANTA MARIA DELLE GRAZIE - Milano

 




S.MARIA DELLE GRAZIE – ( nella lista UNESCO) -  La prima parte  è datata 1466-1490 periodo in cui il milanese Guinforte Solari su di un appezzamento  di terreno donato Gasparo di Vimercate, comandante delle truppe francesi di Francesco Sforza,  costruisce il convento e la chiesa per i Domenicani provenienti da Pavia.

La seconda parte  da collocarsi nel periodo 1492-1496 è quanto fa delle Grazie un’epifania nel senso originario di apparizione.  

Fu l’arcivescovo Guido Antonio Arcimboldi  che pose la prima pietra della  nuova tribuna comprendente la cupola e il presbiterio e destinata a sostituire , nelle intenzioni di Ludovico il Moro, il presbiterio di Solari.

Foto da web ( Quando lo visitai era vietato fotografare)

La storia è assai lunga ed interessante e  per chi visita MILANO direi che è d'obbligo una visita al COMPLESSO di S.MARIA DELLE GRAZIE e il CENACOLO VINCIANO  al quale si accede  da Piazza Santa Maria delle Grazie. Dall’atrio settecentesco, avanzo dei corpi di fabbrica aggiunti per ospitare gli uffici dell’inquisizione si  entra nel refettorio, un ampio spazio rettangolare con volte a ombrella nei lati esterni, appartenente alla costruzione di  Guinforte Solari. Sul lato minore, in fondo, si trova L’ULTIMA CENA opera di Leonardo da Vinci realizzata in circa due anni, dopo il 1495, su invito di Ludovico Il Moro, alternando giorni di alacre impegno a lunghe pause :” dal nascente sole sino all’imbrunita sera soleva non levarsi mai il pennello di mano ma scordatosi il mangiare e il bere di continuo dipingere”.

 


 aprile 2021- Y.P.

domenica 14 marzo 2021

UNA TERRA PROMESSA – BARACK OBAMA

 

UNA TERRA PROMESSA – BARACK OBAMA

 


“Contenere le minacce della proliferazione di armi nucleari e del cambiamento climatico, ridurre le disuguaglianze economiche, sostenere i diritti umani, sanare i conflitti razziali, etnici e religiosi che molto spesso alimentavano le guerre”

 Finito con immensa soddisfazione! Non è una biografia come avevo immaginato bensì è  una memoria storica dei principali accadimenti di questi ultimi anni raccontata da un grande protagonista: Barack Obama , premio Nobel per la Pace, che terminati gli otto anni di presidenza, le elezioni hanno designato come suo successore un leader politico agli antipodi rispetto a tutto ciò per cui si era battuto.

UNA TERRA PROMESSA, inizia con cenni biografici riguardanti  l’infanzia, gli studi, la formazione,  la candidatura  a senatore e successivamente a presidente degli Stati Uniti.

Eletto nel  novembre del 2008,  è stato il primo afroamericano, nero, a ricoprire la più alta carica della nazione. Nero ed afroamericano elementi a volte ingombranti, anzi ingombranti sin dal tempo dell’università quando  spesso,  al contrario dei suoi amici, doveva esibire i documenti.

La sua presidenza ha affrontato un periodo di profonde trasformazioni e sconvolgimenti: dalla guerra in Iraq, all’Afghanistan, la crisi economica con i mutui subprime, le primavere arabe,  quindi la guerra alla Libia, la crisi in Grecia, i rapporti con Mosca dopo la Guerra Fredda, il conflitto Iran Palestina,  etc. etc….sino a terminare con la difficilissima decisione  di dover dare o meno l’autorizzazione al raid in Pakistan per la  cattura di  Osama Bin Laden avendo il 50% della probabilità di fallire. 

( Ho citato la crisi in Grecia poiché ciò che accadeva in Europa aveva ripercussioni negli Stati Uniti, infatti nel libro si richiama  spesso l’Europa e Leader Europei).

 La TERRA PROMESSA si ferma alla morte di Bin Laden, quindi la rielezione sarà oggetto di un altro libro.

 Nella prefazione Obama scrive che il suo obbiettivo è quello di offrire una rappresentazione onesta della sua presidenza  e delle personalità importanti con cui ha avuto a che fare, ma anche un resoconto delle difficoltà sul piano politico, economico e culturale che hanno contribuito a determinare le sfide della sua amministrazione. In sintesi intende fornire a chi legge cosa significa essere presidente degli Stati Uniti  e descrive pure  nel dettaglio ogni singolo ambiente della Casa Bianca, evidenziando  il condizionamento a cui è sottoposta la vita famigliare e soprattutto i suoi stati d’animo, le sue riflessioni.

 800 pagine non si possono sintetizzare in poche righe, ma la narrazione è davvero molto coinvolgente ed interessante: non è una cronaca degli eventi, bensi si tratta di un libro “ straordinariamente intimo ed introspettivo”. Dietro ogni decisione c’è un gran lavorio. Una decisione implica esaminare tutte le eventualità e  per ben farlo occorre una squadra preparata ed efficiente.

Ho dedicato molta attenzione alle pagine in cui OBAMA descrive come è avvenuta la scelta dei componenti del suo team: indispensabili istruzione di alto livello, esperienza e competenze.

Essendo lui, a detta di Joe Biden , ancora troppo giovane per quella carica, appena eletto  ha insistito a volere proprio lui  al suo fianco  come vice presidente . E Joe Biden che pure si era candidato alla presidenza, ma poi aveva ceduto il passo a “un  nero di Chicago  con uno strano nome”, di buon grado  ha accettato l’incarico e gli  è rimasto accanto anche nel secondo mandato per evitare che cadesse in qualche trappola. 

I compromessi sono inevitabili, ma ciò che deve prevalere è il bene del paese.

Obama racconta apertamente con nome e cognome   le forze che ha avuto “contro” , sia negli Stati Uniti che nel mondo e non esita a rivelare dubbi e delusioni.

E dedica anche qualche pagina a colui che a quei tempi, dopo aver ricevuto un diniego dalla Casa Bianca per la realizzazione di una inutile struttura da destinarsi agli eventi dentro il giardino della medesima , iniziò a  spargere voce con una assidua presenza in televisione, che il presidente degli Stati Uniti era un musulmano, nato in Kenia, tanto da obbligare gli addetti alla comunicazione di Obama a ricercare e pubblicare il suo estratto di nascita. Non solo, il presidente stesso nonostante gli impegni serrati ha dovuto convocare una conferenza stampa per richiamare quei giornalisti che favorivano l’ infamante propaganda. ( L’inventore-responsabile era  Donald Trump che successivamente si vantò di aver fatto pubblicare al presidente l’estratto di nascita). 

Stralci

-          Quando le cose vanno male a nessuno importa del fatto che “ le cose avrebbero potuto andare peggio”.

-          Nonostante i discorsi su come i politici dovrebbero mettersi d’accordo per il bene del Paese, è davvero raro che gli elettori americani ricompensino l’opposizione per aver collaborato con il partito di maggioranza.

-          Poche nazioni si sentivano in obbligo di agire secondo le motivazioni che andassero oltre i propri ristretti interessi; e quelli che condividevano l’impegno fondamentale degli Sati Uniti verso i principi di cui dipende un sistema liberale fondato sul mercato- libertà personale, certezza del diritto, rigorosa tutela  dei diritti di proprietà e arbitrato neutrale delle controversie, più una base di trasparenza e competenza da parte del governo….

-          La menzogna è diventata non solo una categoria morale, ma un pilastro dello stato”

-          La presidenza mi stava impartendo un’altra difficile lezione: che il mio cuore ora doveva sottostare a considerazioni strategiche e analisi tattiche e le mie convinzioni dovevano essere subordinate ad argomenti apparentemente contradditori; che trovandomi a occupare la carica più potente al mondo, ero meno libero di dire quello che pensavo e di agire in base a ciò che sentivo  di quanto no fossi stato da senatore – o da semplice cittadino disgustato dall’aver visto una giovane donna assassinata dal suo stesso governo.

-          Per governare bene erano necessarie  competenze. Servivano istituzioni pubbliche con funzionari qualificati il cui compito  fosse prestare attenzione alle cose importanti perché il resto dei cittadini  non ci dovesse pensare.

 “QUALSIASI COSA TU FACCIA NON E’ MAI ABBASTANZA. PROVACI COMUNQUE”

 Marzo 2021- y.p.

mercoledì 3 marzo 2021

SIDDHARTA – Herman Hesse

 SIDDHARTHA 

“Nessuna dottrina mi sedurrà mai più”

 

“Le opinioni non contano niente, possono essere belle o odiose, intelligenti o stolte…”

Secondo me appartiene ai libri che non invecchiano,  sempre di grande attualità, adatto a tutti coloro che intendono dare un senso alla propria vita ricercando sé stessi e soprattutto vivere appieno i propri giorni all’insegna dell’autenticità.

Un piccolo saggio prezioso adatto a qualsiasi età. Un’ opera di Herman Hesse, pubblicata la prima volta nel 1922  in America , in breve   divenuta universalmente nota.

Negli anni settanta quasi tutti i giovani lo conoscevano, in molti lo consideravamo un testo

d’importanza vitale da cui attingere  insegnamento.

Io l’ho riletto molto volentieri e forse l’ho compreso meglio di quanto l’avessi compreso da studentessa e,  sono convinta che sia una lettura imperdibile.

 Si tratta di una parabola romanzata il cui protagonista è un giovane di nome Siddhartha, “un ragazzo che cerca”. E’ risaputo che chi cerca non immediatamente trova e quindi il giovane passa attraverso diverse esperienza: dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari.  Su indicazioni di Kamala,  una donna che di professione regala piaceri e pretende in cambio doni preziosi, trova una lavoro presso un mercante amico di lei e diviene ricchissimo. Conduce una vita all’insegna del lusso e anche dei vizi: si perde nel piacere e nel potere, nelle donne e nel denaro, gioca a dadi, si ubriaca,  ma dopo un certo periodo  di “vita sazia”, abbandona tutto, anche Kamala con la quale aveva molto giocato all’amore.  Si tuffa con passione in ciascuna esperienza, attraverso le quali  suoi orizzonti s’allargano.

Impara moltissime cose  ma considera ogni conoscenza acquisita non definitiva perché la sua ricerca è il “tutto” e soprattutto non elegge mai nessuno a maestro supremo.

“Ogni conoscenza conquistata non faceva che rinnovare in lui la sete di conoscere.”

Questo è il motivo per cui continuo la mia peregrinazione: non per cercare un’altra e migliore dottrina, poiché lo so  che non ve n’è alcuna, ma per abbandonare tutte le dottrine e tutti i maestri e raggiungere da solo la mia meta o morire”.

 Sebbene il vero protagonista del romanzo è Siddhartha, importantissimo è pure il ruolo dell’amico Govinda con il quale intraprende il viaggio di ricerca: quest’ultimo però ad certo punto si ferma perché rimane affascinato da teorie esposte da un  “santone o sublime” incontrato nel bosco, si convince di aver trovato la luce, il  grande maestro e ne diviene seguace…

La maggior parte degli uomini, sono come una foglia cadente, che si libra e si rigira e scende ondeggiando al suolo, Ma altri, pochi, sono come gli astri, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in sé stessi la loro legge e il loro cammino.”

 Stralci

 L’amore si può mendicare, comprare, riceverlo in dono, si piò trovarlo per caso sulla strada, ma non si può estorcere.

Ognuno può compiere una magia, ognuno può raggiungere i propri fini, se sa pensare, se sa aspettare, se sa digiunare.

 Scrivere è bene, pensare è meglio. L’intelligenza è bene, la pazienza è meglio.

 L’uomo che cerca veramente, l’uomo che veramente vuol trovare, non può accogliere nessuna dottrina.

 Cercare significa avere uno scopo. Ma trovare significa: essere libero, restare aperto, non avere scopo.

 Febbraio 2021- y.p.

 

venerdì 12 febbraio 2021

BORGO SUD – Donatella Di Pietrantonio

 

BORGO SUD – Donatella Di Pietrantonio

Un libro, in copertina l’immagine di un abbraccio dai contorni lievemente sfocati, un titolo semplice “BORGO SUD” : un insieme che in me ha generato una pioggia di emozioni.

L’autrice Donatella di Pietrantonio , che già avevo apprezzato  leggendo L’ARMINUTA e BELLA MIA, con questo romanzo mi ha letteralmente rapita.

Una storia potente ambientata in una terra “dura - rude”, dove le donne mettono al mondo figli e l’amore materno sta rinchiuso dentro i cuori . Baci e abbracci non sono contemplati nella vita quotidiana e i libri non rientrano fra le necessità. 

Una famiglia numerosa dove  si parla prevalentemente il dialetto: sei figli , uno dei quali morto.

Due sorelle molto diverse fra loro: la maggiore  studiosa, assennata,  l’altra, minore di tre anni, ribelle, assetata di libertà e d’amore.

Molto unite nell’infanzia, nella solitudine, nell’ essere orfane di genitori vivi,   da adulte spesso separate dalle turbolenze della vita.

Esistenze segnate prevalentemente dal dolore.

Entrambe lasciano presto la famiglia d’origine: la maggiore va a Pescara a studiare, la minore Adriana, qualche tempo dopo la raggiunge ma gli studi non l’attraggono e presto abbandona la scuola. Preferisce andare in spiaggia ad abbronzarsi e di notte non si  nega  frequentazioni  d’ogni genere, anche poco raccomandabili. Adriana ruba il sonno alle notti della sorella studiosa nel completo disinteresse dei genitori che se ne stanno al paese.

Passano gli anni:  la maggiore si laurea, si sposa con un odontoiatra figlio unico di una ricca e importante famiglia pescarese e Adriana continua la sua storia travagliata con il bel pescatore Raphael.

Due storie incredibili, ogni pagina una sorpresa.

Quanta sofferenza, quanto dolore, quanta disperazione. Storie di vita “vera”, d’intimità celate. E quanto amore fra queste due sorelle: sempre unite anche nella distanza e nel silenzio!

Il matrimonio perfetto, invidiabile della sorella maggiore si rivela una grande delusione ed a lei non rimane altro che accettare ed andarsene via, lontano, a Grenoble.  Non se lo  immaginava proprio... Neppure lui, il marito, se l’era immaginato perché non ne era a conoscenza: è accaduto tutto all’improvviso in un pomeriggio sulla spiaggia dei nudisti in Abruzzo. 

Non voglio dilungarmi oltre: scritto magistralmente, l’autrice regala al lettore 160 pagine molto intense, molto coinvolgenti. Io l’ho iniziato l’altra notte e stasera l’ho finito.

Un romanzo che non dimenticherò facilmente: mi sono commossa, ho pianto, si è risvegliato in me il prepotente desiderio della sorella che non ho mai avuto. 

Stralci

-          Uno sguardo critico va sempre respinto o può essere utile a capire ciò che non vediamo di noi?

-          Come dice il nostro Flaiano, oggi anche il cretino è specializzato. Io preferisco tenere gli occhi aperti sul mondo

-          L’ho seguita a qualche metro di distanza. La tomba del figlio era alla sua altezza, sul muro abitato dai morti. Non si è preoccupata dei fiori avvizziti in quelle settimane, sapeva di avere poco tempo. Ha passato le dita sulla fotografia di Vincenzo e le ha baciate, con l’altra mano si reggeva alla lastra di pietra che li divideva. E’ rimasta così, in un dialogo muto. Non era un congedo, ha fissato un appuntamento a breve.

   Febbraio 2021 – Y.P.

mercoledì 10 febbraio 2021

PRECISIONE CRESCENTE – Michael Larsen

 

PRECISIONE CRESCENTE – Michael Larsen

“Sono sempre le piccole cose insignificanti che crescono e trasformano tutto il resto”

 


Alcuni giorni fa sistemando la libreria ho ritrovato  fra i libri da leggere“ PRECISIONE CRESCENTE” di Micheal Larsen. Non ricordavo d’averlo acquistato, ho guardato  quindi la data di pubblicazione:  Garzanti -giugno 1995. Ho ritenuto che non potesse più attendere e l’ho iniziato.

Oggi probabilmente non lo acquisterei più poiché non rientra fra i generi che prediligo, ma ciò non significa che non lo abbia apprezzato. Anzi, mi ha molta coinvolta poiché si tratta di un incalzante cyberthriller.

Il protagonista , Molberg, è un giornalista danese  che ha perso la fidanzata Monique a causa di un  misterioso assassinio. Di lei  è rimasta una foto  poco nitida tanto da indurre  nel dubbio chi l’osserva circa l’autenticità, che la raffigura mentre sta facendo l’amore con un altro uomo in una stanza d’albergo.

Ebbene Molberg, che per professione  insegue i divi del cinema per strappare un’intervista,  partendo dalla foto cerca di riscostruire la storia e le motivazione che hanno condotto alla morte della fidanzata.  

Una storia molto complessa in cui si anticipano i progressi che la tecnologia ha raggiunto in questi anni: una foto non obbligatoriamente rappresenta una realtà poiché un computer può creare, manipolare, cancellare…

 Stiamo per entrare in un nuovo mondo. Un mondo nuovo si avvicina. Un nuovo millennio. Ma non si vede niente. Avanza impercettibilmente, furtivo. Oramai non ci tiriamo indietro davanti a nulla, perché non lo sentiamo. E non lo sentiamo perché non ci tiriamo più indietro. Non facciamo più caso a niente. Non sul serio. Ci lasciamo anestetizzare davanti a immagini serali del piccolo schermo. Narcisti scervellati ci costringono a seguire quiz televisivi idioti, i telegiornali ci portano al fronte mostrandoci le immagini dei feriti…….”

Molberg comunque attraversa una serie di peripezie  per risolvere l’enigma ma spesso la sua indagine s’ingarbuglia ulteriormente poiché gli indizi non combaciano e nel contempo lui medesimo corre il rischio di essere accusato dell’assassinio.

A tratti il romanzo diviene leggermente scabroso poiché la pornografia potrebbe essere il motivo per cui Monique ha perso la vita ed anche il motivo per il quale  alla sua morte, Molberg si è ritrovato sul conto corrente un’ingente somma di denaro.

Non vado oltre con la trama, ma evidenzio che la personalità del protagonista è alquanto interessante essendo un uomo molto tormentato che deve ricorrere allo psicoterapeuta ed ai medicinali  per gestire le proprie ansie e frequentemente abusa anche di whiskey.

 “ Penso troppo. Lo so. Giorno dopo giorno. Lambiccamenti senza fine, che non approdano a nulla. File interminabili di domande, che alla fine non fanno che partorirne altre

 Lo stile letterario è ricercato , le descrizioni molto dettagliate e precise che vien facile vedersi scorrere le scene dinnanzi agli occhi. Riflessioni non affatto banali.

Complessivamente per gli amanti del genere, è certamente un buon romanzo. 

L’autore Michael Larsen è nato a Copenaghen nel 1961, è un giornalista ed ha pubblicato la sua prima opera nel 1992 dal titolo Con la vita alle calcagna. 

Stralci

         -          C’è del vero nell’affermazione secondo cui nell’età adulta non si stringono amicizie che                         durano     una vita. Manca il fondamento. Il fatto che ci si conosce fin da piccoli. Che si                     ha  un passato in comune.

-          Il progresso è una sanguisuga. E’ un parassita. La sua impresa più grande consiste nel rimediare in un secondo momento a tutte le catastrofi che genera quando prende forma. Questo è allo stesso tempo l’argomento a favore della sua nascita e della sua morte. La mia è una valutazione. Lo ammetto. Tutto dipende dall’occhio che guarda. Da come guarda. Intanto con il suo particolarissimo ciclo vitale, il futuro fa in continuazione promesse che potrà mantenere solo in futuro. 

-          Credevamo che la felicità si trovasse nelle cose che sceglievmo anziché in quelle che scartavamo. Ecco qual è stato il nostro sbaglio. 

-          Con i soldi possiamo comprare tutto. A eccezione di quello che perdiamo. 

Febbraio 2021- Y. P.