venerdì 10 giugno 2022

OLIVA DENARO – Viola ARDONE

 

OLIVA DENARO – Viola ARDONE

 


Dopo aver letto e apprezzato IL TRENO DEI BAMBINI, opera prima di VIOLA ARDONE,  ora in corso di traduzione in diverse lingue, non ho esitato ad acquistare OLIVA DENARO che ho terminato di leggere qualche giorno fa.

La frase in quarta di copertina  attribuita alla protagonista è emblematica:

“Io non lo so se sono favorevole al matrimonio. Per questo in strada vado sempre di corsa: il respiro dei maschi è come il soffio di un mantice che ha mani e può arrivare a toccare le carni”.

 Trama

Oliva Denaro è una ragazzina che nel 1960 ha soltanto quindici anni e vive in un piccolo paese in Sicilia .

La mamma di origini calabre si è  trasferita in quel paese dopo il matrimonio dal quale sono nati  3 figli: Fortunata e i gemelli OLIVA e Cosimino.

La protagonista del romanzo è appunto OLIVA, curiosa e dall’intelligenza brillante.

Ama leggere,  correre spensieratamente con l’amico Saro e tirare pietre con la fionda a chi osa offenderlo. Nutre simpatia per la compagna di scuola Liliana, molto diversa da lei :  ama la fotografia , spigliata e libera è  figlia di un comunista che tiene riunioni in cui si parla di diritti civili, di lavoro, etc. etc… Liliana regala  a Oliva giornali e riviste con foto dei divi del cinema che a Oliva interessano assai anche se non può andare a vedere i film poiché a detta della madre “mettono grilli nella testa”.

Oliva  con il papà ha un buon rapporto anche se fatto prevalentemente di silenzi:  spesso il mattino presto  vanno a cercare lumache, circostanza in cui lei si diverte molto.

Indubbiamente la mamma di Oliva è fedele a tradizioni arcaiche, le stesse che ha ricevuto e che  vorrebbe  imporre alla figlia, tanto da ripeterle ossessivamente che la femmina è una brocca e chi la rompe se la piglia.

Senza dilungarmi troppo Oliva cresce , si fa giovane donna e dal momento in cui iniziano le mestruazioni tutto cambia: non può più giocare liberamente con Saro, il fratello Cosimino la tiene sotto osservazione e il pasticcere del paese, un giovane prepotente  anche se in apparenza ha modi gentili,  mette gli occhi su di lei alimentando desiderio e paura, sino ad arrivare a farle violenza …  Lei  si ribella a un possibile matrimonio riparatore -  la femmina è una brocca e chi la rompe se la piglia - e  con l’approvazione del padre intende avvalersi del diritto della scelta. Espone denuncia a cui segue il processo ma da quella ribellione ne consegue una vitai complicata.

Mi fermo qui…..

 Le mie impressioni

Indubbiamente un bel romanzo avvincente ma anche formativo.  Mette in luce  abitudini e tradizioni che forse non sono ancora del tutto estirpate  in alcuni paesi sperduti  e che comunque rappresentano uno spaccato italiano. Interessante il rapporto col padre , un uomo poco loquace ma  libero da pregiudizi , esattamente al contrario della madre che esercita sulla figlia un’influenza negativa e limitante.

Impossibile non simpatizzare per la protagonista dotata di indubbio coraggio : in una realtà in cui la donna anzi la femmina deve sottostare all’uomo lei va oltre.

 Stralci

Una cosa è guardare e un’altra è vedere. E’ un’abilità che si impara.

Le parole sono armi. Non solo quelle difficili, anche quelle ordinarie, che ballano in bocca agli ignoranti

Gli uomini sono a caccia, è la loro natura, e chi agnello si fa, il lupo se lo mangia.

Stralcio di conversazione a pag 149

-         Una volta che ti ha preso di forza, deve riparare con il matrimonio. Altrimenti va in galera.

-         Ma io non lo voglio, - grido e batto i pugni contro il legno dell’uscio.

-         Come non lo vuoi? Una donna senza marito è come metà forbice: non serve a niente.

 ….le femmine sono nuvole che è necessario osservare la forma che prendono e non cercare di metterle in uno stampo.

- Dire di si lo sa fare anche l’asino, il no invece costa fatica, ma quando inizi non la smetti più.

-  Ogni cosa viene per chi sa aspettare.

-  Lo sai cosa sono i figli? Sono come quei semi portati dal vento che vengono a germogliare nella tua terra, devi lasciarli crescere per capire che frutto daranno, mica lo puoi stabilire tu dal principio.

 - Nessuna donna è fragile: fragile è solo chi è esposto all’ingiustizia.

 Consiglio la lettura di VIOLA ARDONE? Indubbiamente SI.

 Giugno 2022 – Y.Pelizzari

martedì 24 maggio 2022

LIBRI CHE MI HANNO ROVINATO LA VITA - DARIA BIGNARDI

 

LIBRI CHE MI HANNO ROVINATO LA VITA

E altri amori malinconici

Daria Bignardi

 


Chi legge sa benissimo che ci sono libri per ogni circostanza e soprattutto che ciascun libro necessità del “proprio” momento. Ciò premesso, la settimana scorsa  avendo deciso di trascorrere qualche giorno alle terme, ho sentito il  bisogno di ricorrere a un libro non troppo impegnativo ma nel contempo non banale.

In autogrill vedendo esposto LIBRI CHE MI HANNO ROVINATO LA LIBRI di Daria Bignardi , non ho esitato ad acquistarlo anche perché ben conosco la narrativa dell’autrice avendola letta nelle sue precedenti pubblicazioni.

Definirei questo  un libro simpaticamente leggero che non trascende mai nella banalità ma anche un memoir di formazione.

L’autrice racconta le letture della sua vita, le sue passioni letterarie e l’influenza che hanno esercitato su di lei e nel contempo  rende partecipe il lettore alle sue emozioni, alle sue malinconie e pure  alle storie sentimentali. Amicizie e amori complicati , mai storie semplici. Forse derivanti proprio dal genere di letture predilette.  

Non a caso fa riferimento al cupo romanzo di Djuna Barnes , La foresta nella notte e svela che da bambina sognava di divenire da adulta proprio come la protagonista del romanzo: “ Un’intellettuale sofisticata, colta, dissipata e nevrotica”. O almeno , così lei la recepiva.

Di Fedor Sologub a pag 29 richiama questa poesia:

Non amo incontrare qualcuno

sulla mia vita.

Solo col vento è gradevole

avviare un discorso.

Il tragitto da percorrere

senza gente è più gradito.

Ogni sguardo che incontro

è un coltello nel cuore. 

Numerose sono le citazioni , gli stralci ripresi dai libri letti che apparentemente senza motivo hanno catturato la sua attenzione tanto da ricordarne alcuni a memoria, come per esempio:

La poesia non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi”. 

Innegabile la sua attrazione per la “lettura del dolore” poiché la narrazione del dolore è difforme e non esiste solo lo stile asciutto di Nietzche, Barnes e Sologub, gli autori che lei ha amato e definisce “ i miei tre maledetti”.

 Ritengo che questa sintesi sia sufficiente a far comprendere il contenuto di questo romanzo che io ho letto in un soffio e ho molto apprezzato, forse anche perché in più occasioni mi sono identificata nelle riflessioni dell’autrice e forse anche un pochino nella sua personalità, sicuramente nella “sua ansia”.

 Stralcio a pag. 101

Agnes Varda in Varda par Agnes, meraviglioso racconto sul suo cinema presentato al Festival di Berlino 2019, poche settimane prima di morire a novanta gloriosi anni, diceva che il lavoro creativo è fatto di Ispirazione, Creazione e Condivisione. Che c’è un momento in cui si sente, l’ispirazione, uno in cui crea, il lavoro, e uno in cui si condivide con gli altri. Senza anche uno di questi tre momenti l’arte non esiste.

 Pag 132

“Attenzione a fingere di essere felici” l’Unità 1 agosto 1994

Chi sta sempre bene non sarà in comunione con il dolore del mondo, né troppo sensibile ed empatico, ma vuoi mettere come vive piacevolmente?

A noialtri che abbiamo qualche scompenso chimico o psicologico o sociale, o un po' di tutto questo, tocca invece impegnarci parecchio per stare bene, o almeno discretamente. A volte serve una vita intera.

 

Maggio 2022. Y. Pelizzari.

mercoledì 11 maggio 2022

ABANO TERME – Terme Euganee

 


ABANO TERME – Terme Euganee


Colli Euganei

ABANO Terme

Fontana di ARLECCHINO ad Abano

I benefici delle acque termali sono noti sin dai tempi antichi e in Italia abbiamo numerose sorgenti: in Toscana, in Lombardia, in Veneto , nel Lazio, etc.

Comunque  non tutte le  acque termali hanno  le medesime caratteristiche per cui  nel momento in cui si decide di trascorrere qualche giorno di relax alle Terme , è auspicabile scegliere in base alle proprie esigenze.

O meglio per un soggiorno relax- coccole-spa  può bastare la valutazione della struttura, sincerandosi che si tratta di  acque provenienti da pozzi termali,  mentre per le cure è necessario tenere conto delle caratteristiche delle acque e dei benefici che offrono.     

 

ABANO TERME – Terme Euganee

 

“E’ alle acque che si spiega tutta la “felicità” del carattere veneto” – Stendhal

 

“L’acqua termale delle Terme Euganee filtra negli incontaminati bacini delle Prealpi a circa 2000 m d’altitudine: studi approfonditi condotti dall’Università di Padova e dal Centro Studi Termali Pietro D’Abano, hanno appunto permesso di stabilire che effettivamente le acque termali presenti nel sottosuolo dei Colli Euganei nascono dalle piogge che cadono sulle Piccole Dolomiti e sulle Prealpi, precisamente sui Monti Lessini vicino Verona. Devono quindi defluire nel sottosuolo per circa 80 Km ad una profondità di 3000 metri prima di arrivare alle preziose sorgenti (le principali fonti termali sgorgano poi nella zona del Poggio di Montirone ad Abano Terme).

Il mio soggiorno alla ricerca di relax :




Piscina al coperto collegata ad una esterna

Piscina esterna  collegata a quella coperta

Altra piscina nel parco


L'hotel SAVOIA , ubicato a quattro passi dal centro di Abano, è una struttura meritevole.
Il rapporto qualità/prezzo è buono.
Il personale è molto disponibile e attento.
Il ristorante è più che soddisfacente :una bella sala ben arredata e ben allestita.
Il menu: scelta fra 4 primi, 4 secondi, 3 antipasti, 3 dessert.
SPA: ampia scelta di trattamenti


Maggio 2022- Y.P.
 

venerdì 29 aprile 2022

PASOLINI Il fantasma dell'origine - MASSIMO RECALCATI

 Seguo da tempo Massimo Recalcati e in più occasioni nelle sue lectio magistralis, l’ho sentito fare riferimenti all’ideologia di PIERPAOLO PASOLINI e ai suoi discorsi, per cui giorni fa, vedendo in libreria, questo volume dal titolo PASOLINI IL FANSTASMA DELL’ORIGINE di cui è autore, non ho avuto nessuna esitazione ad acquistarlo.


Si tratta di un piccolo volume, soltanto sessantadue pagine, ma è indubbio che contribuisce ad incrementare la conoscenza di questo straordinario personaggio quale è stato Pierpaolo Pasolini….
Massimo Recalcati esordisce asserendo che nel 1978 gli dedicò la sua tesi di maturità poiché per la sua generazione Pasolini fu sinonimo di anticonformismo, libertà intellettuale, pensiero critico, elementi più che sufficienti per provocare simpatia e ammirazione.
“ Il personaggio pubblico, il divo, l’intellettuale, il poeta, l’omosessuale appariva fuori dagli schemi, introverso e inassimilabile al pensiero dominante”.
Ovviamente essendo MASSIMO RECALCATI uno psicoanalista , il contenuto del volume è psicoanalitico, ma comunque di facile lettura.
Sull’aletta interna è scritto: “Un ritratto di Pasolini: il dissidio irrisolto tra vita e storia, corpo e ragione, individuo e comunità, mito e demitizzazione; le metamorfosi del potere e la resistenza della parola”.
Nelle pagine del volume diversi riferimenti e analisi ad alcune sue opere , in particolare IL vangelo secondo Matteo e San Paolo ( quest’ultimo, progetto del 1968 mai completamente realizzato) anche perchè è noto che Pierpaolo fosse ateo, anticlericale e considerava la Chiesa un male che assetata di potere strumentalizzava le masse.
Presenti anche riferimenti e stralci significativi ripresi dagli Scritti Corsari di Pasolini, in cui spiccano convincimenti e riflessioni dello stesso e, aggiungerei pure, previsioni che si sono concretizzate .
Solo per opportuna informazione: il volume “Scritti corsari” contiene gli articoli, le interviste e le recensioni di Pier Paolo Pasolini pubblicate sul "Corriere della Sera", sul “Tempo illustrato” (quotidiano di Napoli), su “Il Mondo”, sulla “Nuova Generazione” e sul “Paese Sera” (edizione pomeridiana del "Paese" di Roma), tra il 1973 ed il 1975)
Infine concludo, oltre che suggerendone la lettura a coloro che apprezzano Pasolini, inserendo nella mia modesta recensione, stralci di pag. 59 e pag 60, relativamente alle istituzioni.
“ Anime belle del cazzo, per cos’altro moriranno
i due fratelli Kennedy, se non per un’istituzione?
E per cos’altro, se non per un’istituzione,
moriranno tanti piccoli, sublimi Vietcong?
Poiché le istituzioni sono commoventi: e gli uomini
in altro che in esse non sanno riconoscersi.
Sono esse che li rendono umilmente fratelli.
C’è qualcosa di così misterioso, nelle istituzioni
unica forma di vita e semplice modello per l’umanità
che il mistero di un singolo, in confronto, è nulla………. P.P.Pasolini
Commenta Recalcati:
“ Le istituzioni non sono macchine anonime, non sono antagoniste della vita, non sono in sé stesse luoghi di corruzione e di degradazione etica. Piuttosto, egli ci ricorda con una dolcezza feroce, esse sono “commoventi” e “misteriose”, perché è nelle istituzioni che gli esseri umani s’impegnano a rendere possibile la vita della comunità.
Se nello schema populista le istituzioni sono antagoniste alla vita, Pasolini ci ricorda che le istituzioni sono invece una faccia fondamentale della vita. In gioco non è dunque, la contestazione ottusa dell’utopia, né tanto meno il rifiuto liberatorio del potere o la negazione anti-istituzionale della politica, ma la forza di chi sa entrare nelle maglie del potere senza rinunciare alla potenza della vita e del desiderio”.
Aprile 2022 – Y.P.

martedì 26 aprile 2022

PASOLINI – Morire per le idee / Roberto Carnero

 

PASOLINI – Morire per le idee


Vi sono libri di narrativa che regalano sogni, altri nei quali inconsapevolmente si diviene protagonisti poiché ci si identifica nei personaggi, poi ci sono quelli di poesia in cui è possibile rivivere attimi e sentimenti. Ci sono pure libri di approfondimento,  definiti SAGGI,  che apportano arricchimento culturale e inducono alla riflessione. Infine, ce ne sono alcuni che si vorrebbe non finissero mai , come nel caso di  “ MORIRE per le idee” appartenente alle biografie.

“ PASOLINI MORIRE PER LE IDEE” -  il cui autore è ROBERTO CARNERO che insegna letteratura italiana all’Università di Bologna, oltre ad essere critico letterario ed editorialista per varie testate e aver pubblicato diversi saggi -  ritengo sia un libro necessario a tutti coloro che desiderano conoscere almeno in parte,  PIERPAOLO PASOLINI.

Trattasi di una nuova edizione aggiornata e ampliata pubblicata recentemente e successiva alla prima edizione del 2010.

Roberto CARNERO scrive in quarta di copertina. “ Personalmente, amo Pasolini, ma qui ho deciso di non fargli sconti” ed obbiettivamente penso che sia stato fedele alle sue intenzioni. Nella presentazione dice di rivolgersi soprattutto ai giovani che forse conoscono qualche citazione di Paolini ma non conoscono il personaggio, tuttora di straordinario interesse  e, le  sue opere – poesia , narrativa, teatro, cinema, giornalismo, critica letteraria – che “vanno lette come un tutt’uno, in cui le diverse fasi di un lavoro artistico articolato si intersecano continuamente in un discorso creativo in costante evoluzione”.

Io penso convintamente che il libro sia per TUTTI perchè Pasolini è sconosciuto a molti e molti altri lo considerano semplicemente un gay che si è cercato la “fine” che ha avuto…

Personaggio scomodo ai diversi poteri, dalla politica al clero,  per la sua fermezza  a dire sempre la verità  e anche per la sua dichiarata omosessualità, è stato perseguitato: ben 33 procedimenti  per motivi legati alla morale a cominciare dai fatti di Ramuscello, in cui appartatosi con dei ragazzi durante una sagra, venne denunciato per atti osceni in luogo pubblico. Capo d’imputazione caduto poi nel nulla poiché  il luogo era riparato da una siepe.

Comunque a seguito di quel fatto avvenuto a Casarsa della Delizie, luogo originario della madre, si trasferì a Roma dove iniziò la frequentazione delle borgate romane. Anni  raccontati nelle sue opere come Ragazzi di Vita, l’Accattone e altro.   

 Ai fini di dare un profilo al personaggio, qui di seguito riporto la poesia a pag 207 in cui si enuclea che agli attacchi che da più parti gli giungevano per la sua opera e per il suo stile di vita, egli rispose in versi:   

                                                                                                              Rispondo infatti alla mistificazione

con la mietezza. Guardo con l’occhio

d’un immagine gli addetti al linciaggio.

Osservo me stesso massacrato col sereno

coraggio d’uno scienziato. Sembro

provare odio, e invece scrivo

dei versi pieni di puntuale amore.

Studio la perfidia come un fenomeno

fatale, quasi non ne fossi oggetto.

Ho pietà per i giovani fascisti,

e ai vecchi, che considero forme

del più orribile male, oppongo

solo la violenza della ragione.

 Pierpaolo Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo 1922 e muore assassinato il 2 novembre al Lido di Ostia (la morte rimane ancora avvolta nel mistero e forse volutamente... Le indagini svolte si sono rivelate superficiali e incomplete accompagnate da una fretta eccessiva nel chiudere il caso, riaperto poi successivamente ….)  Gli anni settanta erano gli anni della tensione: Pasolini stava scrivendo un romanzo uscito postumo e incompleto nel 1992 ( ben 17 anni dopo la sua morte) dal titolo  “PETROLIO” e non si esclude che contenesse in origine prove inconfutabili relative a stragi riconducibili al “regime fascista democristiano” in contrapposizione con l’MSI,  sino ad arrivare alla morte di Enrico Mattei per la quale Eugenio Cefis, imprenditore controverso per il suo ruolo nella P2 ,  Mauro de Mauro e Pierpaolo Pasolini hanno avanzato forti dubbi su un suo possibile coinvolgimento nell'attentato. Oltrettutto pare che il capitolo 21 relativo all’argomento di cui trattasi, sia misteriosamente sparito.

   Il prof. Carnero scrive che si potrebbe considerare Pierpaolo Paolini lo scrittore italiano più importante del secondo Novecento , nonostante vi siano in quel periodo, protagonisti della scena letteraria che possono aspirare a contendergli il primato come Cesare Pavese, Italo Calvino, Beppe Fenoglio, Elsa Morante…

E’ comunque indubbio che Pasolini occupa un ruolo centrale nella cultura dell’Italia contemporanea. Con ogni sua opera ha manifestato la volontà di lottare, anche in solitudine, contro “quelle istituzioni e quei meccanismi di consenso che privano l’uomo della sua autenticità”.

Anticonformista e provocatorio, Carnero scrive che nessun altro autore di quel periodo, ha lasciato segni nel vissuto nazionale e nella memoria collettiva, come Pasolini, tramite l’opera e attraverso la sua vita.

Pasolini, fermamente convinto dell’importanza e delle responsabilità  dell’ intellettuale  ha saputo sempre “…interrogarsi sul presente, di leggere la contemporaneità in relazione al passato, di condurre analisi lucide e impietose sul nostro paese e, allargando lo sguardo, sull’intero mondo, nell’ultima fase della sua vita sempre più globalizzato”.

 Una vita travagliata quella di Pierpaolo: la perdita del fratello Guido a opera dei partigiani rossi in Friuli, il complesso rapporto d’amore con la madre, l’iscrizione al PCI per poi esserne espulso per i fatti di Ramuscello, la sua avversione alla televisione che negli anni cinquanta entrava nella quotidianità, le costanti critiche alla borghesia, l’attrazione del sottoproletariato e  la sua omosessualità nonché le frequentazioni a dir poco “pericolose”, la sofferenza per il matrimonio di Ninetto Davoli il quale diede poi ai figli il nome di Guido e Pierpaolo, e non da ultimo la sua ricerca di quella autenticità/realtà soppiantata dal consumismo sfrenato che rende schiavi gli uomini, nei frequenti viaggi in Africa, in oriente, etc..   

In sintesi, ai miei occhi un  personaggio intrigante, emblema di anticonformismo nei miei anni di formazione, ma  di cui solo tramite la lettura di questa biografia ne  ho compreso la straordinarietà. Un artista poliedrico e intellettuale di indubbio valore.   

Ma comunque non mi fermo qui, la fascinazione del personaggio è in crescita: quando ci si innamora  si desidera conoscere l’anima dell’amato e io,  ho già intrapreso la lettura di PASOLINI – Il fantasma dell’origine – di MASSIMO RECALCATI.

 Stralci ( e come posso inserire degli stralci di un volume che ho letto con la matita in mano sottolineando periodi in quasi tutte le pagine? Mi limito quindi a inserire  qualche stralcio del pensiero di Pasolini circa il ruolo della televisione e la sua capacità di assuefare lo spettatore legandolo a sé attraverso i sensi, diventando così onnipresente e onnipervasiva. 

Articolo di Pasolini pubblicato su Tempo il 1novembre 1969 

E’ incredibile quello che hanno visto ieri sera i miei occhi, per non più di cinque minuti, fin troppo esaurienti, alla televisione. In quei cinque minuti stavo cenando in fretta, e i miei occhi non potevano non cadere sul “video” acceso proprio davanti alla tavola ( mia madre e mia zia sono tra i dannati che vedono la televisione tutte le sere).

Ho realizzato solo dopo un po' quello che stavo vedendo: due donne molto simili una all’altra, stavano facendo delle evoluzioni, d’una assoluta facilità, come due automi caricati a molle, che sanno fare solo quei due o tre gesti, capaci di dare una inalterabile e iterativa soddisfazione al bambino che li osserva. Due o tre mossucce idiote, incastonate in un ritmo, che voleva essere gioioso ed invece era soltanto facile. A cosa alludevano quelle mossucce, quei colpetti di reni e quelle tiratine di collo? Non si capiva bene, ma certo a qualcosa di estremamente convenzionale comunque: a un’allegria collegiale  e orgiastica, in cui la donna appariva come una scema, con dei pennacchi umilianti addosso, un risalto le rotondità del corpo, così come se le immagina, se le sogna, le vuole un vecchio commendatore sporcaccione e bigotto.

…… ( Si lotta per il divorzio, e poi si continua a volere vedere la donna come una buffona, vestita e agghindata come perun mercatino delle schiave…..

……Non è questione di bruttezza o di bellezza. E’ questione di volgarità. E la volgarità della televisione deriva dalla sua sotto-cultura….. La televisione ha nella sua funzione culturale tutta la prepotenza del potere, del potere industriale, ……che altera il significato della famiglia, e ne fa non più un nucleo di innocenti conservatori, ma un nucleo di ansiosi consumatori."                   

 Non ho idea cosa potesse scrivere PIERPAOLO PASOLINI relativamente la televisione dei giorni nostri, posso comunque affermare che le sue riflessioni e i suoi timori si sono concretizzati.  

Pag 291 – Pasolini riteneva la televisione italiana ( lo aveva scritto più volte nei suoi articoli negli ultimi anni) la principale responsabile del “ nuovo fascismo”, vale a dire di una ideologia omologante e repressiva, quella tipica della società del neocapitalismo consumistico.

 Aprile 2022 – Y.P.

sabato 9 aprile 2022

PUNTO PIENO - SIMONETTA AGNELLO HORNBY

 PUNTO PIENO


SIMONETTA AGNELLO HORNBY
rientra fra le mie autrici preferite e ritengo d’aver letto con vivo compiacimento  quasi tutti i suoi romanzi e, sono parecchi….La Mennullara, La Monaca, La zia Marchesa, Boccamurata, Il veleno dell’oleandro, Nessuno può volare, Via XX Settembre e altri ancora.

PUNTO PIENO , il romanzo che ho appena terminato,  è il terzo capitolo di una trilogia iniziata con "CAFFE’ AMARO" e "PIANO NOBILE”, ma è anche il primo romanzo di Simonetta Agnello Hornby che mi ha leggermente  annoiata.

Non intendo dire che non sia un bel romanzo, infatti è certamente ben strutturato e lo stile letterario impeccabile come consuetudine dell’autrice, ma ho trovato molte descrizioni quasi superflue che hanno implementato la narrazione senza darle un reale valore aggiunto.

Forse è bene leggerlo singolarmente senza aver letto i due precedenti poiché in fondo,  ogni romanzo ha il proprio finale e non necessariamente occorre conoscere cosa faranno le generazioni successive alla prima….

Frammenti di trama

In questo romanzo oramai i SORCI sono diventati adulti  e come già avevamo appreso, trattasi di una generazione con luci ma soprattutto con molte  ombre. Nulla è come si manifesta in pubblico e Andrea Sorci, nonostante matrimonio e figli è affetto da disturbi psichici di notevole entità per cui in preda ad un eccesso di rabbia , uccide la sua domestica, proprio internamente al Palazzo Sorci, al Piano Nobile, palazzo che verrà destinato alla vendita.   

Fa parte della generazione Sorci, quale figlio illegittimo,  anche  il potentissimo avvocato PEPPE VALLO, soprannominato l’Americano, che riesce a far insabbiare l’omicidio.

Ovviamente Peppe Vallo ha le sue buone ragioni per supportare in ogni circostanza i Sorci…

L’omicidio da inizio al romanzo, forse per ricordarci e dare una conclusione a quelle che  in PIANO NOBILE parevano solo stravaganze di Andrea,  o forse per esaltare  la potenza esercitata da Peppe Vallo nei vari ambienti e in molte circostanze , sino alla sua morte.

Il titolo PUNTO PIENO  invece,  scaturisce dalla forza di tre donne, le zie che i Sorci hanno soprannominato “ le Tre Sagge”.

Queste decidono di fondare un’associazione con l’obbiettivo di mantenere  viva  l’attività del ricamo e tramandarla alle donne più giovani.

Nasce così all’interno della sagrestia della Chiesa dei Santi Scalzi il Circolo del Punto Pieno, dove si ricamano lenzuola, corredini per neonati, tovaglie, etc. etc. e   soprattutto, dove l’accesso è libero a tutte le donne: dalle nobildonne, alle ex-carcerate, alle prostitute o ex- prostitute poiché la Legge Merlin del 20 febbraio 1958 ha imposto la chiusura delle case di piacere.

 Si forma così una vera e propria comunità di solidarietà, sorellanza,   dove si conversa, ci si sfoga, ci si aiuta e nel contempo l’ago e il filo compongono lavori di pregio che in tempi brevi trovano commercio anche all’estero.

Gli avvenimenti  sono collocati  fra i 1955 al 1992 , passando quindi dall’uomo che sbarca sulla Luna, ai movimenti studenteschi , sino ad arrivare all’uccisione di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta….

Non mi è facile sintetizzare la trama poiché è densa di avvenimenti, perfino troppi i personaggi …

Grande simpatia per Carlino, che superando i vari pregiudizi riconducibili alla sua omosessualità,   è divenuto uomo di successo nel campo della moda.

L’ambientazione ovviamente  è in  Sicilia, PALERMO.

Pag. 206 : “ E’ mattina presto, sono sul balcone della camera da letto. Palermo vista da qui, è bellissima. L’aria è limpida e pulita, i primi raggi del sole colpiscono il mare ed è come se la superficie dell’acqua scoppiettasse di scintille. L’aria è fresca, le api ronzano intorno agli anemoni giapponesi che Rita ha voluto piantare vicino alle arnie, in quello che noi chiamiamo il giardino delle rose”.

 Non vorrei essere ingiusta nei confronti di Simonetta Agnello Hornby , che come ripeto, con i suoi romanzi mi ha regalato molte emozioni, ma in PUNTO PIENO  ritengo abbia affrontato troppe tematiche. Già bastavano usi , costumi, infedeltà e gli intrighi tipici  di questa splendida isola che forse ancora non è riuscita a liberarsi dall’influenza mafiosa. 

Stralci 

-         Le famiglie si ammalano e poi guariscono. Siamo creature fragili, ma impariamo giorno per giorno di cosa è fatta l’esistenza, soprattutto la condivisione di abitudini e caratteri.

-         Non portare rancore, ti consuma. Metti sempre davanti a tutto i tuoi figli, e naturalmente la tua dignità. Gli uomini vengono da un passato che li giustifica, a te basta non giustificare quel passato.

-         …una  famiglia che ti difende non basta di fronte a una città pronta a crocifiggerti se non stai ai patti e non coltivi il codice dell’ipocrisia.

-         La nostra vita è scandita da rituali e abitudini. Da giovane l’avrei trovata insopportabile, a cinquantasei anni mi sembra di poterla accettare.

Aprile 2022  Y.Pelizzari

martedì 8 marzo 2022

MEMORIE DI ADRIANO - Marguerite Yourcenar

 

MEMORIE DI ADRIANO


“ Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo” dice di sé Adriano, un personaggio così raffinatamente calato nella sua epoca, eppure così vicino al tormento di ogni uomo, di ogni tempo, nell’accanita ricerca di un accordo tra felicità e logica, tra intelligenza e fato.

“Un libro si scrive, un libro si legge, un libro si critica”, ma criticare MEMORIE DI ADRIANO per me è impossibile. L’autrice per scriverlo ci ha impiegato un trentennio e la lettura dal mio punto di vista risulta essere molto coinvolgente . Eccellente lo stile letterario,  come pure il contenuto.

Leggere le MEMORIE DI ADRIANO ai giorni nostri ritengo sia  molto utile  per tutti : chi ama la storia  sicuramente ben conosce le imprese e l’ideologia di Adriano ma rileggerla come scritta da questa scrittrice, può rivelarsi sorprendente. Coloro invece che hanno vaghe rimembranze dei libri di storia, con questa lettura avranno l’opportunità di constatare la genialità e la lungimiranza di questo imperatore romano , nato a Italica ( Spagna) il 24 gennaio 76 dopo Cristo e morto a Baia il 10 luglio 138 regnando dal 137 fino alla sua morte, quindi per un ventennio e più.

 L’autrice

Marguerite Yourcenar ( Bruxelles 1903 – Mount Desert 1987) È stata la prima donna eletta alla Académie française; nelle sue opere sono frequenti i temi dell'esistenzialismo, in particolare quello della morte. Opere : Care Memorie – Archivi del Nord – Come l’acqua che scorre – Il tempo –  e altri.

Trama

Adriano, giunto all’età di 60 anni sentendosi afferrare dalla vecchiezza con conseguente perdita di forze e salute - “ E’ difficile rimanere imperatore in presenza di un medico; difficile anche conservare la propria essenza umana….” - e   consapevole di essere prossimo a dover cedere il trono scrive  a Marco lunghe lettere in cui racconta la sua storia senza trascurare dubbi e turbamenti e senza evitare di porsi quelle domande a cui spesso non seguono risposte.

Divenuto imperatore per volere di Traiano, poiché a quel tempo si diveniva imperatori per adozione,

Adriano realizzò imprese grandiose che ampliarono notevolmente l’impero romano .

( Noto il Vallo di Adriano  che  vidi in parte qualche anno fa  durante un viaggio in U.K. e che segnava il confine tra la provincia romana occupata della Britannia e la Caledonia. Il Vallo di Adriano non era altro che una fortificazione che divideva l'isola in due parti).

Amante della cultura, della bellezza e della giustizia regnò inseguendo la pace fra i popoli.

Contrasse  matrimonio con Vibia Sabina, nipote di Traiano, ma ADRIANO amava soprattutto circondarsi di giovani di indiscussa bellezza con cui condivideva la propria intimità.

Il giovane Antinoo che si sacrificò per lui suicidandosi e lasciandolo costernato , rappresentò una relazione rilevante tanto che l’imperatore fondò la città di Antinopoli in sua memoria.

Antinoo, disteso in fondo alla barca, mi aveva posato la testa sulle ginocchia; fingeva di isolarsi da quella conversazione da cui si sentiva escluso. La mia mano gli scivolava sulla nuca, tra i capelli…………..Ma non v’è carezza che giunga fino all’anima”.

Non ebbe figli da Sabina poiché si trattò di un matrimonio privo di  armonia tanto che la definì una donna frigida,  e quindi come successore , sempre per adozione, scelse Antonino Pio in cui aveva individuato le qualità idonee a continuare il suo programma senza stravolgere nulla.

Quanto scritto sino a qui è semplicemente una grossolana sintesi, MEMORIE DI ADRIANO è molto altro.

Fonte di riflessioni dentro le quali ci si può rispecchiare.

Il sogno di una società giusta che sempre rimane un sogno.

Io credo ci si possa innamorare di un uomo come ADRIANO, l’imperatore romano che amava tanto Atene!

Il libro termina con una ventina di pagine intitolate “ Taccuini di appunti” la cui lettura non è affatto inutile  poiché esplicita la concretizzazione di un progetto ambizioso concluso con la pubblicazione del libro. 

STRALCI

Mi è impossibile riprendere tutto ciò che ho sottolineato, quindi mi limito a qualche passaggio che ritengo maggiormente significativo di altri, ma la scelta mi è difficile.

 -         Ogni uomo, nel corso della sua breve esistenza, deve scegliere eternamente tra la speranza insonne e la saggia rinuncia a ogni speranza, tra i piaceri dell’anarchia e quelli dell’ordine.

-         Un uomo che legge, o che pensa, o che fa calcoli, appartiene alla specie, non al sesso: nei suoi momenti migliori sfugge persino al concetto dell’umano. Ma le mie amanti pareva si facessero una gloria di non pensare se non da donne; lo spirito, l’anima, che cercavo, non era anch’essa che un profumo.

-         Se le anime possiedono una loro identità propria, possono scambiarsi, andare da un essere a un altro, come la parte di un frutto, come il sorso di vino che due amanti si passano in un bacio. Non v’è sapiente che su queste cose non muti opinione venti volte ogni giorno….

-         Trascorsi una sera intera a discutere con Arriano l’ingiunzione di amare il prossimo come se stessi; essa è troppo contraria alla natura umana per essere sinceramente seguita dalle persone volgari, le quali non ameranno mai altri che loro stesse, e non si addice al saggio, il quale non ama particolarmente neppure se stesso.

-         La mediocrità di spirito andava raramente disgiunta da una sorprendente bassezza d’animo.

-         Le mie inquietudini perduravano, ma le dissimulavo come delitti: aver ragione troppo presto equivale ad aver torto.

-         Non sono del tutto certo che conoscere l’amore sia più inebriante che scoprire la poesia.

-         Il vero luogo natio è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su sè stessi: la mia prima patria sono stati i libri. In minor misura, le scuole. Quelle di Spagna risentivano l’ozio della provincia. La scuola di Terenzio Scauro a Roma, faceva conoscere mediocremente filosofi e poeti….

-         Ma i legami di sangue sono meno deboli, checché se ne dica, quando non c’è un affetto a rinsaldarli: lo si può constatare presso i privati, durante le più banali questioni ereditarie.

 

Marzo2022- Y.Pelizzari