venerdì 3 novembre 2023

RIVIVERE PARIGI, ORLEANS, TOURS, CHARTRES

 Rivivere Parigi, Orleans, Tours, Chartres 

 


Vivere per raccontarla , proprio come scrisse Gabriel Garcia Marquez…

Andare, ritornare, avere immediatamente voglia di ripartire, ma  affinchè  nulla vada perduto da ciò che si è vissuto, ritengo utile che ciascun viaggio debba essere fermato, almeno sinteticamente sulle pagine di un quaderno. 

Abitualmente elaboro e pianifico “il mio viaggiare” autonomamente, ma in questo caso ho ritenuto opportuno affidarmi a professionisti del settore se non altro per evitare il dispendio di tempo che avrebbe richiesto la prenotazione preventiva degli ingressi  ai numerosi castelli delle Valle della Loira,   la ricerca di guide turistiche di buon livello, la scelta di alberghi posizionati strategicamente sull’itinerario da farsi , etc. etc.

Quindi mi sono affidata all’ Agenzia viaggi e mi sono occupata soltanto di preparare una valigia idonea per la circostanza. In compagnia dell’amica che per me ricopre il ruolo della sorella che non ho mai avuto, come pure io per lei,   sono partita e mi sono aggregata al gruppo che ha terminato la formazione proprio a Parigi dove alcuni sono giunti in aereo. 

Un bel gruppo i cui partecipanti provenivano da più parti: Lazio , Sicilia,  Sardegna, Veneto , Emilia, Piemonte, Lombardia , Toscana  e spero di non aver dimenticato qualcuno.

Come spesso succede,  soltanto negli ultimi giorni il gruppo ha trovato una gioiosa famigliarità,  ma comunque il viaggio nel suo complesso si è rivelato interessante e avvincente.

Marc, l’autista francese, non ha mai perso il  buon umore  e neppure la calma  nonostante l’intricato traffico  di Parigi,   mentre  Renato, l’assistente di viaggio ,  attento e disponibile  ha saputo creare una buona convivialità con simpatiche battute e la narrazione di  particolari eventi vissuti nei numerosi viaggi che il suo lavoro gli permette  farsi. 




Clochards a Lione 
La prima tappa: LIONE  che considererei  semplicemente “passaggio obbligato” per raggiungere PARIGI  

Hotel de Ville 

PARIGI, a parte il traffico che spero nel quotidiano  si possa evitare utilizzando i mezzi pubblici, per me è sempre una città sorprendente, anzi a ogni mio ritorno la ritrovo più  maliosa.

Il nostro tour con la guida,  che non  si è risparmiata dall’elargire informazioni interessanti,  è iniziato  nella grande piazza dell’Hotel de Ville, ossia il Municipio e includeva vie e  angoli  molti noti della città senza trascurare il Centro Culturale realizzato su progetto di Renzo Piano e il cantiere aperto per la ricostruzione di ciò che è andato distrutto con l’incendio di Notre Dame,  di cui  il presidente Macron  ha annunciato l’apertura  al pubblico l’8 dicembre 2024.

Mercato dei fiori






Lavori in corso presso Notre Dame

La visita al mercato dei fiori seppure veloce è stata alquanto gradevole, come pure il passaggio davanti alla storica libreria “ Shakespeare and Company “ situata sulla Rive gauche del V arrondissement e che negli anni venti del secolo scorso fu il punto di ritrovo di scrittori come Ezra Pound , Ernest Hemingway, James Joyce e altri.


Sempre nel quartiere latino , appassionante pure la visita all’Eglise de Saint SEVERIN in stile gotico  di cui la guida ha richiamato l’attenzione sulle importanti vetrate nonché sulla storia: monumento storico del  1862 sorge sul luogo dove c’era l’oratorio di San Martino.





Meritevole pure la Tour Saint Jacques, un edificio in stile gotico fiammeggiante, rientrante nel patrimonio mondiale dell’Unesco,  costruita tra il 1509 e il 1523 e che rappresenta l’unica testimonianza della chiesa di Saint-Jacques-de-la-Boucherie.






 Trascuro gli Champs Elisèes , Piazza Saint Michel, la Sainte Chapelle etc. etc. poiché online e nelle guide turistiche si trovano  le informazioni che consentono tutti gli  approfondimenti desiderati.

Parigi, denominata sin dal 1878 “ Ville lumiere” ,  secondo me è una delle più belle capitali europee: compiendo  una semplice passeggiata per le vie del quartiere Latino  si può cogliere il fascino che emana e  percepirne la singolare atmosfera.





L’escursione  serale “Ville lumiere”  è stata indubbiamente molto coinvolgente poiché abbiamo veramente  “toccato” i luoghi e i monumenti più celebri  mentre  la crociera sulla Senna  a bordo del bateau Parisien, ha reso la mia serata indimenticabile: complice il plenilunio d’ottobre che esaltava l’illuminazione della Torre Eiffel che con i suoi 300 metri di altezza rappresenta PARIGI nel mondo.

Indipendentemente dalla conoscenza individuale della città, questo giro in battello regala panoramiche stupefacenti da una prospettiva unica.

Nonostante l’aria pungente  schiaffeggiasse il volto,  eravamo in molti sul ponte superiore del battello a contemplare le scenografie inenarrabili che scorrevano davanti ai nostri occhi dalle quali spiccavano il Louvre, il Museo d’Orsay, il Palais Bourbon  Assemblèe Nationale.   

Pina ed io,  che lì ci siamo incontrate per caso e abbiamo simpatizzato, avevamo le mani infreddolite , ciò nonostante insistevamo nello scattare fotografie a raffica speranzose di riuscire a portarci a Roma lei, a Milano io,  “ un lembo di così straordinaria bellezza”.

 





ORLEANS

Qui, il gruppo è aumentato di numero: è entrato a farne parte FABRICE, la guida che ci ha accompagnati per quasi tutto il resto del tour e che con le sue spiegazioni, a volte “colorite”, a volte  “ teatranti”, ha sicuramente contribuito a  farci incamerare  qualche informazione in più poiché le “lezioni” di storia francese sono state a tratti impegnative, nonostante il mio interesse fosse elevato.

Credo che nessuno del gruppo si dimenticherà di Francesco I Re di Francia, di Caterina De Medici, del Papa  e poi….le favorite del Re.

Orleans è la città di Giovanna D’arco  conosciuta  appunto anche come la pucelle d'Orléans e infatti al centro dell’ampia piazza centrale è stata collocata una sua grande statua equestre.

Noi ci siamo soffermati sull’imponente Cattedrale di SAINT – CROIX, monumento storico di Francia dal 1862  e luogo di culto . La passeggiata per il centro, sino a raggiungere la Loira, il fiume che l’attraversa, ci ha consentito di ammirare le caratteristiche case a graticcio, ossia con le facciate dalle travi a vista. Orleans che dista 120 chilometri da Parigi, e potrebbe essere stata la capitale gallica del popolo dei Carnuti, a me è sembrata una cittadina rispettabile.

 Dopo Orleans hanno avuto inizio  le visite ai CASTELLI  e qui non mi dilungo poiché ciascuno del gruppo è in possesso della dettagliata brochure che è stata fornita unitamente al biglietto d’ingresso. Ampiezza, ricchezza,  eleganza, arredi,  imponenza, giardini,  mi hanno obbligata  a una nuova reinterpretazione  dell’ idea di “castello”.














I vari castelli che ho visitato in Italia non hanno quasi nulla in comune   con i Castelli visitati nella Valle della Loira dei quali cito: CASTELLO di CHAMBORD  - CASTELLO di BLOIS -  CASTELLO di CHENONCEAU – CASTELLO di AMBOIS – CASTELLO di VILLANDRY – CASTELLO di AZAY -LE -RIDEAU e infine il CASTELLO  di VAUX LE VICOMPTE.

 A quest’ultimo riservo qualche informazione poiché trattasi del castello che ispirò la realizzazione di VERSAILLES.

Nel 1653 Fouquet diventa Sovrintendente delle Finanze di Luigi XIV e in quello stesso rispettabile.terreni nel circondario, fa radere al suolo il villaggio di Vaux, qualche boschetto, devia addirittura il corso di un piccolo fiume per far arrivare l’acqua per il parco e le fontane. Chiama per realizzare il castello dei suoi sogni i tre artisti più in voga del momento: l’architetto Louis le Vau, che aveva costruito grandi palazzi a Parigi, il pittore Charles le Brun, che decorerà gli interni, con mobili, statue, arazzi e dipinti, e André Le Nôtre, geniale architetto di giardini, che qui realizzerà il perfetto modello del giardino alla francese, in una scenografica prospettiva lunga 3 km.

Oggi di proprietà dei Conti de Vogüé, è un castello di straordinario splendore, una sintesi perfetta fra l’architettura e il paesaggio, grazie soprattutto agli spettacolari giardini che “modellano” la natura e creano prospettive assolutamente inusuali, giocando sulle distanze, sulle panoramiche…un’autentica meraviglia. Gli interni, totalmente riarredati, danno l’impressione che Fouquet e la sua famiglia siano appena usciti per una passeggiata nel parco…Non a caso il castello è stato scelto come scenario di film famosi, da Valmont di Milos Forman alla Maschera di Ferro con Leonardo Di Caprio, Vatel con Gerard Depardieu, Marie Antoinette di Sofia Coppola per citare solo i più famosi.” 

Non ho nominato CHATEAU du CLOS LUCE poiché si differenzia quasi totalmente dagli altri: rappresenta la dimora  in cui soggiornò  Leonardo da Vinci nel periodo 1516-1519 ad AMBOIS. Interessante la visita e soprattutto molto apprezzabile  l’ampio parco ove si possono ammirare i modelli delle sue invenzioni sapientemente disseminate qui e là e che in questo periodo d’autunno, in cui la natura sfoggia vivaci  policromie,   appaiono ancora più originali. 

Copia S.Giovanni Battista ( l'originale è al Louvre)

Lo studiolo di Leonardo



Evidenzio che i Castelli visitati molto probabilmente sono stati scelti a seguito di un’oculata valutazione poiché si differenziano  molto  fra loro, anche come posizione: alcuni sono stati realizzati sull’acqua, altri sono circondati da giardini immensi.

 

Tours- Torre S.Martino




TOURS

E’ una bella citta’ d’arte e di storia,  rientra dal 2000 nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco ed è sede di una prestigiosa università francese. Si trova sui fiumi LOIRA e CHER.

 “Una delle figure che caratterizzarono la storia della città fu San Martino, il soldato romano originario di Pannonia reso famoso dalla leggenda della sua conversione quando, alle porte di Amiens divise il suo mantello con un povero e la notte successiva gli apparve in sogno Cirto coperto con la metà della cappa. Al suo risveglio ritrovò il suo stesso mantello integro. San Martino fu ordinato, nel 371 o 372, terzo vescovo di Tours e completò la sua cristianizzazione. Sepolto nelle vicinanze della città, la leggenda a cui era legato attirò così numerosi pellegrinaggi che rapidamente vi sorse una cappella e poi un centro abitato che prese il nome di Martinopolis, o anche Châteauneuf. Nella seconda metà del 400 il borgo religioso si fuse definitivamente con il nucleo urbano d'impianto romano originando così la città di Tours. L'importanza del culto del santo nella regione fece di Tours uno dei più importanti luoghi del Cristianesimo occidentale nel Medioevo, e in particolare una tappa fondamentale nel cammino verso Santiago di Compostela.”

Con Renato e con coloro che non erano eccessivamente stanchi, dopo cena abbiamo fatto un bel giro per la città apprezzando la piazza con le due fontane illuminate, il maestoso palazzo del Municipio, la Place Plumerau ovvero il cuore del centro storico antico,  la Torre di SAN MARTINO, le vie della parte vecchia sulle quali si assiepano le case a graticcio che contribuiscono a rendere suggestivo il contesto.

 

 




 CHARTRES

 

Chartres, è un’altra bella cittadina al cui centro medioevale si trovano diverse edificazioni a graticcio. Queste case, che ritengo siano inesistenti in Italia, sono molto belle da vedersi anche perché le travi a vista inserite nelle facciate,  spesso diseguali, sono tinteggiate  con colori differenti.

La maggiore attrattiva di CHARTRES è senza dubbio la Cattedrale  di Notre Dame – culto cattolico e proprietà dello Stato-   inserita nel Patrimonio dell’Umanità Unesco. Con i suoi 113 metri di altezza è una delle icone dell'arte e dell'architettura gotica, celebre per le sue vetrate, guglie e labirinto.  La visita guidata curata  da Xavier, una guida giunta per noi da Parigi, ci ha consentito di apprezzare dettagli che probabilmente avremmo trascurato. La Cattedrale custodisce una piccola parte del  velo di Maria , per cui è meta di numerosi pellegrinaggi.  

E qui, nell’ampia piazza antistante la cattedrale, dopo aver consumato la cena non particolarmente gustosa a base di carne, con un gruppetto costituitosi per l’occasione,  ho assistito al più bello  spettacolo di luci che abbia mai visto sino ad ora.

Al calare del buio,  la Cattedrale  si è illuminata e su di una facciata,  in un continuo cambiamento di colori  e di luci in movimento sono apparse immagini, date, bandiere, fiamme e altro. Probabilmente la ricostruzione degli eventi storici significativi relativi alla cattedrale.

Per tutta la durata dello spettacolo, una musica mistica si diffondeva nell’aria.

Sono portata a credere che  pure  gli atei ne siano rimasti impressionati.

Ho letto che  Chartres non vanta solo un fantasmagorico spettacolo di suoni e luci sulla famosa cattedrale, ma è diventata una vera “capitale della luce”, infatti anche il palazzo gotico antistante l’albergo dove ho soggiornato presentava una facciata con luci in movimento che dava l’illusione fosse ricamato.  

 




Infine è arrivato l’ultimo giorno del tour.  Dopo un’abbondante colazione preparata appositamente per il gruppo alle 6 e 30 di mattina mentre tutti gli altri ospiti dormivano, Marc ha caricato i bagagli e con un’alba dai colori indicibili, abbiamo lasciato alle spalle il viale alberato e il bell’hotel di COUDRAY MONTCEAUX  ed è stata presa la direzione Italia.

Altri componenti del gruppo si erano staccati il giorno precedente per raggiungere  Parigi e rientrare in aereo, ma non prima d'aver effettuato una visita alle cantine.





 E’ stato bello, è stato un tour intenso, per qualcuno forse  leggermente faticoso,  ma penso che la maggior parte dei partecipanti  sia rimasta soddisfatta  e  già  pensa  a un prossimo tour.

 Novembre 2023 – Y.Pelizzari 





lunedì 4 settembre 2023

LA MALNATA -BEATRICE SALVIONI

 

LA MALNATA -  BEATRICE SALVIONI


Incuriosita dalla intensa  pubblicità e soprattutto dopo aver letto che LA MALNATA,  opera prima  di Beatrice Salvioni, usciva  contemporaneamente con l’edizione italiana in Francia, Spagna, Grecia, Repubblica Ceca, Turchia, Bulgaria e poi negli Stati Uniti e in Germania, non ho esitato ad acquistarlo.

Come non farlo, un romanzo  che  è  “…in corso di traduzione in 32 lingue”?!! 

Sinceramente mi sono posta qualche domanda ossia come fosse  possibile che un’opera prima, quindi un’autrice esordiente, venisse pubblicata in più Paesi senza aver ancora ottenuto il successo in casa propria, ma poi sono andata oltre.  

Ebbene il romanzo l’ho letto velocemente anche perché sono solo 240 pagine.

Indubbiamente scritto bene, ma come potrebbe non esserlo considerato che l’autrice è  laureata in Filologia moderna presso l’Università Cattolica di Milano e ha frequentato  la scuola Holden?

La trama

Il romanzo ambientato  a Monza , periodo Italia fascista  - anno 1936, racconta le vicissitudini di due ragazzine completamente differenti fra loro: Francesca di dodici anni appartiene a una famiglia Borghese,  “perbene” mentre Maddalena, "la malnata" , vive in periferia  in una famiglia ancora numerosa nonostante il padre sia morto e un fratellino “volato fuori” dalla finestra. Sulla lavagna  degli acquisti da farsi , appesa in cucina nella casa della malnata,  c’è scritto che manca tutto ma occorre dare la precedenza al pane e al latte.

Ebbene Francesca dalla finestra di casa sua osserva spesso la Malnata che trascorre molto tempo nel Lambro con altri due ragazzi  a giocare con la gonna alzata, i piedi nudi nell’acqua, in completa libertà.

Lei,  educata a dire  “grazie” anche quando non è il caso, obbligata al rispetto di regole di società che la madre quotidianamente sgrana come fossero i chicchi  del rosario,  prova un desiderio sempre crescente  di conoscere quella ragazzina e fare amicizia con lei. 

Ci riuscirà in occasione di un piccolo furto di ciliegie al fruttivendolo del quartiere.

Nasce fra loro una fortissima amicizia e insieme vivono situazioni alquanto  complicate, alcune create dalla Malnata medesima  che  è considerata da “tutti” come “colei che scaglia maledizioni”.

Sintetizzo:  il carattere ruvido e schietto della Malnata aiuterà  Francesca ad affermare la propria personalità e trovare  il coraggio di andare contro pregiudizi e convenzioni che spesso non sono altro che falsità.

Contemporaneamente alla nascita e crescita di questa amicizia , la narrazione mette in risalto la situazione dell’Italia fascista che si trova dentro una becera propaganda che esalta un’immaginaria espansione coloniale che renderà “ grande la Patria”.  La  guerra in Etiopia è dichiarata e uomini di tutte le età, indipendentemente dalle situazioni famigliari, sono chiamati a donare il sangue e morire con onore, per ottenere, infine nulla.  Anche alle spose è richiesto di donare l’oro: la madre “perbene” di Francesca donerà una fede nuziale  di ferro bagnata nell’oro acquistata per la circostanza mentre la madre della “Malnata” , donerà l’unica che aveva, in oro vero, in parte graffiata e consumata, ma autentica.  

Pag 26 - “ Perché se non ci stai attento i fascisti non ti lasciano manco le mutande”.

 Impressioni personali

Abitualmente leggo con la matita in mano, ma nello specifico ho evidenziato solo un paio di belle descrizioni. Ho letto che si tratta di un libro di formazione: sicuramente lo è  per adolescenti, ma  non certamente per chi ha letto molti libri.      

La storia evoca lontanamente L’amica geniale , come è stato scritto anche da altri lettori/lettrici.

Concludendo: secondo me è un bel romanzo, che si legge in un soffio e niente altro. Io l’ho letto in un paio di giorni mentre ero in spiaggia.

Non escludo che la pubblicità mi abbia condizionata per cui avevo grandissime aspettative, nonostante sia consapevole che spesso è ingannevole.

Ancora: mi permetto suggerire di non trascurare neppure la pagina dei ringraziamenti .

Forse ci sono casi in cui il successo di un romanzo si può decretare prima della pubblicazione.  

 

Settembre 2023 – Y.P.

domenica 9 luglio 2023

TIRANA – Alla scoperta delle città albanesi

 

TIRANA – Alla scoperta delle città albanesi

 



Le città albanesi  non rientrano ancora nel  circuito turistico  di maggior richiamo e verosimilmente  vedono il maggior numero di turisti nel periodo estivo poiché sono proprio  le coste dell’Albania,  con belle spiagge e acqua trasparente, a godere di grande attrattiva.

Numerosi sono gli italiani che scelgono le coste albanesi per trascorrervi le vacanze , complice anche il basso costo della vita.  Infatti l’Albania non è ancora  parte del sistema monetario europeo e della comunità europea anche se ha inoltrato la domanda di adesione  già da qualche anno.

 


Dall’aeroporto di Tirana, dopo una percorrenza in auto di circa mezz’ora, si raggiunge il centro della capitale Tirana, una città che definirei sorprendente poiché anche se ci si documenta  prima di raggiungerla difficilmente ci si immagina di trovare svettanti palazzi ultra-moderni  dalle singolari forme,  in netto contrasto con i “casermoni”,  ancora esistenti, testimonianze di quel regime che ha costretto l’Albania a vita grama e a un forzato isolamento,  sino a trent’anni fa.

Non intendo soffermarmi sui fatti storici e sulle conseguenze del comunismo in Albania poiché ampiamente documentati e di cui noi italiani , credo ne siamo in parte a conoscenza  sin da quando negli anni ‘90 al porto di Bari sono arrivate le navi/barconi strapieni di albanesi provenienti da Valona .

 



La visita di TIRANA obtortocollo  inizia dal centro ossia dall’ampia piazza SKANDEBERG,  il cui  nome  è a memoria dell’eroe nazionale albanese  Giorgio Castriota Scanderberg che guidò il popolo nella ribellione contro l’impero turco-ottomano. Questa piazza con i suoi  40.000 metri quadrati rappresenta l’ottantunesima piazza più grande nel mondo : un tempo utilizzata dal regime per esibire la sua potenza con parate  e sfilate militari, oggi  ospita qualsiasi genere di evento.

Nel 2017 è stata rimaneggiata e  24.000 metri quadrati della superficie  sono stati pavimentati con un mosaico di pietre naturali provenienti da tutti i territori che parlano la lingua albanese, compresi Macedonia, Montenegro, Kosovo e Grecia.





 Delimitano la piazza, oltre ai più recenti palazzi, la torre dell’Orologio, il teatro dell’Opera e del Balletto, la moschea ottomana Et ‘Hem Bey, il Museo Nazionale e diversi  locali quali bar e attività commerciali varie. Poco distante,  di fronte al Teatro,  c’è l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana e dalla parte opposta la grande cattedrale  della Resurrezione di Cristo . Trattasi della cattedrale dell'arcidiocesi di Tirana, Durazzo e tutta l'Albania, ed è la sede principale della chiesa ortodossa albanese.

 Sostare in piazza Scanderberg al crepuscolo, quando il giorno cede il passo alla sera,  le luci  divengono riflessi aranciati e dal minareto si propaga la voce tonante del muezzin che richiama i fedeli alla preghiera,    è un’esperienza emozionante.



 Io e la mia compagna di viaggio ci siamo ritrovate in completo accordo nell’affermare che certe situazioni sono incomprensibili se non vissute e la sera seguente, siamo tornate in loco per rivivere la medesima circostanza e una rinnovata emozione.

Io, poco sensibile alle religioni, mi sono sentita completamente coinvolta:  ritengo che il richiamo del muezzin, soprattutto per coloro che professano quella fede, sia assolutamente penetrante e irresistibile.

 

Dal 1998 l’ALBANIA è una repubblica parlamentare  e nel centro di Tirana si trovano tutti gli edifici che ospitano i ministeri , oltre ad altri edifici di interesse storico come ad esempio LA CASA DELLE FOGLIE, una casa seminascosta che fu la sede del Sigurimi, il famigerato servizio segreto albanese che ha operato durante la lunga dittatura di Enver Hoxha e che è assimilabile al  Museo della Stasi dell’ex Germania dell’est. Infine per chi volesse conoscere la storia del comunismo albanese c’è il  Museo BUNKER ART, sempre poco distante dalla piazza principale. 

 






Un luogo incantevole, che credo sia da considerarsi  il salotto della città,  è il Kalaja e Tiranës – Familja Toptani, , ( in italiano il castello di Tirana) : inaugurato nel 2019 è un polo artistico, gastronomico e certamente molto turistico. Molto suggestivo anche il viale  alberato che occorre percorrere per raggiungere questo luogo ai cui lati ci sono bar ,ristorantini tipici, gelaterie,  ambulanti di libri, artisti di strada.

 

Alla bellezza del centro di Tirana si contrappone l’anonimato ed anche lo squallore della periferia, ma  occorre considerare che la città è in evoluzione e ovunque ci sono lavori in corso.  Indubbiamente dal futuro gli albanesi si aspettano molto poiché i grandi palazzi che ospitano hotel di lusso non credo siano stati realizzati per restare vuoti.


Inoltre la presenza di CENTRI COMMERCIALI con i brand più blasonati , credo siano segni non trascurabili. Il TOPTANI shopping center , realizzato verticalmente, con scale mobili,  ascensore panoramico e decorazioni scenografiche è una struttura che potrebbe far credere di trovarsi in  qualsiasi altra capitale europea. 


Tirana come tutte le città ,  oltre che a piedi,  è percorribile con i mezzi pubblici: nei pressi della piazza  Skandenberg c’è un capolinea da dove partono i vari bus, oltre che una linea specifica che conduce ad un  terminal in periferia dal quale partono  bus per molte destinazioni, alcuni dei quali  senza orari prestabiliti  bensì quando  hanno tutti i posti occupati.  Anzi, all’occorrenza, l’autista dispone di qualche sgabello da aggiungere e posizionare sulla corsia centrale.

Noi ci siamo serviti dei bus per DURAZZO e per VALONA.

Occorre  tener presente che la realtà albanese è leggermente diversa dalla nostra e nel caso ci si trovasse a bordo di un bus che si rompe e ci lascia in strada,  niente panico, qualcosa succederà….  Io e  Cri abbiamo vissuto simile esperienza e abbiamo avuto la fortuna di usufruire del passaggio di un furgone che trasportava  operai che rincasavano dopo la giornata di lavoro.

 




Trascuro la parte culinaria  assicurando che in Albania, la carne e le insalate non mancano.

Gustose pure le pizze, prevalentemente sottili e mai bruciate. Ottime le spremute di melograno e ottime pure le birre di produzioni locali.

 

Marzo 2023 – Y.P.

 

(Seguiranno info su DURAZZO e VALONA).

sabato 25 febbraio 2023

CUORE PRIMITIVO ANDREA DE CARLO

CUORE PRIMITIVO – ANDREA DE CARLO 



Premetto che sono una estimatrice di Andrea De Carlo e poiché le sue opere non mi hanno mai delusa, spesso le acquisto istintivamente, come ho fatto con CUORE PRIMITIVO, di cui ho intrapreso la lettura senza neppure essermi soffermata sull’aletta anteriore dove si trova la sintesi della trama.

Sin dalle prime pagine ho riscontrato che la lettura era particolarmente coinvolgente ma soprattutto,  mi è stato subito chiaro,  che si trattava di qualcosa di profondo e non particolarmente leggero perché i personaggi, alquanto dissimili fra loro, davano voce alle loro interiorità. 

La realtà vista da diverse prospettive diviene fonte inesauribile di domande, di riflessioni. Domande che non sempre trovano risposte logiche.
L’ambientazione è collocata in un luogo inesistente: Canciale, ossia un piccolo borgo in Liguria situato fra l’appennino e il mare. 
Qui, nella loro seconda casa, Mara Abbiati, scultrice dalla fama crescente e Craig Nolan antropologo di successo, trascorrono le vacanze estive . Durante la vacanza a seguito di un forte temporale, dal tetto della vecchia casa è entrata dell’acqua per cui l’antropologo decide di fare le verifiche del caso. Purtroppo salendo sul tetto, scivola e cade e,  solo per un puro miracolo non si frattura alla gamba.
Il tetto a questo punto necessita di un serio intervento e soprattutto in tempi brevi. 
Mara si attiva immediatamente ed entra in contatto con tale Ivo Zanovelli, un costruttore che sin dal primo incontro traspare che conduca una vita non priva di ombre.

 “ Ivo Zanovelli ha passato metà della vita a restarci male per le cose che si immaginava. O perché non succedevano mai, o perché succedevano troppo tardi. O perché succedevano diverse da come se le era immaginate, ma sempre in peggio” .

Fra Mara Abbiati e Graig Nolan, sposati già da qualche anno, l’equilibrio è alquanto precario forse anche perché l’antropologo in passato ha avuto una relazione con una sua studentessa. A suo dire si era trattato solo di un’avventura a scopo sessuale , ma comunque aveva minato di fiducia di Mara nei suoi confronti.
Ebbene Ivo Zanovelli non piace affatto a Craig, con quei capelli lunghi raccolti a coda e la maglietta con le maniche tagliate a mettere in mostra i muscoli tatuati, ma costui afferma di poter ricostruire il tetto in tempi brevissimi e a prezzi assolutamente concorrenziali, fermo restando che venga pagato in contanti, per cui Mara Abbiati incurante del marito, decide di assegnargli il lavoro. 
E qui mi fermo…..

Succede ciò che non è immaginabile e il finale è veramente sorprendente.
Perché la lettura non è da considerarsi “leggerissima”? 
Semplicemente perché l’autore scava dentro i personaggi. Domande . Riflessioni. Ipotesi. 
Nel contempo che l’antropologo con tutte le sue conoscenze analizza, si pone domande, trova risposte, alcune delle quali illusorie, in Mara e Ivo così apparentemente distanti e la cui conversazione è quasi inesistente riemergono sentimenti dormienti che loro stessi ignoravano.

Stralci

 - Qualunque evento è il risultato di una catena lunghissima di eventi interconnessi. Immaginare come sarebbe il presente se si potesse sostituire retrospettivamente un anello a un altro è un’incredibile perdita di tempo. 
- ….un’illusione è l’interpretazione distorta di una sensazione esistente……E’ un campo di grande interesse, quello delle illusioni, anche per le conseguenze devastanti che tendono ad avere nella vita delle persone. 
- L’invidia è l’arte di contare i doni altrui invece dei propri. 
- I tratti dominanti di un carattere non cambiano con l’età, al massimo si fanno temperare dall’esperienza, e comunque non in modo permanente.
 - Non c’è niente di inspiegabile in quello che sentiamo o facciamo, davvero; è solo che a volte le spiegazioni ci causano imbarazzo, e troviamo più conveniente non ricercarle con troppa insistenza. 
- Viviamo in un mondo barbaro, popolato da barbari, in cui le espressioni di eleganza mentale e comportamentale sono una straordinaria eccezione, il fragile risultato di millenni di evoluzione che può purtroppo essere azzerato nel volgere di un battito d’ali. 

 Febbraio 2023 – Y.P.

mercoledì 15 febbraio 2023

BOCCADASSE - Un borgo in città

                                                         BOCCADASSE


Spesso si intraprendono lunghi viaggi speranzosi di scoprire chissà quali meraviglie e quasi sempre ci si dimentica che viviamo in un paese che dal punto di vista paesaggistico e architettonico,  è in grado di sorprenderci a ogni angolo.    

Nel mio caso, non saprei indicare il numero delle volte che sono andata a Genova, parecchie di sicuro,  eppure in occasione di questa breve vacanza in Liguria all’insegna “del camminare” , ho scoperto BOCCADASSE.

Arco della Vittoria

Statua del Navigatore

Lasciando alle spalle GENOVA BRIGNOLE, quindi oltrepassando l’imponente Arco della  Vittoria,  la Statua del Navigatore,  a piedi si raggiunge il lungomare di Corso Italia e si procede….

Palazzi eleganti, alcuni in stile liberty, Ville lussuose immerse in parchi  ben curati si susseguono sul lato opposto al mare . Il lato mare non necessita di descrizioni  poiché offre panoramiche dalle quali ciascuno di noi coglie le proprie personali emozioni e comunque Corso Italia è considerata una fra le più belle passeggiate di Genova.

Io l’ho trovata davvero pregevole ma oltrepassata la Chiesa Parrocchiale dedicata a SAN ANTONIO di PADOVA, l’unica in Genova ad essere dedicata al Santo di Padova, le cui vetrate interne in vetro cattedrale  colorato sono di una bellezza che lascia senza fiato, si preannuncia uno scenario inaspettato dall’alto verso il basso.   



Il borgo marinaro di Boccadasse , raggiungibile attraverso uno stretto vicolo completamente in discesa, è un insieme di case dalle facciate tinteggiate a colori pastello e  vivacizzate da lunghe file di panni stesi sui balconi o alle finestre.

La spiaggia di ciottoli  dall’ampiezza tipica delle spiagge liguri,   racchiusa da scogli  e un corollario di bar, ristoranti, gelaterie… Un insieme molto suggestivo che immagino possa esserlo ancora di più , quando all’arrivo della bella stagione,  le barche tutt’ora a riposo,  vengono spogliate dai teli  protettivi.  Un borgo silenzioso, dentro una città rumorosa, un  piccolo paradiso ,  che probabilmente invano cerca di difendersi dall’orda di turisti che in estate sicuramente invade la zona. 


Per il pranzo, l’amica Mary, dalle quale ero ospite,   ha privilegiato CREUZA DE MA, un ristorantino tipico molto accogliente, affacciato sulla spiaggia dove per la prima volta ho assaggiato la specialità locale Capon Magro: un antipasto di pesce misto adagiato su una base simile a una purea di patate. Una delizia!



Addentrandosi per i vicoli  oltre a godere delle panoramiche offerte dai  belvedere si possono ammirare dall’esterno anche lussuose ville poiché BOCCADASSE è una quartiere residenziale di GENOVA.

Con BOCCADASSE ho scoperto un altro angolo di Liguria, ma sono sicura che ci sarà ancora molto altro…

Ritornerò!

Curiosità - “Diverse sono le ipotesi circa l'origine del nome di Boccadasse, ma non ci sono fonti certe in proposito. Secondo quella più frequentemente citata, il nome deriverebbe dalla forma della piccola baia: Boccadasse significherebbe "bocca d'asino”. Altre possibili origini del nome fanno riferimento al torrente "asse" che un tempo scorreva dove attualmente si trova via Boccadasse e, dopo aver alimentato i lavatoi (treuggi in genovese) e la fontana, sfociava in mare al centro del borgo, o ancora, dal nome di un antico proprietario, Guglielmo Boccadassino”. 




Febbraio 2023 - Y. P.

martedì 31 gennaio 2023

INNAMORARSI DI MILANO

 INNAMORARSI DI MILANO



MILANO, non è la mia città natale: sono nata in un piccolo paese su quel lago racchiuso da una corona montagnosa la cui unicità lo rende spettacolare in ogni stagione. Il lago di Como.
Ma MILANO è la città di cui mi sono innamorata e alla quale devo la mia formazione e crescita professionale.
Sin da quando ero bambina e l’avevo vista solo in cartolina, per me rappresentava la CITTA’, nel senso autentico del sostantivo e giorno dopo giorno nutrivo il sogno che quando sarei cresciuta l’avrei raggiunta, come in realtà feci.
Oramai sono trascorsi diversi anni da quando avvenne il mio primo incontro con MILANO.
Un incontro che rivivo con intensità emotiva e nitidezza d’immagini ogni qualvolta mi trovo in piazza Duomo dinanzi alla Cattedrale: ma quanto tutto era “GRANDE” per me che provenivo da spazi ben definiti!
Ma quanto tutto era straordinario!

Ricordo che persino le insegne pubblicitarie con le luci che si accendevano e spegnevano con alternanza di colori le trovai sbalorditive.
Ci volle tempo per comprendere che non tutte le strade erano uguali, che MILANO non era rappresentata solo dal centro storico e che come tutte le città aveva la sua bellezza e le sue brutture.
Non nego che al primo incontro, forse Milano mi aveva intimorita, ma nel contempo, ne sono certa, il suo splendore mi aveva catturata.


Milano di sera era magica e di notte briosa.
Allora come ora , anzi ora con l’avvento della tecnologia, di sera la magia si è dilatata e la vita notturna non ha subito arresti, forse si è pure esasperata.
Me ne innamorai , proprio come spesso ci si innamora perdutamente del ragazzo ribelle dallo sguardo misterioso anziché del “bravo ragazzo” dal volto pulito.
A distanza di anni, nonostante abbia imparato ad attraversarla in lungo e in largo, non posso dire di conoscerla nel profondo e nel dettaglio anche perché MILANO è sempre in evoluzione e il suo patrimonio artistico e architettonico è immenso. E poi Milano è stupefacente: non mancano mai le occasioni per scoprire luoghi mai visitati, palazzi di cui si ignorava la storia, cortili inimmaginati, chiese, musei e molto altro ancora, senza trascurare le vetrine magistralmente allestite da lasciare sbigottiti.
Le torri e l'emisfero a Citylife

Non è comunque mia intenzione stilare un elenco dei luoghi imperdibili di Milano anche perché ritengo poco soddisfacenti i suggerimenti che spesso si trovano in rete tipo “ visitare la città in un giorno – in tre giorni – in una settimana”.
I luoghi per essere conosciuti e apprezzati necessitano di tempo e ognuno ha le proprie preferenze determinate dagli interessi.
Le visite frettolose offrono solo assaggi utili a incamerare immagini che poi andrebbero approfondite.

Porta Romana

Piazza della Scala

Queste mie riflessioni intendono unicamente esplicitare la fascinazione che ho subito da questa
città, una fascinazione dapprima superficiale e non priva di dolore, per divenire successivamente, consapevole e sempre più solida. Milano è bella nella sua complessità, con tutte le storture e contraddizioni e io, non intendo spegnere in me quella frenesia che induce all’utilizzo delle scale mobili come fossero semplici scale, forse considerando il meccanismo troppo lento, perché penso che la frenesia all’apparenza stancante, sia in realtà un invito a vivere appieno la vita senza perdere tempo.


Contemporaneamente, sono e sarò sempre grata al mio borgo natio, dove nel giardino assolato ritrovo i miei genitori sprofondati nel riposo perenne: ogni ritorno alla casa di pietra dalle cui massicce mura mi giunge l’eco della sua voce, genera forti emozioni .
(A volte anche dispiaceri nell’apprendere partenze improvvise di persone conosciute).
La quiete delle notti di lago che ricerco, lo scintillio delle acque che rappresentano scenari di inenarrabile bellezza in cui la vista si esalta, sono contesti irrinunciabili, ma sono soprattutto intermezzi. Nel momento in cui sopraggiunge il richiamo della città, come avvenne quando ero adolescente, devo andare, “devo volare altrove”.
Dicembre 2022 - Y.P.

venerdì 20 gennaio 2023

GLI ANNI – ANNIE ERNAUX

 GLI ANNI – ANNIE ERNAUX 


Di ANNIE ERNAUX,  Premio Nobel per la Letteratura 2022, non avevo mai letto nulla.

Qualche settimana fa, durante una delle consuete “passeggiate” a LA FELTRINELLI di corso Vittorio Emanuele, ben in vista sul banco delle informazioni, ho notato una corposa serie di suoi romanzi  per cui  decisi di acquistarne uno.

Non cercavo qualcosa di particolare: scelsi istintivamente e acquistai “GLI ANNI” e, a conferma di una mia convinzione, ora  scrivo che nulla avviene casualmente.

Spesso leggiamo dei libri perché sono loro stessi che ci invitano a farlo e non è da escludere che ci indichino pure il momento più adatto per intraprenderne la lettura.

Io ero in procinto di partire per la mia vacanza nella Repubblica Dominicana e  nessun altro romanzo se non GLI ANNI,  avrebbe potuto essere, a mio parere, più adatto.

 Il contenuto del romanzo  avremmo potuto scriverlo in molti poiché si tratta di una narrazione meticolosa e profonda della quotidianità in ambienti diversi relativa agli ultimi decenni.

Ovviamente per scriverlo occorreva avere l’idea, un’idea che solo una scrittrice come ANNIE ERNAUX ha avuto. 

Dunque la trama di GLI ANNI si concentra su questi ultimi decenni   che  hanno radicalmente mutato la società sotto tutti i punti di vista sino a condurci ai giorni nostri in cui il consumismo regna sovrano e noi siamo divenuti semplicemente degli “ strumenti” - consapevoli o inconsapevoli -  alla mercè dei grandi manovratori.  

 La narrazione,  avviene attraverso la rivisitazione di alcune fotografie  di una donna ex- insegnante, che aveva letto I MANDARINI di Simone De Beauvoir e ora  è arrivata all’età di 65 anni, intende scrivere il libro che ha in programma da venti anni.

Una lettura  molto piacevole e chi ha vissuto, anche solo in parte il periodo in esame, non avrà problemi a riconoscersi e riconoscere alcune realtà.

 Per un certo verso GLI ANNI potrebbe rientrare fra i libri storici poiché si addentra in tutti i campi: dalla politica, alla quotidianità domestica, al timore d’invecchiare, al cambio linguaggio comune imposto dalla tecnologia, etc. etc.

Per chi non ama vivere superficialmente penso lo possa considerare un romanzo di formazione perché è indubbio che offre molti spunti su cui  riflettere e sicuramente aiuta a prendere consapevolezza.

 Nel mio caso, la lettura di questo romanzo durante il soggiorno domenicano, mi ha indotta a “osservarmi da fuori”: ho visto con chiarezza gli errori, le trappole celate da discorsi ingannevoli e allettanti da parte di stampa e televisione avvenute nel tempo, sino a condurmi a dubitare di alcuni “miei stili di vita”. 

Un romanzo che consiglio vivamente, che mi fa desiderare di leggerne altri di questa autrice che indubbiamente  è meritevole del premio ottenuto.

 STRALCI

“Solo i fatti mostrati dalla televisione davano accesso alla realtà. Tutti avevano un televisore a colori. I vecchi lo accendevano a mezzogiorno all’inizio della trasmissione e si addormentavanola sera davanti allo schermo………. Durante l’inverno i fedeli potevano assistere a IL GIORNO DEL SIGNORE per avere la messa a domicilio. Le casalinghe stiravano guardando gli sceneggiati…Le madri tenevano tranquilli i bambini con i cartoni animati…..

Per tutti la televisione significava avere a portata di mano intrattenimento a basso costo, alle mogli garantiva la tranquillità di avere il marito a casa la domenica davanti ai programmi sportivi.

…..Nelle conversazioni ci si limitava a specificare l’ha detto la TV, da interpretare secondo i casi come una presa di distanza o una prova di verità.

C’erano solo gli insegnanti ad accusare la televisione di distrarre i bambini dalla lettura e di inaridire la fantasia. Ma loro non se ne curavano, cantavano a squarciagola le canzoni dei cartoni, imitavano la voce…….” 

I centri commerciali diventavano più grandi e si moltiplicavano persino nelle campagne, adesso costellate di quei parallelepipedi di cemento fitti di pannelli leggibili fin dall’autostrada. Luoghi di puro consumo in cui l’atto dell’acquisto si eseguiva in maniera asettica, blocchi di costruzioni alla sovietica contenenti ciascuno, in quantità mostruosa, la totalità degli oggetti di una stessa tipologia, scarpe, indumenti, bricolage, e un McDonald’s come ricompensa per i bambini..... 

La logica mercantile si faceva via via più pressante, imponeva un ritmo frenetico. I prodotti muniti di codici a barre passavano dal nastro trasportatore al carrello con un bip discreto che in un secondo faceva sparire il costo della transazione. Gli articoli di cartoleria per l’inizio della scuola comparivano sugli scaffali ancora prima che i bambini andassero in vacanza, i giocattoli di Natale all’indomani di Ognissanti, i costumi da bagno a febbraio. Il tempo delle cose ci risucchiava, ci costringeva a vivere sempre con due mesi di anticipo.

 Per gli adolescenti- soprattutto quelli che non potevano contare su nessun altro strumento di distinzione sociale -il valore personale era stabilito dai vestiti, dalle marche, l’Oreal perché io valgo…………

 N.B. Infine l’autrice è nata LILLEBONNE per cui ha preso in esame la FRANCIA, ma nulla si differenzia dall’Italia se non i nomi dei presidenti, dei presentatori e programmi.

 

Gennaio 2023- Y.Pelizzari