sabato 9 aprile 2022

PUNTO PIENO - SIMONETTA AGNELLO HORNBY

 PUNTO PIENO


SIMONETTA AGNELLO HORNBY
rientra fra le mie autrici preferite e ritengo d’aver letto con vivo compiacimento  quasi tutti i suoi romanzi e, sono parecchi….La Mennullara, La Monaca, La zia Marchesa, Boccamurata, Il veleno dell’oleandro, Nessuno può volare, Via XX Settembre e altri ancora.

PUNTO PIENO , il romanzo che ho appena terminato,  è il terzo capitolo di una trilogia iniziata con "CAFFE’ AMARO" e "PIANO NOBILE”, ma è anche il primo romanzo di Simonetta Agnello Hornby che mi ha leggermente  annoiata.

Non intendo dire che non sia un bel romanzo, infatti è certamente ben strutturato e lo stile letterario impeccabile come consuetudine dell’autrice, ma ho trovato molte descrizioni quasi superflue che hanno implementato la narrazione senza darle un reale valore aggiunto.

Forse è bene leggerlo singolarmente senza aver letto i due precedenti poiché in fondo,  ogni romanzo ha il proprio finale e non necessariamente occorre conoscere cosa faranno le generazioni successive alla prima….

Frammenti di trama

In questo romanzo oramai i SORCI sono diventati adulti  e come già avevamo appreso, trattasi di una generazione con luci ma soprattutto con molte  ombre. Nulla è come si manifesta in pubblico e Andrea Sorci, nonostante matrimonio e figli è affetto da disturbi psichici di notevole entità per cui in preda ad un eccesso di rabbia , uccide la sua domestica, proprio internamente al Palazzo Sorci, al Piano Nobile, palazzo che verrà destinato alla vendita.   

Fa parte della generazione Sorci, quale figlio illegittimo,  anche  il potentissimo avvocato PEPPE VALLO, soprannominato l’Americano, che riesce a far insabbiare l’omicidio.

Ovviamente Peppe Vallo ha le sue buone ragioni per supportare in ogni circostanza i Sorci…

L’omicidio da inizio al romanzo, forse per ricordarci e dare una conclusione a quelle che  in PIANO NOBILE parevano solo stravaganze di Andrea,  o forse per esaltare  la potenza esercitata da Peppe Vallo nei vari ambienti e in molte circostanze , sino alla sua morte.

Il titolo PUNTO PIENO  invece,  scaturisce dalla forza di tre donne, le zie che i Sorci hanno soprannominato “ le Tre Sagge”.

Queste decidono di fondare un’associazione con l’obbiettivo di mantenere  viva  l’attività del ricamo e tramandarla alle donne più giovani.

Nasce così all’interno della sagrestia della Chiesa dei Santi Scalzi il Circolo del Punto Pieno, dove si ricamano lenzuola, corredini per neonati, tovaglie, etc. etc. e   soprattutto, dove l’accesso è libero a tutte le donne: dalle nobildonne, alle ex-carcerate, alle prostitute o ex- prostitute poiché la Legge Merlin del 20 febbraio 1958 ha imposto la chiusura delle case di piacere.

 Si forma così una vera e propria comunità di solidarietà, sorellanza,   dove si conversa, ci si sfoga, ci si aiuta e nel contempo l’ago e il filo compongono lavori di pregio che in tempi brevi trovano commercio anche all’estero.

Gli avvenimenti  sono collocati  fra i 1955 al 1992 , passando quindi dall’uomo che sbarca sulla Luna, ai movimenti studenteschi , sino ad arrivare all’uccisione di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta….

Non mi è facile sintetizzare la trama poiché è densa di avvenimenti, perfino troppi i personaggi …

Grande simpatia per Carlino, che superando i vari pregiudizi riconducibili alla sua omosessualità,   è divenuto uomo di successo nel campo della moda.

L’ambientazione ovviamente  è in  Sicilia, PALERMO.

Pag. 206 : “ E’ mattina presto, sono sul balcone della camera da letto. Palermo vista da qui, è bellissima. L’aria è limpida e pulita, i primi raggi del sole colpiscono il mare ed è come se la superficie dell’acqua scoppiettasse di scintille. L’aria è fresca, le api ronzano intorno agli anemoni giapponesi che Rita ha voluto piantare vicino alle arnie, in quello che noi chiamiamo il giardino delle rose”.

 Non vorrei essere ingiusta nei confronti di Simonetta Agnello Hornby , che come ripeto, con i suoi romanzi mi ha regalato molte emozioni, ma in PUNTO PIENO  ritengo abbia affrontato troppe tematiche. Già bastavano usi , costumi, infedeltà e gli intrighi tipici  di questa splendida isola che forse ancora non è riuscita a liberarsi dall’influenza mafiosa. 

Stralci 

-         Le famiglie si ammalano e poi guariscono. Siamo creature fragili, ma impariamo giorno per giorno di cosa è fatta l’esistenza, soprattutto la condivisione di abitudini e caratteri.

-         Non portare rancore, ti consuma. Metti sempre davanti a tutto i tuoi figli, e naturalmente la tua dignità. Gli uomini vengono da un passato che li giustifica, a te basta non giustificare quel passato.

-         …una  famiglia che ti difende non basta di fronte a una città pronta a crocifiggerti se non stai ai patti e non coltivi il codice dell’ipocrisia.

-         La nostra vita è scandita da rituali e abitudini. Da giovane l’avrei trovata insopportabile, a cinquantasei anni mi sembra di poterla accettare.

Aprile 2022  Y.Pelizzari

martedì 8 marzo 2022

MEMORIE DI ADRIANO - Marguerite Yourcenar

 

MEMORIE DI ADRIANO


“ Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo” dice di sé Adriano, un personaggio così raffinatamente calato nella sua epoca, eppure così vicino al tormento di ogni uomo, di ogni tempo, nell’accanita ricerca di un accordo tra felicità e logica, tra intelligenza e fato.

“Un libro si scrive, un libro si legge, un libro si critica”, ma criticare MEMORIE DI ADRIANO per me è impossibile. L’autrice per scriverlo ci ha impiegato un trentennio e la lettura dal mio punto di vista risulta essere molto coinvolgente . Eccellente lo stile letterario,  come pure il contenuto.

Leggere le MEMORIE DI ADRIANO ai giorni nostri ritengo sia  molto utile  per tutti : chi ama la storia  sicuramente ben conosce le imprese e l’ideologia di Adriano ma rileggerla come scritta da questa scrittrice, può rivelarsi sorprendente. Coloro invece che hanno vaghe rimembranze dei libri di storia, con questa lettura avranno l’opportunità di constatare la genialità e la lungimiranza di questo imperatore romano , nato a Italica ( Spagna) il 24 gennaio 76 dopo Cristo e morto a Baia il 10 luglio 138 regnando dal 137 fino alla sua morte, quindi per un ventennio e più.

 L’autrice

Marguerite Yourcenar ( Bruxelles 1903 – Mount Desert 1987) È stata la prima donna eletta alla Académie française; nelle sue opere sono frequenti i temi dell'esistenzialismo, in particolare quello della morte. Opere : Care Memorie – Archivi del Nord – Come l’acqua che scorre – Il tempo –  e altri.

Trama

Adriano, giunto all’età di 60 anni sentendosi afferrare dalla vecchiezza con conseguente perdita di forze e salute - “ E’ difficile rimanere imperatore in presenza di un medico; difficile anche conservare la propria essenza umana….” - e   consapevole di essere prossimo a dover cedere il trono scrive  a Marco lunghe lettere in cui racconta la sua storia senza trascurare dubbi e turbamenti e senza evitare di porsi quelle domande a cui spesso non seguono risposte.

Divenuto imperatore per volere di Traiano, poiché a quel tempo si diveniva imperatori per adozione,

Adriano realizzò imprese grandiose che ampliarono notevolmente l’impero romano .

( Noto il Vallo di Adriano  che  vidi in parte qualche anno fa  durante un viaggio in U.K. e che segnava il confine tra la provincia romana occupata della Britannia e la Caledonia. Il Vallo di Adriano non era altro che una fortificazione che divideva l'isola in due parti).

Amante della cultura, della bellezza e della giustizia regnò inseguendo la pace fra i popoli.

Contrasse  matrimonio con Vibia Sabina, nipote di Traiano, ma ADRIANO amava soprattutto circondarsi di giovani di indiscussa bellezza con cui condivideva la propria intimità.

Il giovane Antinoo che si sacrificò per lui suicidandosi e lasciandolo costernato , rappresentò una relazione rilevante tanto che l’imperatore fondò la città di Antinopoli in sua memoria.

Antinoo, disteso in fondo alla barca, mi aveva posato la testa sulle ginocchia; fingeva di isolarsi da quella conversazione da cui si sentiva escluso. La mia mano gli scivolava sulla nuca, tra i capelli…………..Ma non v’è carezza che giunga fino all’anima”.

Non ebbe figli da Sabina poiché si trattò di un matrimonio privo di  armonia tanto che la definì una donna frigida,  e quindi come successore , sempre per adozione, scelse Antonino Pio in cui aveva individuato le qualità idonee a continuare il suo programma senza stravolgere nulla.

Quanto scritto sino a qui è semplicemente una grossolana sintesi, MEMORIE DI ADRIANO è molto altro.

Fonte di riflessioni dentro le quali ci si può rispecchiare.

Il sogno di una società giusta che sempre rimane un sogno.

Io credo ci si possa innamorare di un uomo come ADRIANO, l’imperatore romano che amava tanto Atene!

Il libro termina con una ventina di pagine intitolate “ Taccuini di appunti” la cui lettura non è affatto inutile  poiché esplicita la concretizzazione di un progetto ambizioso concluso con la pubblicazione del libro. 

STRALCI

Mi è impossibile riprendere tutto ciò che ho sottolineato, quindi mi limito a qualche passaggio che ritengo maggiormente significativo di altri, ma la scelta mi è difficile.

 -         Ogni uomo, nel corso della sua breve esistenza, deve scegliere eternamente tra la speranza insonne e la saggia rinuncia a ogni speranza, tra i piaceri dell’anarchia e quelli dell’ordine.

-         Un uomo che legge, o che pensa, o che fa calcoli, appartiene alla specie, non al sesso: nei suoi momenti migliori sfugge persino al concetto dell’umano. Ma le mie amanti pareva si facessero una gloria di non pensare se non da donne; lo spirito, l’anima, che cercavo, non era anch’essa che un profumo.

-         Se le anime possiedono una loro identità propria, possono scambiarsi, andare da un essere a un altro, come la parte di un frutto, come il sorso di vino che due amanti si passano in un bacio. Non v’è sapiente che su queste cose non muti opinione venti volte ogni giorno….

-         Trascorsi una sera intera a discutere con Arriano l’ingiunzione di amare il prossimo come se stessi; essa è troppo contraria alla natura umana per essere sinceramente seguita dalle persone volgari, le quali non ameranno mai altri che loro stesse, e non si addice al saggio, il quale non ama particolarmente neppure se stesso.

-         La mediocrità di spirito andava raramente disgiunta da una sorprendente bassezza d’animo.

-         Le mie inquietudini perduravano, ma le dissimulavo come delitti: aver ragione troppo presto equivale ad aver torto.

-         Non sono del tutto certo che conoscere l’amore sia più inebriante che scoprire la poesia.

-         Il vero luogo natio è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su sè stessi: la mia prima patria sono stati i libri. In minor misura, le scuole. Quelle di Spagna risentivano l’ozio della provincia. La scuola di Terenzio Scauro a Roma, faceva conoscere mediocremente filosofi e poeti….

-         Ma i legami di sangue sono meno deboli, checché se ne dica, quando non c’è un affetto a rinsaldarli: lo si può constatare presso i privati, durante le più banali questioni ereditarie.

 

Marzo2022- Y.Pelizzari

mercoledì 9 febbraio 2022

ANDRIA non è solo CASTEL DEL MONTE

 

ANDRIA non è solo CASTEL DEL MONTE

 

Panoramica di ANDRIA ripresa da CASTEL del MONTE

Lasciata la Puglia luminosa, sono rientrata nella Milano velata  -  ( una sottile nebbiolina avvolge alberi e case) - ma ogni luogo,  proprio come  donne e uomini,  ha un proprio volto e fascino e io lontano da Milano non so stare, come pure dal mio “ natio borgo” sul lago di Como al quale sempre ritorno.

Ma la PUGLIA è davvero molto bella e non solo paesaggisticamente e,  in soli sei mesi ci sono andata tre volte e non escludo di ritornarci.

Indimenticabili i giorni  di giugno trascorsi a POLIGNANO a Mare, luogo  inenarrabile situato in una posizione incredibile, come indimenticabile lo è stata la vacanza di  ottobre nel SALENTO con le sue meravigliose spiagge e LECCE, la regina del barocco.  

Andria p.za Vittorio Emanuele II

In questi giorni  ho soggiornato ad ANDRIA, città appartenente al territorio del BAT  ( Barletta - Andria - Trani ) e la sorpresa è stata grande, ma grande davvero poiché solo qualche giorno prima della partenza ho appreso che durante la mia permanenza avrei avuto a disposizione una guida turistica in loco che mi avrebbe accompagnata e illustrato le attrattive più significative della zona.

Nessuno in precedenza  mi aveva fatto un regalo così tanto gradito. Grazie all' Amministratore di  System Project Srl!

Alessandra, la guida, una bella e giovane signora, laureata in beni culturali ha reso gradevoli i miei giorni,  contribuendo a farmi apprezzare maggiormente ciò che ho visitato fornendomi spiegazioni e molteplici informazioni e soprattutto richiamando la mia attenzione su dettagli che avrei sicuramente trascurato.

Davvero piacevole ascoltarla mentre raccontava le straordinarie imprese di Federico II , l’imperatore nipote di Federico Barbarossa che dotato di brillante intelligenza e lungimiranza,  in terra di Puglia ha lasciato numerose impronte fugando ogni dubbio sul fatto che di questo territorio rimase ammaliato. 

ANDRIA ai miei occhi si è rivelata sorprendente:  una popolosa cittadina che conoscevo soltanto di nome e banalmente  per averla legata all’attore Riccardo Scamarcio che qui ha vissuto fino a diciotto anni.

In realtà ANDRIA, è  nota come la città dei tre campanili  e,  vanta una storia molto importante con un  centro storico alquanto suggestivo che si snoda nella zona nei dintorni della grande piazza Vittorio Emanuele II, detta anche Piazza Catuma: un fitto dedalo di stretti vicoli su cui si affacciano monumenti pregevoli come la Torre dell’Orologio realizzata con maioliche dipinte ,  il Palazzo Ducale o il Museo del confetto. 

Come  mia abitudine non intendo procedere all’elencazione delle caratteristiche dei vari monumenti poiché ci sono guide turistiche redatte da esperti più che esaustive, mi limito quindi a qualche informazione per stimolare la curiosità di chi visiterà ANDRIA e soprattutto mi soffermerò sulle impressioni personali.



I tre campanili ovviamente appartengono a tre edifici religiosi e sovrastano la città:

-          il campanile della Cattedrale che presenta in cima all’aguzza piramide un maestoso gallo issato sopra una sfera metallica negli ultimi anni del Quattrocento a conclusione del rimaneggiamento e rifacimento della Cattedrale stessa. Lavori durati mezzo secolo. In questo gallo secolare, la tradizione del luogo , colloca la storia di Pietro, l’Apostolo che al canto del gallo rinnegò Cristo e che sarebbe passato da qui per annunziare il Vangelo.

-         il campanile della Chiesa di San Francesco,  con una croce in ferro battuto con una piccola bandiera girevole  

-         il campanile della Chiesa di San Domenico, sormontato da una sfera su cui gira una banderuola  formata da un cane che tiene in bocca una torcia accesa a rappresentare l’emblema dei domenicani.

La cattedrale di Andria  che rappresenta il più importante luogo di culto della città,  è dedicata a Santa Maria Assunta, ma al suo interno si trovano  una grande cappella realizzata con vistosi marmi policromi  e abbondanti decorazioni dedicata a San Riccardo, vescovo protettore di Andria e la cappella della Sacra Spina, ove è venerata una spina  che la tradizione vuole sia appartenuta alla corona di Gesù e portata qui da Beatrice d’Angiò. In merito alla Sacra Spina mi è stato raccontato che negli anni in cui l’Annunciazione coincide con il Venerdì santo,  cambia colore  e diviene rossa come il sangue. Evento celebrato con grande religiosità e solennità. Questo fenomeno  verificatesi l’ultima volta nel 2006, dovrebbe ripetersi fra 120 anni.  Non dovrebbe trattarsi di una leggenda poiché il fenomeno è stato monitorato e accuratamente studiato. Non mi addentro oltre. 


ANDRIA vanta anche la presenza della splendida porta di Sant’Andrea fatta edificare in onore di Federico II  al ritorno della sesta crociata, sulla quale venne scolpita la celebre frase dell’imperatore: :« Andria fidelis, nostri affixa medullis; absit, quod Federicus sit tui muneris iners, Andria, vale, felix omnisque gravaminos expers. ». 


Un apprezzamento particolare, poiché mi ha notevolmente impressionata, va all’insediamento rupestre noto come CHIESA di SANTA CROCE. Ritengo che questa chiesa sia abbastanza protetta poiché era chiusa al pubblico e per accedervi si è resa necessaria la chiave che la guida turistica  portava con sé.



Molti affreschi originali sono andati perduti poiché sovra-dipinti ed anche  molti di questi ultimi sono assai rovinati, ma  ce ne sono alcuni dai colori ancora vivi e dalle immagini ben definite che sono di una bellezza da emozione come ad esempio, l’ affresco rappresentante la creazione con Eva che fuori-esce dal corpo di Adamo e la Trinità rappresentata da un Gesù tricefalo.

Interessante e ben conservato anche l’affresco raffigurante l’episodio in cui Sant’Elena si recò a Gerusalemme in cerca della croce su cui venne crocifisso Gesù.

 Mi fermo qui, invitando  chi si recherà in questa zona della Puglia a non limitarsi  a visitare lo splendido castello che si trova circa 17 chilometri fuori dal centro abitato di ANDRIA,  appartenente ai patrimoni dell’umanità dichiarati dall’UNESCO e noto come CASTEL DEL MONTE, ma di visitare ANDRIA-città poiché, se negli anni cinquanta dopo aver fatto allontanare quegli abitanti che vivevano dentro le grotte,  non avessero riempito le stesse con sassi e cemento, ai giorni nostri ANDRIA potrebbe essere come MATERA. ( Così dicono gli andrianesi). 

IL Castello situato in cima ad una collina con la sua forma ottagonale, probabilmente a evocare la corona di FEDERICO II, fatto edificare appunto da Federico II di Svevia nel XIII secolo, è il simbolo della città e richiama turisti da tutto il mondo. La sua storia è intrigante e probabilmente  in parte  sconosciuta poiché sono ancora in corso studi da parte di ricercatori dell’università di Bari.  Castel del Monte è raffigurato sulla moneta da 1 cent di Euro.

L’impatto visivo offerto esternamente dal Castello è mozzafiato: lo sguardo corre all’infinito senza incontrare ostacoli complice anche la nitidezza della giornata leggermente ventosa in cui l’ho visitato.

Internamente ampie sale e numerose colonne e decorazioni in breccia corallina  rendono il contesto semplicemente spettacolare. Attraversare quelle sale in compagnia di Alessandra che con entusiasmo, con me ha condiviso le sue conoscenze regalandomi una marea di informazioni senza celare la medesima ammirazione che io stessa nutro per Federico II, ha reso la visita a questo luogo un’esperienza indimenticabile.

 ANDRIA secondo il mio punto di vista, si presenta con tutte le caratteristiche tipiche delle città del Sud : indubbiamente molto accogliente. Aggiungerei che è una città in cui si percepisce uno “buon vivere” e  pure profumo di autenticità.  La conversazione sgorga naturalmente ad ogni angolo sia per strada che dentro bar e negozi. La mattina mi recavo a fare colazione al Bar Modigliani affacciato su  via Regina Margherita e sempre ho trovato qualcuno che mi ha intrattenuta, sebbene non conoscessi nessuno.

Anche ad Andria,  vige la controra, ossia nelle prime ore pomeridiane  le strade si fanno deserte, le saracinesche dei negozi s’abbassano e  ovunque scende un silenzio solenne.  Ma poi,  verso le diciassette o diciotto quasi come per magia le vetrine s’illuminano e gli abitanti ben abbigliati,  si riversano nelle vie principali a passeggiare, a chiacchierare e la città diviene immediatamente, viva, briosa.

Io che  sono  nata al Nord quasi estremo,  ma che trovandomi al Sud  inspiegabilmente indosso con naturalezza usi e costumi locali, vivo con coinvolgimento il tempo successivo alla controra: trovo piacevole quella strana vicinanza palpabile anche fra sconosciuti e non posso evitare di fare il confronto con le strade affollate della mia città adottiva in cui le persone s’incontrano, si sfiorano, a volte si scontrano senza neppure chiedersi scusa. 

Che altro aggiungere?

Panoramica ripresa dall'alto


Per soggiornare qualche giorno ad ANDRIA ci si può rivolgere al B&B della Sig.ra Laura “ ALL’OMBRA”, ma ritengo che B&B non sia la giusta denominazione poiché si tratta di una struttura le cui caratteristiche sono assimilabili a quelle di  un piccolo elegante Hotel. Ubicato poco distante dal centro storico, offre camere spaziose ben arredate in stile moderno e curate in ogni dettaglio. Accessoriate con bollitore e tisane, frigo, televisione e tutto ciò che serve quali sapone, shampoo, lucida scarpe, etc.  e la pulizia è semplicemente perfetta.

Inoltre la Sig.ra Laura simpatica e cordiale,  con la massima discrezione è sempre disponibile e reperibile. 

GRAZIE ad ANDRIA e agli andrianesi per la calorosa ospitalità mentre per quanto concerne le specialità gastronomiche dedicherò un altro capitolo. 

Febbraio 2022 – Y.P.

venerdì 14 gennaio 2022

LO SCONOSCIUTO DELLE POSTE - Florence Aubenas

 


Si legge per studiare, per ampliare le proprie conoscenze, per  imparare, per essere informati e poi , come scrisse Fernando Pessoa, per sognare : “ Leggere è sognare per mano altrui”.

Ciò premesso per evidenziare che i libri si diversificano fra loro ed alcuni richiedono impegno mentre altri offrono momenti dilettevoli, come ad esempio LO SCONOSCIUTO DELLE POSTE, scritto da Florence Aubenas che sebbene non conoscessi, ha pubblicato diversi libri ottenendo premi e riconoscimenti vari. Il film  Between Two Worlds presentato a Cannes del 2021 è ispirato ad un suo romanzo.

 LO SCONOSCIUTO DELLE POSTE è stato scritto che è “ Un giallo alla Simenon dove tutto è vero” infatti in quarta di copertina la sintesi “ Un paesino della Francia profonda. Una vittima. La storia vera di un crimine”.

 Forse non è il caso che mi soffermi  molto sulla trama perché temo di togliere il piacere a chi deciderà di leggerlo.

In ogni caso il protagonista principale è  Gerald Thomassin:  dall’ infanzia difficile entrato giovanissimo nel mondo del cinema, molto ricercato per il suo viso da ragazzo bello e maledetto,  ha recitato in una ventina di pellicole ma l’esordio avvenuto  nel 1990 con il film “ Le petit criminel” non gli ha portato fortuna.

Una vita sempre  fra la strada e il set cinematografico sino a sparire, nel senso che non si sa più nulla di lui dall’agosto del 2019, forse a seguito di noie giudiziarie che lo hanno portato in carcere per qualche anno .

Thomassin ha avuto la sfortuna di trovarsi a Montreal – La Cluse ,   nel giorno in cui Catherin Burgod, una quarantenne , incinta,  venne trovata uccisa con 28 coltellate nell’ufficio postale dove lavorava. Dalla cassa forte aperta erano spariti circa tremila euro.

Aperta l’inchiesta, sentiti tutti gli abitanti del luogo, non si veniva a capo di nulla sino a incentrarsi sulla vita disordinata fra alcol e droga di Thomassin …..

 Ho trovato molto interessante leggere lo svolgimento dell’inchiesta, anche per comprendere come  avvengono le ricostruzioni e come dettagli banali possono essere utili per trovare obtortocollo un colpevole. Anche perché un colpevole è necessario per chiudere l’inchiesta e se non  si trova è una fallimento per gli inquirenti. 

Gerald Thomassin  considerato colpevole, incarcerato e poi scarcerato è stato definitivamente scagionato nel 2020, quando oramai lui era sparito. Non si esclude si sia suicidato. 

Infine :pregevole lo stile letterario. Es. : “ Nella sala relax i minuti si sciolgono lenti nelle tazze di caffè. Che ore sono? Il telefono di Catherine Burgod squilla e il suo volto si spegne. E’ lui. Lui, suo marito. In seguito lo ammetterà:la chiamava troppo spesso, non le dava tregua…..”

 Buona lettura! 

Gennaio 2022 – Y.Pelizzari

sabato 1 gennaio 2022

IL LIBRO DELLE EMOZIONI UMBERTO GALIMBERTI

 

IL LIBRO DELLE EMOZIONI

UMBERTO GALIMBERTI

L’emozione, ordinariamente considerata come un disordine senza legge, possiede un significato proprio, e non può essere colta in se stessa senza la comprensione di questo significato” – J.P.Sartre

 


I SENTIMENTI NON LI ABBIAMO PER NATURA, MA PER CULTURA.

I SENTIMENTI  SI IMPARANO 

IL LIBRO DELLE EMOZIONI,  in libreria da settembre 2021, non è un romanzo da leggersi per diletto bensì è un importante libro di accrescimento personale  scritto dal prof. Umberto Galimberti,  filosofo, accademico e psicoanalista italiano, nonché giornalista di La Repubblica.

Personalmente  nutro molto interesse per la psicologia e la  psicoanalisi e dopo aver visto l’intervista rilasciata dall’autore su questo saggio, sono andata ad acquistarlo ed in pochi giorni l’ho terminato.  Non ho incontrato particolari difficoltà nella comprensione dei testi, infatti  è molto probabile che il professore lo abbia scritto con l’obbiettivo  di “arrivare a tutti” e non solo agli esperti del settore.

 L’introduzione spiega il motivo per cui il libro è stato scritto e l’obbiettivo,  fornendo la sintesi dello sviluppo dell’argomento trattato ossia le emozioni che oggi sono valorizzate ed elogiate in  ogni ambito contrariamente ad alcuni decenni addietro in cui erano guardate con sospetto, ma che rappresentano ancora “ una terra in gran parte sconosciuta, non perché le numerose ricerche condotte non si siano rivelate abbastanza approfondite, ma perché le emozioni hanno la loro radice nella parte più antica del nostro cervello e i loro effetti nelle parti considerate più nobili della nostra psiche, del nostro sentimento, dei nostri vissuti, delle nostre relazioni sociali e persino delle nostre strutture mentali, che la cultura di un tempo aveva deputato al controllo, quando non alla repressione, delle emozioni”.

Suddiviso in più  parti,  l’insieme viene descritto come tragitto educativo che si conclude “con il passaggio dalle emozioni ai “sentimenti”, che non sono un fatto naturale, ma culturale. I sentimenti si imparano. E quale miglior repertorio di sentimenti esiste se non la letteratura, dove si apprende cosa sono la gioia, la tristezza, l’entusiasmo, la noia, la tragedia, la speranza, l’illusione, la malinconia, l’esaltazione? Educati dalle pagine letterarie, i nostri ragazzi possono disporre di mappe mentali che, in presenza del dolore, ad esempio sono in grado di indicare, se non le vie d’uscita, almeno le modalità per reggerlo”.

 Sintetizzare un tragitto educativo  non mi è facile, mi limito quindi  ad elencare le parti affinchè chi mi legge possa comprendere a grandi linee i temi trattati : 

Parte prima - Il modello platonico: le emozioni e il dualismo anima e corpo 

Parte seconda - Il modello fenomenologico: le emozioni e la relazione corpo-mondo 

Parte terza - La vita emotiva oggi –Comprende più capitoli e secondo me è particolarmente interessante  poiché spiega l’influenza della tecnica nel quotidiano, tecnica di cui sia chiaro non possiamo farne a meno perché “nessuno di noi è libero di avere o non avere un computer o un cellulare perché se le relazioni sociali passano attraverso i computer e i cellulari, non avere questi strumenti equivale a un’esclusione sociale”.

 “ …il nazismo può essere considerato il prototipo dell’età della tecnica, dove la vita emotiva diventa irrilevante e la responsabilità non riguarda il contenuto della propria azione e gli effetti che ne derivano, ma unicamente la buona esecuzione degli ordini ricevuti dal superiore, per cui l’impiegato di banca che riceve dal suo capo-area l’ordine di vendere titoli deteriorati è considerato un “buon” funzionario se riesce a venderli e non se ne ha scrupoli di coscienza nel venderli. Allo stesso, gli operai che costruiscono armi sono responsabili della buona riuscita del prodotto, ma non degli effetti che ne derivano da ciò che producono”. 

Questa parte comprende anche un capitolo di 4 pagine titolato “ Il mercato dell’intimità” ed è la fotografia nuda e cruda di ciò che lo sviluppo illimitato che caratterizza il nostro quotidiano, ci ha portati a commercializzare. Infatti commercializziamo persino la nostra intimità come è facilmente deducibile nel momento in cui affidiamo i bambini alle baby sitter, gli anziani alle badanti, le faccende domestiche alla colf, i festeggiamenti di eventi alle apposite agenzie, le cene al catering, la solitudine o sollecitazioni sessuali a chi previo compenso è disposto ad offrirle.

E noi non esitiamo ad accettare tutto questo, anzi lo desideriamo, perché l’indipendenza degli individui dal mercato è mascherata dall’ideologia dell’indipendenza personale…..”

 Parte quarta - Sorvegliare il futuro dei nativi digitali

 Parte quinta - La digitalizzazione della scuola e l’educazione delle emozioni e dei sentimenti

Da questa parte estraggo un passaggio molto significativo.

Non ho letto il libro, ma ho visto il film”: così si giustificano i nativi digitali…..”

Ebbene dietro questa frase ci sta una precisa analisi che evidenzia che guardare è più facile che leggere quindi l’uomo sapiens  capace di decodificare segni è soppiantato dall’uomo videns, “che non è portatore di un pensiero, ma fruitore di immagini, con conseguente impoverimento delle capacità di comprensione, ragionamento, giudizio critico” 

Ho trovato questo libro straordinario, in alcuni casi  mi ha portata a riflettere su dettagli che se non condotta avrei considerato irrilevanti mentre in altri ho trovato conferma  e chiarimenti su alcune mie “ruvide riflessioni” ad esempio questa: “ Dalle scuole secondarie superiori è bene tener lontano i genitori, che in genere sono interessati non tanto alla formazione, ma unicamente alla promozione. Quando questa non avviene, ricorrono al Tar  e , per evitare ricorsi, i dirigenti scolastici e insegnanti tendono ad un eccesso di promozioni che azzerano la meritocrazia e demotivano gli studenti che studiano rispetto a quelli che non studiano”.

 Infine ecco qualche stralcio per me significativo

Arrabbiarsi è facile, ne sono tutti capaci, ma non è assolutamente facile,  e soprattutto non è da tutti, adirarsi con la persona giusta, nella misura giusta, nel modo giusto, nel momento giusto e per la giusta causa” – Aristotele

Solo il sapere ha potenza sul dolore. - Eschilo 

La capacità di leggere le emozioni e i sentimenti altrui dipende da quanto siamo attenti alle nostre emozioni. 

I doni più grandi ci vengono dalla follia, naturalmente data per dono divino - Platone 

Perchè non è un uomo chi è competente ma non ha alle spalle una formazione che gli consenta di svolgere un retto giudizio e adeguata comprensione la professione che in seguito sceglierà. 

 Dicembre 2021 – Y.P.

martedì 28 dicembre 2021

GLI AQUILONI – Romain Gary



“Leggere è l’unica dipendenza che non nuoce, ed è la miglior cura per l’anima”

Dumitru Novac

GLI AQUILONI è l’ultimo romanzo di ROMAIN GARY. Nel 1980 lo consegna all’editore per la stampa e il 2 dicembre dello stesso anno si suicida con un colpo di pistola nella sua casa di rue du Bac a Parigi. Scrittore prestigioso ha scritto diverse opere  con  pseudonimi vari vincendo nel 1956 il Premio Goncourt  con LE RADICI DEL CIELO e  nel 2005  con “LA VITA DAVANTI A SE’” di cui recentemente è stata fatta la trasposizione cinematografica. Nel  1960 pubblicò LA PROMESSA DELL’ALBA dedicato alla mamma, un romanzo meraviglioso che la critica  considera un capolavoro.

 

GLI AQUILONI è un romanzo molto delicato  e molto inteso.

Ludo, il vero protagonista del romanzo è un ragazzino che  vive a Clery, in Normandia, con lo zio Ambroise “postino rurale” che dopo aver partecipato alla Grande Guerra diviene pacifista e  si dedica alla  sua grande passione  che consiste nel costruire aquiloni.

In un giorno qualsiasi durante una passeggiata Ludo vede per la prima volta una ragazzina assai graziosa con un cappello di paglia in testa che lo osserva con aria severa.

Il suo nome è Lila.

Lila non vive abitualmente in Normandia, vi ci abita soltanto in  estate e suo padre, Stanislas de Bronicki, un finanziere che guadagna e perde fortune in Borsa,  appartiene ad una  delle più grandi dinastie aristocratiche polacche.  

Lila ha anche un fratello, Tad, che così descrive la sua famiglia:

Vivo tra una madre completamente pazza, un padre che, se gliene capitasse l’occasione, si perderebbe al gioco la Polonia e una sorella che considera la verità come una nemica personale

L’incontro con Lila, diviene per Ludo una promessa d’amore che la vita deve mantenere e la sua convinzione non viene scalfita neppure  durante gli anni terribili dell’invasione tedesca della Polonia: un lungo periodo in cui Lila e la sua famiglia scompaiono.

Ludo comunque la porta con se come un’ombra e nel contempo si unisce alla Resistenza per salvare il suo villaggio dai nazisti.

Non mi dilungo oltre, evidenzio soltanto che sullo sfondo della storia di Ludo è Lila ci stanno tutti gli eventi storici del periodo, quindi è alquanto interessante.

 

Qualche stralcio:

-         A volte il miglior modo per dimenticare qualcuno è rivederlo

-         A forza di storcere tutto, si vede storto.

-         La verità è che non ci vuole né troppa ragione né troppo poca follia, ma ammetto che né troppo né troppo poco sono forse una buona ricetta per il Clos Joli  e l’amico Marcellin quando sta ai fornelli, mentre a volte bisogna saper perdere la testa.

-         Cercavo qualcosa da dire, perché bisogna sempre ricorrere alle parole per impedire al silenzio di parlare troppo forte,…

-         Se continui a dimenticarmi, sarà finita, Ludo. Finita. Più mi dimenticherai, più io diventerò soltanto un ricordo.

-         La disperazione è sempre una sottomissione

-         Anche le idee cessano di assomigliare a loro stesse nel momento in cui prendono corpo.

-         Si dice che la cosa più tremenda del nazismo sia il suo lato disumano. Si. Ma ci deve arrendere all’evidenza: questo lato disumano fa parte dell’umano. Fintantochè non si riconoscerà che la disumanità è cosa umana, si resterà in una pietosa bugia.

-         Le lacrime trovano sempre la strada, non serve a niente cercare di trattenerle.

-         E’ meglio sentirsi vittima di un’ingiustizia che sentirsi colpevoli.

-         Tuttavia quei giorni non furono privi di disgrazie – ci vogliono, in una vita, non se ne può fare a meno….. 

Terminata la lettura di  GLI AQUILONI non ho potuto evitare di pormi qualche domanda poichè mi sembra impossibile che l’autore, dopo averlo terminato si sia suicidato: la sua disperazione forse era talmente profonda per cui  decise di sottomettersi alla disperazione medesima come ha scritto nel romanzo. In tal modo è rimasto ignaro del successo della sua ultima opera.

 

Dicembre 2021 – y.p.