lunedì 28 ottobre 2024

NORMANDIA E BRETAGNA con BOSCOLO

 

NORMANDIA E BRETAGNA con BOSCOLO 

“Viaggiare è scoprire che tutti hanno ragione, perché ognuno ha il suo punto di vista.” – Mahatma Gandhi 







Dopo aver viaggiato numerose volte in autonomia investendo parecchio tempo nell’elaborazioni dei programmi e nelle prenotazioni varie,  lo scorso anno ho sperimentato per la prima volta i viaggi BOSCOLO e poiché l’esperienza si era rivelata positiva, quest’anno ho replicato. 

Io amo la grande spettacolarità che rasenta l’eccesso tipicamente  francese e amo il francese, una lingua che accarezza l’udito, per cui dopo i CASTELLI della LORIA ho optato per NORMANDIA e BRETAGNA, anche se in Francia in questo ultimo anno c’ero già andata altre due  volte  e  a ROUEN  c’ero stata nel  febbraio scorso  per assistere ad uno dei concerti d’addio dalle scene di Michel Sardou. 

Ebbene il tour proposto da BOSCOLO della durata di 9 giorni è stato indubbiamente intenso  e  dinamico ma a parere mio “da farsi”: è pur vero che ad alcuni luoghi di indiscutibile interesse e bellezza è stata riservata una visita breve ma comunque è stata data la possibilità di conoscerli ed eventualmente ci si può ritornare per proprio conto. 

L’itinerario indicato sull’opuscolo Boscolo è solo un “itinerario a grandi linee” che forse non rende appieno l’intensità del viaggio : al mattino non si dorme,  del resto “chi dorme non piglia pesci “,  le colazioni quasi sempre entro le sette e mezzo, bagagli in pullman prima delle otto,  ogni notte in un diverso albergo  eccezione fatta per l’Hotel OCEANIA QUIMPER dove siamo rimati 2 notti. 

Ed inoltre è un tour dove occorre camminare: le gambe si devono muovere ed infatti è sconsigliato  a  coloro che non amano camminare o a coloro che hanno problemi di deambulazione. 

 Il Pullman BOSCOLO abilmente guidato da ARIANNA che per l’intero viaggio non ha mai  avuto un attimo di esitazione, ha iniziato il viaggio a  LAINATE: eravamo 6 turisti + Eleonora, l’assistente di viaggio. A Collegno si è aggiunta Mary, la settima turista.


Direzione LYON,  dove siamo giunti nel tardo pomeriggio: la visita serale alla città è stata per me sorprendente poiché la conoscevo solo superficialmente quale capitale della Gallia all'epoca gallo-romana. Lyon, una  bella città caratterizzata dalla presenza di due fiumi:  Rodano e Saona, il cui centro riflette i suoi 2000 anni di storia, con l'anfiteatro romano delle Tre Gallie, le architetture medievali e rinascimentali della Vieux Lyon (la vecchia Lione) e il moderno quartiere sulla penisola della Presqu'île. Singolari i tipici traboule, dei passaggi coperti tra gli edifici che collegano Vieux Lyon e il colle di La Croix-Rousse.





Notevole anche il muro con murales che inganna la vista: balconi e finestre  con personaggi affacciati.

Il giorno successivo accompagnati dalla guida abbiamo avuto modo di approfondire la conoscenza di questa città attraversata dal fiume che ha ispirato a Vincent van Gogh “La Notte stellata sul Rodano”, un dipinto che realizzò nel 1888 durante il suo soggiorno nel sud della Francia e che si trova al Museo dell’Orsay a Parigi.   


Lasciata alle spalle Lyon ci siamo diretti a PARIGI dove altri turisti arrivati in aereo ci attendevano.Per la cena al NOVOTEL di Paris La Defense , eravamo al completo: 22 turisti provenienti da più parti d’Italia e una dalla Svizzera.

A Parigi pioveva e la serata è stata movimentata, qualche inevitabile imprevisto ha indotto il cameriere incaricato per  l’aperitivo a scambiarmi per l’assistente di viaggio, forse solo perché non perdo occasione di cimentarmi a sfoggiare il mio modesto francese,  quindi il pullman che ci doveva portare sulla Senna è arrivato con parecchio ritardo e posti non sufficienti per tutti e infine l’austista che doveva condurci nel tour Ville Lumiere forse desideroso di raggiungere moglie o fidanzata,  non intendeva fare il tour nonostante il suo capo al telefono gli impartiva l’ordine di farlo.

A parte questi  imprevisti divenuti oggetto d’ilarità, la navigazione notturna sulla Senna  come sempre è stata un’esperienza straordinaria: con la pioggia o con il vento quanto la luna appare dietro la Torre Eiffel illuminata lo scenario diviene da incanto.

Il nostro tour comunque prevedeva solo una notte a Parigi, quindi il mattino successivo ci si è alzati di buona ora  e via: partenza per ROUEN, Normandia.  

A ROUEN ci attendeva la guida, francese di Rouen,  che si è prodigata a descriverci la bellezza di questa città bagnata dalla Senna, con le case a graticcio, la spettacolare Cattedrale che ha ispirato a Claude Monet la serie delle Cattedrali,  la chiesa moderna dedicata a Giovanna d’Arco, la Piazza del Vecchio Mercato e altro.

A Rouen è presente anche un piccolo Museo molto interessante dedicato allo scrittore Gustave Flaubert, l’autore di Madame Bovary che qui nacque,  ma in questa circostanza non era prevista la visita.

 

Il pranzo era libero e qui vorrei soffermarmi sull’importanza del viaggiare che a volte propone situazioni assolutamente imprevedibili e infatti “dentro il gruppo” inspiegabilmente si è formato un altro gruppo successivamente definito “Le 6 della Normandia” .  Nessuna aveva chiesto di farne parte ma le 6 donne che mai s’erano viste precedentemente  - ad eccezione della mia amica compagna di viaggio - forse attratte da un’affinità impalpabile ma ugualmente concreta, si sono trovate con il piacere  di stare insieme. Storie di vita differenti, età differenti, apparentemente caratteri molto diversi,  ma tutte donne  dal vissuto importante: qualcuna con ferite rimarginate, qualche altra con  ferite vive,  qualcuna appesa al filo dell’imprevedibilità del destino, donne che improvvisamente  si sono ritrovate “quasi amiche” a parlarsi di quelle cose che spesso le donne non dicono.    


 

Lasciata Rouen intrapresa direzione  HONFLEUR dove ci siamo fermati per una breve passeggiata: una bella cittadina portuale, definita anche città dei Pittori, con una bella chiesa dedicata a Santa Caterina che si differenzia da molte altre perché costruita quasi completamente in legno e il cui soffitto è simile a  una carena  rovesciata.

Il tempo assai variabile non ci  ha intimorito:  si viaggia con l’ombrello a portata di mano. Del resto le giornate uggiose con pioggerellina sottile sono tipicamente normanne. 

Di sera arriviamo a CAEN, capoluogo del dipartimento del CALVADOS, situata sul fiume Orne  e qui purtroppo piove seriamente,  ma noi  più che mai intenzionati a visitare il CASTELLO che fece costruire intorno al 1060  GUGLIEMO il Conquistatore,  lasciamo i bagagli all’albergo MECURE CAEN CENTRE che s’affaccia proprio sul porto e con l’accompagnatrice andiamo… Peccato che dopo aver sfidato la pioggia ed essere arrivati all’ingresso del castello, l’orario delle visite era terminato. Abbiamo osservato l’esterno: possenti mura  che dominano la città.   La pioggia era davvero insistente e quindi abbiamo deciso di consolarci con una bella cena e poiché si trattava di “una cena libera” noi del gruppo “Le 6 di Normandia” ci siamo  immerse per le vie della città alla ricerca di un ristorantino . Dopo diverse peripezie ed esserci abbondantemente bagnate, in particolare io e Grazia, abbiamo individuato  il Ristorante “ LA GRANDE BOEUILLE” che fortunatamente disponeva di un tavolo per 6.  Abbiamo cenato con grande  soddisfazione in quanto il cibo era di buona qualità ed inoltre noi l’abbiamo innaffiato con  battute e risate.

Quindi a “nanna”, successiva  levataccia e partenza per le Spiagge dello SBARCO : nello specifico OMAHA.


Ci ha accompagnato una guida veramente molto preparata ed io ho appreso la storia meglio di quanto possa averla imparata studiando libri di storia : tutto mi è apparso incredibilmente chiaro.

Il cimitero americano lo dovrebbero visitare tutti. Dipendesse da me ne farei una tappa obbligata nel programma delle scuole medie.   La storia non si deve dimenticare, ma  innanzittutto occorre  studiarla poiché in questi  tempi moderni  sono in molti a volerla reinterpretare.

Le lunghe file di croci bianche presenti nei cimiteri,  che trafiggono l’anima il solo guardarle,  sono una testimonianza  assoluta : GRAZIE a tutti coloro che si occupano della manutenzione di questi cimiteri  da farli sembrare giardini, giardini fioriti di croci di giovani morti per sconfiggere la Germania di Hitler. 

Così canta Michel Sardou ai suoi connazionali: 

Se non ci fossero stati gli americani
Sareste tutti in Germania
Parlando di non so cosa
Per salutare non so chi

Naturalmente gli anni sono passati
Le armi sono passate di mano
È questo un motivo per dimenticare?
E se un giorno ne avessimo bisogno?

Un ragazzo della Georgia

A chi non importava di te
È venuto a morire in Normandia…

 Sempre  con la guida che fornisce spiegazioni chiare ed esaustive si procede con la storia degli sbarchi visitando alcuni bunker disseminati su di una piana al cui intero sono visibili i carri armati.




E poi ancora VISITA al MUSEO DELLO SBARCO di ARROMANCHE dove è possibile comprendere facilmente come avvenne la costruzione del porto artificiale di Mulberry che  doveva rifornire dall'Inghilterra i contingenti impegnati al fronte.   

Siamo solo al quarto giorno del nostro tour, abbiamo già percorso molta strada e oggi, 21 ottobre  proseguiamo: nel pomeriggio raggiungiamo BAYEUX dove non possiamo trascurare la visita alla Cattedrale.

Le cattedrali sono presenti ovunque e noi ne visitiamo parecchie, qualcuno del gruppo ironizza che forse si va alla ricerca della purificazione e infatti il programma prevede anche la visita ai Calvari.
La cattedrale di Notre-Dame de Bayeux, è un  capolavoro dell'architettura romanica e gotica in Normandia, è il principale luogo di culto cattolico di Bayeux, nel dipartimento del Calvados. La chiesa, sede del vescovo di Bayeux, è monumento storico di Francia dal 1862.

A Bayeux visitiamo pure un museo dove è custodito un preziosissimo arazzo costituito dalla giustapposizione di nove pezze di lino di lunghezza compresa tra 2,43 e 13,90 metri e larghe circa 50 centimetri, ricamate con filo di lana in nove tinte naturali, il tutto per una lunghezza complessiva di 68,30 metri e raffigurante la conquista normanna dell'Inghilterra dopo la battaglia di Hastings del 1066.

E dopo Bayeux si raggiunge un altro  gioiello della Normandia visitato da 3 milioni di turisti ogni anno ovvero MONT SAINT MICHEL.

L’albergo è vicinissimo, forse dista solo un paio di chilometri  e,  dopo cena la passeggiata notturna offre emozioni indicibili.


La magnifica baia, il fascino del borgo medievale, la maestosità dell’Abbazia e il meraviglioso spettacolo delle maree sigiziali,  contribuiscono a rendere questo luogo un’unicità.

Il cielo di sera è nitido, pare che le stelle si siano date appuntamento sopra l’isolotto e quando dal mare dolcemente quasi per miracolo si leva la luna, per me che da sempre soccombo alla sua bellezza,   lo spettacolo diviene sublime: i pensieri si generano e si rigenerano, mi sfuggono e non riesco più a trattenerli, il terrazzo della mia casa di pietra sul lago diviene realtà e ripenso ad un’altra notte in cui le stelle proprio li si erano date appuntamento e…quell’assenza diviene mancanza.   


Il mattino del giorno successivo, con la guida si visita l’isolotto e l’abbazia il cui punto più alto visitabile si raggiunge dopo aver percorso 350 gradini . L’affluenza turistica, nonostante sia ottobre, è notevole e quasi fastidiosa.


A questo punto parrebbe che abbiamo già visto parecchio e forse siamo inconsapevoli che molto altro dobbiamo ancora vedere.

Terminata la visita a Mont Saint Michel, dopo aver appreso la bonaria rivalità fra Bretagna e Normandia, si va proprio verso la BRETAGNA.  



SAINT MALO, la città dei corsari è molto graziosa. Il pullman con ARIANNA rimane nei pressi del porto  dove è ormeggiato un galeone, credo per attirare l’attenzione dei turisti  e noi facciamo una bella passeggiata sui bastioni e le fortificazioni.

Il tempo è bello e ci godiamo l’ampia  spettacolarità panoramica  che la  vista di ciascuno di noi riesce a catturare.

“ Le 6 di Normandia”  sono insieme, forse qualcuna in avanti e qualche altra  più indietro a chiudere il gruppo ovvero Marica “la più grande” che  vanta uno spirito invidiabile. Basti pensare che non eravamo ancora rientrati e  già stava pensando a un prossimo viaggio da farsi a dicembre.

Nonostante l’abbondante colazione il desiderio di qualche specialità culinaria non ci manca,  in particolare a Grazia che in qualità di restaurant manager quale è , se ne intende ...

La scelta è caduta su di un ristorante creperia alquanto affollato  con i camerieri vestiti da corsari e quindi siamo state costrette a qualche minuto d’attesa, ricompensata da ottime crepes al grano saraceno e galette.

Saint Malo indubbiamente richiedeva maggior tempo per poterla visitare meglio poiché è davvero molto caratteristica ma in certe circostanze occorre accontentarsi. Le stradine sono fiancheggiate da numerosi negozi di souvenirs e ovviamente anche a Saint Malo è presente un’importante Cattedrale dedicata a San Vincenzo di Saragozza. Trattasi di una cattedrale cattolica Saragozza ed è stata la cattedrale della ex diocesi di Saint-Malo, soppressa nel 1801. 

Si prosegue e si raggiunge QUIMPER,  un comune francese di 63 642 abitanti, capoluogo del dipartimento del Finistère/Penn-ar-Bed, sempre in Bretagna. È l'antica capitale della regione storica della Cornovaglia francese. I suoi abitanti si chiamano Quimpérois .

E a QUINPER all’OCEANIA Hotel , per la gioia di tutto il gruppo si soggiornerà per ben 2 notti .

Siamo a mercoledì 23 ottobre e il tempo non è  troppo clemente: c’è una leggera nebbiolina che si dissolverà solo più tardi.


La mattina inizia con la visita alla presenza di una guida al complesso parrocchiale di Pleyben, costruito fra il XV al XVII secolo, che vanta il calvario più importante di tutta la Bretagna. La cattedrale  è ricca di decorazioni floreali molto colorate e un confessionale cilindrico alquanto particolare.   Stupende le vetrate.

Da Wikipedia : I calvari sono molto diffusi principalmente nelle regioni nord-occidentali della Francia, in Bretagna (Complessi parrocchiali della Bretagna) e in Belgio,  ma sono abbastanza comuni anche in Italia e in Spagna, le cui strade presentano ai loro lati questi monumenti, solitamente protetti da una tettoia. I calvaire bretoni sono tra i più noti calvari e si distinguono da quelli più semplici, composti dal solo crocifisso, per la loro complessità e la presenza di altre sculture che circondano la Crocifissione stessa, che in genere rappresentano la Vergine Maria gli apostoli di Gesù, ma a volte anche santi e altre figure dell'iconografia cristiana.

 E dopo il sacro, una spettacolarità naturale di straordinaria bellezza, il promontorio di Penhir: la nebbiolina si è dissolta e noi ci ritroviamo nel mezzo di alcune scogliere bretoni.


Il gruppo si sparpaglia , ovunque scorci mozzafiato. Se paragonate alle scogliere irlandesi sono più basse ma comunque maestose.


 Dopo la Cattedrale e le scogliere un pranzetto è quasi d’obbligo: in Bretagna  le specialità sono le ostriche e le capesante. Ci si ferma  in un paese marinaro adagiato intorno a un bel porticciolo  di cui  non ricordo il nome ( forse Cameret ur mer)  ma di cui  ben ricordo l’accogliente ristorante dove abbiamo mangiato le capesante che qui si chiamano Blanquette de St Jacques .


 Raggiungiamo quindi  LOCRONAN, un comune francese di 837 abitanti situato nel dipartimento del Finistère. Un bel contesto, nel centro alcuni edifici cinquecenteschi e seicenteschi si raggruppano attorno alla piazza, su cui si affaccia anche una chiesa gotica del XV secolo che ovviamente visitiamo. Dedicata a Saint  RONON è un’edificazione meritevole d’attenzione.



Nei pressi della Chiesa una libreria celtica-isoterica dove si possono acquistare pietre dai poteri magici.

Nel gruppo delle 6 di Normandia, qualcuna potrebbe averne bisogno e quindi la libreria incrementa gli incassi con la vendita di 3 pietre.  La reale potenzialità delle pietre si saprà soltanto in futuro.


 La giornata è stata intensa ma molto piacevole ed è indubbio che ciascuno di noi ha incrementato il proprio bagaglio culturale. Si ritorna a QUIMPER per una visita alla città, ci si addentra  per le vie, si ammirano anche qui le caratteristiche case a graticcio, pare ne siano presenti una settantina, si fa qualche acquisto, e noi 6 di Normandia ci “facciamo” un buon aperitivo a base di Pastis proprio dinanzi alla cattedrale. 

Si cena a Quimper con il gruppo al completo: 22 turisti più autista e accompagnatrice. 

Ritorno all’hotel OCEANIA e poi…..




Le  ore del mattino sono oro quindi si parte presto . La prima meta è CONCARNAU, un villaggio di pescatori  caratterizzato dalla “Ville Close”, racchiusa fra le mura. Arriviamo che i cancelli per la percorrenza delle mura di cinta sono ancora chiusi, aprono alle 9,30: dovremo attendere.

Dopo CONCARNAU raggiungiamo CARNAC un ampio spazio – potremmo definire grandi prati - con file di menhirs, megaliti piantiti in verticale  dei quali tutto si suppone e nulla di certo si sa.

Un contesto indubbiamente  curioso ove la fantasia può sciogliere le briglie e dare vita alle più fantasiose leggende.

 


VANNES

Città d'arte e storia, fu fondata dai Romani dopo la vittoria contro i Veneti nel 56 a. C.

Vannes si trova alle porte del Golfo di Morbihan, nel sud della Bretagna, sull'estuario della Marle. Già fortificata dai Romani, la città si sviluppò all'interno dei suoi bastioni in epoca medievale, poi all'esterno nel XVII secolo, con la costruzione di numerosi palazzi signorili. Residenza dei duchi di Bretagna, Vannes ha un centro storico di grande bellezza, con 171 case a graticcio!  

Si possono ammirare i bastioni medievali, tra i meglio conservati della Bretagna, che danno vita ad una suggestiva passeggiata attraverso la Garenne, un sentiero che li costeggia, punteggiato da giardini e bei lavatoi.

Notevole la presenza della raffigurazione di un ermellino bianco su fondo rosso in uno degli splendidi giardini: l’ermellino era il simbolo dei duchi di Bretagna  e stava a significare “ morire senza macchia”.  

CONCARNAU, CARNAC, VANNES ma non è finita  qui.



Si riparte per la serata e la notte ad ANGERS , un comune francese di circa 152.000 abitanti capoluogo del dipartimento del Maine e Loira nella regione dei Paesi della Loira. Capoluogo dell'omonimo arrondissement, è la capitale storica dell'Angiò.

Anche qui, purtroppo arriviamo troppo tardi per visitare il Castello medievale  immerso in eleganti giardini che visto esternamente è imponente  con ben 17 torrioni alti 50 metri e realizzate in pietra bianca.

Con l’accompagnatrice si fa una passeggiata per la città e poi rimane il tempo per organizzarsi come si desidera e la  cena libera per chi vuol cenare.

A noi “6 di Normandia” si aggrega l’autista Arianna intenzionata a cenare con noi ma poi ci lascia e ritorna  dopo cena per tornare in hotel insieme.

Abbiamo onorato della nostra presenza un bel ristorante accanto alla Cattedrale: LA FERME , piatti light e porzioni leggermente esigue, ma compensate da dessert incredibilmente abbondanti. Profiteroles serviti in una ciotola tipo insalatiera, se non m’avesse aiutato Grazia sarei stata costretta ad avanzare.

Come le altre sere a tavola si ride, si scherza, si parla e io da osservatrice quale mi ritengo essere, riscontro che queste 6 donne, forse supportate anche dallo spirito invisibile  del “viaggiare” , si sono trovate nella stessa dimensione. 

Si trascorre la notte al NOVOTEL ANGERS CENTRE e la mattina si riparte per la visita al CASTELLO di CHENONCEAU detto anche  CASTELLO DELLE DAME la cui storia alquanto intrigante pare la trama di uno splendido romanzo. L’edificazione è avvenuta sul fiume Cher  nel XVI  secolo.


L’interno è elegantemente arredato con mobili dell’epoca  ed alle pareti  si possono ammirare preziose opere d’arte fra le quali L’EDUCAZIONE ALL’AMORE di CORREGGIO e LE TRE GRAZIE di VAN LOO, oltre a numerosi arazzi fiamminghi.    

Nelle cucine il pentolame in rame luccica e sui mobili  settimanalmente vengono posizionati composizioni floreali fresche che danno l’illusione al visitatore che si tratti di un castello abitato. 

Terminata la visita al castello di CHENONCEAU il gruppo di 22 si scompone: 15 ripartono per PARIGI e 7 in pullman partono per CLERMON FERRAND, la città nera, poiché edificata su di un cratere.

Nicla, appartenente alle “6 di Normandia” se ne va, rientrerà in Svizzera in aereo da Parigi e noi 5 siamo molto dispiaciute. E’ stato veramente bello stare insieme.

Io e lei, poiché la distanza non è significativa, ci siamo promesse di rivederci.   

Potrei fermarmi qui in quanto  “ ciascuno ha avuto la sua sera”, a Parigi o a Clermont Ferrand e il  giorno successivo è stato riservato al rientro.


 




Anche la seconda esperienza BOSCOLO è stata positiva e non escludo affatto di replicare di nuovo.

Ottobre 2024 – Y.Pelizzari - 


mercoledì 14 agosto 2024

CUORE NASCOSTO FERZAN OZPETEK

 

CUORE NASCOSTO  FERZAN OZPETEK

 

“ Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte”

 Edgar Allan Poe

 


Dopo aver letto ROSSO ISTANBUL, SEI LA MIA VITA, COME UN RESPIRO, vedendo in libreria CUORE NASCOSTO non ho esitato: l’ho preso fra le mani , mi sono recata alla cassa e sono uscita con “il mio libro” nella shopper-bag,  certa che non ne sarei rimasta delusa e così è stato.

L’ho letto in un baleno e oggi intenzionata a riporlo in libreria ho sentito l’esigenza di rileggere alcuni passaggi che avevo evidenziato ed ancora mi sono emozionata.

In spiaggia, incurante di bimbi  rumorosi e chiacchiericci vari,  mi sono lasciata trasportare dalle pagine di Ferzan Ozpetek e mi sono ritrovata dentro questa splendida storia  dal finale sorprendente.

Lo stile letterario del regista sceneggiatore e incredibilmente coinvolgente supportato da alcuni parti sotto forma di lettere e così m’avvolta  un turbine di  emozioni: ho indossato situazioni sgradevoli  ( fortunatamente) mai vissute ma soprattutto mi sono trovata immersa in sentimenti a me famigliari descritti con maestria.

A tratti la narrazione è così intensa che personalmente non sono riuscita a reprimere qualche lacrima.

Un libro che infonde bellezza a chi legge, esalta la bellezza dei sentimenti e non trascura di evidenziare la spietatezza della vita che crea situazioni incredibili causando dolori atroci.

 

Ambientato a Roma, le protagoniste sono due donne; due donne che s’incontrano un’unica volta In Sicilia in un pomeriggio.L’una è adulta, Irene,  ed è alla ricerca di un uomo che ha molto amato  e che improvvisamente è sparito, svanito nel nulla, l’altra è Alice, una bambina che sogna di divenire attrice.

Due donne che rimarranno legate tutta la vita, oltre la vita.

Non intendo aggiungere altro ma insisto a suggerirne la lettura prima che OZPETEK ne faccia la trasposizione cinematografica, poiché credo convintamente che lo farà.

 

Qualche stralcio ritengo possa indurre a comprendere meglio l’importanza del contenuto.

 

-         Dopo il tempo della  speranza, quando nulla sembra ancora perduto, c’è quello della resa e della rabbia. Si mi sto arrendendo all’idea che tu mi abbia davvero lasciata….

-         La bellezza ha il potere di lenire ogni ferita.

-         Viaggerò, mi divertirò, incontrerò altre persone, farò l’alba con amanti di una notte, ma il mio cuore resterà nascosto per sempre dietro la porta.

-         Il mondo non è bianco o nero ma grigio in tutte le sue sfumature…Ed è in quelle sfumature che si nasconde il vero amore, ciò che desideriamo più di ogni altra cosa a mondo. Tutti possediamo un punto di grigio o di rosso o di blu, che colora le nostre fantasie. L’attrazione è una reazione chimica sorprendente e irripetibile….

-         Mentre ero li non ho potuto fare a meno di notare pile di libri che insegnano a essere felici. A diventare donne e uomini di successo, a sviluppare il proprio talento, a creare il business vincente, a crescere figli perfetti… E perché, allora, non scrivere invece un manuale su come rovinarsi la vita?

-         Non sempre amiamo raccontare tutta la verità, spesso scegliamo la parte più vantaggiosa per noi, quella che ci mostra nella luce migliore. Ci sono cose che preferiamo tenere lontane anche danoi stessi.

-         Qualche giorno fa un amico mi ha chiesto se fossi felice. Ci ho pensato un po', e alla fine mi sono dovuta arrendere. Gli ho risposto che non lo sapevo. Che cos’è la felicità? Uno stato perenne di euforia? La gratitudine di essere vivi nonostante tutto? L’accontentarsi di ciò che si ha, qualsiasi cosa sia? Se si tratta di questo, allora no, non sono felice, né potrei mai esserlo. Accontentarmi non è mai stata la mia specialità…..

 

Agosto 2024 – Y.Pelizzari

venerdì 28 giugno 2024

LA FORZA DI ESSERE MIGLIORI - VITO MANCUSO

 

LA FORZA DI ESSERE MIGLIORI – VITO MANCUSO


 

“ La qualità della nostra vita interiore, il valore di ciò che siamo dipendono da noi e illuminano il nostro destino”

 Non è un romanzo e neppure un manuale contenente le istruzioni per diventare migliori, anche se è indubbio che Vito Mancuso con questo trattato sulle virtù cardinali ( Saggezza/conoscenza -giustizia -fortezza -Temperanza/moderazione)   aiuta coloro che lo desiderano, ad intraprendere  il cammino per migliorarsi, essere migliori (e non  “ i migliori”) .

“Solo colui che recupera il senso profondo dell’essere forte, saggio e temperante può infine essere giusto, e fiorire in armonia con il mondo.”  

 Dal mio punto di vista è  un trattato  importante ed illuminante  che induce alla riflessione fornendo dettagliate spiegazioni anche a quelle convinzioni che già insite dentro di noi, necessitano comunque di approfondimenti.

Essendo Mancuso filologo si sofferma sull’etimologia delle  parole e mette in risalto come  alcuni vocaboli  sono entrati nel nostro dizionario - tradotti dal greco o dal latino - con un significato  non del tutto corrispondente all’originale o addirittura travisato ( come nel caso del Padre Nostro in cui “dacci oggi il nostro pane quotidiano”  doveva essere “il pane sovra- naturale” come è stato tradotto nella lingua francese).

 Sintetizzando ,  Vito Mancuso ha scritto questo libro poiché sostiene che viviamo in una società il cui modello di sviluppo è basato sull’adorazione degli oggetti  e non la lettura, la cultura, la partecipazione alla vita sociale e politica.

Riprendo quanto scritto in quarta di copertina:

“ Consumiamo, inquiniamo, ma così devastiamo noi stessi e il nostro pianeta. Essere migliori è diventato quindi un’urgenza, e il lavoro etico e spirituale una necessità non rimandabile.

Ma come far nascere, in noi, il desiderio di praticare il bene? Dove trovare una motivazione che sappia liberarci dalle catene dell’effimero della società? Riscoprendo le nostre radici che affondano nella cultura classica e nella tradizione cristiana.”

 Non mi è facile esporre un sunto del contenuto di questo trattato la cui lettura, a parte la difficoltà iniziale, mi ha dato molta soddisfazione. Ho molto apprezzato i passaggi in cui l’autore mette a confronto le diverse ideologie/ teorie  partendo da Platone, Socrate, Aristotele, Marco Aurelio quindi all’ebraismo, al buddismo, all’islamismo e ancora Kant , senza trascurare il filosofo preferito da Hitler e Mussolini ossia Nietzsche .  

Interessante anche il capitolo in cui l’autore sostiene l’inutilità delle mortificazioni proposte dalla nostra religione  e la smentita del dogma del peccato originale mentre elogia la pratica della meditazione in quanto pratica spirituale è un’opera di guarigione della mente.

 Mi fermo qui e riprendo qualche stralcio:

-         Beato cioè chi con la sua vita non ripete una melodia composta da altri, o che addirittura si vende volta per volta suonando per chi paga di più; beati coloro, tanti o pochi che siano, che sono compositori ed esecutori creativi della propria esistenza.

-         Essere migliori significa lavorare per diventare veramente sé stessi…

-         Platone “ Coloro che sbagliano nella scelta dei piaceri e dei dolori ( e questi sono i beni e i mali) sbagliano per mancanza di scienza.

-         Ma cosa siamo veramente? Pulvis o imago Dei? La risposta più saggia è: Dipende. Da quello che pensiamo. Ogni essere umano dipende dal pensiero che ospita, perché tale pensiero dà forma al suo essere e al suo agire. Si legge all’inizio del Dhammapada, il libro sacro più venerato dal buddhismo therevada. “ Tutto che siamo è generato dalla mente, è la mente che traccia la strada. Attenzione però: qui non si tratta del pensiero come opinione o come teoria, ma del pensiero come coscienza. Quello che siamo dipende da quello che facciamo e quello che facciamo dipende dalla nostra coscienza, sicchè alla fine ognuno di noi è la propria coscienza.

-         Hannah Arendt: “ Coloro che non sono innamorati della bellezza, della giustizia e della sapienza sono incapaci di pensiero”

-         Meng-tzu “ E’ un grande uomo colui che non perde il suo cuore da fanciullo”

-         Florenskij ” Il segreto dell’attività creativa sta nel conservare la giovinezza. Il segreto della genialità, nel conservare l’infanzia, la disposizione d’animo dell’infanzia per tutta la vita”

-         …chi ama veramente supera sempre se stesso, cioè passa dalla semplice vita all’esistenza.

 Trattasi di un libro che ho letto con la matita in mano: le sottolineature sono moltissime e le pagine evidenziate numerose per cui non lo riporrò in libreria poiché  molti passaggi li rileggerò.

A chi apprezza VITO MANCUSO, TEOLOGO, LAICO, FILOSOFO attualmente docente del master in Meditazione e Neuroscienze dell’Università degli studi di Udine, non esito a suggerire la lettura di questo magnifico trattato.

 28 Giugno 2024 – Y.Pelizzari

giovedì 2 maggio 2024

CI VEDIAMO IN AGOSTO- GABRIEL GARCIA MARQUEZ

 

 CI VEDIAMO IN AGOSTO- GABRIEL GARCIA MARQUEZ

Ci sono dei libri dalla copertina per me IRRESISTIBILE ai quali appartiene anche quest’ultimo di GABRIEL GARCIA MARQUEZ. Abitualmente acquisto i miei libri a LA FELTRINELLI di Piazza DUOMO, ma la scorsa settimana entrando in un supermercato e vedendo questo in esposizione , sicura che non ne sarei rimasta delusa poiché l’autore columbiano scomparso 10 anni fa, rientra fra i miei preferiti, l’ho acquistato senza neppure leggere il breve sunto all’interno dell’aletta.
In poche sere l‘ho terminato e l’ho trovato splendido.
Lo stile letterario è quello inconfondibile di Gabo: molto coinvolgente.
Con punte d’ironia narra storie incredibili e regala descrizioni che io ritengo “geniali” come ad esempio questa relativa a una situazione uomo-donna:
“ I suoi modi si erano raffinati con lo splendore della notte. Irradiava un’esalazione personale attraverso l’acqua di colonia recente e la sua conversazione era fluida e piacevole, però lei si sentì un po' persa, poiché sembrava parlare non tanto per dire quanto per nascondere”.

CI VEDIAMO IN AGOSTO è il frutto dell’ultimo lavoro di Marquez che al momento della sua dipartita stava ancora perfezionando, infatti ne sono state trovate 5 versioni e questa dovrebbe essere l’ultima.
I figli scrivono che il padre non ne era soddisfatto e pensava che andasse distrutto ma Gonzalo e Rodrigo leggendolo si resero conto che era pregevole e così hanno deciso di pubblicarlo e lasciarlo giudicare ai lettori.
Le ultime pagine del libro sono dei fac-simili del “lavoro in corso” di Gabo.
In sintesi la trama racconta la storia di una donna che ogni anno alla stessa data, il sedici di agosto, si reca sull’isola caraibica dove la mamma defunta aveva espressamente richiesto d’essere sepolta.
Ana Magdalena lasciava a casa marito e figli, prendeva il traghetto, prenotava un albergo e andava a portare un mazzo di gladioli sulla tomba.
Ma cosa accadde durante quelle notti di libertà ad Ana Magdalena poiché dopo alcuni anni si ritrovò notevolmente cambiata?
Indubbiamente è un romanzo che inneggia alla libertà , omaggia la femminilità e induce alla riflessione sul mistero dell’amore e dei rimpianti.
Non aggiungo altro: è un romanzo delizioso che solo Gabriel Garcia Marquez poteva scrivere.
Ma non finisce qui con i libri “irresistibili”, oggi in AEROPORTO ho visto l’ultimo di FERZAN OZPETEK e nuovamente senza nulla leggere, l’ho preso fra le mani e sono andata alla cassa.

Non esiste tempo migliore di quello passato leggendo un libro.

29 Aprile 2024 – Y.Pelizzari

lunedì 8 aprile 2024

CESENATICO - Il richiamo della Romagna

 

 CESENATICO - Il richiamo della Romagna

 



“I paesaggi  non sono semplicemente  panorami, sono luoghi interiori …” , così recita la prefazione a cura di Giulio Greco  alla mia silloge “ Al lago mi sento poeta”. 

E ciò corrisponde al vero poiché CESENATICO per me non rappresenta semplicemente una località di mare della Riviera Romagnola il cui porto leonardesco e le Vele storiche del Museo della Marineria  contribuiscono a fornire l’immagine di un luogo suggestivo, bensì  è una fonte di emozioni che si rigenerano ad ogni mio ritorno perché a Cesenatico, in periodi diversi, ci sono tornata più volte. 

La prima volta ci andai per caso senza curarmi neppure si sapere quale fosse l’esatta posizione geografica: m’informai sugli orari dei treni  in partenza dalla stazione Centrale di Milano e partii. Era maggio ed ero prossima ad un evento significativo della vita che però peccava di completa convinzione per cui  andai a Cesenatico intenzionata a riflettere lontano dalla mia quotidianità.

Mi trovai coinvolta in situazioni impreviste e sorprendenti, fra le quali un pomeriggio al Villaggio Azzurro dell’Aeronautica Militare  di Cesena in attesa che il controllore del traffico aereo  terminasse il suo turno. Non solo, sempre a Cesena,  in piazza del Popolo seduta sui gradini della Fontana Masini,  rimasi a contemplare un cielo stellato e ad ascoltare colui che magistralmente declinava i versi di A’ LIVELLA, di Antonio De Curtis.

La poesia mi ha  da sempre suggestionata e mettere in pratica il motivo per cui ero andata a Cesenatico, ossia  riflettere,  divenne complicato.

In ogni caso prima del mio ritorno a Milano, una luce penetrò il labirinto delle indecisioni e tutto mi apparve chiaro: la strada che stavo per imboccare era sbagliata.

Quindi il mio primo impatto con Cesenatico fu determinante nelle mie scelte.

Nella vita succede che le cose cambiano quando meno te l’aspetti e l’importanza di un incontro   spesso scaturisce dal primo sguardo, altre volte è la forza di un abbraccio a creare una storia, ma  nulla accade per caso.





 Ritornai a Cesenatico qualche tempo dopo  e vi trascorsi un’insolita estate: durante un’escursione turistica in mare a bordo di una motonave, insieme ad un’amica fui ingaggiata come “cameriera”.Le escursioni prevedevano la pesca, forse con le reti a strascico, non ricordo bene. Si pescava prevalentemente pesce azzurro e se ne pescava parecchio: fritto  al momento sulla motonave stessa, veniva servito ai passeggeri unitamente a vino bianco della zona: trebbiano o albana. L’esperienza fu molto positiva, le conoscenze molteplici e alcune amicizie si consolidarono anche se non si protraessero a lungo.

Gustave Flaubert scrisse una grande verità: “Le passioni impallidiscono quando le si trapianta”  e ritrovare le persone in ambienti diversi da quelli dove si sono conosciute, a volte possono apparirci diverse e meno affascinanti. 

Non vi è mai successo di innamorarvi al mare, durante l’estate e rivedere poi la persona oggetto dell’innamoramento in altro ambiente e trovarlo insignificante? A me  successe.


 Tornai a Cesenatico da giovane mamma e rifeci l’escursione in mare: seppi che la motonave  AQUILA D’ORO 71 aveva cambiato mare ed era stata trasferita  in Sardegna, dove credo sia ancora attiva e al suo posto  trovai LA NAVE DEL SOLE, la cui modalità  dell’escursione era rimasta invariata.

Tornai a Cesenatico da zia, ci ritornai con nuovi amici e sempre “ ci sono stata bene” anche se alcune volte più di altre. A Cesenatico ho persino ballato il liscio io, che il liscio non so ballare e comunque alle balere di Liscio preferivo la discoteca La NUIT o la PINETA della vicina Milano Marittima.     

A Cesenatico ho vissuto incontri insoliti ma significativi, sui quali non intendo soffermarmi, anche se ben li conservo nella memoria con gioia e senza rimpianto.


 La passeggiata lungo il Porto Canale anche nei casi in cui è super affollato di turisti, è per me rilassante, la disponibilità alla conversazione da parte dei gestori delle varie attività trovo sia una caratteristica non trascurabile.

Amo l’accento romagnolo e l’atmosfera spensierata che si respira per le strade  specialmente nella bella stagione.


Imperdibile la  visita alla Piazza delle Conserve nel centro storico:  qui sono stati recuperati un paio di  pozzi dalla forma tronco-conica che un tempo venivano utilizzati per la conservazione del pesce.

Amo la spiaggia sabbiosa, quella sabbia che s’infiltra ovunque sino ad essere fastidiosa  e amo pure il mare che rare volte ha il colore del mare essendo il fondale del Mar Adriatico sabbioso.



Al Molo di Ponente, gli iconici  capanni dei pescatori , delle piccole palafitte in legno dalle quali le reti vengono calate in mare per la pesca,  offrono uno scenario molto coreografico.

Singolare il grattacielo di 33 piani, costruito  nel 1958 su progetto dell’architetto Berardi in un luogo dove grattacieli non ce n’erano! E per qualche anno, con i suoi 125 metri d’altezza,  ebbe pure il primato d’essere il grattacielo più alto d’Europa.


E quando mi trovo a transitare dinanzi al Soggiorno marino AGIP- ENI in viale Carducci, non posso fare a meno di sorridere poiché penso a mio figlio che ci andò per la prima volta a 8 anni dopo di che mi è stato impossibile  fargli cambiare  destinazione: sino a quattordici anni ogni estate, terminata la scuola andava a Cesenatico. “ Troppo bello Cesenatico, troppo bello il pioppeto”- diceva , nonostante  già avesse visto il mare di Sardegna, di Corsica e  Grecia.

Probabilmente anche su di lui, CESENATICO esercitò notevole fascino e infatti l’anno che avrebbe compiuto 15 anni e quindi  non poteva più accedere al soggiorno Eni mi convinse a trascorrere una settimana all’Hotel Bristol  io e lui soltanto e ci divertimmo un mondo.

 Ero a CESENATICO pure nel 1998 quando  Marco PANTANI, il ciclista nativo del luogo,  vinse il Giro d’Italia e il Tour de France: ovunque  si sentiva parlare di lui e non c’era vetrina che non avesse esposto la sua foto .  Ricordo con piacere Cesenatico in festa per Marco Pantani soprannominato  “IL PIRATA”,  scomparso troppo presto e troppo giovane e al quale ora è dedicato uno spazio  nei pressi della stazione: Spazio Pantani.  Inoltre, anche  dinanzi al Gran Hotel di Cesenatico in Piazza Andrea Costa, in sua memoria,  dentro un’aiuola sono state  installate due grandi biglie contenenti la sua immagine che richiamano l’attenzione di  chiunque passi . 


Come tutti i luoghi, negli anni anche CESENATICO è cambiato, ma io ci ritorno sempre volentieri. Per me, fra le località della riviera Romagnola, rimane “il più bello” e quest’anno ci sono ritornata per trascorrervi Pasqua. Ho mangiato dell’ottimo pesce perché a Cesenatico la cucina è ottima quasi ovunque, ho rinfrescato i ricordi e ne ho arricchito la mia raccolta.

Cesenatico, non lontano da Milano e non così vicino, mi è rimasto nel cuore. 

Aprile 2024 – Y.P.

mercoledì 3 aprile 2024

NON TI MANCHI MAI LA GIOIA - VITO MANCUSO

 

Breve itinerario di liberazione

VITO MANCUSO

“Quando si sa, e si è in grado di esprimere quello che si sa, si è in possesso dell’arma principale per difendere la propria autonomia”

Ci sono periodi in cui siamo attratti dai romanzi, dalle letture poco impegnative che ci consentano di evadere dal quotidiano e magari ci fanno sognare. Ma poi ci sono periodi in cui ci poniamo molteplici domande a cui non sempre siamo in grado di rispondere o semplicemente, la realtà ci appare particolarmente complessa  e  sentiamo la necessità di ricercare quei libri che possono aiutarci a meglio comprendere ciò che sta dentro e fuori di noi.  Il periodo che stiamo vivendo è indubbiamente molto complesso: i focolai di guerra non accennano a spegnersi e nonostante ciò il consumismo è sempre dilagante. I politici più che occuparsi dei seri problemi, mirano soltanto alla gestione e al mantenimento del potere senza un briciolo di dignità.

In questo saggio di sole 128 pagine le tematiche affrontate sono numerose: Dio, Anima, Politica...

 Molto  interessante l’ analisi sulla diversità fra DEMOCRAZIA FORMALE e DEMOCRAZIA SOSTANZIALE.

“…il senso della democrazia si compie quando si affrontano i problemi concreti dei cittadini e promuove il bene comune realizzando i contenuti sostanziali richiamati poco fa…..”

 “ …imperversa il narcisismo, inteso come riconduzione di tutto il proprio amore a se stessi. Il Dio dei nostri giorni si chiama IO. Noi viviamo nel tempo del Dio Io”.

 VITO   MANCUSO, teologo laico e filosofo con i suoi SAGGI è illuminante : i suoi scritti ci portano a maggior consapevolezza e ci permettono di entrare e attraversare quei labirinti che da soli forse non attraverseremmo mai.

I suoi studi gli consentono di mettere a confronto religioni e filosofie diverse, senza trascurare le varie civiltà e quindi ci offre più scuole di pensiero.  

Ne consegue che chi legge oltre ad ottenere un arricchimento culturale ha la possibilità di  analizzare e analizzarsi e magari intraprendere cambiamenti che se non avesse riflettuto non avrebbe preso in considerazione.     

Questo saggio a mio parere è molto interessante poiché analizza la società e il mondo attuale ed evidenzia “quanto siamo in trappola” e quanto sia complicato uscirne perché ci sono cose che dipendono da noi e  altre che siamo costretti a subire.

Ovviamente a livello personale, che non è mai solo individuale, qualcosa si può fare, una speranza c’è  e infatti nella quarta di copertina riporta il suggerimento di SENECA: “ Non ti manchi la gioia. Voglio, però, che ti nasca in casa: e ti nascerà, se sorge dentro di te”.

Per casa s’intende “la nostra interiorità”. 

Solo qualche stralcio:

 -         “Il cielo in una stanza”, cantava Gino Paoli più di 60 anni fa, musica, poesia sugli incontri d’amore con una donna. “Il mondo in uno schermo”, cantano oggi i nostri giorni, triste prosa della condizione della mente di molti di noi. Il progressivo impoverimento del linguaggio ne è un indiscutibile indicatore… Galimberti asserisce che si stima che oggi i giovani “se la cavano con 300 parole, se non di meno e aggiunge che è un grosso problema perché come ha evidenziato Heidegger, noi riusciamo a pensare limitatamente alle parole di cui disponiamo, perché non riusciamo ad avere pensieri ai quali non corrisponde una parola.

-         Per guidare l’automobile occorre la patente, perché non dovrebbe essere lo stesso per eleggere quelli che devono guidare un paese?

 -         Il Dio del passato non può e non deve tornare. Il Dio del presente a forma di Io è un incubo ogni giorno più aggressivo. Il Dio del futuro non ha ancora mandato segnali di sé. E noi, qui e ora, divorati dalla cupiditas senza limiti, siamo in trappola.

 -         Oggi le nostre coscienze sono sistematicamente esposte a un bombardamento continuo che promette piacere e felicità a chi soddisfa una serie di esigenze e prestazioni esteriori all’insegna dell’avere e dell’apparire. Ciò di cui abbiamo realmente bisogno , invece, ciò di cui hanno bisogno soprattutto le nuove generazioni, è una pedagogia della gioia che insegni come imparare a gioire interiormente all’insegna dell’essere e dell’autenticità…”

 Un libro di cui non esito a suggerirne la lettura e nel mio caso non lo riporrò in libreria, poiché lo riprenderò.

 Marzo 2023 – Y.P.