martedì 6 ottobre 2026

LACCI – DOMENICO STARNONE

 

LACCI – DOMENICO STARNONE

“ Per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto taciamo”

“L’amore è un contenitore dentro cui ficchiamo di tutto”

 

LACCI - In quarta di copertina il critico letterario Marco Belpoliti l’ha definito “ Un piccolo capolavoro” mentre Annalena Benini , giornalista, ha scritto “La storia spietata e precisa del rumore profondo che fa un matrimonio quando si spezza”.    

 Pubblicato nel 2014, il 2 settembre 2020 Lacci diretto da Daniele Luchetti è stato  il film d’apertura ( fuori concorso)  della 77ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Non l’ho visto, ma credo che l’adattamento cinematografico con attori e attrici come  Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante , sicuramente l’avrei apprezzato. 

Comunque tornando al libro  ammetto che si è trattato di una lettura che mi ha molto coinvolta anche perché amo i dettagli, le descrizioni meticolose e le analisi dei fatti e dei sentimenti.

La trama in sé stessa non è nulla di straordinario: si potrebbe sintetizzare descrivendola come la storia di un matrimonio scaturito  forse principalmente dall’attrazione che non ha retto alla quotidianità  e alle responsabilità che ne conseguono, come ad esempio quello di  divenire genitori.

La soluzione più sensata sarebbe stata quella di lasciarsi, separarsi ma per lasciarsi ci voleva  coraggio e spesso è proprio quello che manca ed allora si va avanti; i matrimoni, le unioni  diventano indissolubili anche in assenza dell’amore e da ciò ne deriva la condanna all’infelicità.

 Strutturato in 3 libri dentro un unico libro: il primo è una raccolta di lettere, leggermente  noiosa,  scritte dalla moglie abbandonata dal marito che vorrebbe che il marito tornasse , il secondo , scritto in prima persona,  è la narrazione del  marito che si è innamorato di Lidia, un amore durato nel tempo, mentre il terzo libro è il vissuto dei figli dentro una famiglia dove non era mancato il benessere ma trasudava l’insoddisfazione. 

Domenico Starnone, secondo me,  è stato geniale nel condensare in poche pagine il dramma di un matrimonio andato  in frantumi e durato comunque più di trent’anni.

Puntigliosa la descrizione dei sentimenti: pagine che invitano alla riflessione.     

 Senza nessuna presunzione di voler fare paragoni fra LACCI  e il mio LE PRIGIONI DEL BUONSENSO , ho riscontrato che i protagonisti di entrambi i LIBRI a tratti sono accomunati dalle medesime domande e  riflessioni.

 Stralci

Pag. 91 – Malgrado l’anello al dito ebbi un’amante quasi subito – 3 mesi dopo essere tornato a casa – e sono stato caparbiamente infedele fino a un anno fa. 

Pag. 97 – Del sesso si ride sempre anche se tutti sanno che può seminare discordia, rendere infelici, generare violenza, portare alla disperazione e alla morte.

 Pag. 104 – Ero giovane, mi sentivo attratta, non sapevo quanto è casuale l’attrazione. Ho capito tardi che m’incuriosivano gli altri né più ne meno quanto mi avevi incuriosito tu . Mi guardavo intorno disorientata. A ogni occasione dicevo – potrei avere un amore : è come la pioggia, una goccia urta a caso contro un’altra goccia, si forma un rigagnolo. Basterebbe insistere sulla curiosità iniziale, e la curiosità diventerebbe attrazione, l’attrazione crescerebbe fino a indurre al sesso, il sesso imporrebbe la ripetizione, la ripetizione fonderebbe una necessità e un’abitudine.

 - Se un uomo ama un’altra non torna mai dalla moglie per amore. 

Ottobre 2026 – Y.P.

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