mercoledì 14 luglio 2021

AL LAGO MI SENTO POETA- Yvonne Pelizzari

 

AL LAGO  MI SENTO POETA



1 Edizione GIUGNO 2021

Foto copertina : Portici di Rezzonico di Sonia Poncia

Prefazione

    I paesaggi non sono panorami, sono luoghi interiori e Yvonne Pelizzari ne è testimonianza inconfutabile. Dovunque la poetessa si trovi, pulsano nel suo cuore, chiamano e attendono...

    Sono amori che dall'infanzia si perpetuano per l'intera esistenza. Non si tratta di nostalgia; il sentimento è assai più profondo e coinvolge il modo stesso di osservare il mondo, di progettare l'esistenza e di rapportarsi con se stessi.

    Il lago, il profilo dei monti, la percezione di infinito, il variare delle stagioni, i colori del giorno e della natura, i sentieri, i fruscii, le case, le persone sono componenti essenziali di una realtà che germina e che si spande durante l'intera esistenza in un processo continuo di recupero e di creazione.

    Questa pubblicazione, mista di prose e di poesie, è il risultato di una passione inesausta che necessita di una realizzazione concreta, perchè non riesce a mantenersi nel settore sentimentale, affascinando il lettore e coinvolgendolo al punto di condurlo al proprio paese, da immergerlo nella propria vita, da donargli visioni interiori ed emozioni. E' un attestato di amore per la bellezza dell'esistenza, soprattutto quando la pandemia sembra spezzare il legame fecondo tra li essere umani. La bellezza ha sempre il sopravvento.

Giulio Greco

 

                                                        Recensioni

   

Chiara Bozzetti

13 luglio alle ore 09:57

 

"Al lago mi sento un poeta" un libro da leggere e meditare... Ho avuto il privilegio di trascorrere alla casa"Il Poeta" di Yvonne Pelizzari, autrice del libro, giorni unici, diversi e indimenticabili, respirando profumi e sapori di questo piccolo suggestivo angolo sul Lago di Como, Marena! Leggere in questi luoghi il libro mi ha riempito di pace e ha risvegliato in me anche desideri e riflessioni: cercare e scavare, andare e ritornare che tanto bene l'autrice definisce nel libro come "Inquietudine", emozione che mi appartiene e nella quale mi sono ritrovata. È un libro da portare con sé in viaggio o da leggere a casa, assaporando ogni frase, ogni descrizione che l'autrice scrive ben interpretando i nostri tempi! Un grazie sincero di cuore a Yvonne per averci fatto scoprire Marena e avermi dato la possibilità di assaporare ogni parola del libro nel luogo in cui è stato pensato e scritto. La foro di copertina è un esempio spettacolare dei paesaggi mai uguali, mai scontati che offre il Lago di Como in questo angolo da noi scoperto un po' per caso e ora diventato uno dei nostri "luoghi del cuore"! Con sincera gratitudine Chiara


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Un libro di poesie e non solo che si legge in un soffio, ma che si ha il piacere di rileggere per assaporare i paesaggi e le emozioni che li contengono, un soffio d’anima … ! Brava Yvonne, dipingi con la penna ! Complimenti! Elia Camilla Mariani

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Recensione di LENA MERLINA 
12 ottobre 2021

Un libro di poesie e non solo che si legge in un soffio, ma che si ha il piacere di rileggere per assaporare i paesaggi e le emozioni che li contengono, un soffio d’anima … ! Brava Yvonne, dipingi con la penna ! Complimenti! Elia Camilla Mariani

AL LAGO MI SENTO POETA (YVONNE PELIZZARI)
Sono stata davvero contenta di aver avuto modo di leggere e recensire, per questo gruppo, il volumetto di Yvonne Pelizzari, già da tempo cara e stimata conoscenza, la quale spero gradirà le mie umili impressioni.
AL LAGO MI SENTO POETA è un elegante volumetto autobiografico del 2021, scritto da Yvonne Pelizzari , che alterna prosa a poesia, per Ladolfi editore.
Dopo l'iniziale prefazione di Giulio Greco e un garbato testo narrativo (“Qui, dal balcone della casa di pietra”), che introduce il tema principale – di cui si parlerà in seguito – il volume prosegue con due sezioni: “Il Lago in me” e “Tempo di pandemia”.
Protagonisti sono il luogo natio dell'autrice, Marena, i paesaggi montuosi e, indiscusso su tutti, il lago di Como, molto vicino al borgo stesso.
Sono presenti pezzi di storia personale e familiare, in questa raccolta, come l'edificazione della “casa di pietra”, che i genitori di Yvonne costruirono a Marena; o l'irresistibile richiamo verso la città, pur continuando a portare sempre dentro al cuore il “borgo natio”, che, in modo più o meno regolare, avrebbe continuato a rivedere.
Con parole eleganti e dolcemente malinconiche, Yvonne pennella delle immaginette ideali e nostalgiche di un tempo che fu di Marena, deturpata, adesso, dall'intrusione di nuove costruzioni poco in sintonia con lo stile architettonico predominante.
Marena è un borgo tranquillo, così tranquillo da sortire l'effetto opposto sull'autrice la quale, a un certo punto, grazie ad una lettura, che le fu provvidenziale, da ragazza, capì cos'era quella smania che l'aveva sempre attanagliata: l'inquietudine. L'inquetudine di voler andare altrove, lontana da tutta quella calma, da tutto quel silenzio, incontro a una vita più movimentata e frenetica come quella che avrebbe conosciuto più tardi in città e che avrebbe, forse, soddisfatto e messo a tacere – ma solo ogni tanto – quella tempesta interiore che, col tempo, lei ha imparato a conoscere e a rielaborare in maniera più proficua.
È sempre però quella ormai nota inquetudine a spingere Yvonne a raggiungere, quando ne sente il bisogno, il lago, la cui vista placa l'animo e lo eleva liricamente a quella poesia più sincera e schietta, che le sgorga dal cuore. Ecco perché lei al lago si sente poeta!
Grazie a questo tormento interiore sono nati quadretti poetici come “Lago triste” (pag. 30); “Ancora profumo d'inverno” (pag. 31); “Il richiamo della città” (pag. 36) e le delicate e intime “Riflessioni” (pag. 44) e “L'inquietudine” (pag. 55), da cui traspare, incondizionato, il suo amore per il lago e per il seducente splendore dei paesaggi che vi si affacciano, con le loro romantiche viste mozzafiato, tali da esser capaci di suscitare, nell'autrice, la poesia più profonda e sincera.
Al lago mi sento poeta (Yvonne Pelizzari)
Edizioni Ladolfi
Pagine 66
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                                                                                24 dicembre 2022
AL LAGO MI SENTO POETA
Ho letto la tua raccolta di poesie e come sempre mi sono emozionata.
Hai descritto le tue emozioni e il nostro paese come se tutto fosse impresso su una tela.
Complimenti!                
                                                                                                       Patrizia Maccaferri
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lunedì 21 giugno 2021

POLIGNANO a MARE - La perla pugliese

 

POLIGNANO a MARE 

La mia lista dei desideri è alquanto lunga e credo inesauribile poiché in continua revisione: ogni tanto depenno una meta perché raggiunta, ma molto più spesso ne aggiungo altre.

POLIGNANO  a Mare  da tempo rientrava fra le mete desiderate.

Assai noto per la particolarità paesaggistica, è stato prescelto per l’ambientazione di alcuni film di successo come Io che amo solo te” diretto da Marco Ponti, ma deve la notorietà anche al Festival “IL LIBRO POSSIBILE” che quest’anno è alla XX Edizione.

Ebbene, io sofferente come molti a causa delle limitazioni agli spostamenti imposte dalla pandemia, ora che finalmente è consentito, in tempi brevi ho deciso di allontanarmi dalla consueta quotidianità e trascorrere qualche giorno a Polignano a Mare.


Considerando il periodo di bassa stagione e decidendo di viaggiare da sola, non ho avuto nessun problema a trovare ciò che cercavo e così ho prenotato all’Hotel  Dei Serafini, proprio nel cuore del centro storico, per potermi muovere senza difficoltà. Inoltre la terrazza dotata di Jacuzzi, con vista mare, di sera mi permetteva di riprendere panoramiche e scenari ragguardevoli.

Indubbiamente Polignano è molto scenografico con le edificazioni appuntate sopra gli scogli che scendono a picco sul mare. Scogli erosi dall’acqua e dal vento sino a divenire delle vere e proprie grotte: le numerose terrazze “belvedere” che fungono da chiusura ai vicoli stretti, deliziosi e sorprendenti con negozi d’artigianato che fanno da pareti laterali, regalano panoramiche mozzafiato.  

Con la luce intensa del giorno il borgo appare immerso nel blue e fra il fragore delle onde che si schiantano contro gli scogli creando effimeri elaborati schiumosi è facile dimenticare il tempo che scorre, mentre di sera, complice l’illuminazione magistralmente posizionata, lo spettacolo diviene superbo e inenarrabile.

Infatti, le terrazze belvedere di sera erano quasi inaccessibili, anche perché Polignano nel periodo in cui ho soggiornato era molto brioso poiché alcuni sono stati i giorni in cui si festeggiava il santo patrono: 14-15-16 giugno San Vito.

Mi è stato raccontato che la ricorrenza è molto partecipata e solitamente le manifestazioni sono numerose e sfarzose, ma a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia non ancora estinta, quest’anno le cerimonie sono state sensibilmente ridotte.

Credo comunque che la Statua di San Vito abbia viaggiato assai poiché una sera è stata dislocata dalla Cattedrale Matrice sita nel centro di Polignano e portata all’Abbazia, un altro giorno l’ho vista di ritorno  posizionata sopra un altare allestito su di un grande palco in un’ampia piazza nei pressi dello Scoglio dell’Eremita, dove si teneva una messa di fine evento.


In ogni caso il complesso bandistico ha dato un notevole contributo ai festeggiamenti ed anche di mattina per i vicoli non era raro incontrare qualche elemento della banda che suonava.

Il borgo antico è proprio peculiare, molto ordinato e soprattutto molto “fiorito”: ovunque si possono ammirare composizioni floreali che contribuiscono ad abbellire anche ciò che senza fiori apparirebbe meno bello.


La via Roma, molto frequentata e dove la presenza di locali pubblici è rilevante, è sormontata da luminarie che riportano il testo della canzone di DOMENICO MODUGNO, l’artista qui nato e al quale è stata dedicata una via ed eretta una statua che lo rappresenta: Lungomare Domenico Modugno. 

Penso che un sogno così non ritorni mai più
Mi dipingevo le mani e la faccia di blu
Poi d'improvviso venivo dal vento rapito
E incominciavo a volare nel cielo infinito
   
 



Quanto descritto corrisponde a grandi linee a Polignano turistico, ma Polignano è anche altro: angoli meno rappresentati nelle pubblicità  ma, secondo me,  di straordinaria bellezza poiché offrono scenari molto emozionanti.



Allontanandosi dal centro storico, uscendo  dall’arco marchesale, oltrepassando il magnifico ponte e camminando per circa 4 km sempre costeggiando il mare -  quindi oltre Cala Paura e il Porto Turistico  - si raggiunge  l’Abbazia di San Vito dinanzi alla quale ci sta il  porticciolo dei pescatori ai quali l’artista Micky Carone ha donato un’opera artistica qui presente dal 2015  denominata “ Voglio la luna”.


In questo punto   l’Adriatico assume un aspetto completamente diverso e le cave di tufo di un tempo ora sono delle piscine naturali, dove immergersi, è davvero molto gradevole.

Su questo tratto di costa si può trovare pure la spiaggia con qualche chiazza di sabbia.

Anche la vista ne è appagata: allungando la sguardo si vede benissimo il nucleo abitato che sorge sopra la costiera rocciosa.   


Pure andando dalla parte opposta  a San Vito , quindi dal centro storico  percorrendo Via Tritone si raggiunge il lungomare, si procede in direzione Scoglio dell’Eremita - habitat protetto del gabbiano corso in via d’estinzione - si oltrepassa il Museo d’Arte Contemporanea Pino Pascali (altro artista polignanese deceduto a soli trentatré anni),

si va oltre il campo sportivo e si raggiunge Cala Sala che mostrandola in fotografia è  facilmente confondibile con un paesaggio delle isole greche, se non fosse per la presenza di qualche trullo nelle vicinanze.





Come il solito non mi soffermo sulla descrizione delle chiese, del bimillenario ponte a 5 luci fatto erigere da Ferdinando II  e altri punti focali poiché  tali informazioni sono reperibili ovunque: io amo descrivere ciò che i luoghi mi trasmettono a livello emotivo poiché a distanza di tempo, rileggendo, possa rivivere almeno in parte,   le sensazioni.

Polignano l’ho trovata un gioiello paesaggistico e ritengo appropriato definirlo una “perla”: le magiche e  suggestive atmosfere hanno dato tregua alla mia inquietudine, la cordialità degli abitanti sempre disponibili alla conversazione mi ha permesso di conoscere meglio il luogo e le cene alla  Locanda del Porta Picc in via Anemone, grazie anche alla disponibilità e alle attenzioni di Dionisio – credo sia il proprietario/gestore-  hanno gratificato appieno il palato.




Del resto è risaputo che le specialità culinarie pugliesi sono eccellenti e porvi resistenza è complicato.




 Le citazioni  scritte un po’ ovunque per le vie del borgo come per esempio “ Ciò che non hai mai visto l’ho trovi dove non sei  mai stato” – “In questi vicoli stretti e tortuosi la parola è come il tuono, rimbomba e squarcia il silenzio alterando la quiete di questi luoghi abitati” , mi hanno indotta a credere che i polignanesi amino la cultura, che siano dotati di spiccato ingegno poiché nei negozi  ho visto prodotti artigianali pregevoli e pure cultori della bellezza perché  POLIGNANO è BELLEZZA ! Bellezza che  probabilmente  aumenterà maggiormente  perché i “lavori in corso” sono diversi.  




Indubbiamente ritornerei a POLIGNANO, ma le mete in programma sono parecchie e non so se ci sarà tempo per rivedere ciò che già è stato visto…. Comunque se il mio editore decidesse una partecipazione a ”Il libro possibile”, ne sarei entusiasta. 

Giugno 2021 – Yvonne Pelizzari  ( riproduzione vietata senza mio assenso)

lunedì 31 maggio 2021

FLORA - Alessandro Robecchi


FLORA - Alessandro Robecchi
 


 Abitualmente insisto e non abbandono  mai i libri a metà. Continuo la lettura fino all’ultima pagina anche quando non ne sono entusiasta. Sono convinta che la stesura di un romanzo richiede molto impegno e  un libro non chiede altro che di essere letto. Infine se il romanzo è pubblicato da Sellerio editore Palermo, come nel caso di FLORA di ALESSANDRO ROBECCHI,  penso sia una garanzia di buona lettura quindi anche se i primi capitoli non appaiono avvincenti proseguo….

Ebbene, in questo caso specifico ho letto un libro che avrei fatto benissimo a meno di leggere.

Non mi ha dato nulla se non una bella descrizione sul tuono a pag. 242. 

Un tuono forte, molto forte, e questa volta hanno visto anche il fulmine, lungo, elettrico, bianco e azzurro, ha fatto un rumore di ramo spezzato”

 L’autore Alessandro Robecchi scrive per vari giornali, per la televisione, per il teatro ed è stato pure editorialista de “ Il Manifesto”. Numerose sono le sue pubblicazioni con Sellerio come:  Questa non è una canzone d’amore -  Dove sei stanotte – Torto marcio- Follia maggiore e altri, quindi è già molto noto e sicuramente molto apprezzato.

 Io non avevo mai letto nessuna sua opera sino ad ora . FLORA è il primo e probabilmente non andrò oltre. Lo stile letterario di Robecchi  non è il genere che prediligo: dentro la storia la cui  protagonista è tale Flora De Pisis, una diva della televisione che la descrizione inequivocabilmente conduce a Barbara D’Urso,  ho trovato parecchie pagine del tutto inutili e molte descrizioni superflue.

 In ogni caso la trama secondo me poco avvincente è la cronaca di un rapimento. Flora De Pisis è la conduttrice di grande successo di una trasmissione d’intrattenimento dal titolo “Crazy Love” , il cui inventore, Carlo Monterossi, si considera pentito di aver inventato.

Praticamente il format si basa su storie strappalacrime, incontri dalle emozioni programmate, etc. etc. , ma comunque un programma dall’indice di ascolto molto alto.

Ovviamente quando la De Pisis viene rapita la trasmissione è sospesa e in tutto il Paese non si parla d’altro. Persino il governo ne è coinvolto poiché i rapitori chiedono un riscatto di dieci milioni di euro   e un’ora di trasmissione dal vivo senza filtri condotta dalla stessa rapita.

Non aggiungo altro. 

Confesso che sono in difficoltà a stroncare questo romanzo poiché sull’aletta interna c’è scritto che si tratta di “ un romanzo dal ritmo denso, che dosa magistralmente poesia e suspense, si intrecciano misteriosamente mondi lontanissimi: lo show nazional-populista della tivù, estremo esercizio del cinismo, e la Parigi degli anni Venti…..”

 Concludendo: io ho espresso la mia semplice opinione, decide voi se leggerlo o no. 

31 maggio 2021- Yvonne

sabato 22 maggio 2021

MALCESINE sul LAGO di GARDA

 MALCESINE



Indubbiamente molto accogliente ed elegante LIMONE sul Garda,  ma per me MALCESINE è tutta un’altra storia:  con l’antico CASTELLO SCALIGERO , oltre ad essere quel romantico borgo che affascinò Wolfang Goethe che lo descrisse in modo insuperabile consegnandolo alla storia della letteratura, come ho già scritto nella biografia di Riccardo Maffioli  VITA D’ARTISTA, mi ha davvero rapita.


Qui, lo sguardo non trova riposo, ogni angolo rivela bellezza: che sia

un antico portone in legno restaurato, una composizione floreale o la facciata di un’antica casa!

E’ sufficiente addentrarsi per i vicoli tortuosi,  i dolci sali-scendi,  ammirare il Palazzo dei Capitani del Lago con il giardino direttamente sul lago,  edificio risalente al XIII –XIV secolo dagli Scaligeri,  distrutto successivamente forse a causa di un incendio o di un terremoto e comunque  ben riedificato e divenuto dopo diversi passaggi proprietà del Comune di Malcesine, per provare meraviglia!

MALCESINE è rara bellezza e regala vedute inenarrabili.



Si raggiunge da Limone con il  battello di linea che effettua fermata al porto vecchio, nei pressi dell’Hotel Azzurro , dove vi è anche la biglietteria e,  dopo circa 20 minuti di navigazione si approda al porticciolo di Malcesine, dopo di che  non occorre far altro che camminare ed addentrarsi per le vie del borgo.


Non mancano i negozi “ tutto in giallo” dove regna sovrano il limone con i suoi derivati – prodotti di cosmetica, prodotti mangerecci come cioccolato, torrone e molto altro  nonché bevande varie -  e ovviamente l’olio di oliva della produzione locale perché gli uliveti sono ovunque sul Lago di Garda.

Non mi dilungo nella descrizione reperibile ovunque nelle guide turistiche, perché MALCESINE è soprattutto da vivere! Sono certa che per ciascuno di noi, in base alla propria sensibilità, sarà una fonte a cui attingere nuove emozioni!


Sia chiaro, pure Malcesine è una attrazione turistica con attività commerciali,  bar e ristoranti in abbondanza, ma diversamente da altri luoghi simili, lascia trapelare un’atmosfera  singolare, avvolgente che le conferisce qualcosa di speciale che definirei profumo d’antico, di autenticità.




Interessante da visitare il Museo della Storia Naturale del Baldo e del Garda che presenta al visitatore  un approccio multimediale rendendo la visita un'esperienza sensoriale completa: si può osservare, toccare, ascoltare...

L'allestimento mostra e interpreta diversi temi: flora, fauna  e non trascurabile la vista panoramica che si gode dalle finestre. 

 


Maggio 2021 – Y. Pelizzari