Il borgo di MARENA si è vestito di nuovo!
Forse le mie lacrime di ieri sono diventate pioggia, pioggia benefica.
Tormenti , nostalgia e inquietudini si sono liquefatti e in un’ora indefinita della notte una pioggia torrenziale, facendomi svegliare di soprassalto, si è abbattuta sulla casa di pietra, sui tetti di tutte le case del mio borgo e su molte zone della Lombardia: una pioggia benemerita che ha dissetato la terra arsa dalla calura dei giorni scorsi, ha dato vigore alle foglie degli alberi, ha ravvivato i fiori nei giardini e ha stimolato la crescita delle verdure negli orti.
Qui nella casa di pietra dove le emozioni in costante trasformazione cambiano colore e la vista è sempre appagata dalla grande bellezza che le sta dinnanzi, anche in giornate di cielo basso colore acciaio come stamattina, l’atmosfera a tratti persino surreale, emana magia.
Oltrettutto il mio borgo che da anni era sprofondato in un sonno profondo, quest’anno sorprendentemente si è risvegliato ed io non ho più ragione di scrivere che quando cala la sera il buio lo ingoia.
Marena si è evoluto e la sua nuova immagine è ben differente da quella degli anni precedenti: sin dall’affacciarsi delle prime ombre del crepuscolo, sugli ulivi dai tronchi nodosi recentemente ben disposti nel giardino poco distante dalla casa di pietra, si accendono fili di luci che sembrano stelle.
Non più silenzio sepolcrale bensì voci parlanti lingue diverse e qualche volta nell’aria s’ode pure della musica.
Anche i viottoli che s’addentrano nel cuore del borgo, dove le auto non possono accedere, non sono più deserti e frequenti sono gli incontri con stranieri.
Marena sta cercando di farsi conoscere nel mondo e i turisti stanno affluendo.
Anni addietro, quando mi venne l’idea di offrire la casa di pietra per brevi soggiorni turistici, a Marena era la sola casa vacanza mentre oggi, a distanza di un decennio o poco più, sono numerose e recentemente vi si sono introdotte pure agenzie straniere che forse hanno odorato profumo d’affari.
Marena comunque sta perdendo la sua autenticità e degli abitanti “ qui nati” saremo rimasti forse una decina.
Quella che è fu la casa dove nacque mio padre, che da tempo versava in condizioni funeste è stata acquistata da stranieri e completamente restaurata anche se la struttura originale è rimasta all’incirca la stessa: comunque le finestre sono tornate ad illuminarsi, sul terrazzo che corre lungo l’intera facciata sono stati posizionati vasi con fiori e piante e da “ Vecchia casa di MARON” è divenuta Villa Volpe.
Tanto vorrei scrivere e forse prossimamente lo farò, su questa casa che custodisce gli spiriti degli avi di mio padre dei quali, sebbene molti non li ho conosciuti, conservo il ricordo che mi è stato trasmesso attraverso le narrazioni verbali poiché la famiglia dei Pelizzari detti Maron nel borgo di Marena ebbe una rilevanza significativa.
Certamente i proprietari di Villa Volpe nulla sanno e molto probabilmente nulla importa loro di quella storia che non gli appartiene, ma ciò è irrilevante: in silenzio a loro esprimo la mia gratitudine poiché con il loro intervento hanno evitato che la vecchia casa andasse in malora e trasformandola in casa vacanza permettono al “vivere” di tornare fra quelle mura.
Si, credo proprio che il mio borgo possa avere un futuro interessante e forse del tutto impensato.
Infatti sin d'ora la piazzetta del lavatoio è tornata ad essere il ritrovo di bimbi giocosi (a Marena ci sono diversi bambini ) ed è marginale se il lavatoio oramai funge da ricovero per i loro giochi. Del resto perché mai si dovrebbe fare il bucato a mano considerato che la lavatrice è divenuto un elettrodomestico di uso comune?
Mi fermo qui, poiché al mio borgo ho già dedicato un libro “ Il mio paese dentro un romanzo” e in più occasioni ho descritto accadimenti e impressioni personali.
2 giugno 2026 – Y.Pelizzari






Nessun commento:
Posta un commento