martedì 29 settembre 2026

AUTOBIOGRAFIA di uno YOGI - PARAMAHANSA YOGANANDA

 

AUTOBIOGRAFIA di uno YOGI

PARAMAHANSA YOGANANDA

 


“ Solo ciò che abbiamo dentro, noi possiamo vedere di fuori.   Se non vediamo Dei, è perché non ne ospitiamo noi”.

 Letto a seguito di un “ intenso”  suggerimento, confesso che a metà mi sono soffermata a fare delle ricerche sulla storia di questo libro che visto esposto  nelle librerie,  più volte l’avevo preso in mano ma senza mai  trovare la convinzione di acquistarlo.

 Ebbene , pubblicato la prima volta nel  1946  in inglese ne è seguita l’edizione definitiva  nel 1951 tradotta in più di cinquanta lingue.

Considerato un classico spirituale, pare abbia cambiato la vita a milioni di persone in tutto il mondo ed è stato inserito da un gruppo di teologi e luminari tra i 100 libri più importanti e influenti del ventesimo secolo.  

 Nella prefazione è scritto che “ il valore dell’Autobiografia di Yogananda è notevolmente accresciuto dal fatto che esso è uno dei pochi libri pubblicati in inglese sui saggi dell’India, scritti non da un giornalista o da uno straniero, ma da uno della loro stessa razza e educazione: in breve è un libro di uno yoghi. Quale relazione di un testimonio oculare delle straordinarie vite e degli straordinari poteri dei moderni santi indù, questo libro ha importanza nel tempo e fuori del tempo”.

 Paramahansa Yogānanda, nato Mukunda Lal Ghosh in un’agiata famiglia  a  Gorakhpur / Bengala il 5 gennaio 1893  e morto a Los Angeles, 7 marzo 1952.

E’ stato un filosofo, mistico e scrittore indiano. Yogi e Guru di fama internazionale,[ha trascorso gran parte della sua vita negli Stati Uniti d'America, dove ha introdotto molti degli insegnamenti sulla meditazione del Kriyā Yoga di cui nel libro se ne esplicita ampiamente.

Oltre a narrare la vita materiale e spirituale di Yogananda, il libro è ricordato per i molti passaggi dedicati all'interpretazione vedica di elementi della cultura ebraica e cristiana (per esempio il Giardino dell’Eden), sia da parte di Yogananda stesso che del suo maestro  Sri Yukteswar.

Vi si narra inoltre degli incontri fra Yogananda e numerosi personaggi celebri come Teresa Neumann, la santa Mâ Ananda Moyî, Mohandas Gandhi, Rabindranath Tagore, lo scienziato Luther Burbank (il libro è dedicato alla memoria di Luther Burbank, un botanico americano), e il Premio Nobel C. V. Raman.

Non ho la presunzione di voler fare una recensione di un libro così  importante e mi limito a esternare soltanto qualche mia impressione poiché il contenuto di questo libro mi ha davvero notevolmente “impressionata”. Non nego che di fronte ad alcuni avvenimenti non sono riuscita a tenere a bada  incredulità e quindi  scetticismo ma poi approfondendo e trovando  supporto nelle spiegazioni scientifiche mi sono  detta che  le nostre convinzioni dipendono unicamente  da come ci si predispone alla comprensione.  

La lettura  per me, inizialmente non proprio scorrevole poiché mi è stato necessario leggere sempre  le note a piè di pagina, man mano che procedevo, l’ho trovata molto coinvolgente e  interessante : indubbiamente ho imparato molto su tradizioni e  filosofie verso le quali solo in questi ultimi anni  sto orientando la mia curiosità.

Sono molto soddisfatta d’averlo letto, sono certa d’aver abbattuto diverse mie resistenze anche se nutro molti dubbi che m’inducono a  ricercare ulteriormente e ad approfondire. Credo comunque che il cammino verso la saggezza  ne abbia tratto giovamento come  la ricerca della spiritualità e la mia predisposizione all' introspezione.

Esprimo gratitudine verso chi ha insistito perché lo leggessi. 

STRALCI

L’illusione lavora nel mistero, tessendo innumerevoli tele, le sue visioni gaie non rammaricano mai. S’affollano l’una sull’altra, velo su velo: incantatrice che vuole essere creduta dall’uomo, che ha sete d’inganni.

…la legge dell’AMORE ha sempre risposto assai meglio di quanto abbia fatto la legge della distruzione…se decidiamo davvero di adottare la legge della verità e della non-violenza come legge di vita, ogni problema potrà trovare la soluzione.

Certe persone cercano di farsi alte, tagliando la testa agli altri.

Chi è lento nell’ira vale più del potente, e meglio vale chi domina il proprio animo, di chi s’impadronisce di una città.

Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, che talora non le pestino coi piedi e, rivoltatisi contro di voi, non vi sbranino ( Matteo 7.6.)

Quello che non ci diamo la pena di trovare dentro di noi, non verrà mai scoperto trasportando il nostro corpo qua e là.

L’intuizione è la guida dell’anima che si rivela spontaneamente nell’uomo nei momenti in cui la mente è calma.

L’uomo identificando sé stesso con un ego superficiale, ritiene per certo d’essere lui che pensa, vuole, digerisce alimenti e si conserva vivo; non riflette mai ( e di riflessione ne basterebbe poca), che nella vita d’ogni giorno egli non è che un burattino manovrato dalle sue azioni passate  ( karma), dalla natura e dell’ambiente. In ogni uomo le reazioni intellettive, i sentimenti, gli stati d’animo e le abitudini sono il corollario di cause passate, da ricercarsi sia nella sua vita attuale, sia in quelle precedenti.

 

Settembre 2026 – Y.P.

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