Nelle mie “ ispezioni stagionali” non ho trascurato LUCENA, il borgo situato “appena-appena” sopra MARENA. Ho lasciato la carrozzabile che sale verso le frazioni montane come Gallio, Noledo, Treccione, Carcente, San Martino e non solo e, mi sono incamminata sulla mulattiera che s’addentra nel cuore del borgo dove alle auto non è consentito l’accesso.
Ho attraversato la piazzetta poco distante dal grande lavatoio: sicuramente molto briosa nei decenni passati, ora è abitata dal silenzio e la bella casa in pietra a vista che per un certo periodo fu “casa vacanza”, lascia trapelare soltanto profumo d’abbandono.
Diverse case comunque ben rimaneggiate lasciano immaginare che in estate l’affluenza a LUCENA non sia
insignificante e forse, anche il numero di chi vi abita abitualmente non è irrilevante perché comunque LUCENA è un borgo dalle dimensioni notevoli se confrontato con le altre frazioni.
La bella chiesetta che dall’alto del borgo domina i tetti delle case gode di una posizione stupenda consentendo a chi desidera collezionare panoramiche, scatti mozzafiato.
Anche la cascatella formatasi dallo scorrere delle acque della Valle di Noledo offre uno scorcio alquanto caratteristico godibile dal piccolo ponte sovrastante.
Indubbiamente LUCENA come molti altri borghi, è un borgo morente o forse un borgo-dormitorio, oramai idoneo soprattutto a trascorrervi brevi periodi di vacanza poiché è indiscutibile che offre un ambiente naturalisticamente meritevole e molto rilassante.
Purtroppo la mancanza di qualsiasi attività commerciale è un deterrente importante e la scomodità di portarsi gli approvvigionamenti “ a mano” penalizza particolarmente le persone meno giovani…
Come spesso succede durante queste mie “camminate”, non ho incontrato nessuno con cui poter scambiare quattro chiacchiere, rinfrescare il dialetto che sto dimenticando e magari raccogliere qualche curiosità.
Mi è stata riservata calorosa accoglienza soltanto da uno splendido gatto dal folto pelo bianco e rossiccio che mettendosi in posa si è lasciato fotografare e per un breve tratto, miagolando, mi ha scortata.
Non ho camminato soltanto fra le case, ho percorso anche i sentieri che fuori-escono dal borgo, nei pressi di un rigoglioso e giovane uliveto, mi sono fermata: ho goduto appieno di una gran pace!
Il lago visto dall’alto è sempre sorprendente e le acque scintillanti sotto i fasci di luce solare regalano illusioni ottiche inenarrabili.
Avevo già descritto LUCENA nel 2020 e non ho altro da aggiungere se non evocare il ricordo dell’Immacolata Concezione - festa del borgo che si celebrava l’8 dicembre - e richiamava gli abitanti di tutte le altre frazioni. Una folla numerosa accorreva per assistere ai “grandi eventi” quali l’incanto dei canestri che rappresentava una vera e propria competizione a chi spendeva di più poiché il ricavato serviva a coprire le spese per abbellire e manutenere la chiesetta, l’albero della cuccagna , il tiro alla fune… e poi l’immancabile sala da ballo improvvisata dove i più giovani ballavano i balli che oggi non si ballano più e gli incontri ravvicinati erano favoriti e attesi.
Sorrido tra me e me, erano tempi in cui ero poco più che una bambina , tempi non così lontani eppure di cui forse non è rimasta traccia.
Settembre 2026- Y.Pelizzari









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