LA VEGETARIANA – HAN KANG
HAN KANG nata in Corea del Sud nel 1970, figlia dello scrittore Han Seung-won,è stata insignita come lui, del prestigioso Yi Sang Literary Award e, nel 2024, del PREMIO NOBEL per la Letteratura.
LA VEGETARIANA pubblicato nel 2007 e tradotto in più lingue , nel 2016 ha vinto L'International Booker Prize (precedentemente noto come Man Booker International Prize - è un prestigioso premio letterario britannico assegnato annualmente alla migliore opera di narrativa tradotta in inglese e pubblicata nel Regno Unito o in Irlanda) con la seguente motivazione “ sbalorditiva miscela di orrore e bellezza” .
Si tratta di un romanzo che ho molto apprezzato per la trama alquanto originale e per lo stile letterario, secondo me, davvero geniale . Anzi “sbalorditivo”.
I protagonisti ovviamente portano tutti nomi coreani, per cui all’inizio ho avuto qualche difficoltà a collocarmeli nella mente, ma dopo una ventina di pagine, sono entrata nella storia senza comprendere assolutamente dove la storia mi stesse portando.
Pagine piene di sesso, ma non quel sesso volgare la cui descrizione può suscitare fastidio nel lettore. Definisco il sesso narrato da Han Kang “ incredibile, naturale e floreale” ma pure “violento”, poiché la violenza sessuale è innegabile.
La protagonista, sposata con un uomo per nulla interessante, a seguito di un sogno decide di non mangiare più carne e divenire quindi vegetariana. Decisione considerata stravagante e incomprensibile sia per il marito che per la famiglia d’origine che interviene brutalmente . In breve la decisione della protagonista non è rispettata e ne conseguono alimentazione forzata, ricoveri e molto altro.
La protagonista non avrebbe patologie terribili: è solo incompresa e il suo vissuto avrebbe necessità d'essere sviscerato, ma nessuno di coloro che le stanno intorno , cerca di approfondire le cause determinanti tale comportamento e quindi lei si chiude in sé stessa, intorno a sè sparge solo silenzio e lentamente con il sorriso sulle labbra si avvia verso “la montagna alberata”.
A quel punto la sorella maggiore che l’aveva fatta ricoverare nella clinica psichiatrica , inizia a porsi qualche domanda sino all’ultima : “ Perché è così terribile morire?”.
Non vado oltre, è una romanzo magnifico e credo che il PREMIO NOBEL sia stato più che giustamente assegnato.
Indubbiamente leggerò altri romanzi di questa autrice e per quanto concerne LA VEGETARIIANA mi sento di suggerirne la lettura. Non capita spesso di intraprendere romanzi così coinvolgenti.
19 Febbraio 2026- Y. P.

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