lunedì 1 giugno 2026

DIVORZIO A BUDA - SANDOR MARAI

 

DIVORZIO A BUDA  - SANDOR MARAI

 


Dopo aver riletto LE BRACI qualche mese fa, mi sono immersa a capofitto nelle opere di SANDOR MARAI ( Kassa 1900- San Diego 1989) , annoverato fra i grandi maestri della narrativa mitteleuropea e così dopo L’ISOLA, ho letto LA DONNA GIUSTA e qualche giorno fa ho terminato DIVORZIO A BUDA.

Scritto nel 1935, DIVORZIO A BUDA venne rivisto dall’autore medesimo e pubblicato nel 1939. 

Come tutte le opere di SANDOR MARAI non si tratta di un romanzo particolarmente “LEGGERO” ma  lo stile letterario elegante e meticoloso oltre che l’avvicendarsi delle situazioni  sempre sorprendente,  rendono la lettura molto piacevole e soprattutto appassionante tanto da faticare a fare delle pause.

 Già dal titolo è chiara la trama,  ovvero la fine di un matrimonio e quindi il divorzio che entrambi i coniugi intendono sottoscrivere .

Apparentemente nulla che rivelasse insoddisfazione, anzi pareva proprio una coppia ben assortita, forse un grande amore ma nulla è come appare. E dopo i primi quattro anni d’intesa, sono sopraggiunti quattro anni in cui è calato il silenzio.

Non esiste il momento preciso in cui una storia d’amore finisce. Le avvisaglie spesso neppure si avvertono anche perché in tema di sentimenti è coinvolta l’anima e l’anima è racchiusa in un luogo inaccessibile.  

Comunque spesso dapprima appare un dolore quasi impercettibile simile a un soave malcontento a cui non si presta attenzione ma  poi lentamente si scopre che “ è già successo” :  le conversazioni perdono tono,  il silenzio si amplifica, e tutto ciò che ieri aveva senso, oggi non ce l’ha più.

La nascita di un amore è rinascita, ma quando “tutto diviene vacuo, incomprensibilmente privo di significato, se questo darsi da fare, questo interessamento nei confronti del prossimo, non è animato da quella strana corrente, quel misterioso flusso di energia che scorre fra te e un’altra creatura umana….La vita è tutta qui. Poi ci sono altre cose che riempiono la vita. Ma la macchina funziona a vuoto, non macina niente”.

 Certo può subentrare la resistenza, la sopportazione, ma può pure accadere che uno  dei due decide di abbandonare il palcoscenico.

 Sandor Marai comunque anche in questo romanzo si sofferma sugli incontri che avvengono una sola volta nella vita, quegli incontri che lasciano il segno, indipendentemente da qualsiasi circostanza. Incontri che ti porti dentro a volte inconsapevolmente 

Ma poi, la vita, sai com’è…e l’altra persona…talvolta passa oltre. Non si riesce a spiegare. Nessuno può farci nulla. La vita va avanti, l’ordine inequivocabile è stato pronunciato, ….”

 Cenni di trama

 Il giudice Kristof Komives seduto alla scrivania del suo ufficio  esamina gli atti della causa di divorzio della quale l’indomani si terrà la sentenza. Lui è un bravo giudice, figlio di giudice, s’addentra negli atti, è suo obbiettivo emettere sentenze “giuste”.

Lo sfortunato eroe dell’udienza fissata per l’indomani  è un giovane medico che gode già di ottima reputazione,  è direttore del laboratorio chimico di uno degli ospedali di Budapest ed  era stato compagno di  Scuola di Komives: avevano frequentato insieme le medie e successivamente, ai tempi in cui erano studenti universitari,  si erano incontrati in qualche occasione mondana, alle serate danzanti e alle riunioni studentesche. Non sono comunque amici.

Entrambi si sono sposati, professionalmente realizzati.

Il matrimonio del giudice con figli e cane sembra proseguire al meglio, invece per il medico le cose sono andate diversamente nonostante lui di Anna, la donna che ha sposato, si era perdutamente innamorato e lo è ancora.

 Non vado oltre, non mancano i colpi di scena, Sandor Marai ritengo sia un genio a capovolgere le situazioni, a fornire al lettore la  sorpresa inimmaginabile.

 L’importanza del romanzo è da collocarsi nell’esamina dei sentimenti, nell’importanza di non trascurare i dettagli,  perché sono proprio i dettagli che spesso racchiudono “ il senso della vita”.

Nulla accade per caso .

 È un romanzo che ho apprezzato moltissimo anche perché nelle pagine di Sandor Marai ho trovato conferma alle mie convinzioni: un libro deve essere anche un confronto .

Inoltre essendo andata a BUDAPEST più di una volta, ho rispolverato ricordi sbiaditi, soprattutto le immagini del Danubio con gli spettacolari ponti  e poi BUDA e PEST.

 Maggio 2026 – Y.P.   

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