giovedì 19 febbraio 2026

LA VEGETARIANA – HAN KANG

 




LA VEGETARIANA – HAN KANG

HAN KANG nata in Corea del Sud nel 1970, figlia dello scrittore Han Seung-won,è stata insignita come lui, del prestigioso Yi Sang Literary Award e, nel 2024, del PREMIO NOBEL per la Letteratura.
LA VEGETARIANA pubblicato nel 2007 e tradotto in più lingue , nel 2016 ha vinto L'International Booker Prize (precedentemente noto come Man Booker International Prize - è un prestigioso premio letterario britannico assegnato annualmente alla migliore opera di narrativa tradotta in inglese e pubblicata nel Regno Unito o in Irlanda) con la seguente motivazione “ sbalorditiva miscela di orrore e bellezza” .
Si tratta di un romanzo che ho molto apprezzato per la trama alquanto originale e per lo stile letterario, secondo me, davvero geniale . Anzi “sbalorditivo”.
I protagonisti ovviamente portano tutti nomi coreani, per cui all’inizio ho avuto qualche difficoltà a collocarmeli nella mente, ma dopo una ventina di pagine, sono entrata nella storia senza comprendere assolutamente dove la storia mi stesse portando.
Pagine piene di sesso, ma non quel sesso volgare la cui descrizione può suscitare fastidio nel lettore. Definisco il sesso narrato da Han Kang “ incredibile, naturale e floreale” ma pure “violento”, poiché la violenza sessuale è innegabile.
La protagonista, sposata con un uomo per nulla interessante, a seguito di un sogno decide di non mangiare più carne e divenire quindi vegetariana. Decisione considerata stravagante e incomprensibile sia per il marito che per la famiglia d’origine che interviene brutalmente . In breve la decisione della protagonista non è rispettata e ne conseguono alimentazione forzata, ricoveri e molto altro.
La protagonista non avrebbe patologie terribili: è solo incompresa e il suo vissuto avrebbe necessità d'essere sviscerato, ma nessuno di coloro che le stanno intorno , cerca di approfondire le cause determinanti tale comportamento e quindi lei si chiude in sé stessa, intorno a sè sparge solo silenzio e lentamente con il sorriso sulle labbra si avvia verso “la montagna alberata”.
A quel punto la sorella maggiore che l’aveva fatta ricoverare nella clinica psichiatrica , inizia a porsi qualche domanda sino all’ultima : “ Perché è così terribile morire?”.
Non vado oltre, è una romanzo magnifico e credo che il PREMIO NOBEL sia stato più che giustamente assegnato.
Indubbiamente leggerò altri romanzi di questa autrice e per quanto concerne LA VEGETARIIANA mi sento di suggerirne la lettura. Non capita spesso di intraprendere romanzi così coinvolgenti.
19 Febbraio 2026- Y. P.

venerdì 13 febbraio 2026

LIMONOV - EMMANUEL CARRERE

 

                                                   LIMONOV                -                      EMMANUEL CARRERE

 


Limonov : “Appartengo a quella categoria di persone che non si sentono perdute in nessun luogo. Vado verso gli altri, gli altri vengono verso di me. Le cose si aggiustano naturalmente” . 

Ho acquistato questo libro sollecitata dagli sconti sulle edizioni GLI ADELPHI applicati qualche settimana fa da Feltrinelli  ma non solo… L’ho acquistato soprattutto perchè non conoscevo EMMANUEL CARRERE, considerato in Francia il più brillante scrittore della sua generazione  (è nato nel 1957)  ed è stato  proprio per merito di LIMONOV  pubblicato  nel 2011 ottenendo un grande successo che  è stato insignito nel medesimo anno dal Prix Renaudot.

 Entrando in merito al contenuto,  l’opinione in quarta di Yasmina Reza che apprezzo molto come scrittrice, mi ha immediatamente convinta che si trattava di un libro che  avrei dovuto leggere ed ora dopo aver perso qualche ora di sonno poiché mi ha molto coinvolta,  non  sono affatto pentita.

 LIMONOV è un libro stupefacente, inclassificabile. E sconvolgente…Gli uomini sono tutti legati a un’epoca e a pochi luoghi, i più avanzano come possono, passo dopo passo. LIMONOV vuole di più. Vuole sentirsi un essere vivente a tutti gli effetti. Che importano i valori e il consenso, sarà teppista, poeta, vagabondo, maggiordomo, mercenario e quasi criminale nelle inestricabili guerre dei Balcani, capo di un partito nazionalbolscevico nella Russia del postcomunismo, prigioniero a Saratov e poi a Lefortovo…..

Si tratta di una biografia la cui  lettura  è molto trainante.

EDUARD LIMONOV non è un personaggio inventato:  Dzeržinsk22 febbraio 1943 – Mosca17 marzo 2020  è deceduto in seguito ad un cancro ed ha attraversato la storia politica di anni alquanto movimentati e molto interessanti da analizzare: dallo scioglimento dell 'Unione Sovietica (URSS) governata dal Partito Comunista, nata nel 1922 dalla rivoluzione russa e dissoltasi nel 1991,  alla  Russia di Putin con l’ascesa al potere del medesimo, ma non trascurando neppure le terribili guerre fra Serbi – Bosniaci e  Croati dove lui ha partecipato attivamente.

 Ha indubbiamente vissuto una vita fuori dai canoni, avventurosa, persino scandalosa ,  con una abbondante collezione al femminile : mogli, fidanzate, amanti e  non solo,  poiché pare fosse bisessuale dichiarato ed infatti nel libro si racconta  che a New York,  Limonov ha vissuto una intensa relazione con un uomo di colore e ne sono forniti  i dettagli dei rapporti intimi.  

Ma ha sperimentato  pure Yoga e meditazione traendone vantaggio e scoprendo che la meditazione si può praticare ovunque, in forma discreta, senza dover assumere quella posizione un po' esibizionista di cui abusano le campagne pubblicitarie, che si tratti di acque minerali o di polizze assicurative.

Intellettuale acuto e scrittore di successo ha ottenuto notevole fama con i romanzi biografici  sia in Francia che in Russia e in alcune occasioni è stato descritto come un “poeta punk” russo. 

Ma anche fascista e infine dissidente:  anzi proprio lui ha definito Putin fascista usando questa parola forse per la prima volta,  in senso spregiativo  -  pag. 330.

 Leggendo questa biografia si ha la possibilità di conoscere non solo la storia assai recente ma anche di entrare un pochino nella mentalità dei popoli russi : secondo me emerge a chiare lettere  che  le informazioni che hanno raggiunto  noi occidentali  durante e successivamente lo scioglimento dell’Unione Sovietica corrispondevano solo in parte  a ciò che stava avvenendo e il periodo della perestroika è stato molto complesso ed anche contestato da una parte del popolo.  

Nulla di nuovo: la manipolazione dell’informazione è sempre di grande attualità, per questo ritengo sia importante leggere e approfondire qualsiasi argomento di nostro interesse al fine di evitare di schierarsi a favore di posizioni veicolate da altri. 

 12 Febbraio 2026 – Y. Pelizzari